Giovanni Mariotti
Musica nella casa accanto

"Lui è la cosa che c'è da sempre e di cui proprio per questo non si può parlare.
Per questo la sua immagine le sembra vaga, inafferrabile."



Un libro di Giovanni Mariotti rappresenta sempre una sorpresa: sempre diversi gli stili, le modalità di comunicazione, l'uso della lingua e dei toni. Quest'ultimo romanzo, Musica nella casa accanto, offre al lettore un messaggio che tocca le emozioni più profonde di ogni uomo, che parla attraverso quel difficile confine tra coscienza e inconscio. Mariotti sa suscitare sensazioni contrastanti: angoscia e serenità, senso di sconfitta e pienezza di vita. La trama è esile: una donna anziana ha perso il marito, dopo una vita di sereno amore coniugale, ma non c'è (non può esserci) vera divisione tra i due, così i giorni e i mesi che scorrono, affermano che il confine tra la vita e la morte è artificioso. Forse proprio due sono i temi del romanzo: l'amore che lega nel tempo due persone, che significa anche condivisione di ricordi, emozioni, gesti quotidiani, non può essere interrotto da un incidente fortuito come la morte. Inoltre il confine tra vita e morte è determinato dalla nostra interiorità: chi di loro due, si chiede a un certo punto la donna, è morto? chi è vivo? oppure sono vivi tutti e due, o morti tutti e due? E per lei vivere significa ridare fisicità al ricordo del marito, fino a vederne l'immagine, a sentirne la voce, a farlo tornare, però sempre un po' più piccolo (ahimè il ricordo un po' alla volta si riempie di nebbia e sfuma i contorni) e alla fine lei sa guardare, dall'esterno il proprio corpo morto, così come sapeva vedere quello freddo di lui dopo la morte. E immagini, pensieri premonitori, ricordi lontani (quel primo bacio rubato...) riaffiorano nella sua mente stanca, coperti da un velo di polvere che offusca (come avviene in quella casa trascurata) la luce, impedisce la trasparenza di vetri e di specchi, crea fantasmi. Come la prostituta, vicina di casa, uccisa una notte (e il rumore dei passi precipitosi dell'assassino sulle scale si collega nella mente alla fuga intimidita di un primo innamorato) o la macchia sul pavimento di legno, simbolo di un momento d'amore vissuto nell'attimo in cui quella casa era stata scelta da loro due, ancora giovani sposi. La casa ha una funzione importante nell'economia del romanzo: per anni erano state dalla donna disegnate piantine che immaginavano ristrutturazioni mai attuate, era il suo gioco e il suo sogno, entrambi interrotti bruscamente dalla scomparsa del marito. Da quel momento la casa, un po' alla volta, si era coperta di polvere, aveva perso ogni luce per riprenderla solo nelle ultime pagine quando, morti entrambi, altri daranno corpo alle trasformazioni sognate, come se la vita imponesse di "passare il testimone", di proseguire con altri interpreti.
Poche sono le parole del marito (lettore, scrittore, nell'editoria per professione, come lei per altro) che le restano vive nella mente: un "Ti amo", come saluto, come tramite, detto così, con leggerezza, a ogni loro contatto, e un "Ciao" non un commiato, ma un cenno di allegria, la voglia di comunicare agli altri il proprio sentirsi bene. E quel "Ti amo" è l'unica frase che resta scritta (da lui già morto?) sui fogli bianchi, ben ordinati sulla scrivania. È l'amore appunto che lascia la sua traccia, il resto è nulla, solo fogli bianchi.
Romanzo dell'amore e della nostalgia, della vita e della morte, una prova narrativa che Pietro Citati considera "uno dei libri più belli degli ultimi anni" e che sicuramente sa indagare i luoghi oscuri della nostra coscienza e piangere sulla disperazione e la solitudine degli esseri umani.


