Gabríel García Márquez
Gente di Bogotá

"L'urgenza di scrivere ogni giorno, per 365 giorni, costringe i commentatori a dimenticare che, a forza di risolvere quotidianamente il problema dell'indomani, arriverà un ultimo giorno in cui il problema dell'indomani sarà ormai il problema dell'anno dopo. Un problema che non c'è motivo di cominciare a risolvere con così inutile e azzardato anticipo."


Il più facile errore in cui può incorrere il lettore di questo Gente di Bogotà, una consistente raccolta di scritti giornalistici di Gabríel García Márquez del periodo 1954-1955, è il compiere una assillante ricerca dei temi che saranno propri di Gabríel García Márquez scrittore. Se, come si suggerisce nella ricca prefazione di Gilard, è possibile già intravedere tematiche successive, è altrettanto possibile godere delle capacità di cronista, di giornalista di questo autore. Ampio spazio nella raccolta è dato alle critiche cinematografiche che in modo continuativo vennero scritte per "El Espectator" e che rappresentano forse l'aspetto meno conosciuto in Italia dell'attività dello scrittore colombiano. Anche se queste recensioni non paiono dimostrare una grande competenza tecnica, l'interesse nasce da alcuni elementi: la volontà "politica" di favorire la nascita di una cinematografia nazionale, l'interesse particolare dimostrato per i registi e la produzione italiana dell'epoca, il rifiuto della cultura hollywoodiana sia per quanto riguarda la tecnica narrativa che la poetica che la sottende.
Una cinematografia nazionale significa, in quegli anni, l'affermazione di una identità culturale, e nel tempo stesso l'orgoglio per quanto la cultura latino-americana era in grado di affermare a livello internazionale. Nulla, più del cinema, sembra anticipare il concetto di globalizzazione culturale, o di "grande villaggio", neppure la letteratura, in quanto non fruita così vistosamente dalle masse popolari, né così facilmente esportabile da una parte all'altra del mondo. Non è un caso infatti che vengano recensiti film europei, nordamericani e non solo sudamericani, senza ostacoli di comunicazione con lo spettatore colombiano. Se non sempre il "fiuto critico" di García Márquez appare condivisibile, soprattutto perché tende a liquidare con un aggettivo la parte più prettamente filmica del prodotto, l'interesse è notevole per quanto riguarda il suo giudizio nei confronti dei contenuti o delle emozioni che i film propongono al pubblico. Di certo molto amato è il periodo del neorealismo italiano: la sensibilità politica già così evidente, i protagonisti estranei al divismo dominante, la verità fotografata e offerta senza pietà agli spettatori hanno di certo affascinato il giovane giornalista. Mi soffermerei però sull'analisi da lui compiuta del film-culto di Vittorio De Sica, Miracolo a Milano. Qui si mescolano, si fondono due elementi, il realismo della marginalità dei barboni, degli esclusi, delle baracche periferiche, e la magia, la favola, il sogno salvifico. Proprio ciò che molta critica considera, pur nell'ammirazione davanti al genio del regista, quasi un tradimento sentimentale, viene invece visto come perfezione narrativa in quanto capace (dalla perfetta sintesi di tutta la letteratura fantastica) di narrare con eccezionale "forza umana" una storia di "cruda miseria" e di "sogno incredibile". La passione espressa nella recensione mostra una totale sintonia tra esperienza estetica ed etica del regista e dello sceneggiatore del film e del recensore stesso.
Il terzo aspetto di questa produzione giornalistica riguarda l'atteggiamento dei confronti del cinema di Hollywood. Viene criticato sia l'utilizzo costante del personaggio-divo, il primo piano che esclude ciò che circonda il protagonista, la minor cura del particolare, della "cornice", sia la tesi "colonialistica", di "americani portatori di verità e di libertà" che tanta produzione dell'epoca propina.
Ma sono i réportages, le cronache, le biografie di campioni sportivi, le pagine più affascinanti da leggere in questo volume. Durezza e crudezza nella descrizione delle condizioni di vita di un popolo addestrato alla miseria, abituato alla pazienza, alla sopportazione di eventi naturali catastrofici e a malversazioni storiche, sensibilità nell'"entrare nel personaggio", nel parlare con la sua voce e con il suo cuore, nell'interpretare i sogni, le aspirazioni, le delusioni, le meschinità e le grandezze di un uomo qualsiasi che sa raggiungere quelle vittorie che gli permettono di uscire dalla povertà e dall'anonimato. È questo il Gabríel García Márquez che vale la pena leggere per sé, in quanto grande giornalista, non solo in quanto premonizione di grande scrittore. E se il giovane cronista, alle prime esperienze di scrittore, era stato invitato a fare maggiore affidamento sulle sue doti giornalistiche più che a quelle di narratore, e se pur siamo grati che questo invito non sia stato accolto (in quanto la lettura di opere quali Cent'anni di solitudine resta fondamentale nella formazione culturale e affettiva di molti di noi) ugualmente capiamo l'ammirazione di chi leggeva pagine come quelle relative ad esempio alla Catastrofe di Antioquia.


