Lalla Romano
Dall'ombra

"Fra le storie tanto lontane da essere quasi irrevocabili, scelgo - meglio, sono scelta - da una delle più segrete."


Tanti piccoli ritagli di tempo possono diventare un romanzo se chi li ricompone, li riassembla e li propone con estrema semplicità è uno scrittore vero. I ritagli di tempo raccolti in Dall'ombra sono quelli lasciati dietro di sé da una grande autrice: Lalla Romano. Per decenni sono rimasti in un angolo della storia personale della scrittrice, anche se, come lei stessa ricorda, c'era chi le suggeriva da tempo di riportarli alla luce. L'idea era già stata accarezzata in passato, ma i percorsi personali portano spesso lontano dalla meta prefissa, deviano la strada. Era destino che solo a più di novant'anni Lalla Romano ritornasse con il pensiero e la scrittura a quegli anni giovanili, a quelle immagini ormai offuscate, a quelle figure del passato che ritornano, tuttavia, in tutta la loro passata vivida lucentezza. Stringate descrizioni di momenti lontanissimi, fotografie di personaggi da romanzo o di semplici comparse, di figure stimolanti o di mediocri coprotagonisti. Con la sincerità che solo gli anziani sanno avere (recentemente lo psicologo junghiano James Hillman ha scritto nel suo saggio The Force of Character che "più sei vecchio più sei te stesso"...) l'autrice schizza i ritratti delle sue compagne di scuola dell'epoca, inserite nel tempo-spazio degli "anni di Cuneo", dove allora viveva e studiava. A novant'anni, com'è intuibile, si rileggono con distacco sentimenti e sofferenze, simpatie e antipatie (ma non poi troppo se ancora alcune compagne non si ricordano con piacere, anzi, non si vogliono proprio ricordare!) e si ha una visione d'insieme sulle esistenze "parallele", quelle che hanno camminato al nostro fianco per un certo periodo, per poi distanziarsi e prendere la propria strada, spesso assolutamente divergente, lontana, irraggiungibile. In copertina Zoe, Lina, Maria, Clarice, Emilia, Margherita, Giuliana, Ester e, naturalmente, Lalla, guardano il fotografo che le ritrae, l'obiettivo che le inquadra per il tempo futuro. Solo lo sguardo di Lalla è diretto altrove, già altrove; mentre Margherita (Rita), la pessimista Margherita, guarda in basso, giovane ma rassegnata a un avvenire infelice. Tutte scrutano il domani. A novant'anni si può conoscere questo domani, il destino di ognuno. A novant'anni quasi tutti i compagni di viaggio sono scomparsi. Di tutti si conosce la storia personale. E anche di questa ci parla Lalla Romano. Quando sa, quando conosce i fatti, ce li racconta, con scrittura stringata, rapida, decisa e onesta, talvota perfino crudele. Come nel ricordo della signorina Lina ("Ho saputo che a lei non piacevano i miei libri. Di questo mi sono compiaciuta, perché non la consideravo intelligente"). O in quello della compagna Maria Daviso ("aveva sempre quel sorriso buono, Maria: era infatti buonissima. Non sono molti anni che è morta. Che cosa l'ha salvata? Non leggere mai un libro"). Talvolta invece il ricordo si fa più struggente, intenso, senza comunque mai scivolare nel sentimentalismo. Accade per Zoe, la sua più cara amica del tempo, per Rita Casetta, compagna triste a cui ha potuto dire addio, per il professor Lupano... In fondo da questa pagine escono sì fatti e figure del passato, ma soprattutto, emerge la personalità dell'autrice, una donna forte, destinata a un grande futuro.


Dall'ombra di Lalla Romano
73 pag., Lit. 20.000 - Edizioni Einaudi
ISBN 88-06-15300-5

le prime pagine
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Ragguaglio


Un ragguaglio è indispensabile. L'informazione più urgente riguarda l'immagine di copertina. La posizione - l'assembramento - delle figure è chiaramente dovuta non alla scelta delle persone ritratte, né tanto meno è casuale, spontanea. L'insieme è una composizione voluta del fotografo. Doveva essere celebrativa di un avvenimento importante. E infatti quella foto di gruppo fu eseguita per celebrare la licenza del ginnasio superiore (quinta ginnasio) nel 1921, a Cuneo. (Il ginnasio allora cominciava subito dopo la quarta elementare). Il fotografo era il migliore della città, di gusto torinese. Un giudizio disinteressato non può che essere positivo: ma io ho interessi esclusivi e non la amo.
L'ho scelta per la copertina di questo libro perché vi si ritrovano alcune protagoniste. Le due figure estreme: a sinistra Zoe Sappa, a destra io stessa. (Ho portato sciolte sul petto le mie brevi trecce fino al matrimonio, e oltre). Alcune figure non interessano, anzi disturbano. Sono presenti cioè nell'immagine anche compagne di scuola delle quali non mi interessa parlare. È un inconveniente, ma non tale da dover escludere l'immagine e la sua testimonianza d'epoca.
Elencherò, per il lettore anche osservatore di volti, le nostre posizioni. Comincerò da sinistra. In alto: Zoe Sappa, Lina Campana e Maria Daviso, Clarice Santini (di lei non parlo), io. Ancora da sinistra, in seconda fila: Emilia Piglione (non ne parlo), Giuliana Campana, Ester Balzarini, Margherita Casetta.

