Aldo Busi
Per un'Apocalisse più svelta

"Quasi nessuno riesce ad amare di un maschio o di una femmina la persona e quasi nessuno riesce ad amare di una persona il maschio o la femmina che pure sono, l'umanità vale qualcosa solo se divisa in ruoli e funzioni che ne scindano lo scheletro dalla polpa. È come se l'essere umano contemporaneo fosse stato atomizzato da una deflagrazione di portata genetica."


Un libro politico, che apre a discussioni, a dibattiti sul significato e la difficoltà per una persona di ricomporre se stessa, indipendentemente dal suo essere uomo o donna, eterosessuale o omosessuale, riuscendo ad essere, a esistere come individuo, prescindendo dalla sessualità. Cattivo padrone il sesso! Cattivo l'uso politico che di questo se ne è fatto, dolorosamente pagato da secoli e secoli di soprusi, di negazioni, di umiliazioni subiti per lo più dalle donne. Sono proprio le donne le vere protagoniste del libro (o forse lo stesso autore?), la loro difficoltà a diventare persona, a considerarsi tale, a pretendere e ottenere che anche gli altri, soprattutto i maschi, lo facciano. Altro tema è il rapporto tra lo stesso Busi e le donne: rapporto d'amore, forse unico e raro rapporto d'amore assoluto. Troppo spesso la banalità del sesso, la richiesta di un'intesa che passi attraverso la sessualità, lo ha reso difficile, ma qualsiasi donna che legga questo libro arriverà ad invidiare chi ha avuto la possibilità di vivere questo intenso rapporto d'amore, capace di lasciare davvero integre, di accogliere interamente, di esaltare le potenzialità positive di una donna.
"Sono comparso sulla faccia della terra in un momento storico forse troppo prematuro per una certa felicità", dice l'autore: forse è prematura in generale la possibilità di realizzare una così nuova comunicazione fra individui. E qui sorge il vero discorso politico: è corretto credere in un avanzamento della società se si tiene comunque come parametro di giudizio la struttura sociale oggi vigente? È possibile invece ipotizzare qualcosa di completamente diverso che però ricomponga l'essere umano e permetta che si rompa il circolo vizioso che mescola piani diversi (politica e sentimenti, ad esempio) e impedisce ogni autenticità nei rapporti con gli altri e, prima di tutto con se stessi?
"Io volevo crescere e conoscermi innanzitutto attraverso di me, non attraverso gli altri come fanno i più." Conoscenza di sé prima di tutto: le donne spesso si conoscono solo attraverso l'immagine che di loro hanno gli uomini, padri, mariti, amanti. E questa immagine è spesso sbiadita, corrisponde ad un organo sessuale, a una funzione, a un ruolo, mai a una persona nella sua interezza.
La maturità ha significato per questo autore anche una maggiore libertà e una maggiore consapevolezza (non me ne voglia) del ruolo sociale della sua scrittura e così il significato politico si fa più esplicito, la volontà dissacratoria appare più indirizzata, fino ad essere profondamente etica, sostanzialmente propositiva. Appare anche uno spiraglio di speranza, sia nel salvare alcuni rapporti umani, alcune donne della sua vita, oltre a se stesso, sia nell'ipotizzare, prendendosi però almeno due secoli di tempo, una nuova composizione sociale in cui, abolita la schiavitù e la violenza implicita nella sessualità, donne e uomini diventino finalmente persone. Apocalisse delle coscienze, rinascita di corpi e anime che resuscitano da una lunga morte, reduci da quella "baracconata" che è la normalità. Ma, sicuramente, le prime a risorgere saranno le donne, complici troppo a lungo dei loro aguzzini, vittime consapevoli, dotate di un'intelligenza atrofizzata dall'uso che altri ne hanno fatto, semplici proiezioni, specchi di maschi incapaci quasi sempre di conoscere e stimare anche se stessi.
E questo Aldo Busi, così separato e oltre i turbini della sessualità, credo possa dire molte nuove cose, stimolanti nella loro spregiudicata spiritualità, grazie anche a una capacità linguistica raffinatissima e a una ironia spesso dolorosa, sempre efficace.


