Carlo Emilio Gadda
Giornale di guerra e di prigionia

"Io, noi tutti su per giù, ma io con la mia martirizzante sensibilità in modo speciale, mi sento solo, avvilito, abbandonato da tutti: nessuno ci protegge, a nessuno possiamo rivolgerci! Sopra di noi la brutale, inflessibile vendetta del nemico, il suo odio implacabile."


Questo volume, che solo ora vede la sua pubblicazione integrale, è il resoconto preciso e minuzioso dei cinquantun mesi in cui Carlo Emilio Gadda vestì la divisa militare. E il lettore potrà vedere, pagina dopo pagina, l'evoluzione psicologica del giovane ufficiale, ma anche gli elementi di continuità nel carattere e nella sensibilità che saranno riscontrabili nell'opera letteraria successiva. Attenzione forse eccessiva agli altri, ufficiali o soldati, che interagiscano con lui; una energia vitale messa facilmente in discussione anche da episodi banali e da malesseri passeggeri; l'affetto per la famiglia, il pensiero caldo per la madre e i fratelli lontani. Infine il rapporto di amore/odio per la patria. Un'Italia non facile da amare quella del 1915! Debolezza, fragilità, interessi non sempre limpidi: questi gli aspetti che più irritano il giovane Gadda che, volontario, si era arruolato. Ma una tensione all'azione, la voglia di imprese forti (sentimenti di cui a volte sembra quasi vergognarsi), la curiosità suscitata da un ambiente e da contatti umani, assolutamente inediti per lui, riempiono la prima parte di questo "Giornale di guerra e di prigionia".
Anche le incombenze quotidiane, routinarie, i ritmi di vita segnati solo da alcuni rituali ricorrenti, vengono annotate e sinteticamente commentate: lo stipendio, accuratamente distribuito tra spese necessarie e qualche raro abbandono al piacere; la mensa e in generale il cibo e il vino che consuma ogni giorno, visti, a seconda dei momenti, come fonte di piacere e, più spesso, come causa di malesseri o di perdita delle propria lucidità; le lettere da casa, fonte primaria di gioia, ma anche di nostalgie e di timori. Ma questo diario, cambia gradualmente tono, si fa sempre più drammatico e stanco, sempre più doloroso. E il dolore è appunto la nota primaria che lo attraversa, cupo e chiuso prima, sempre più esplicito man mano che la Storia offre le sue pagine più tragiche, arreso davanti al precipitare delle situazioni e soprattutto davanti alla morte del fratello, che segnerà in modo irreversibile la sua vita.
La sezione del diario che riguarda la battaglia dell'Isonzo, è davvero di straordinaria intensità drammatica. Si possono vedere e capire le scene della battaglia, il loro susseguirsi doloroso, la morte nella sua crudezza e brutalità, lo sgomento, la solitudine, la rabbia che occupa l'animo.
Sarà però il periodo della prigionia quello che davvero gli darà lo sconforto, la passività, il senso dell'inutilità della propria sopravvivenza.
"Il disagio della vita è estremo. Sogno e realtà si confondono in un solo, indistinto grigiore." La mancanza anche delle minime comodità, la fame, la stanchezza, la debolezza fisica, l'angoscia per la lontananza della famiglia: tutto ciò segna la personalità di Carlo Emilio Gadda e lo porterà alle riflessioni che lo scrittore annoterà nelle pagine di diario relative al periodo immediatamente postbellico.
Questi i difetti, i limiti che vede in sé: "Eccessiva sensibilità e umanità. Altro difetto la mia timidezza. Scarsa forza di volontà". E la domanda immediatamente successiva che si pone è " Come tramutarmi in uomo?", il problema vero è nella mancanza di volontà ferma, "Vorrei volere, ma non posso dir di volere". E ancora, "nacqui con tendenze piagnucolose-erotiche-sentimentali-entusiaste degli altri, rara bestia del gregge", oppure "io sento la simpatia e l'affinità, guardo con occhio amico ogni porco che passa". Il rapporto con gli altri, tutti gli altri, spesso troppo debole e solidale, si spezza davanti all'ingiustizia della morte: "E davvero adesso gl'imboscati fanno da eroi reduci, e gli eroi sono morti: e io sono così atrocemente solo, perché il mio fratello più forte e bravo ed intelligente di me, il solo che poteva assistermi un po' nella vita, non è più con me".
Questo Giornale si chiude così, in modo dichiaratamente definitivo, sulle conseguenze che la morte del fratello Enrico ha avuto prima di tutto su di lui (e per elaborare quel lutto non basterà una vita) quindi su tutto il resto della famiglia, la sorella malata e la madre amatissima.


