Enzo Biagi
Odore di cipria

"Ho visto luoghi, da Stalingrado alle spiagge della Normandia, dal tribunale di Verona a quello di Norimberga, e raccolto confessioni; ormai sono sempre meno quelli da intervistare, e anche il giornalista ha più ricordi che aspirazioni."


Troppo noto l'autore e il suo tipo di giornalismo per doverne parlare ancora, ma quest'ultima prova è una specie di summa del suo stile e della sua personalità. L'odore di cipria è quello che diffondevano le donne della generazione che aveva vent'anni quando scoppiò la seconda guerra mondiale, odore che Biagi identifica con la giovinezza, con le prime esperienze professionali e umane.
Ma il libro non è una vera autobiografia, quanto l'insieme di ricordi, personali e collettivi, di un periodo storico dei più drammatici per l'Italia e per il mondo, ma alla tragedia vedono affiancate memorie che tragiche non sono, in quanto la giovinezza sa produrre anche sentimenti, impulsi, tensioni positive. Il tono antiepico e antiretorico che domina il libro, può sicuramente nascere dal desiderio dell'autore di non creare un'immagine di sé eroica o arrogante, ma anche da uno stile, mai gridato e mai roboante di dare la notizia, tipico del giornalismo di Biagi. Forse è umiltà, oppure è la capacità di dare vita e corpo a un fatto, partendo da un particolare, da una nota umana e imprevedibile che attiri l'attenzione del lettore e quindi offra spunti alla riflessione. Il "buon senso" spesso oggi disprezzato (ma che è uno dei principali pregi di Biagi), il buon gusto e l'ironia avevano già permesso al giovane giornalista di vedere tutto il grottesco che permeava la retorica fascista prima e quella bellica poi. Non si salvano neppure le meschine figure degli ex fascisti che avevano rapidamente cambiato bandiera una volta abbattuto il regime.
Il mondo descritto in questo libro sembra diviso in "persone perbene" e mascalzoni, e le persone perbene si possono trovare anche nei posti più improbabili, come ad esempio in una casa di tolleranza, luogo di socialità giovanile, oltre che del piacere istituzionalizzato.
Ricordi teneri come l'iniziazione sessuale o la lettura di libri "proibiti", oppure dolorosi come la perdita precoce di quel padre così poco conosciuto o i bombardamenti su di una città spaurita e innocente, si mescolano ai viaggi e alle interviste a personaggi che hanno fatto la storia o che l'hanno subita, in paesi lontani, con costumi e culture lontane da quelli della ironica e godereccia Bologna.
Tra le pagine più belle del libro, quelle sulla Norvegia, tra le più drammatiche e intense quelle sullo sconcerto dell'otto settembre, tra le più dolci quelle che ricordano la sua famiglia d'origine e la sua infanzia, intense quelle che ricordano l'Inghilterra e l'operazione al cuore affrontata in quel Paese, spassose quelle che rievocano aneddoti e piccoli scandali locali, pungenti quelle sul turismo sessuale nei paradisi caraibici. Fellini dichiarò una volta: "Se non siamo cresciuti del tutto deficienti è stato un miracolo" e Biagi conferma quanto fossero davvero tragicamente comiche le parole d'ordine d'epoca fascista, e quanto peccassero anche solo di senso dell'umorismo la maggioranza degli italiani. Ma la generazione di questo giornalista ha anche fatto la Resistenza, e il poco più che ventenne Biagi se ne andò con quelli di "Giustizia e libertà" a testimoniare attivamente il suo rifiuto della dittatura nazifascista. Ma anche le pagine che ricordano, con molto pudore, il momento epico della ribellione, mantengono il tono sommesso dell'intero libro a dimostrazione che se le azioni sono grandi non hanno bisogno di grandi parole.


Odore di cipria di Enzo Biagi
Pag. 150, Lire 26.000 - Edizioni Rai-Eri Rizzoli
ISBN 88-17-86265-7

le prime pagine
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I


"Disonoriamo la guerra": mi pare lo abbia scritto Guy de Maupassant. D'accordo: ma nessuno ha mai detto che è noiosa.
Uno scrittore francese ha spiegato: "Si fanno delle conoscenze". Ho vissuto i momenti più drammatici da giornalista: non sul fronte, ma in cronaca. Raccontavo i fatti della città. Ce ne erano anche di allegri.
Cominciai a ridere tristemente il giorno della dichiarazione fatale: 10 giugno 1940. Ci fu anche un discorso del segretario federale ai camerati fascisti; gridò: "Non abbiamo mai indietrato e non indietreremo mai". Pensai: neanche davanti alle difficoltà della grammatica.
Ricordo una vecchia vestita di nero, sola, davanti alla lapide che riproduceva il Bollettino della vittoria, quello di Diaz. Piangeva. Le chiesi de si sentiva male: "Ho perso mio fratello, l'altra volta".