Il progetto in origine - per questo libro - era stato quello di dar vita alla mia "età di mezzo", tra l'infanzia (La penombra che abbiamo attraversato) e la giovinezza (Una giovinezza inventata): quell'età che si usa chiamare adolescenza. Avevo composto i due primi capitoli, quando irruppe nella mia esistenza l'essere che chiamai prima "l'ospite", in seguito "inseparabile". Era il 1970.
Dall'evento sortì un racconto filosofico, L'ospite, pubblicato nel 1973. In seguito all'Einaudi fu scambiato per un libro per ragazzi: difatti esiste in commercio ormai solo l'edizione annotata nella collana "Letture per la scuola media". Invece celebrava l'ingresso nella vecchiaia (diventare nonni). Pasolini, in una memorabile recensione, lo capì: ne mise in risalto la densità di pensiero e la novità della scrittura. E concluse: "Il libro è scritto in una lingua pura, eletta e selettiva...: lo spirito, un certo spirito che presiede alla lingua della poesia, presiede a questo breve romanzo in prosa, fatto come di brevi lasse, leggere e assolute".
Quei due capitoli formano la seconda parte di questo libro: La casa agli Orti e La cucina. Era dunque l'inizio della mia "età di mezzo". Compaiono qui, come antefatto, con qualche minima variante nei titoli e nel testo rispetto alla precedente pubblicazione in Un sogno del Nord (1989).

Avevo ripreso questo progetto all'inizio degli anni Ottanta, dopo Inseparabile (1981); quando Giulio Einaudi, con uno stratagemma, mi costrinse a tradurre L'éducation sentimentale di Flaubert, che uscì nella "sua" collana "Scrittori tradotti da scrittori" nel 1984, dopo un anno e mezzo di mia esclusiva dedizione. Poi la vita prese altre pieghe, con altri libri...
Ma Cesare Segre, cuneese come me, sempre mi raccomandava: "Devi scrivere il libro degli anni di Cuneo"...
Forse Dall'ombra vorrebbe colmare quella lacuna.

Ed ecco la seconda informazione per il lettore. La prima parte del libro consta di "pezzi" sciolti, in quanto autosufficienti sia per la forma che per il senso, ma visti o meglio sentiti come affini: nel modo un po' subdolo di rifarsi sempre a qualcosa di preciso, anche se inafferrabile.
"Dall'ombra" escono vite (persone) che ho in qualche modo amato, che mi hanno offerto un aspetto misterioso ma intensamente espressivo della segreta forza delle nostre vite. Tutte "dall'ombra", comunque, della loro vita defunta.
La figure e la loro storia, o parvenza di essa, appartengono all'irrevocabile segreto del passato, ma tutte ho sentito emblematiche di qualcosa di noi, del nostro tempo.


© 1999, Giulio Einaudi editore

biografia dell'autrice
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Lalla Romano, nata a Demonte (Cuneo) nel 1906, vive a Milano. Prima di pubblicare narrativa, si è espressa nella poesia (Fiore, Giovane è il tempo) e nella pittura, come di recente hanno documentato importanti mostre e tre volumi di dipinti e disegni pubblicati nei "Saggi" Einaudi a cura di Antonio Ria (1993-94-95). Come narratrice ha esordito nei "Gettoni" di Vittorini con Le metamorfosi (1951).
Su Café letterario potete leggere anche un'intervista all'autrice.

bibliografia
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I titoli sono tratti da
Alice CD,
il catalogo su CD-ROM
dei libri italiani
pubblicato da
Informazioni Editoriali.


Nobile Max - Romano Lalla, Terre di Lucchesia, 1991, 144 p., ill., Lit. 70000, Pacini Fazzi (ISBN: 88-7246-041-7)

Romano Lalla, Un caso di coscienza, 1992, 64 p., Lit. 18000, "Variantine", Bollati Boringhieri (ISBN: 88-339-0727-9)

Romano Lalla, Diario di Grecia, 1974, V-71 p., Lit. 8000, "Nuovi Coralli" n. 69, Einaudi (ISBN: 88-06-38505-4)

Romano Lalla, L'esercizio della pittura, Lit. 65000, "Saggi", Einaudi (ISBN: 88-06-13943-6)

Romano Lalla, L'eterno presente. Conversazioni con Antonio Ria, 1998, 167 p., Lit. 20000, "Gli struzzi" n. 494, Einaudi (ISBN: 88-06-14772-2)

Romano Lalla, Giovane èil tempo, Lit. 20000, "Collezione di poesia" n. 114, Einaudi (ISBN: 88-06-39271-9)