Giornale di guerra e di prigionia di Carlo Emilio Gadda
Pag. 438, Lire 39.000 - Edizioni Garzanti (Narratori Italiani)
ISBN 88-11-66091-2

le prime pagine
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Carlo Emilio Gadda. - Anno 1915. -
Giornale di Campagna. -
Edolo di Valle Camonica. -

1. Edolo, 24 agosto 1915. - Le note che prendo a redigere sono stese addirittura in buona copia, come vien viene, con quei mezzi lessigrafici e grammaticali e stilistici che mi avanzeranno dopo la sveglia antelucana, le istruzioni, le marce, i pasti copiosi, il vino e il caffè. Scrivo sul tavolino incomodo della mia stanza, all'albergo Derna, verso la una e mezza pomeridiana. Le imposte chiuse e i vetri aperti mi lasciano entrare l'aria fresca e quasi fredda della montagna, i rumori dei trasporti e le voci della gente: mi impediscono la veduta di un muro, che si trova a due o tre metri in faccia e in cui non figurano che finestre chiuse, e delle rocce del Baitone. -

2. Sto abbastanza bene di corpo, per quanto il troppo cibo preso ieri alla mensa e l'uso che vi si fa di vino e caffè, a cui io non ho l'abitudine, mi lascino un senso di odiosa sazietà e di intorpidimento intellettuale: ho anche un po' sonno. Quest'aria fresca mi ristora e un po' di raccoglimento mi fa piacere. - Spiritualmente sono seccato dalla mancanza di notizie della famiglia, poiché da quando sono a Edolo, cioè dal 18 corr., non ho ricevuto una riga; dal continuo seccarmi che il capitano fa (e con ragione) perché mi provveda del cinturone di cuoio e del revolver; dalla perdita dei miei guanti, che occorrono all'istruzione, e che difficilmente potrò sostituire. Inoltre uno strano intorpidimento dell'animo mi toglie di godere a pieno della vivissima emozione fantastica e sentimentale che per solito la montagna mi destava, e talora anzi mi lascia indifferente del tutto: però levando lo sguardo al Baitone, alle sue rocce e alle sue nevi, questa monotona e stanca situazione dello spirito si interrompe per poco. - Anche le cattive notizie della Guerra dei Russi mi mandano a traverso questi giorni che potrebbero essere di esaltazione. -
Il motivo egoistico sentimentale che momentaneamente mi domina è un desiderio di raccoglimento e di durezza alpinistica, di forze fresche, di compagnia coi miei pochi amici, di nebbia e di bosco. Tanto più quindi mi sono lontani questi carriaggi, questi muli, e la mensa copiosa e chiassosa degli ufficiali. - Penso raramente alla guerra, non per indifferenza, ma per timore di soffrir troppo nella preoccupazione e anche perché ne sono continuamente distratto dalla vita giornaliera. -