Per un'Apocalisse più svelta di Aldo Busi
Pag. 167, Lire 26.000 - Edizioni Bompiani
ISBN 88-452-3942-X

le prime pagine
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Le sento: convocate da un cordiale venticello messaggero d'amore, le donne premono sulle tempie, attorno alla fronte, dietro la nuca, sotto il pomo d'Adamo, si fanno grandi elettrìci dei miei polpastrelli digitanti di preferenza la vita che non ha asilo di parola; le donne vogliono essere tolte da me dall'angolo del castigo e prese in considerazione non più di sfuggita o il tempo di impartirgli un ordine, e non posso dirgli che si sono sbagliate a rivolgersi a me, che in questo sono un uomo frettoloso e superficiale, misogino come tutti, e che i miei polpastrelli non sono fatti per sentirle in modo poi tanto diverso dagli altri maschi o addirittura in modo speciale - "polpastrelli", che parola buffa, esiste davvero una parola così? e sarebbero proprio i miei, menestrelli della polpa umana più sottopelle, quelli più adatti a raccontare per iscritto gli arcani della carne delle donne? Io non credo, visto che persisto a sovrapporre alla sessualità della donna le doglie della madre, e sono almeno vent'anni che non sono più le due facce della stessa medaglia ma due medaglie ben distinte e che le donne, se vogliono, possono scopare un uomo come un uomo, cioè senza alcun senno di poi, a parte mettere l'antiruggine e l'antigelo ogni tanto alla spirale. Però che posso farci, io questa sfumatura dei miei gusti non l'ho mai nascosta, ma del resto che importanza ha conoscere la sessualità delle donne dal vivo per parlarne con cognizione di causa? Non posso certo negare di aver conosciuto la sessualità maschile in presa diretta e migliaia di volte, ma mentirei se dicessi che questo ha comportato alcunché di vivo e quindi di privilegiato rispetto all'esperienza e all'esperienza che qui conta di farne rapporto. È dal distacco che si capisce qualcosa, quando si è uniti che bisogno c'è di capirci niente? Mi sembra che queste donne che baccagliano perché io sia la loro mascotte universale, io, non un uomo che le abbia amate sessualmente, io a dispetto anche di me, be', queste donne forse sanno il fatto loro, hanno visto giusto: ci voleva un vergine di spirito per riabilitarle, un vergine un po' con un senso di colpa per non averle amate sessualmente e un po' con un senso di nausea per aver amato sessualmente migliaia di uomini ma mai uno, sicché il sospetto che ho di essere tutto sommato vergine anche lì ogni tanto mi attraversa la mente, perché non potendo ricordarmi di uno mi sembra che nessuno sia mai esistito, che sia stato tutto un sogno una nebbia un vapore - un'impressione di cui ho perso il negativo. Io, omosessuale? Mi sembra incredibile, perché ho guardato in tutte le tasche di tutti i miei abiti e ripostigli mentali e non vi ho trovato la minima traccia di desiderio di un uomo. Da anni. Oh, stronzate, magari è il Cipril contro gli attacchi di colite o le pastiglie di carbone per non scoreggiare, ma nemmeno se mi concentro e vado in un posto giusto e ho davanti a me l'uomo che salta fuori dal passato sento voglia o istinto o speranza. Sento solo la gran fatica di ottemperare a un formalismo e quel che è peggio è che questa fatica non ho nemmeno più voglia di farla e giro i tacchi. Mi sembra che un uomo che scopa con un uomo sia altrettanto ridicolo o fuori posto di uno che scopa con una donna. Forse è che sono proprio gli uomini a essere sessualmente superati, socialmente e politicamente obsoleti in sé, che ce ne faremo di essi se donne coscienziose e asessuati di ritorno come me non se ne serviranno come bistecche alternative intanto che la biotecnica inventerà una forma più aggiornata di specie virile? Per tale cannibalismo, del tutto ecologico, bisognerà contare soprattutto sulle donne: io qui mi limito solo a dare le ricette. E poi sono a dieta.
Ma eccole, le donne sono già entrate in me, strepitano scivolando a turbine giù da una cornucopia celeste dentro il cavo delle mie orecchie e una per una vi depositano un segreto e tutte la speranza che sia io a dargli voce. Sono stato chiamato per questo, datti da fare, mi dicono, se non tu, chi altri? Riscattaci. Riscàttati.
Le sento farsi, da femmine-contenitori tutte uguali, persone ben distinte dalle mucose a girandola del loro utero - sento che ne sentiremo delle belle per bocca "loro"; la girandola, budellare, è un tocco optional di ispirazione plastica, vado abbastanza spesso nelle installazioni di arte contemporanea: non mi interessa, non ci capisco niente, mi fanno sbuffare coloro che pretendono di capirci qualcosa, ma ci vado per la stessa ragione per cui non vado a donne: faccio prima ad andarci che a non andarci. E viceversa.
Eccole, al mio primo rimprovero, fare le tonte e le gnorri quando gli ricordo le loro enormi responsabilità nell'educazione sessuale e quindi civica di quegli stessi maschi di cui poi si lamenteranno per tutta la loro poca vita di donne strappata alla loro molta vita di madri e di serve; eccole in coro tacciarli di egoisti e di insensibili, e di stupratori, vuoi perché hanno fatto centro vuoi perché l'hanno mancato, ma tutte si sono dimenticate che ai loro figli hanno insegnato che i figli di tutte le altre madri sono figli di puttana, mentre solo loro, i loro, sono figli di una santa e solo le loro sorelle sono donne perbene, solo le sorelle degli altri sono puttane che non possono far altro che figli di puttana.