Gente di Bogotá di Gabríel García Márquez, a cura di Jacques Gilard
Titolo originale: Entre Cachacos (Obra periodistica, vol II)
Traduzione di Angelo Morino
Pag. XCII-711, Lire 39.000 - Edizioni Mondadori (Saggi)
ISBN 88-04-43225-X

le prime pagine
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Febbraio 1954

"EL CINE A BOGOTA"
Prime della settimana

"El fruto verde"

La sezione cinematografica della Mostra francese ha presentato nelle sale Gogador e San Carlos il secondo premiato del festival: El fruto verde (Il frutto proibito), con Fernandel, Françoise Arnoul e Claude Nollier, basato su uno dei romanzi non polizieschi di Simenon: Lettera ai miei giudici.
Un'eccellente accoppiata di regia e fotografia è la caratteristica tecnica più notevole di questo bel film, in cui si raccontano i conflitti sentimentali di un medico di campagna, timido e buono come il pane, che a quarantacinque anni di età e innocenza si impegola con un'amante giovane, esperta e calcolatrice, l'esatto contrario della sua seria e metodica moglie.
C'è qualcosa della personalità di don Camillo in questo medico di un villaggio francese i cui abitanti - come quelli di ogni villaggio del mondo - hanno qualcosa in comune con gli indimenticabili elettori di don Peppone. Tuttavia, le situazioni che Fernandel affronta nelle vesti del medico sono molto diverse da quelle di Fernandel nelle vesti di un prete di paese, e il risultato è un dramma fortemente umano, una tragedia palpitante di vita in cui talvolta possiamo cogliere un acre e autentico sapore chapliniano.
La schiacciante personalità di Fernandel non riesce a eclissare la graziosa e intelligente Françoise Arnoul, che è per l'appunto "il frutto proibito" che il buon medico addenta per caso e a causa del quale perde il suo paradiso fatto di tranquillo e abitudinario candore provinciale. Claude Nollier, nei panni della moglie del dottore, offre un'interpretazione ammirevole di un personaggio che, più che una donna, è una prova vivente di ordine, efficienza e dignità.
Tre personaggi simbolici in un film esemplare della cinematografia francese.

"El rata"