3. Alla mensa, che si tiene alla villa Nicolina, partecipano gli ufficiali del 5.º Alpini che si trovano a Edolo. Si mangia assai e per poco, si discorre e si ride: io dirò meno di dodici parole in tutto il pranzo, pur partecipando del buon umore altrui. Parlerò poi più dettagliatamente di questo. - Ho l'ordinanza, che mi riordina la stanza, mi pulisce le scarpe, mi fa tutti quei servigi che le chiedo: è un uomo sulla quarantina, che fu già al fronte sul Tonale, un'ottima persona. - Ho ricevuto l'indennità di entrata in campagna, di lire 365,40 nette, che in parte mi serviranno alla provvista di oggetti alpinistici e militari, e che per il resto manderò alla famiglia. -
Adesso riposerò un poco: desidererei vivamente di poter leggere o studiare, ma non ho un libro: perciò mi sfogo a scrivere. Alle ore 4 sarò alla caserma, dal capitano. - Proseguirò queste note stasera o domani. -
Dalle 4 alle 5 _ pomeridiane il capitano Bruno, comandante la 3.ª compagnia e istruttore dei sottotenenti di Milizia Territoriale, ci istruì sul servizio di sicurezza in marcia e in stazione. Tutte queste cose io conoscevo già per averle sentite ripetutamente illustrare e per averle viste praticamente eseguire nel corso domenicale del Battaglione Volontarî Milano, comandato dall'eroico colonnello Negrotto, morto all'Isonzo: e durante i due mesi di servizio prestato nei granatieri di Sardegna. Tuttavia porsi rispettosa attenzione; sia perché realmente il ripetere cose già imparate non nuoce mai e non è mai per me una umiliazione, come per i muli e gli asini; sia per avvedutezza: poiché nulla irrita di più la suscettibilità di un maestro, massime di un militare e di un superiore, che il dirgli: sapevo già. Uscito dalla caserma, negli uffici della quale si tiene l'istruzione, andai dall'avv. Nova, bresciano, mio collega, per restituirgli il cappello gentilmente prestatomi mentre giravo per procurarmene uno (poiché venni a Edolo col solo berretto) e per acquistare una cucinetta alpinistica di alluminio. Il furbo bresciano, badando a dirmi ch'egli è avvocato e non commissario, ch'ei non ha bisogno di nulla e solo agisce per esuberanza di buon cuore, mi vendette la sua cucinetta usata, ma in ottimo stato, per £. 5: aveva voglia di disfarsene, avendone acquistato una nuova e trovò me disposto all'acquisto. Mi sorbii poi una lunga sfuriata sull'ingiustizia umana e l'egoismo e la freddezza dei colleghi, e la severità balorda dei superiori, che mi disse una volta di più, se mai ve ne fosse stato bisogno, essere l'avvocato una di quelle persone intolleranti, per quanto buone di cuore, di cui abbonda la nostra razza.


© 1999, Garzanti Editore s.p.a.

biografia dell'autore
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Carlo Emilio Gadda è nato a Milano nel 1893, figlio di un piccolo industriale e di un'insegnante. Il padre che aveva dissipato le fortune familiari con investimenti sbagliati, morì nel 1906 lasciando la moglie e tre figli in cattive condizioni economiche. Grazie ai sacrifici materni Carlo Emilio compì gli studi liceali e si iscrisse al Politecnico alla facoltà di ingegneria. Nel 1915 partì volontario in guerra, nel 1917 fu fatto prigioniero e deportato per un anno in Austria e Germania. Al ritorno viene a sapere che il fratello Enrico è morto in guerra e questo lutto gli segnerà profondamente l'animo. Laureatosi in ingegneria elettrotecnica nel 1920, esercitò la professione per qualche anno in Italia e poi in Argentina. Tornato a Milano nel 1924 si iscrisse alla facoltà di Filosofia e compose il suo primo romanzo che venne però pubblicato solo nel 1983. Per ragioni economiche dovette tornare alla professione anche con trasferte e solo nel 1932 riuscì a concentrarsi sull'attività letteraria. Negli ultimi anni di vita (morì a Roma nel 1973) fu tormentato dalla nevrosi e si chiuse sempre più in se stesso.

bibliografia
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I titoli sono tratti da
Alice CD,
il catalogo su CD-ROM
dei libri italiani
pubblicato da
Informazioni Editoriali.


Gadda Carlo E., A un amico fraterno, a cura di Carlino M., 1984, 160 p., Lit. 20000, "Le mosche bianche", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-66126-9)

Gadda Carlo E., Accoppiamenti giudiziosi, Lit. 28000, "Narratori moderni", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-66127-7)

Gadda Carlo E., Accoppiamenti giudiziosi, 1990, XVI-344 p., Lit. 20000, "Gli elefanti", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-66706-2)

Gadda Carlo E., L'Adalgisa, 1985, 328 p., Lit. 18000, "Gli elefanti", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-66700-3)

Gadda Carlo E., Le bizze del capitano in congedo e altri racconti, a cura di Isella D., 2 ed., 1983, 231 p., Lit. 22000, "Piccola biblioteca Adelphi" n. 119, Adelphi (ISBN: 88-459-0466-0)

Gadda Carlo E., Carissimo Gianfranco, a cura di Ungarelli G., 1998, 94 p., Lit. 18000, "Lettere", Archinto (ISBN: 88-7768-218-3)

Gadda Carlo E., Il castello di Udine, a cura di Lucchini G., 1989, 200 p., Lit. 15000, "Gli elefanti", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-66703-8)