© 1999, R.C.S. Libri S.p.A.

biografia dell'autore
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Aldo Busi è nato nel 1948 a Montichiari (Brescia).
Nelle pagine di Café Letterario è possibile leggere recensioni di suoi due recenti romanzi Aloha!!! e di Nudo di madre.

bibliografia
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I titoli sono tratti da
Alice CD,
il catalogo su CD-ROM
dei libri italiani
pubblicato da
Informazioni Editoriali.


Boccaccio Giovanni - Busi Aldo, Decamerone. Vol. 1, Lit. 38000, "Bur classici lusso", Rizzoli (ISBN: 88-17-11029-9)

Boccaccio Giovanni - Busi Aldo, Decamerone da un'italiano all'altro, Lit. 20000, "Bur classici", Rizzoli (ISBN: 88-17-11183-X)

Busi Aldo, Aloha! (Gli uomini, le donne e le Hawaii), 1998, 238 p., Lit. 26000, "Letteraria", Bompiani (ISBN: 88-452-3592-0)

Busi Aldo, Altri abusi. Viaggi, sonnambulismi e giri dell'oca, 359 p., Lit. 14000, "Oscar narrativa" n. 1329, Mondadori (ISBN: 88-04-38025-X)

Busi Aldo, L'amore è una budella gentile, 2 ed., 1997, Lit. 12000, "Oscar narrativa" n. 1640, Mondadori (ISBN: 88-04-43330-2)

Busi Aldo, Cazzi e canguri, 1998, 224 p., Lit. 12000, "Tascabili", Frassinelli (ISBN: 88-7684-538-0)

Busi Aldo, Cazzi e canguri (pochissimi i canguri), 1994, 215 p., Lit. 24500, "Narrativa", Frassinelli (ISBN: 88-7684-285-3)

Busi Aldo - Covito Carmen, Il cortigiano da un italiano all'altro, 1993, 400 p., Lit. 40000, "Bur classici lusso", Rizzoli (ISBN: 88-17-11046-9)

