James Ellroy
Corpi da reato

"Il suo dolore era stato maggiore del mio. Quel dolore delinea il confine che ci separa. La sua morte mi ha insegnato a guardarmi dentro e a mantenermi distante. Quel dono di consapevolezza mi ha salvato la vita."


Il lungo racconto Corpi da reato, della seconda parte del volume, suddiviso in capitoli interni, vede una importante dichiarazione dell'autore:
"La morte di mia madre corruppe e ingagliardì la mia immaginazione. Mi liberò e al contempo mi imprigionò. Si appaltò il mio curriculum mentale. Mi laureai in omicidio con specializzazione in donne vivisezionate. Crebbi e scrissi romanzi sul mondo maschile che sanciva le loro morti." Ellroy prosegue quindi con un'analisi dettagliata delle sue emozioni, delle rimozioni compiute durante i trentasei anni intercorsi tra l'omicidio della madre, quando l'autore aveva dieci anni, e il momento in cui, presa visione del fascicolo della polizia relativo a quel caso insoluto, aveva avuto la consapevolezza di come tutta la sua vita e la sua attività di scrittore fosse legata e dipendente da quell'episodio. Se nel volume I miei luoghi oscuri ogni pagina nasceva dal rapporto complesso e tormentato con quella giovane donna che aveva vissuto in modo doloroso ed era morta violentemente, con quella madre che non credeva di amare tanto (Ellroy dichiara di aver preferito a quel tempo il padre), questo volume vede assente dalla maggior parte dei racconti che lo compongono la figura materna.
Se l'autore, parlando di quel volume autobiografico, dichiara che da quando lo aveva scritto non si era più separato dalla madre allora, anche ogni altra storia, ogni altra trama deve essere letta tenendo conto di quelle affermazioni. Diventato investigatore lui stesso per scoprire l'assassino, ha appreso e sperimentato tecniche di indagine che poi appaiono ben circostanziate nella sua opera. Anche l'attività letteraria precedente a I miei luoghi oscuri, in realtà è solo un cammino che porta all'avvicinamento a quell'evento centrale nella sua biografia, alla scoperta di quanto peso quella tragica morte avesse avuto nella sua vita, a come la strada che, attraverso la perdizione, lo aveva portato all'attività di scrittore, fosse stata tracciata in quella tragica notte a El Monte. Ogni donna uccisa o violentata richiamava alla mente, coscientemente o inconsciamente, la donna per eccellenza della sua vita; la cultura maschile che portava allo stupro e alla violenza, era la mentalità che aveva guidato la mano dell'assassino di sua madre. Ogni caso risolto, nella realtà o solo in letteratura, era un passo sulla strada della soluzione di quel caso irrisolto, così lontano nei fatti, così presente in lui.
Se nei primi racconti della raccolta è la realtà corrotta di Los Angeles, il mondo maledetto del giornalismo d'assalto, del divismo che brucia i più fragili, la violenza quotidiana di una città dominata da personaggi negativi e corrotti; la seconda parte del volume, ruota interamente intorno al tema materno e alla capacità del suo autore di vivere empaticamente il dolore altrui, così come la volontà esplicita di rendere universale un tormento del tutto personale, un'esperienza-limite simbolo di tutta la violenza del nostro tempo.
"Los Angeles: arrivi spregiudicato, riparti pregiudicato", dice Ellroy. La città californiana si rispecchia nel rovesciamento di ogni valore, nell'uso frenetico di droghe, nell'abuso di sesso, droga altrettanto pericolosa se rapinato, ottenuto con la violenza e l'arroganza di chi si sente più potente, nei ritmi incalzanti della pagina che alterna morti e abusi, alla mondanità e alla gloria fittizia delle star di Hollywood.
Difficile distinguere tra immaginazione e realtà: la cronaca stringata e l'andamento giornalistico degli episodi narrati, ha la forza della verità e la durezza del reportage televisivo. Uno scrittore che riesce ad unire il massimo della soggettività all'oggettività più cruda.


Corpi da reato di James Ellroy
Titolo originale: Crime Wave

Traduzione e note di Sergio Claudio Perroni
Pag. 267, Lire 29.000 - Edizioni Bompiani
ISBN 88-452-3949-7

