Nando dalla Chiesa
Storie eretiche di cittadini perbene

"Siamo costretti a fare gli uomini contro. A volte contro gli stessi amici..."


Sei storie individuali a cui viene dedicato un intero capitolo e, sotto il titolo Giudici, un capitolo conclusivo in cui vengono tracciate le vicende di vita (e per i primi anche di morte) di Falcone, Borsellino, Caponnetto, Pradella, Spataro, Colombo, Caselli: ecco l'ultimo libro di Nando dalla Chiesa.
Leggerlo, nell'ordine che l'autore ha voluto, mostra unità compositiva e consequenzialità logica: l'eresia come elemento unificante, l'eresia come valore.
Affermare se stessi senza accondiscendere al buon senso che tanto appiattisce l'azione; l'orgoglio di individualità estranee ad un sistema che impone il compromesso; il coraggio della sconfitta, dell'ingiuria, dell'esclusione; l'allegria dell'essere dalla parte giusta, forse la più scomoda e meno frequentata: tutto questo è eresia.
Inventare se stessi e la propria vita, seguendo la propria natura, quella che con termine un po' desueto si definirebbe la propria vocazione, è l'altro elemento comune a queste storie di cittadini perbene, così come il loro essere "perbene" non rispetta le regole borghesi della ricchezza e del successo, ma quelle interiori dell'onestà e della coerenza.
E questo autore, che proprio dal suo essere eretico tra tanta acquiescenza trae il suo "fascino" fondamentale, lo si ritrova in tutti i personaggi. In Mario Calabresi, ragazzo che cresce portando su di sé l'eredità di un nome difficile, odii che non lo riguardano e non conosce, ma che lo condannano alla diffidenza. Nella monelleria impertinente della Gianna, conosciuta negli anni della contestazione giovanile quando, da addetta alle pulizie del pensionato Bocconi, era diventata sindacalista per ribellione davanti all'ingiustizia e al sopruso. Anche il giornalista giacobino Riccardo Orioles, protagonista di uno dei capitoli più belli del libro, ha nel rifiuto del compromesso, nel coraggio dell'essere scomodo, molto di chi, tanto efficacemente, lo propone al lettore. Anzi proprio in questo capitolo si esprime tutto il disgusto e l'indignazione dell'autore per il perbenismo di chi mostra fastidio per l'aspetto trasandato del personaggio e non sa vedere la persona, per il conformismo di un sistema politico che esclude soprattutto oggi i personaggi meno allineati, meno ossequienti.
Ma anche in quel menestrello romantico dal buffo nome, quel Pippo Pollina, molto noto all'estero e quasi sconosciuto in patria, che canta per le strade del mondo le sue canzoni, che non adatta i testi al gusto dei più, ma aspetta con coraggio che il suo messaggio arrivi alle orecchie distratte di un pubblico che giorno dopo giorno si fa più attento, anche in questa storia di vita ritroviamo certe caratteristiche etiche di dalla Chiesa.
Professore di filosofia e oste, Nando Benigno è il perfetto esempio di chi ha saputo realizzare l'unione tra pensiero e azione, traendo dalla quotidiana frequentazione con i clienti del suo locale quel calore, quella conoscenza dell'umanità che si sono trasformati in efficaci progetti civili. L'entusiasmo che ha guidato la sua giovanile contestazione negli anni della rivoluzione studentesca o l'impegno politico dei primi anni di insegnamento non si sono trasformati nel conservatorismo saccente di tanti "ex", né nelle fughe nel privato o viceversa nel tunnel oscuro del terrorismo, ma sono diventati impegno civile, lotta alla mafia e alla corruzione, allegra capacità di unificare intelligenze e cuori non solo per testimoniare che si può essere diversi, ma per combattere fattivamente ciò che si condanna. In fondo, per altre strade e con diversa notorietà, non molto dissimile è il cammino dell'autore, estraneo al metodo e alla cultura del compromesso in politica e nella vita.
L'ultimo personaggio a cui viene dedicato un intero capitolo del libro è Basilio Rizzo, compagno del parlamentare dell'Ulivo in tante battaglie in Consiglio comunale a Milano. Tenace, quasi testardo, escluso dai giochi di potere, anzi incapace quasi naturalmente di entrarci, rappresenta quella Milano che si è opposta al regime della corruzione, che non si è mai arresa alla vittoria dell'affarismo e al regime dello scambio, una Milano che ancora oggi fatica ad essere realtà, ma che in alcuni suoi rappresentanti vive e sa vincere alcune battaglie.
Il capitolo finale invece ha quasi il carattere di omaggio a quei giudici che hanno affrontato le prove più difficili, che hanno, senza nessuna retorica, pagato anche con la loro vita la speranza di un'Italia libera dalla mafia, di uno Stato che può vincere sulla criminalità organizzata e sulla corruzione. Sempre minacciati, spesso calunniati, eppure intransigenti e irriducibili.
È questa l'Italia che possiamo offrire all'opinione internazionale con orgoglio, un Paese di uomini liberi da conformismi e compromessi.
La lettura di questo libro scorre con la leggerezza di un romanzo, commuove e diverte, appassiona e indigna, rappresenta probabilmente, anche nello stile agile e vivace, la prova migliore del suo autore.