Busi Aldo, La delfina bizantina, 3 ed., 1997, Lit. 15000, "Oscar narrativa" n. 1650, Mondadori (ISBN: 88-04-43214-4)

Busi Aldo, La delfina bizantina, 1987, 408 p., Lit. 28000, "Scrittori italiani", Mondadori (ISBN: 88-04-29878-2)

Busi Aldo, Grazie del pensiero, 1995, 300 p., Lit. 30000, "Ingrandimenti", Mondadori (ISBN: 88-04-38919-2)

Busi Aldo, Madre Asdrubala. All'asilo si sta bene e s'imparan tante cose!, 1994, 192 p., Lit. 18000, "Passepartout", Mondadori (ISBN: 88-04-37445-4)

Busi Aldo, Manuale del perfetto gentilomo, 1992, 112 p., Lit. 19500, Sperling & Kupfer (ISBN: 88-200-1538-2)

Busi Aldo, Manuale della perfetta gentildonna, 8 ed., 1994, 384 p., Lit. 24500, "Saggi", Sperling & Kupfer (ISBN: 88-200-1706-7)

Busi Aldo, Nudo di madre (manuale del perfetto scrittore), 1997, 160 p., Lit. 25000, "Letteraria", Bompiani (ISBN: 88-452-3083-X)

Busi Aldo, Le persone normali-La dieta di Uscio, 1994, 238 p., Lit. 13000, "Oscar narrativa" n. 1411, Mondadori (ISBN: 88-04-39080-8)

Busi Aldo, Le persone normali (la dieta di uscio), 1992, 220 p., Lit. 29000, "Scrittori italiani", Mondadori (ISBN: 88-04-35738-X)

Busi Aldo, Una pioggia angelica, 1987, 20 p., Lit. 15000, "Interferenze" n. 6, L'Obliquo

Busi Aldo, Seminario sulla gioventù, 4 ed., 1989, 354 p., Lit. 38000, "Fabula" n. 7, Adelphi (ISBN: 88-459-0651-5)

Busi Aldo, Seminario sulla gioventù, 9 ed., 1997, 348 p., Lit. 13000, "Oscar narratori del Novecento" n. 1379, Mondadori (ISBN: 88-04-43804-5)

Busi Aldo, Seminario sulla gioventù, 1996, Lit. 5900, "I miti" n. 52, Mondadori (ISBN: 88-04-42090-1)

Busi Aldo, Sentire le donne, Lit. 26000, "Letteraria", Bompiani (ISBN: 88-452-1780-9)

Busi Aldo, Sentire le donne, 1993, Lit. 12000, "I grandi tascabili" n. 275, Bompiani (ISBN: 88-452-2025-7)

Busi Aldo, Sodomie in corpo 11, 2 ed., 1994, Lit. 14000, "Oscar narrativa" n. 1360, Mondadori (ISBN: 88-04-38446-8)

Busi Aldo, Suicidi dovuti, 1996, 448 p., Lit. 29500, "Narrativa", Frassinelli (ISBN: 88-7684-419-8)

Busi Aldo, Vendita galline km. 2, 7 ed., 1993, 396 p., Lit. 30000, "Scrittori italiani", Mondadori (ISBN: 88-04-36907-8)

Busi Aldo, Vendita galline km. 2, 1996, Lit. 15000, "Oscar narrativa" n. 1629, Mondadori (ISBN: 88-04-42343-9)

Busi Aldo, La vergine Alatiel, 1995, Lit. 18000, "Passepartout", Mondadori (ISBN: 88-04-40068-4)

Busi Aldo, Vita standard di un venditore provvisorio di collant, Lit. 15000, "Oscar narrativa" n. 1359, Mondadori (ISBN: 88-04-38447-6)


A cura di Grazia Casagrande


22 gennaio 1999