le prime pagine
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Parte prima

HOLLYWOOD TREMA

Hush-Hush


Los Angeles Times, 5 giugno 1998:
ALL'ASTA LE LETTERE D'AMORE DI LANA TURNER
Smith & Kleindeinst, la rinomata casa d'aste di Beverly Hills, ha annunciato in data odierna la messa all'incanto, nel corso dell'asta che si terrà a Century City il prossimo 16 agosto, delle lettere d'amore scritte da Lana Turner al presunto gangster Johnny Stompanato. Un portavoce della Smith & Kleindeinst ha dichiarato che il carteggio è stato consegnato alla casa d'aste da una fonte che desidera manetenere l'anonimato. Le missive sono quattordici, datate tra il 9 ottobre 1957 e il 12 marzo 1958, e verranno vendute in un unico lotto.
La relazione tra Lana Turner e Johnny Stompanato ebbe un posto di rilievo nella cronaca nera di Los Angeles. La loro violenta storia d'amore si concluse tragicamente la sera del 4 aprile 1958, quando Cheryl Crane, quattordicenne figlia di Miss Turner avuta dal precedente legame con il ristoratore Steve Crane, accoltellò a morte Stompanato nel tentavito di difendere la madre dalle violenze dell'uomo. La Crane evitò l'incriminazione e venne internata in una clinica psichiatrica. Il portavoce della Smith & Kleindeinst ha aggiunto che con ogni probabilità l'asta per le lettere partirà da una base di centocinquantamila dollari.

The Advocate, 6 giugno 1998:
IN GRAVI CONDIZIONI DI SALUTE NOTA FIRMA DELLA STAMPA SCANDALISTICA

Daniel "Danny" Getchell, di anni 68, editore e direttore responsabile del famigerato Hush-Hush, mensile scandalistico molto in voga negli anni Cinquanta e nei primi anni Sessanta, è stato ricoverato nei giorni scorsi al Cedars-Sinai Medical Center. Fonti ufficiose interne all'ospedale sostengono che Getchell si trova "nell'estrema e dolorosissima fase terminale di un tumore al cervello".
Nel periodo di massima popolarità, Hush-Hush, insieme alle altre riviste scandalistiche dell'epoca - Confidential, Whisper, Rave, Lowdown e Tattle -, condusse una crociata intimidatoria contro famosi personaggi dello spettacolo sospettati di tendenze omosessuali, che venivano braccati, con metodi che spesso sconfinavano nell'illegalità, al solo scopo di solleticare i più bassi istinti dei lettori. Hush-Hush fu senz'altro il più accanito e volgare rappresentante di un giornalismo che riuscì a rovinare la vita di molti americani.
L'ex giornalista/editore di Whisper, Benjamin Luboff, nel suo recente memoriale Scandal-Rag Scourge, drammatico mea culpa per gli eccessi compiuti dalla sua testata, scrive che Danny Getchell era "ossessionato dalla smania di scoprire e denunciare le tendenze omosessuali di personaggi dello spettacolo" e lo giudica "un sadico farabutto che spacciava per crociata morale quella che in realtà era solo sete di guadagni facili". Alla nostra richiesta di un commento sul ricovero in ospedale di Getchell, Luboff ha così risposto: "Che volete che vi dica... io la morte non la auguro a nessuno, normale o omosessuale che sia; però è inutile nascondervi che senza Danny Getchell il mondo sarà un posto migliore."
Una fonte dell'ospedale ci informa che Getchell è attualmente ricoverato nel reparto rianimazione e che pertanto non è in grado di rispondere alla serie di domande fattegli pervenire dal nostro quotidiano.

A stendere Johnny Stompanato non fu affatto Cheryl Crane, e io non ho nessun cazzo di cancro al cervello. E, comunque, io ai finocchi che stanavo gli davo sempre la possibilità di comprarsi il silenzio sul mio giornale.
E sul caro Ben Luboff so cose che non ci credereste. Altro che mea culpa.
La corbelleria del cancro al cervello è un filtro di fumo fumato dalle P.R. dell'ospedale. In realtà sono rinchiuso in un recondito reparto del Cedars ricavato in un vecchio rifugio antiatomico. Sono sepolto e sotterrato con sessantatré pazienti maschi e sedici medici accaniti nella caccia al nostro virus. Ipocritamente ignari dell'impegno d'Ippocrate, essi elargiranno l'elisir segreto solamente agli straricchi. Per pagarmi questo letto da duemila dollari a notte mi è toccato vendermi tutto quello che avevo.
Ho l'AIDS. Nell'avere l'AIDS, la cosa peggiore è avere l'AIDS. La seconda cosa peggiore nell'avere l'AIDS è che la gente è convinta che sei un finocchio.
Io non sono un finocchio. Io sono un tossico con quarant'anni di scimmia sulla schiena.
A me mi ha rovinato la mia ridicola ansia di ringiovanire. Purgavo periodicamente il mio putrefatto organismo con trasfusioni di sangue comprato di contrabbando. Nel '91 ne acquistai un avanzo scaturito dalla scorta sanitaria di Desert Storm. Quel sangue mi spense lo slancio sessuale, mi stremò il sistema immunitario e mi spinse verso una devoluzione drammatica e definitiva.
O forse qualcuno mi ha avvelenato apposta.
Sarà stato quel marchettaro che smascherai nel maggio del '61. O uno di quei bucaioli che mi beavo a sbertucciare taaaanto tempo fa. O qualche parassita con una perfetta percezione della punizione poetica.
E adesso pulso paranoia da tutti i pori. Sono un omofobo emofiliaco, nonché un crucifigibile cristiano del VaticANO Gay.
Vedo inchiodati agli idratatori cinque dei miei capri espiatori di allora. Mi seviziano silenziosamente con sguardi d'odio servito a shrapnel. Si accalcano accingendosi all'assalto mentre attacco questa mia arringa in stile Hush-Hush.
Sotto il cuscino celo un'accetta. Ho palate di pattume pederastico pronte a schizzare sudiciume e a santiFicarmi in un finale finocchiese fedele all'oltraggioso olocausto hush-hushesco.
Quel lurido laido a tre letti da me mi luma con l'aria losca. Non riesco a ricordarmi in quale recondito ruolo di ricattato rinvenirlo. Meglio distrarmi dal suo disprezzo dedicandomi alla mia avventura, finché mi sarà ancora agevole allitterare allettantemente.



