Andrea Camilleri
La mossa del cavallo

"Dico semplicemente che tanto lei quanto io rischiamo d'arrivare, al massimo, a una verità parziale. Be', è sempre meglio che nessuna verità."


Se Camilleri, come lui stesso dichiara, ama tra le sue opere soprattutto i romanzi storici, La mossa del cavallo, sarà di certo tra i figli prediletti.
La trama è quella di un giallo, l'ambientazione è nei pressi dell'immaginario (ma estremamente realistico) paese di Vigata, il periodo in cui si svolge l'azione cade tra il 1 settembre e il 15 ottobre 1877. Giovanni Bovara, nato in Sicilia ma trasferitosi a soli tre mesi d'età a Genova, viene nominato ispettore capo ai Mulini a Montelusa, paese a pochi chilometri di distanza da Vigata e l'insediamento, che avviene in seguito alla misteriosa morte dei suoi due predecessori, provoca subito reazioni di sospetto tra i potenti del luogo. Fin dalle prime pagine vengono presentati i personaggi che segneranno la vicenda: un prete lussurioso e strozzino, una bella vedova dai molti amanti, un avvocato al cui nome tutte le bocche si chiudono, alcune figure di piccoli potenti locali inserite nei punti chiave della pubblica amministrazione (in realtà alle dipendenze di poteri forti e illeciti) e un politico che "rappresenta" gli interessi di questi uomini onorati. Le vicende di mafia hanno anche oggi più o meno le stesse caratteristiche e gli stessi protagonisti. La cronaca ci ha, in questi anni, mostrato la stretta connessione tra economia, malavita e politica, così seppur datato 1877 il romanzo potrebbe essere, con poche varianti, collocato ai nostri giorni. Giovanni pensa (e sogna) in dialetto genovese: questo lo allontana dalla comprensione dei meccanismi perversi che lo porteranno, innocente, in carcere; gli impedisce di leggere con chiarezza l'organigramma della malavita locale; gli dà una sensazione di estraneità che, se gli permette maggiore libertà d'azione nello svolgere il servizio a cui è stato chiamato, lo pone in una dimensione di solitudine da cui solo il colloquio col giudice (una delle poche figure positive del romanzo) lo potrà strappare. Ma Giovanni a quell'interrogatorio, che avviene quando ormai pare che la trappola in cui è caduto si sia chiusa su di lui, giunge con una nuova decisione: da quel momento parlerà solo in quel dialetto siciliano che pareva a lui sconosciuto, ma che improvvisamente è ritornato sulla sua bocca a salvarlo. Questo è sicuramente il centro d'interesse del romanzo: l'uso della lingua, la parola, la comunicazione attraverso un codice che abbia riferimenti comuni può essere la chiave di comprensione della realtà. Allora è possibile capire perché Camilleri in questo romanzo sperimenti l'uso di diversi codici linguistici: quello burocratico, quello giornalistico, quello giuridico, il dialetto genovese, il dialetto siciliano (nei dialoghi usato in forma non "italianizzata"). Parlare è essere: le parole che usiamo sono in grado di descrivere la realtà a noi stessi e agli altri, anzi sono cariche di una "verità" che solo alcuni termini possiedono e che altri invece nascondono.
Il romanzo, la cui lettura non è così immediata come per le altre opere dell'autore pur di ambientazione siciliana, appare il frutto di un approfondito lavoro di ricerca e presenta una ricchezza e una varietà formale di sicuro interesse. Così le numerose citazioni (le ultime pagine, il Catalogo dei sogni, è composto da "immagini, frasi, parole rubate" a capolavori della letteratura internazionale) mostrano come certe tematiche siano universali, non abbiano confini né temporali, né geografici ma, se linguisticamente adattate, possano rappresentare l'inconscio, le paure e le aspirazioni di ogni uomo.