Storie eretiche di cittadini perbene di Nando dalla Chiesa
Pag. 198, Lire 20.000 - Edizioni Einaudi (Gli struzzi 506)
ISBN 88-06-14324-7

le prime pagine
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 Prefazione

Le biografie personali come specchio di trent'anni di storia italiana. Persone talvolta note al grande pubblico, altre volte conosciute solo da un pubblico più ristretto e più informato o addirittura sconosciute. E che insieme però, con le proprie vicende individuali, compongono un quadro capace di riflettere fedelmente lo spirito, le speranze e i drammi di un'epoca. Ripercorrere quelle vicende, distillarne il senso, coglierne il valore, significa porre interrogativi non retorici su passato, presente e futuro del Paese; e al tempo stesso dare risposte seppur parziali a interrogativi che sono oggi nella mente di molti.
Che cosa sia stata la società italiana negli ultimi decenni, come vi si siano mescolate e centrifugate culture e ideologie, come si siano modificati i contesti in cui le medesime vite si sono trovate a scorrere. Dove vada la vita civile del nord e dove quella del sud. Che cosa sia stata e che cosa sia la sinistra, quali i suoi meriti, quali le sue pigrizie o perfino le sue vergogne. E poi la questione morale, la politica, la società civile e il nodo arroventato della giustizia. Tutto ciò sta nelle pagine che seguono, in modo diretto e immediato, con la forza irriducibile della testimonianza.
Si tratta di storie di cittadini che, in un ideale sondaggio, la maggioranza degli italiani, considererebbe senz'altro "perbene" e meritevoli, riconoscendo loro principî e valore altamente condivisi. E tuttavia questi cittadini hanno dovuto agire nel loro contesto ambientale come eretici, come personaggi "diversi", costretti a lottare contro molte ostilità, talvolta addirittura mortali, oltre che contro luoghi comuni e atteggiamenti sedimentati nelle zone umane, sociali e politiche che avrebbero dovuto esser loro più vicine. Cittadini che hanno sfidato e tuttora sfidano accidie intellettuali, acquietamenti morali, fastidi epidermici, convenzioni mentali. Nell'informazione, nella politica, nel sindacato, nell'arte, nella cultura, nelle professioni; o nella società nel suo insieme. E che devono fondamentalmente la loro natura eretica all'attaccamento alle proprie convinzioni morali, al senso coerente della propria dignità, alla scelta orgogliosa di difendere la propria storia e i propri affetti.
Le storie sono state scelte - tra le tante possibili - per il loro valore e significato individuale. Eppure, al di là dello stesso iniziale programma narrativo, hanno mostrato una meravigliosa, sorprendente tendenza a incrociarsi e a richiamarsi l'una con l'altra. Nei luoghi. Nei nomi. Nei tempi. Nei conflitti senza fine e nei successi sempre precari. La vita del professore liceale di Brindisi si incontra con quella del più celebre dei magistrati antimafia o con quella di uno dei più noti protagonisti di Mani pulite. La vita del cantautore siciliano scappato all'estero in cerca di fortuna incrocia quello del giornalista scomodo, geniale e giacobino. Perfino i nomi tracciano coincidenze strabilianti: lo stesso grande personaggio dà il proprio nome al liceo del più combattivo consigliere comunale milanese e al liceo del cantautore siciliano. E dietro i fili delicati delle storie individuali campeggiano le grandi storie collettive: il Pci, l'associazionismo laico e cattolico, Lotta continua; e poi le istituzioni, dalla polizia alla magistratura alla scuola.
È come se l'essere eretici, eretici per orgoglio civile e onestà intellettuale, portasse inevitabilmente a fare "storia comune", a incontrarsi; proprio come - specularmente - le cronache di questi decenni hanno mostrato essere destinati a incontrarsi, sempre e comunque, i protagonisti negativi della vicenda nazionale.
C'è qualcosa, in fondo, che accomuna il figlio di una vittima illustre e la signora che rifà i letti in un pensionato universitario, l'insegnante di liceo e il giornalista o il magistrato, il cantautore e il consigliere comunale. Ed è il dono della scintilla, lo slancio vitale che porta a non chiudersi mai, a non cercare l'alibi che autorizza a stare zitti o fermi: a non cercare insomma i mille legittimi, umanissimi motivi per i quali i cittadini perbene che non diventano "eretici" decidono di non potersi impegnare. Se la politica nel senso più alto è la partecipazione alla vita della polis, essa, se vuole costruire futuro, è - non può non essere - una combinazione di parola, pensiero e azione. Poiché senza parola la politica diventa solitudine. Senza pensiero, demagogia. Senza azione, salotto. Ecco, nella vita di questi cittadini eretici non vi è traccia né di solitudine, né di demagogia, né di salotto. C'è la storia forte, bella e sofferta che si fa politica, che si fa futuro.