La 20th Century Fox sta presentando nelle sale Colombia e María Luisa un film, con sceneggiatura e regia di Samuel Fuller, che sembra girato esclusivamente per dimostrare che negli Stati Uniti persino i ladri della peggior risma sono patrioti e, soprattutto, anticomunisti. Si tratta di El rata (Mano pericolosa), con Richard Widmark, Jean Peters e Thelma Ritter.
Il film ha un merito notevole: è cinematografico dalla prima scena all'ultima. Ma specialmente nella prima, dove un obiettivo utilizzato benissimo spiega, senza l'aiuto di elementi che non siano le pure immagini, come mani abili sanno sottrarre un protafoglio anche sotto il naso dei poliziotti.
Richard Widmark recita con una straordinaria spontaneità che talvolta, a forza di essere sistematica, non assomiglia in nulla alla vita, ed è quanto mai tipica di quel discutibile realismo più tecnico che umano inventato dagli statunitensi. Jean Peters ce la mette tutta nel ruolo di una ragazza volgare dalla cotta facile, e tuttavia non riesce a convincere. Per poco, Thelma Ritter non si è portata via tutti gli onori del film, se non gliel'avessero impedito certe inutili esagerazioni nella caratterizzazione di una delatrice di malviventi. Esagerazioni di cui è responsabile una regia affettata e retorica, che si è risolta in un film come tanti altri, con banditi patriottici e sentimentali e poliziotti stupidi.

Due film polizieschi

Due vecchi film polizieschi sono stati riportati in auge questa settimana: Testimonio de una amante (Squadra omicidi), con Edward G. Robinson e Paulette Godard, alla sala Apolo, e El veredicto (La morte viene da Scotland Yard), con Sidney Greenstreet e Peter Lorre, alla sala California.
Il primo racconta minuziosamente una giornata lavorativa di un capitano della polizia, interpretato con la consueta disinvoltura da Edward G. Robinson, il cui unico svantaggio come attore sembra essere la radicale e irriconciliabile divisione del pubblico nei suoi confronti: i fedeli ammiratori e i fedeli avversari. Nello stesso stile di Detective Story (Pietà per i giusti), in Squadra omicidi si intrecciano diversi temi molto ben sviluppati e molto ben risolti da una regia agile e intelligente. La sceneggiatura di Squadra omicidi è di certo la cosa migliore di questa eccellente produzione.

Quanto a La morte viene da Scotland Yard, vi si rappresenta, con tutti i rischi di deludere il pubblico al momento della soluzione - pericolo comune alla letteratura e al cinema polizieschi -, l'eterno problema del delitto commesso in una camera chiusa dall'interno. Ci sono due spiegazioni, entrambe accettabilissime, che insieme agli altri elementi, tutti ben coordinati, fanno di La morte viene da Scotland Yard un buon film poliziesco.


© 1999, Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.

biografia dell'autore
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Gabríel García Márquez, scrittore colombiano (Aracataca 1928), è uno dei più importanti e popolari esponenti della letteratura latino-americana contemporanea. Giornalista, fu corrispondente da New York, L'Avana, Roma e Parigi. Nel 1982 è stato insignito del premio Nobel.

bibliografia
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I titoli sono tratti da
Alice CD,
il catalogo su CD-ROM
dei libri italiani
pubblicato da
Informazioni Editoriali.


Garcia Marquez Gabriel, L'amore ai tempi del colera, tr. di Valentinetti C. M., 1986, 372 p., Lit. 30000, "Omnibus stranieri", Mondadori (ISBN: 88-04-28223-1)

Garcia Marquez Gabriel, L'amore ai tempi del colera, tr. di Valentinetti C. M., 1994, 390 p., Lit. 14000, "Oscar classici moderni" n. 85, Mondadori (ISBN: 88-04-37984-7)

Garcia Marquez Gabriel, L'amore ai tempi del colera, 8 ed., 1995, Lit. 14000, "Oscar narrativa" n. 1345, Mondadori (ISBN: 88-04-40410-8)

Garcia Marquez Gabriel, L'autunno del patriarca, tr. di Cicogna E., 2 ed., 1986, XXIV-264 p., Lit. 13000, "Oscar narrativa" n. 724, Mondadori (ISBN: 88-04-25555-2)

Garcia Marquez Gabriel, L'autunno del patriarca, tr. di Cicogna E., 15 ed., 1998, Lit. 13000, "Oscar narrativa" n. 360, Mondadori (ISBN: 88-04-45919-0)