Ero iscritto all'università e ci convocarono per annunciare che dovevamo considerarci tutti volontari. Commentò Giorgio C., che aveva letto la Bibbia ed era anche molto spiritoso: "Mi sento come Adamo quando Dio gli disse: 'Questa è Eva, e adesso scegli la tua sposa'".
Ci fu un tempo in cui i ragazzi di famiglia povera e di debole costituzione studiavano da prete. Ma poi venne la crisi delle parrocchie e delle vocazioni: meglio un qualunque diploma. Nel 1940 cominciarono a distribuirli senza troppe formalità. Nell'esercito, è noto, il soldato non deve pensare: provvede il superiore. Servivano ufficiali. "Largo ai giovani" era un motto del regime e c'era tanto spazio in Russia, in Grecia, in Africa.
Ci sono geometri che di notte, quando tira il vento, non dormono. A medicina, del resto, non facevano più domande sulla gotta, inconveniente dovuto a eccessi alimentari. Circolavano pochi soldi e si mangiava poco: le madri, per l'economia, erano meglio di Luigi Einaudi.
Bastava presentarsi in divisa: sahariana di orbace, un ruvido panno sardo, e fazzoletto azzurro.
Raccontavano di esami che sembravano scenette del varietà.
Domanda: "Quanti tipi di verbi ci sono?".
Risposta: "Due: maschili e femminili".
"Mi dica un verbo femminile."
"Partorire."
Ci fu uno che tra le opere minori del Tassoni elencò la cedrata.
Risero: diciotto.
I motti del capo li stampavano anche sulle facciate delle case cantoniere, lungo le strade. "Siamo contro la vita comoda", "Vivere pericolosamente", "Chi si ferma è perduto": nessuno sghignazzava.
Neppure i letterati, gli accademici d'Italia: indossavano la giacca inventata dal regime e ho ancora in mente il pancione di Mascagni che, armato di un moschettino (scarico!), faceva la guardia d'onore alla "Mostra della Rivoluzione Fascista".
Tutti in uniforme e con i distintivi: una quercia con tanti rami per i padri di famiglia numerosa, per segnalare i meriti del pistolino. Una pubblicità, in armonia con i tempi, spiegava che "le belle famiglie italiane si mantengono in buona salute con l'uso costante della Magnesia San Pellegrino".
Raccontavano in redazione che il Duce aveva detto al camerata Buffarini-Guidi: "Farò vedere agli italiani che coglioni ho". Non si avvertiva molta curiosità.


© 1999, Rai-Eri / RCS libri

biografia dell'autore
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Enzo Biagi è nato a Lizzano in Belvedere nel 1920. La sua carriera giornalistica è iniziata nella redazione del Resto del Carlino, come critico cinematografico. Saggista e scrittore, conduce anche una trasmissione televisiva per la Rai di inchieste e attualità: Il fatto.

bibliografia
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I titoli sono tratti da
Alice CD,
il catalogo su CD-ROM
dei libri italiani
pubblicato da
Informazioni Editoriali.


Biagi Enzo, 1943 un anno terribile, 1993, 368 p., Lit. 18000, "Bur illustrati", Rizzoli (ISBN: 88-17-11188-0)

Biagi Enzo, L'albero dai fiori bianchi, 1994, 200 p., Lit. 28000, RAI Radiotelevisione Italiana

Biagi Enzo, L'albero dai fiori bianchi, 1994, 196 p., Lit. 28000, "Opere di Enzo Biagi", Rizzoli (ISBN: 88-17-84353-9)

Biagi Enzo, L'albero dai fiori bianchi, 1996, 198 p., Lit. 12000, "Supersaggi" n. 186, Rizzoli (ISBN: 88-17-11686-6)

Biagi Enzo, Amori, 1988, 224 p., Lit. 23000, "Opere di Enzo Biagi", Rizzoli (ISBN: 88-17-85139-6)

Biagi Enzo, Amori, 1990, 224 p., Lit. 13000, "Supersaggi" n. 28, Rizzoli (ISBN: 88-17-11528-2)

Biagi Enzo, Anni di guerra (1939-1945), a cura di Pipino E., 1995, 304 p., Lit. 20000, "Bur illustrati", Rizzoli (ISBN: 88-17-11210-0)

Biagi Enzo, La bella vita. Marcello Mastroianni racconta, 1996, 196 p., Lit. 29000, "Opere di Enzo Biagi", Rizzoli (ISBN: 88-17-84481-0)

Biagi Enzo, La bella vita. Marcello Mastroianni racconta, 1997, 196 p., Lit. 29000, "Reportage", RAI Radiotelevisione Italiana