© 1999, Giulio Einaudi editore s.p.a.

biografia dell'autore
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Nando dalla Chiesa (Firenze, 1949) insegna Sociologia economica all'Università di Milano. Già direttore del mensile "Società civile", è deputato dell'Ulivo e coordinatore del movimento "Italia democratica".

bibliografia
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I titoli sono tratti da
Alice CD,
il catalogo su CD-ROM
dei libri italiani
pubblicato da
Informazioni Editoriali.


Dalla Chiesa Nando, La farfalla granata. La meravigliosa e malinconica storia di Gigi Meroni il calciatore artista, 1995, 199 p., ill., Lit. 25000, "Storie e miti", Limina (ISBN: 88-86713-00-2)

Dalla Chiesa Nando, Il giano bifronte, 1987, 224 p., Lit. 33000, "Politica", Etas Libri (ISBN: 88-453-0093-5)

Dalla Chiesa Nando, Il giudice ragazzino. Storia di Rosario Livatino assassinato dalla mafia sotto il regime della corruzione, Lit. 24000, "Gli struzzi" n. 433, Einaudi (ISBN: 88-06-12841-8)

Dalla Chiesa Nando, Milano - Palermo: la nuova Resistenza, a cura di Calderoni P., 160 p., Lit. 20000, "I saggi", Baldini e Castoldi (ISBN: 88-85988-51-2)

Dalla Chiesa Nando, La politica della doppiezza. Da Andreotti a Berlusconi, 1996, XII-94 p., Lit. 15000, "Einaudi contemporanea" n. 44, Einaudi (ISBN: 88-06-13960-6)

Dalla Chiesa Nando, Storie di boss, ministri, tribunali, giornali, intellettuali, cittadini, Lit. 22000, "Gli struzzi" n. 385, Einaudi (ISBN: 88-06-11779-3)

Dalla Chiesa Nando, Storie eretiche di cittadini perbene, 206 p., Lit. 20000, "Gli struzzi", Einaudi (ISBN: 88-06-14324-7) (data di pubblicazione prevista: Marzo 1999)

Dalla Chiesa Nando, I trasformisti, 312 p., Lit. 28000, "I saggi", Baldini e Castoldi


A cura di Grazia Casagrande


9 aprile 1999