Gadda Carlo E., La cognizione del dolore, a cura di Manzotti E., 1994, 222 p., Lit. 30000, "Narratori moderni", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-66124-2)

Gadda Carlo E., La cognizione del dolore, Lit. 19000, "Gli elefanti", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-66825-5)

Gadda Carlo E., Eros e Priapo. Da furore a cenere, 1990, 200 p., Lit. 18000, "Gli elefanti", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-66704-6)

Gadda Carlo E., Il guerriero, l'amazzone, lo spirito della poesia nel verso immortale del Foscolo, 1991, 104 p., Lit. 16000, "Gli elefanti", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-66707-0)

Gadda Carlo E., Lettere a Gianfranco Contini, 1988, 118 p., Lit. 21000, "Saggi blu", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-59835-4)

Gadda Carlo E., Lettere a una gentile signora, a cura di Marcenaro G., 1983, 227 p., ill., Lit. 15000, "La collana dei casi", Adelphi (ISBN: 88-459-0555-1)

Gadda Carlo E., Lettere alla sorella, a cura di Colombo G. e ViganòC., 1987, 108 p., ill., Lit. 18000, "Lettere", Archinto (ISBN: 88-7768-031-8)

Gadda Carlo E., I luigi di Francia, 1992, 136 p., Lit. 22000, "Gli elefanti", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-66709-7)

Gadda Carlo E., La Madonna dei filosofi, a cura di Isella D., 1989, 128 p., Lit. 14000, "Gli elefanti", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-66702-X)

Gadda Carlo E., La meccanica, Lit. 18000, "Gli elefanti", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-66708-9)

Gadda Carlo E., Le meraviglie d'Italia-Gli anni, 1993, 272 p., Lit. 23000, "Gli elefanti", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-66719-4)

Gadda Carlo E., Opere. Vol. 1: Romanzi e racconti (1), a cura di Rodondi R., Lucchini G. e Manzotti E., 1988, LXXIV-890 p., Lit. 80000, "I libri della spiga", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-58640-2)

Gadda Carlo E., Opere. Vol. 2: Romanzi e racconti (2), a cura di Pinotti G., Isella D. e Redondi R., 1989, 1350 p., Lit. 85000, "I libri della spiga", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-58641-0)

Gadda Carlo E., Opere. Vol. 3: Saggi, giornali, favole (1), a cura di Orlando L., Martignoni C. e Isella D., 1991, 1384 p., Lit. 80000, "I libri della spiga", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-58642-9)

Gadda Carlo E., Opere. Vol. 4: Saggi, giornali, favole (2), a cura di Isella D., 1992, Lit. 85000, "I libri della spiga", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-58643-7)

Gadda Carlo E., Opere. Vol. 5: Scritti vari e postumi. Bibliografia e indici, Lit. 130000, "I libri della spiga", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-58644-5)

Gadda Carlo E., Il palazzo degli ori, Lit. 20000, "Einaudi letteratura", Einaudi (ISBN: 88-06-56218-5)

Gadda Carlo E., Per favore, mi lasci nell'ombra. Interviste 1950-1972, a cura di Vela C., 1993, 291 p., Lit. 22000, "Piccola biblioteca Adelphi" n. 318, Adelphi (ISBN: 88-459-1027-X)

Gadda Carlo E., Poesie, a cura di Terzoli M. A., 1993, XXXI-130 p., Lit. 22000, "Collezione di poesia" n. 240, Einaudi (ISBN: 88-06-13384-5)

Gadda Carlo E., Quer pasticciaccio brutto de via Merulana, 1987, X-348 p., Lit. 19000, "Gli elefanti", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-66701-1)

Gadda Carlo E., Quer pasticciaccio brutto de via Merulana, 1983, 352 p., Lit. 28000, "Narratori moderni", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-66125-0)

Gadda Carlo E., Romanzi, a cura di Barberi Squarotti G., 1997, 832 p., ill., Lit. 110000, "Classici italiani", UTET (ISBN: 88-02-05210-7)

Gadda Carlo E., Taccuino di Caporetto. Diario di guerra e di prigionia (ottobre 1917-aprile 1918), a cura di Bonsanti S. e Bonsanti G., 1991, 152 p., ill., Lit. 30000, "Le mosche bianche", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-66114-5)


A cura di Grazia Casagrande


19 febbraio 1999