
 |
Claude Allègre
Dio e l'impresa scientifica
Il millenario conflitto tra religione e scienza
"Spesso aggredita, oppressa dalle religioni, l'impresa scientifica è uscita vittoriosa da questi assalti. Ma, con timore, ci si chiede oggi: è un successo definitivo o rivedremo, magari in Iran o in Algeria, processi come quelli a Galileo o ad Averroè, o addirittura un rogo come quello di Bruno?"
Il rapporto tra scienza e religione è da sempre complesso e delicato. Non si può definire in termini di interscambio, quanto piuttosto di competizione, discussione, spesso incomunicabilità. Ma se al suo nascere la scienza dovette fronteggiare radicate e forti credenze religiose e con difficoltà aprì un varco sempre maggiore nel pensiero umano per fare posto alle teorie che via via produceva, ora il rapporto si è pressoché invertito, ed è Dio che non trova più spazio in una struttura mentale allenata al ragionamento scientifico. Il credo religioso indietreggia di fronte alle certezze scientifiche e sembra quasi deporre le armi, tranne nei suoi picchi di fondamentalismo acceso per i quali il progresso è ancora "male" e le dottrine scientifiche una sorta di arma del demonio da combattere e sradicare dalla società. L'autore propone pochi ma significativi episodi di questa millenaria storia, cogliendo in situazioni estreme alcuni importanti momenti di svolta. Uno di questi è la vicenda di Galilei, vista nel suo evolversi e di cui si sottolineano alcuni aspetti: "innanzitutto dal punto di vista storico, per come illustra la politica della Chiesa destinata a ripetersi in seguito. Poi da quello psicologico: da un lato, una Chiesa meno chiusa di quel che si dice, che vorrebbe avvicinare la scienza; dall'altro, una scienza che fa valere più arroganza di quanto si pretenda". Un altro ganglio preso in esame è il difficile evolversi dell'idea della terra non più centro dell'universo, ma sua parte infinitesimale, periferica, generata da un iniziale Big Bang, ora visto da alcuni teologi come prova della superiorità del pensiero religioso ebraico-cristiano. E, altro tema di grande interesse, il rapporto tra religione e scienza medica. Se per ebrei e musulmani (che seguirono sin dall'inizio una interpretazione biblica favorevole alla figura del medico) questa scienza non era da condannare, per i cristiani fu invece fonte di continue critiche e di ostracismo. E fino al secolo scorso l'atteggiamento della Chiesa "resta guidato da un'idea semplice: l'uomo come tale deve soffrire, è questo il prezzo che deve pagare per il peccato originale. Perché alleviarlo?" E dunque non è difendibile una scienza che intenda aiutare l'uomo nel suo cammino terreno se, ancora nel XIX secolo, "la Chiesa si oppone alla vaccinazione antivaiolosa, sostenendo che Dio risparmia chi vuole o che Dio ha fatto la natura con le epidemie, e non è compito dell'uomo rettificare la creazione". Per non parlare dell'approccio negativo nei confronti dell'evoluzionismo, dello studio della fisiologia umana, della biologia, della genetica... Molti passi si sono fatti verso un ravvicinamento tra religione e scienza che, parlando un diverso linguaggio e partendo da presupposti così differenti, si sono allontanate sempre più (e non solo in Occidente), tuttavia il dibattito è quanto mai acceso. Le tante fedi termineranno di stigmatizzare la scienza? E, viceversa, la scienza potrà definire l'esistenza di Dio? Forse il millenario conflitto tra religione e scienza non avrà mai termine.
Dio e l'impresa scientifica. Il millenario conflitto tra religione e scienza di Claude Allègre
Titolo originale dell'opera: Dieu face à la science
Traduzione di Corrado Sinigaglia
VII-218 pag., Lit. 35.000 - Edizioni Raffaello Cortina (Scienza e idee, collana diretta da Giulio Giorello)
ISBN 88-7078-549-1
Le prime righe
1
"EPPUR, SI MUOVE!"
Il 22 giugno 1633, Galileo Galilei, all'età di sessantanove anni, entra, indossando la veste bianca dei penitenti, nella grande sala del convento della Minerva a Roma. Su richiesta esplicita e pressante di papa Urbano VIII, compare in giudizio davanti al tribunale inquisitore della Congregazione del Sant'Uffizio, composto da dieci cardinali designati all'uopo.