© 1999, RCS Libri S.p.A.

biografia dell'autore
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James Ellroy è nato a Los Angeles nel 1948. Da "I miei luoghi oscuri", sua autobiografia, sappiamo che la madre è stata assassinata nel 1958 e che dopo alcuni anni di sua convivenza con il padre, iniziò un travagliato periodo dominato dalla droga, che ne minò anche le condizioni fisiche, e da piccoli furti. Iniziò poi la sua attività di scrittore e i suoi libri divennero molto rapidamente dei best-seller internazionali. Le sue opere, non tutte tradotte in Italia, sono: Brown's Requiem, Clandestine, Blood On The Moon, Because The Night, Suicide Hill, Silent Terror, The Black Dahlia, The Big Nowhere, L.A. Confidential, White Jazz, American Tabloid.

bibliografia
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I titoli sono tratti da
Alice CD,
il catalogo su CD-ROM
dei libri italiani
pubblicato da
Informazioni Editoriali.


Ellroy James, American tabloid, 1997, 660 p., Lit. 15000, "Oscar bestsellers" n. 771, Mondadori (ISBN: 88-04-42743-4)

Ellroy James, L'angelo del silenzio, 1996, Lit. 22000, "Superblues", Mondadori (ISBN: 88-04-42441-9)

Ellroy James, Clandestino, tr. di Perria L., 285 p., Lit. 29000, "Superblues hardcover", Mondadori (ISBN: 88-04-37564-7)

Ellroy James, La collina dei suicidi, tr. di Pensante M., 284 p., Lit. 14000, "Oscar bestsellers" n. 400, Mondadori (ISBN: 88-04-38287-2)

Ellroy James, Corpi di reato, 224 p., Lit. 27000, "Letteraria", Bompiani (data di pubblicazione prevista: Marzo 1999)

Ellroy James, Dalia nera, tr. di Lorenzin L., 1991, 376 p., Lit. 14000, "Oscar bestsellers" n. 213, Mondadori (ISBN: 88-04-35030-X)

Ellroy James, Il grande nulla, tr. di Oliva C., 1992, 378 p., Lit. 14000, "Oscar bestsellers" n. 254, Mondadori (ISBN: 88-04-35916-1)

Ellroy James, L. A. Confidential, 1997, Lit. 30000, "Superblues hardcover", Mondadori (ISBN: 88-04-43332-9)

Ellroy James, L. A. Confidential, 3 ed., 1998, 378 p., Lit. 14000, "Oscar bestsellers" n. 304, Mondadori (ISBN: 88-04-44811-3)

Ellroy James, I miei luoghi oscuri, tr. di Perroni C. S., 1997, 430 p., Lit. 29000, "Letteraria", Bompiani (ISBN: 88-452-2960-2)

Ellroy James, Notturni hollywoodiani. Un romanzo breve e cinque racconti, tr. di Perria L., 1994, 216 p., Lit. 30000, "Superblues hardcover", Mondadori (ISBN: 88-04-38929-X)

Ellroy James, Perchéla notte, tr. di Pensante M., 1993, 280 p., Lit. 14000, "Oscar bestsellers" n. 344, Mondadori (ISBN: 88-04-37688-0)

Ellroy James, Prega detective, tr. di Bortolussi S., 1994, 266 p., Lit. 23000, "Superblues", Mondadori (ISBN: 88-04-39804-3)

Ellroy James, Le strade dell'innocenza, tr. di Pensante M., 1993, 266 p., Lit. 14000, "Oscar bestsellers" n. 332, Mondadori (ISBN: 88-04-37384-9)

Ellroy James, White jazz, 1995, 392 p., Lit. 14000, "Oscar bestsellers" n. 520, Mondadori (ISBN: 88-04-39997-X)


A cura di Grazia Casagrande


23 aprile 1999