Biagi Enzo, Buoni cattivi, Lit. 26000, "Opere di Enzo Biagi", Rizzoli (ISBN: 88-17-85149-3)

Biagi Enzo, Buoni e cattivi, 1991, 246 p., Lit. 9500, "Supersaggi" n. 49, Rizzoli (ISBN: 88-17-11549-5)

Biagi Enzo, Cina, 1984, 272 p., br., Lit. 7000, "Bur" n. 531, Rizzoli (ISBN: 88-17-13531-3)

Biagi Enzo - Scalfari Eugenio, Come andremo a incominciare?, 1981, 192 p., Lit. 7500, "Opere di Enzo Biagi", Rizzoli (ISBN: 88-17-85138-8)

Biagi Enzo, Crepuscolo degli dei, 1975, Lit. 6000, "Bur" n. 49, Rizzoli (ISBN: 88-17-13049-4)

Biagi Enzo, Dicono di lei, 1978, 320 p., Lit. 8000, "Bur" n. 231, Rizzoli (ISBN: 88-17-13231-4)

Biagi Enzo, La disfatta, 1993, 238 p., Lit. 28000, "Saggi italiani", Rizzoli (ISBN: 88-17-84272-9)

Biagi Enzo, Disonora il padre, 1977, 224 p., Lit. 8000, "Bur" n. 159, Rizzoli (ISBN: 88-17-13159-8)

Biagi Enzo, Due romanzi e ventisette racconti, 1991, 384 p., Lit. 30000, "Opere di Enzo Biagi", Rizzoli (ISBN: 88-17-85054-3)

Biagi Enzo, Il fatto, 1995, Lit. 29000, "Reportage", RAI Radiotelevisione Italiana

Biagi Enzo, Il fatto, 1995, 336 p., Lit. 29000, "Opere di Enzo Biagi", Rizzoli (ISBN: 88-17-84419-5)

Biagi Enzo, Francia, 1982, 288 p., Lit. 7000, "Bur" n. 473, Rizzoli (ISBN: 88-17-13473-2)

Biagi Enzo, I come italiani, 1995, 240 p., Lit. 13000, "Supersaggi" n. 160, Rizzoli (ISBN: 88-17-11660-2)

Biagi Enzo, I come italiani, 230 p., Lit. 26000, "Reportage", RAI Radiotelevisione Italiana

Biagi Enzo, I come italiani, 1993, 220 p., Lit. 26000, "Opere di Enzo Biagi", Rizzoli (ISBN: 88-17-84295-8)

Biagi Enzo, Incontri e addii, 1992, 434 p., Lit. 30000, "Opere di Enzo Biagi", Rizzoli (ISBN: 88-17-85055-1)

Biagi Enzo, Italia, 1980, 382 p., ill., br., Lit. 8000, "Bur" n. 454, Rizzoli (ISBN: 88-17-13454-6)

Biagi Enzo, L'Italia dei peccatori, 1994, 240 p., Lit. 13000, "Supersaggi" n. 128, Rizzoli (ISBN: 88-17-11628-9)

Biagi Enzo, L'italia dei peccatori, 1991, 224 p., Lit. 29000, "Opere di Enzo Biagi", Rizzoli (ISBN: 88-17-84134-X)

Biagi Enzo, Lubjanka. Comunismo: bilancio 80 milioni di morti, 1990, 252 p., Lit. 28000, "Opere di Enzo Biagi", Rizzoli (ISBN: 88-17-85152-3)

Biagi Enzo, Lubjanka. Comunismo: bilancio 80 milioni di morti, 1992, 250 p., Lit. 10000, "Supersaggi" n. 63, Rizzoli (ISBN: 88-17-11563-0)

Biagi Enzo, Lubjanka. Comunismo: bilancio 80 milioni di morti, 2 ed., 1998, 254 p., Lit. 14000, "Supersaggi" n. 63, Rizzoli (ISBN: 88-17-11917-2)

Biagi Enzo, Lunga è la notte, 1997, 224 p., Lit. 13000, "Supersaggi" n. 211, Rizzoli (ISBN: 88-17-11811-7)

Biagi Enzo, Lunga è la notte, Lit. 28000, "Reportage", RAI Radiotelevisione Italiana

Biagi Enzo, Lunga è la notte, 1995, 224 p., Lit. 28000, "Opere di Enzo Biagi", Rizzoli (ISBN: 88-17-84430-6)

Biagi Enzo, Ma che tempi, 205 p., Lit. 28000, "Saggi italiani", Rizzoli (ISBN: 88-17-85260-0)

Biagi Enzo, Mia bella signora, 1983, 192 p., Lit. 8000, "Bur" n. 521, Rizzoli (ISBN: 88-17-13521-6)

Biagi Enzo, Noi c'eravamo, 1990, 350 p., Lit. 28000, "Opere di Enzo Biagi", Rizzoli (ISBN: 88-17-85151-5)