Garcia Marquez Gabriel, Le avventure di Miguel Littin, 5 ed., 1996, 136 p., Lit. 11000, "Oscar narrativa" n. 1592, Mondadori (ISBN: 88-04-41423-5)

Garcia Marquez Gabriel, Cent'anni di solitudine, 1995, Lit. 14000, "Oscar narrativa" n. 1544, Mondadori (ISBN: 88-04-40407-8)

Garcia Marquez Gabriel, Cent'anni di solitudine, 1995, Lit. 5900, "I miti", Mondadori (ISBN: 88-04-41393-X)

Garcia Marquez Gabriel, Cent'anni di solitudine, tr. di Cicogna E., 1988, 406 p., Lit. 14000, "Oscar classici moderni" n. 12, Mondadori (ISBN: 88-04-31463-X)

Garcia Marquez Gabriel, Cent'anni di solitudine, 8 ed., 1986, 400 p., Lit. 30000, "Omnibus stranieri", Mondadori (ISBN: 88-04-22157-7)

Garcia Marquez Gabriel, Come si scrive un racconto, tr. di Piccoli A. M., 1997, 306 p., Lit. 24000, "Laboratorio di cinema", Giunti (Gruppo Editoriale) (ISBN: 88-09-21122-7)

Garcia Marquez Gabriel, Cronaca di una morte annunciata, 14 ed., 1996, 128 p., Lit. 11000, "Oscar narrativa" n. 1558, Mondadori (ISBN: 88-04-42382-X)

Garcia Marquez Gabriel, Cronaca di una morte annunciata, 1997, 144 p., Lit. 6900, "I miti" n. 55, Mondadori (ISBN: 88-04-42673-X)

Garcia Marquez Gabriel, Cronaca di una morte annunciata, 6 ed., 1983, 150 p., Lit. 28000, "Omnibus stranieri", Mondadori (ISBN: 88-04-21885-1)

Garcia Marquez Gabriel - Gonzales Reynaldo - Gorgoni Gianfranco, Cubano cento per cento. Ediz. Inglese e spagnola, 1998, 168 p., ill., Lit. 50000, Charta (ISBN: 88-8158-133-7)

Garcia Marquez Gabriel, Dell'amore e di altri demoni, 1995, Lit. 14000, "Oscar bestsellers" n. 679, Mondadori (ISBN: 88-04-40996-7)

Garcia Marquez Gabriel, Dell'amore e di altri demoni, 1994, 204 p., Lit. 28000, "Omnibus stranieri", Mondadori (ISBN: 88-04-38682-7)

Garcia Marquez Gabriel, Dodici racconti raminghi, tr. di Marino A., 1992, 204 p., Lit. 29000, "Omnibus stranieri", Mondadori (ISBN: 88-04-35835-1)

Garcia Marquez Gabriel, Dodici racconti raminghi, 5 ed., 1998, 210 p., Lit. 13000, "Oscar narrativa", Mondadori (ISBN: 88-04-45112-2)

Garcia Marquez Gabriel, Foglie morte, 16 ed., 1998, 176 p., Lit. 12000, "Oscar narrativa", Mondadori (ISBN: 88-04-45098-3)

Garcia Marquez Gabriel, Foglie morte-Nessuno scrive al colonnello-Cent'anni di solitudine, 1986, 720 p., ill., Lit. 43000, "Scrittori del mondo. I Nobel" n. 72, UTET (ISBN: 88-02-04061-3)

Garcia Marquez Gabriel, I funerali della Mama Grande, tr. di Cicogna E., 1983, XIV-130 p., Lit. 11000, "Oscar narrativa" n. 671, Mondadori (ISBN: 88-04-23834-8)

Garcia Marquez Gabriel, Il generale nel suo labirinto, 7 ed., 1996, 288 p., Lit. 13000, "Oscar narrativa" n. 1540, Mondadori (ISBN: 88-04-40408-6)

Garcia Marquez Gabriel, Il generale nel suo labirinto, tr. di Marino A., 1989, 288 p., Lit. 30000, "Omnibus stranieri", Mondadori (ISBN: 88-04-31294-7)