Musica nella casa accanto di Giovanni Mariotti
Pag. 128, Lire 26.000 - Edizioni Mondadori (Scrittori italiani e stranieri)
ISBN 88-04-45300-1

le prime pagine
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Disegnare piantine è stato per anni il suo passatempo preferito.
Quand'era stanca del lavoro o di altri pensieri prendeva un foglio di extrastrong e - la rossa punta della lingua fra le labbra - disegnava con applicazione da scolara una piantina della casa come l'avrebbe voluta.
Le piantine si somigliavano tutte però ogni volta lei spostava una porta o un armadio o introduceva qualche altra novità e quando aveva completato la piantina o più tardi, al momento di mostrarla al marito, le sembrava che quelle varianti presentassero numerosi vantaggi e nessun inconveniente tanto che si chiedeva stupita come avesse potuto non pensarci prima.
Finché erano stati inquilini diceva: "Se la casa fosse mia farei così e così... butterei giù questo muro... qui ricaverei uno sgabuzzino... qui invece metterei una porta a coulisse...".
Ma una volta diventati padroni della casa soldi per quei lavori non ne erano rimasti: l'acquisto aveva asciugato il conto corrente e il mutuo succhiava ogni mese una parte considerevole dei guadagni.
Questo non le impediva di disegnare piantine nella speranza che da lì a qualche anno lei e suo marito si trovassero a disporre del centinaio di milioni necessari alle trasformazioni che si prefiggeva.
Aveva più o meno cinquant'anni e pensava che ci potesse ancora essere, per loro, qualche dono della Fortuna... qualche successo inatteso.
Non dimenticava di giocare tutte le settimane al Lotto e al Totocalcio e di comprare a Capodanno i biglietti della Lotteria.
Ma a partire da un certo momento aveva dimenticato sia di compilare schede e di acquistare biglietti sia di disegnare piantine.

Saltato fuori da chissà dove trova su un tavolo uno di quei progetti.
Il corridoio che fende l'appartamento da un capo all'altro è stato soppresso e chi dal pianerottolo penetra nella casa scopre con sorpresa una sala da pranzo che risulta dalla somma di parte del corridoio, di parte della cucina e dello stanzino-guardaroba.
Da lì si passa nel salotto... dal salotto nella camera da letto... dalla camera da letto nel locale più ambizioso - il bagno - ampliato a spese di quel che resta del corridoio così da ospitare una Jacuzzi per due con idromassaggio...
A un certo punto non aveva più disegnato piantine e non si era più addormentata spostando mentalmente mobili da una stanza all'altra o da un punto all'altro della medesima stanza; l'operazione, che nella realtà sarebbe stata faticosa e piena di intoppi, nel pensiero diventava leggera e senza attrito e ogni mobile si incastrava al millimetro nello spazio lasciato libero per accoglierlo.
Quella facilità e fluidità la staccavano dalla vita diurna facendole dimenticare il peso e la resistenza delle cose e favorivano il sonno.
Così, in mezzo a pensieri di cambiamento, la sua vita - la loro vita - era trascorsa per anni, immutabile.

Esamina la piantina per un po' poi dopo aver scosso la testa la getta nel cestino e si ferma a guardare le crepe sul soffitto... le gore d'acqua che scendono dalla finestrella della cucina... gli schizzi sul muro... il mobiletto pensile del bagno con la vernice bianca scrostata... i parquet segnati da solchi e da scure vestigia...
Non solo i progetti non sono stati realizzati ma dappertutto nella casa hanno prevalso incuria e mancanza di manutenzione.
Le maniglie restano fra le mani di chi le gira... un velo di polvere offusca le superfici... i colori caliginosi sono quelli delle stanze non imbiancate da tempo...

Una delle lunghe piogge che fanno da scorta al solstizio d'inverno scende da giorni sulla città.
Il picchiettare fitto o il lento sgocciolare giù dalla grondaia sulla tettoia in eternit la infastidisce e così abbandona la cameretta sulla veranda dove si era trasferita e torna nella camera dove dormivano insieme... la camera dove lui è morto.

Svegliandosi si accorge che il rumore della pioggia è stato sostituito da un brusio leggero e diffuso.
Va verso la finestra e vede i tetti e la strada vestiti di neve.

Ma candore e silenzio durano poco: la temperatura si alza e tornata a scendere la pioggia scioglie la neve.
La gente arranca in mezzo alla fanghiglia sporca, i giorni sono poveri di luce e la città fa pensare, come la casa, all'incuria e alla disorganizzazione.


© 1999, Arnoldo Mondadori Editore

biografia dell'autore
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Giovanni Mariotti, versiliese è autore di romanzi, racconti e di una raccolta di biografie-quiz. Ha diretto la Biblioteca blu per l'editore Franco Maria Ricci. È stato tradotto in Germania, Svezia, Giappone. Collabora al Corriere della Sera.


A cura di Grazia Casagrande


4 giugno 1999