Biagi Enzo, Noi c'eravamo, 336 p., Lit. 16300, "Narrativa per la scuola media", Bompiani (ISBN: 88-450-3771-1)

Biagi Enzo, Odore di cipria, 1999, 250 p., Lit. 28000, "Saggi italiani", Rizzoli

Biagi Enzo, I padroni del mondo, 1994, 504 p., Lit. 29000, "Opere di Enzo Biagi", Rizzoli (ISBN: 88-17-84338-5)

Biagi Enzo, Quante donne, Lit. 29000, "Reportage", RAI Radiotelevisione Italiana

Biagi Enzo, Quante donne, 1997, 282 p., Lit. 6500, "Superpocket" n. 21, RL Libri (ISBN: 88-462-0020-9)

Biagi Enzo, Quante donne, 1996, 274 p., Lit. 29000, "Opere di Enzo Biagi", Rizzoli (ISBN: 88-17-84466-7)

Biagi Enzo, Quante storie, 1989, 256 p., Lit. 26000, "Opere di Enzo Biagi", Rizzoli (ISBN: 88-17-85322-4)

Biagi Enzo, Racconto di dieci anni: 1935 e dintorni. 1943 e dintorni, 1985, 2 voll., 520 p., ill., Lit. 60000, "I libri di Enzo Biagi", Mondadori (ISBN: 88-04-26706-2)

Biagi Enzo, Russia, br., Lit. 8500, "Bur" n. 455, Rizzoli (ISBN: 88-17-13455-4)

Biagi Enzo, Scandinavia, 1982, 304 p., br., Lit. 7500, "Bur" n. 483, Rizzoli (ISBN: 88-17-13483-X)

Biagi Enzo, Scusate, dimenticavo, 1997, 188 p., Lit. 28000, RAI Radiotelevisione Italiana

Biagi Enzo, Scusate, dimenticavo, 1997, 220 p., Lit. 28000, "Opere di Enzo Biagi", Rizzoli (ISBN: 88-17-84543-4)

Biagi Enzo, Scusate, dimenticavo, 1999, 196 p., Lit. 13000, "Supersaggi", Rizzoli (ISBN: 88-17-25835-0)

Biagi Enzo, Seconda guerra mondiale, 1992, 496 p., Lit. 25000, "Bur", Rizzoli (ISBN: 88-17-11175-9)

Biagi Enzo, Una signora cosècosè 1981, 192 p., Lit. 6000, "Bur" n. 416, Rizzoli (ISBN: 88-17-13416-3)

Biagi Enzo, Sogni perduti, 1997, 250 p., Lit. 28000, "Opere di Enzo Biagi", Rizzoli (ISBN: 88-17-84523-X)

Biagi Enzo, Sogni perduti, 1998, 250 p., Lit. 13500, "Supersaggi" n. 232, Rizzoli (ISBN: 88-17-11832-X)

Biagi Enzo, La storia dei popoli a fumetti. Vol. 1, 1997, ill., Lit. 34000, "I libri di Enzo Biagi" n. 145, Mondadori (ISBN: 88-04-43325-6)

Biagi Enzo, La storia dei popoli a fumetti. Vol. 2, 1997, ill., Lit. 34000, "I libri di Enzo Biagi" n. 146, Mondadori (ISBN: 88-04-43326-4)

Biagi Enzo, Storia d'Italia a fumetti. Vol. 1, 1996, ill., Lit. 32000, "I libri di Enzo Biagi" n. 142, Mondadori (ISBN: 88-04-42200-9)

Biagi Enzo, Storia d'Italia a fumetti. Vol. 2, 1996, ill., Lit. 32000, "I libri di Enzo Biagi" n. 143, Mondadori (ISBN: 88-04-42201-7)

Biagi Enzo, Storia d'Italia a fumetti. Vol. 3, 1996, ill., Lit. 32000, "I libri di Enzo Biagi" n. 144, Mondadori (ISBN: 88-04-42202-5)

Biagi Enzo, Storia d'Italia a fumetti. Vol. 4, 1996, ill., Lit. 32000, "I libri di Enzo Biagi" n. 141, Mondadori (ISBN: 88-04-42203-3)

Biagi Enzo, Testimone del tempo, 1980, 224 p., Lit. 9000, "Bur" n. 370, Rizzoli (ISBN: 88-17-13370-1)

Biagi Enzo, Un anno una vita, 362 p., Lit. 30000, "Reportage", RAI Radiotelevisione Italiana

Biagi Enzo, Un anno una vita, 1992, 364 p., Lit. 30000, "Opere di Enzo Biagi", Rizzoli (ISBN: 88-17-84205-2)


A cura di Giulia Mozzato


5 novembre 1999