Garcia Marquez Gabriel, Gente di Bogotà, 1999, Lit. 38000, "Saggi" n. 316, Mondadori (ISBN: 88-04-43225-X)

Garcia Marquez Gabriel, I grandi romanzi, 1996, Lit. 50000, "Oscar narrativa" n. 1618, Mondadori (ISBN: 88-04-42018-9)

Garcia Marquez Gabriel, La incredibile e triste storia della candida Erendira e della sua nonna snaturata, tr. di Cicogna E., 1984, 176 p., Lit. 12000, "Oscar narrativa" n. 684, Mondadori (ISBN: 88-04-24416-X)

Garcia Marquez Gabriel, La mala ora, tr. di Cicogna E., 2 ed., 1986, 199 p., Lit. 12000, "Oscar narrativa" n. 742, Mondadori (ISBN: 88-04-25826-8)

Garcia Marquez Gabriel, La mala ora, 15 ed., 1998, Lit. 12000, "Oscar narrativa", Mondadori (ISBN: 88-04-45917-4)

Garcia Marquez Gabriel, La mala ora, Lit. 29000, "Omnibus stranieri", Mondadori (ISBN: 88-04-22984-5)

Garcia Marquez Gabriel, Nessuno scrive al colonnello, 16 ed., 1998, Lit. 11000, "Oscar narrativa", Mondadori (ISBN: 88-04-45918-2)

Garcia Marquez Gabriel, Nessuno scrive al colonnello, Lit. 11000, "Oscar narrativa" n. 576, Mondadori (ISBN: 88-04-22071-6)

Garcia Marquez Gabriel, Nessuno scrive al colonnello-I funerali della Mama Grande, Lit. 28000, "Omnibus stranieri", Mondadori (ISBN: 88-04-24662-6)

Garcia Marquez Gabriel, Notizia di un sequestro, 1998, Lit. 6900, "I miti" n. 89, Mondadori (ISBN: 88-04-43614-X)

Garcia Marquez Gabriel, Notizia di un sequestro, 1996, 312 p., Lit. 28000, "Omnibus stranieri", Mondadori (ISBN: 88-04-41916-4)

Garcia Marquez Gabriel, Notizia di un sequestro, 1998, Lit. 15000, "Oscar bestsellers" n. 883, Mondadori (ISBN: 88-04-45422-9)

Garcia Marquez Gabriel, Occhi di un cane azzurro, 15 ed., 1998, 144 p., Lit. 11000, "Oscar narrativa" n. 623, Mondadori (ISBN: 88-04-45093-2)

Garcia Marquez Gabriel, Opere. Vol. 1, a cura di Campra R., tr. di Morino A. e Cicogna E., 1022 p., Lit. 85000, "I Meridiani", Mondadori (ISBN: 88-04-29880-4)

Garcia Marquez Gabriel, Racconto di un naufrago, tr. di Acutis C., 1994, 136 p., Lit. 11000, "Oscar narrativa" n. 1418, Mondadori (ISBN: 88-04-39256-8)

Garcia Marquez Gabriel, Scritti costieri, 1998, Lit. 15000, "Oscar bestsellers" n. 848, Mondadori (ISBN: 88-04-44861-X)

Garcia Marquez Gabriel, Scritti costieri (1948-1952), 1996, 720 p., Lit. 38000, "Saggi", Mondadori (ISBN: 88-04-41039-6)

Garcia Marquez Gabriel, Taccuino di cinque anni, 1996, 658 p., Lit. 15000, "Oscar bestsellers" n. 706, Mondadori (ISBN: 88-04-41382-4)

Garcia Marquez Gabriel, Taccuino di cinque anni (1980-84), tr. di Morino A., 649 p., Lit. 34000, "Saggi", Mondadori (ISBN: 88-04-36569-2)


A cura di Grazia Casagrande


5 febbraio 1999