Romano Lalla, Una giovinezza inventata, 288 p., Lit. 17900, Einaudi Scuola (ISBN: 88-286-0184-1)

Romano Lalla, Una giovinezza inventata, 1995, VI-273 p., Lit. 14000, "Einaudi tascabili" n. 321, Einaudi (ISBN: 88-06-13902-9)

Romano Lalla, Ho sognato l'ospedale, 1995, 80 p., Lit. 10000, "Nugae" n. 75, Il Nuovo Melangolo (ISBN: 88-7018-265-7)

Romano Lalla, In vacanza col buon samaritano, 1998, 96 p., Lit. 24000, "Supercoralli", Einaudi (ISBN: 88-06-14768-4)

Romano Lalla, Inseparabile, a cura di Ria A., 120 p., Lit. 14000, "Einaudi tascabili. Letteratura", Einaudi (ISBN: 88-06-15220-3) (data di pubblicazione prevista: Giugno 1999)

Romano Lalla, Inseparabile, 1981, 180 p., Lit. 20000, "Supercoralli", Einaudi (ISBN: 88-06-52449-6)

Romano Lalla, Lettura di un'immagine, Lit. 18000, "Saggi" n. 553, Einaudi (ISBN: 88-06-43968-5)

Romano Lalla, Le lune di Hvar, 1991, 121 p., ill., Lit. 26000, "Supercoralli", Einaudi (ISBN: 88-06-12744-6)

Romano Lalla, Maria, 1995, 185 p., Lit. 11000, "Einaudi tascabili" n. 268, Einaudi (ISBN: 88-06-13316-0)

Romano Lalla, Nei mari estremi, 1996, 198 p., Lit. 28000, "Supercoralli", Einaudi (ISBN: 88-06-14251-8)

Romano Lalla, Nei mari estremi, 1994, 263 p., Lit. 13000, "Oscar classici moderni" n. 97, Mondadori (ISBN: 88-04-38839-0)

Romano Lalla, Nuovo romanzo di figure, Lit. 34000, "Supercoralli", Einaudi (ISBN: 88-06-14766-8)

Romano Lalla, Opere. Vol. 1, a cura di Segre C., 1991, 1098 p., Lit. 85000, "I Meridiani", Mondadori (ISBN: 88-04-34451-2)

Romano Lalla, Opere. Vol. 2, a cura di Segre C., 1992, 1756 p., Lit. 85000, "I Meridiani", Mondadori (ISBN: 88-04-35382-1)

Romano Lalla, L'ospite, 126 p., Lit. 13500, Einaudi Scuola (ISBN: 88-286-0042-X)

Romano Lalla, Le parole tra noi leggere, 1996, IX-300 p., Lit. 14000, "Einaudi tascabili" n. 386, Einaudi (ISBN: 88-06-14035-3)

Romano Lalla, Le parole tra noi leggere, 1972, IX-269 p., Lit. 22000, "Gli struzzi" n. 33, Einaudi (ISBN: 88-06-34348-3)

Romano Lalla, La penombra che abbiamo attraversato, 1994, 247 p., Lit. 12000, "Einaudi tascabili" n. 243, Einaudi (ISBN: 88-06-13606-2)

Romano Lalla, Pralèe, 1978, III-109 p., Lit. 10000, "Nuovi Coralli" n. 209, Einaudi (ISBN: 88-06-48892-9)

Romano Lalla, Robert Doisneau, 1996, 84 p., ill., Lit. 55000, "Motta fotografia", Motta Federico (ISBN: 88-7179-100-2)

Romano Lalla, Un sogno del Nord, 1989, V-294 p., Lit. 30000, "Supercoralli", Einaudi (ISBN: 88-06-11567-7)

Romano Lalla, Tetto murato, Lit. 22000, "Nuovi Coralli" n. 366, Einaudi (ISBN: 88-06-58206-2)

Romano Lalla, Tetto murato, 1998, Lit. 15000, "Einaudi tascabili" n. 551, Einaudi (ISBN: 88-06-14094-9)

Romano Lalla, Tonino, a cura di Tabanelli G., 1998, 64 p., ill., Lit. 11500, "Racconti del castello senza tempo", Cartedit

Romano Lalla, La treccia di Tatiana, 1986, IV-135 p., Lit. 20000, "Nuovi Coralli" n. 376, Einaudi (ISBN: 88-06-59352-8)

Romano Lalla, L'uomo che parlava solo, 1999, Lit. 12000, "Oscar narrativa" n. 1705, Mondadori (ISBN: 88-04-46416-X)

Romano Lalla, L'uomo che parlava solo, 1995, Lit. 26000, "Scrittori italiani", Mondadori (ISBN: 88-04-39603-2)

Romano Lalla, La villeggiante, 1975, III-188 p., Lit. 12000, "Supercoralli. N.S.", Einaudi (ISBN: 88-06-42069-0)


A cura di Giulia Mozzato


10 settembre 1999