Comparire in giudizio è un termine impegnativo nel lessico moderno: Galileo dovrà accontentarsi di ascoltare la sentenza, senza dibattito preliminare. Da sei mesi è tenuto "prigioniero" a Roma. Mentre i subalterni dell'Inquisizione gli suggeriscono di abiurare, gli si impedisce di vedere il Papa, di cui era stato amico, o anche un cardinale. L'hanno privato del contatto dei colleghi più cari. Monta in collera, si ribella, chiede un contraddittorio con i suoi accusatori, ma invano. È tenuto all'oscuro di quanto si trama ai suoi danni e di quel che deciderà la sua sorte. Non vedrà mai i giudici prima del 22 giugno, non avrà un vero processo e dunque mai l'occasione di dispiegare quella meravigliosa intelligenza che aveva sedotto, e persino soggiogato, tanti ecclesiastici per oltre trent'anni.
Eccolo, davanti al tribunale dell'Inquisizione. In ginocchio, ascolta, teso, pallido, silenzioso, l'intimidatoria dichiarazione, quella dichiarazione che si ritiene egli abbia scritto, ma di cui in realtà viene a conoscenza per la prima volta, letta da un altro:
- Io Galileo, figl.lo del q. Vinc.o Galilei di Fiorenza, dell'età mia d'anni 70, constituto personalmente in giuditio, et inginocchiato avanti di voi Emin.mi et Rev.mi Cardinali, in tutta la Repubblica Christiana contro l'heretica pravità generali Inquisitori; havendo avanti gl'occhi miei li sacrosanti Vangeli, quali tocco con le proprie mani, giuro che ho sempre creduto, credo adesso, e con l'aiuto di Dio crederò per l'avvenire, tutto quello che tiene, predica et insegna la S.ta Cattolica et Apostolica Chiesa. Ma perché da questo S. Off.o, per aver io, dopo essermi stato con precetto dell'istesso giuridicamente intimato che omninamente dovessi lasciar la falsa opinione che il Sole sia centro del mondo e che non si muova e che la Terra non sia centro del mondo e che si muova, e che non dovessi tenere, difendere né insegnare in qualsivoglia modo, né in voce né in scritto, la detta falsa dottrina e dopo essermi notificato che detta dottrina è contraria alla Santa Scrittura, scritto e dato alle stampe un libro nel quale tratto l'istessa dottrina già dannata et apporto ragioni con molta efficacia a favor di essa, senza apportar alcuna solutione, sono stato giudicato vehementemente sospetto d'heresia, cioè d'haver tenuto e creduto che il Sole sia centro del mondo e immobile, e che la Terra non sia centro e si muova; pertanto, volendo io levar dalla mente delle Eminenze V.re e d'ogni fedel christiano questa vehemente sospitione, giustamente di me conceputa, con cuor sincero e fede non finta abiuro, maledico e detesto li suddetti errori et heresie, et generalmente ogni et qualunque altro errore, heresia e setta contraria alla S.ta Chiesa; e giuro che per l'avvenire non dirò mai più né asserirò, in voce o in scritto, cose tali per le quali si possa haver di me simile sospitione; ma se conoscerò alcun heretico o che sia sospetto d'heresia, lo denontiarò a questo S. Offitio, o vero all'Inquisitore o Ordinario del luogo dove mi trovarò.
Giuro anco e prometto d'adempire et osservare intieramente tutte le penitenze che mi sono state o mi saranno da questo S. Off.o imposte; e contravenendo ad alcune delle dette mie promesse e giuramenti, il che Dio non voglia, mi sottometto a tutte le pene e castighi che sono da' sacri canoni et altre consitutioni generali et particolari contro simili delinquenti imposte e promulgate. Così Dio m'aiuti e questi suoi santi Vangeli, che tocco con le mie proprie mani.
Io Galileo sodetto ho abiurato, giurato, promesso e mi sono abbligato come sopra; et in fede del vero, di mia propria mano ho sottoscritta la presente cedola di mia abiuratione et recitata di parola in parola, in Roma, nel convento della Minerva, questo dì 22 giugno 1633.
© 1999, Raffaello Cortina editore
L'autore
Claude Allègre, geochimico, è ministro della pubblica istruzione e della ricerca nel governo di Lionel Jospin. Professore all'Università di Paris VII, è autore di numerosi libri, tra cui Economizzare il pianeta e Storia della terra, dal big bang alla comparsa dell'uomo.
|