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Gianni Minà


Quali sono le tue letture preferite?
T utti i libri che spiegano che il mondo non è quello che racconta una certa televisione. Tutti i libri di saggistica, di autori latino americani, africani, asiatici che raccontano l'altro mondo, quello che non è di moda.
E in particolare quali sono i tuoi libri del cuore?
C e n'è uno sicuramente, dell'epoca giovanile che mi ha colpito ed è l'Autobiografia di Malcom X, perché è la scoperta di una condizione di inferiorità in un mondo di vincitori, che era quella dei neri d'America di quegli anni. Poi nel tempo, anche Le vene aperte dell'America Latina di Galeano. Riconosco, a me piace più la saggistica che il romanzo. Mi piacciono i romanzi che rappresentano vita vissuta. Forse è una deformazione che nasce dal mestiere di giornalista.
Il libro che daresti in mano per primo a un ragazzo?
C ertamente Il Milione di Marco Polo. Per dirgli che il mondo non è quel piccolo cantuccio in cui lui vive, ma è tutto. Non è sufficiente per trasmettere questo messaggio, ma è un buon inizio.
Invece il libro che sconsiglieresti vivamente.
T utti i libri violenti di questa letteratura che esalta l'atto fisico, il trionfo del più forte, del più potente. Ce n'è una produzione vastissima, purtroppo vendono tantissimo. Ognuno è libero di leggere quello che vuole, ma bisogno imparare a convivere, non a voler superare gli altri a tutti i costi...
Oggi si legge pochissimo. Quali le cause principali?
I giornali e la televisione. Purtroppo devo fare atto di autocritica. I giornali che esaltano quello che i nostri figli chiamano "le stronzate" e la televisione che certamente allontana dal leggere. L'offerta del libro è sicuramente più alta di quella medio-bassa televisiva, quindi il timore della concorrenza porta a far sì che il mezzo televisivo venga utilizzato per allontanare dalla lettura.
Lo spettatore deve essere acritico, essere solo un consumatore e la televisione è intesa unicamente come fabbrica di consenso, quindi il libro può essere molto pericoloso perché incrina questo equilibrio, introducendo elementi di critica.

A cura di Grazia Casagrande


8 ottobre 1999