La mossa del cavallo di Andrea Camilleri
Pag. 247, Lire 25.000 - Edizioni Rizzoli (La Scala)
ISBN 88-17-86083-2

le prime pagine
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"Dominivobisco."
"Etticummi spiri totò" risposero una decina di voci sperse nello scuro profondo della chiesa, rado rado punteggiato da qualche lumino e da cannìle di grasso fetente.
"Itivìnni, la missa è."
Ci fu una rumorata di seggie smosse, la prima messa del matino era finita. Una fìmmina ebbe una botta di tosse, patre Artemio Carnazza fece una mezza inginocchiata davanti all'altare maggiore, scomparse di prescia nella sacrestia dove il sacrestano, morto di sonno com'era sempre, l'aspettava per aiutarlo a spogliarsi dai paramenti. I fedeli abituali della prima messa lasciarono tutti la chiesa, cizziòn fatta di Donna Trisìna Cìcero, la fìmmina che aveva tussiculiàto, la quale se ne ristò in ginocchio, sprofondata nella preghiera. Donna Trisìna s'appresentava alla prima messa da una quindicina di matine, non era difatti canosciuta come chiesastrica, in chiesa compariva solamente la domenica e le sante feste comannàte. Si vede che le era capitato di fare piccàto e ora voleva farsi pirdonare dal Signiruzzo. Donna Trisìna era una trentina mora, con gli occhi verdi sparluccicanti e due labbra rosse come le fiamme dell'inferno. Mischineddra, era rimasta vìdova da tre anni. Da allora si vistiva tutta di nìvuro, a lutto stretto, lo stesso però gli òmini quando che la vedevano passare facevano cattivi pinsèri, tanta grazia di Dio senza che ci fosse un màscolo a governarla. Ma in paìsi c'era chi sosteneva che quel campo era stato invece arato e abbondantemente seminato da almeno due volonterosi: l'avvocato don Gregorio Fasùlo e il fratello del delegato, Gnazio Spampinato.
Donna Trisìna aspettò che il sacrestano se ne niscisse dalla chiesa, poi si fece la croce, si susì e s'avviò verso la sacristìa. Trasì cautelosa. La luce primentìa del giorno le bastò per assicurarsi che nel locale non c'era anima criàta. Proprio allato al grande armuàr di pscipàino dove stavano i paramenti, una porticina s'apriva su una scala di legno che portava al quartino in dove che il parrino ci aveva abitazione.
Patre Artemio Carnazza era un omo che stava a mezzo tra la quarantina e la cinquantina, rosciano, stacciùto, amava mangiari e bìviri. Con animo cristiano era sempre pronto a prestare dinaro ai bisognevoli e doppo, con animo pagano, si faceva tornare narrè il doppio e macari il triplo di quello che aveva sborsato. Soprattutto, padre Carnazza amava la natura. Non quella degli aciddruzzi, delle picorelle, degli àrboli, delle arbe e dei tramonti, anzi di quel tipo di natura egli altissimamente se ne stracatafotteva. Quella che a lui lo faceva nèsciri pazzo era la natura della fìmmina che, nella sua infinita varietà, stava a cantare le lodi alla fantasia del Criatore: ora nìvura come l'inca, ora rossa come il foco, ora bionda come la spica del frumento, ma sempre con sfumature di colore diverse, con l'erbuzza una volta alta che sontuosamente oscillava al soffio del suo fiato, un'altra volta corta corta come appena falciata, un'altra volta ancora fitta e intrecciata come un cespuglio spinoso e sarvaggio. Sempre si maravigliava quanno che ne vedeva una nova, perché nova novissima era veramente con tutto il suo particulare da scoprire, da percorrere centilimetro appresso centilimetro fino alla grotticella càvuda e ùmita dintra alla quale trasìre a lento a lento, adascio, che doppo era la grotticella istessa ad afferrarti stretto, a inserrarti le sue pareti intorno, a portarti fino al fondo più fondo in dove che stimpagna l'acqua di vita.


© 1999, RCS Libri S.p.A.

biografia dell'autore
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Andrea Camilleri è nato a Porto Empedocle, Agrigento, nel 1925 e attualmente vive a Roma. È sceneggiatore e regista teatrale e televisivo.

bibliografia
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I titoli sono tratti da
Alice CD,
il catalogo su CD-ROM
dei libri italiani
pubblicato da
Informazioni Editoriali.


Camilleri Andrea, Il birraio di Preston, 1995, 248 p., Lit. 15000, "La memoria" n. 331, Sellerio di Giorgianni (ISBN: 88-389-1098-7)

Camilleri Andrea, Il birraio di Preston, 1998, 212 p., Lit. 28000, "Il castello" n. 104, Sellerio di Giorgianni (ISBN: 88-389-1499-0)

Camilleri Andrea, La bolla di Componenda, 2 ed., 1997, 124 p., Lit. 12000, "La memoria" n. 385, Sellerio di Giorgianni (ISBN: 88-389-1368-4)

Camilleri Andrea, Il cane di terracotta, 1996, 288 p., Lit. 15000, "La memoria" n. 355, Sellerio di Giorgianni (ISBN: 88-389-1226-2)

Camilleri Andrea, La concessione del telefono, 1998, 269 p., Lit. 15000, "La memoria" n. 407, Sellerio di Giorgianni (ISBN: 88-389-1344-7)

Camilleri Andrea, La concessione del telefono, 1998, 256 p., Lit. 28000, "Il castello" n. 105, Sellerio di Giorgianni (ISBN: 88-389-1500-8)

Camilleri Andrea, Il corso delle cose, 1998, 145 p., Lit. 15000, "La memoria" n. 423, Sellerio di Giorgianni (ISBN: 88-389-1472-9)

Camilleri Andrea, Un filo di fumo, 1998, 132 p., Lit. 25000, "Il castello" n. 102, Sellerio di Giorgianni (ISBN: 88-389-1497-4)

Camilleri Andrea, Un filo di fumo, 6 ed., 1997, 148 p., Lit. 15000, "La memoria" n. 378, Sellerio di Giorgianni (ISBN: 88-389-1338-2)

Camilleri Andrea, La forma dell'acqua, 1994, 173 p., Lit. 15000, "La memoria" n. 303, Sellerio di Giorgianni (ISBN: 88-389-1017-0)

Camilleri Andrea, Il gioco della mosca, 1995, 124 p., Lit. 15000, "Il divano" n. 100, Sellerio di Giorgianni (ISBN: 88-389-1193-2)

Camilleri Andrea, Il gioco della mosca, 1997, 104 p., Lit. 15000, "La memoria" n. 399, Sellerio di Giorgianni (ISBN: 88-389-1387-0)

Camilleri Andrea, Il ladro di merendine, 1996, 247 p., Lit. 15000, "La memoria" n. 374, Sellerio di Giorgianni (ISBN: 88-389-1319-6)

Camilleri Andrea, Un mese con Montalbano, 1998, 415 p., Lit. 28000, "Omnibus italiani" n. 437, Mondadori (ISBN: 88-04-44465-7)

Camilleri Andrea, La mossa del cavallo, 1999, 220 p., Lit. 26000, Rizzoli

Camilleri Andrea, La stagione della caccia, 1998, 164 p., Lit. 25000, "Il castello" n. 103, Sellerio di Giorgianni (ISBN: 88-389-1498-2)

Camilleri Andrea, La stagione della caccia, 1992, 153 p., Lit. 15000, "Quaderni bib. siciliana di storia e let." n. 60, Sellerio di Giorgianni (ISBN: 88-389-0768-4)

Camilleri Andrea, La stagione della caccia, 1994, 154 p., Lit. 15000, "La memoria" n. 304, Sellerio di Giorgianni (ISBN: 88-389-1018-9)

Camilleri Andrea, La strage dimenticata, 1997, 88 p., Lit. 12000, "La memoria" n. 398, Sellerio di Giorgianni (ISBN: 88-389-1388-9)

Camilleri Andrea, La strage dimenticata, 1984, 68 p., Lit. 4000, "Quaderni bib. siciliana di storia e let." n. 5, Sellerio di Giorgianni (ISBN: 88-389-0336-0)

Camilleri Andrea, La voce del violino, 1997, 222 p., Lit. 15000, "La memoria" n. 401, Sellerio di Giorgianni (ISBN: 88-389-1405-2)


A cura di Grazia Casagrande


21 maggio 1999