Manuel Vázquez Montalbán
Il premio

"Eppure, ogni uomo uccide ciò che ama, sappiatelo voi tutti. Alcuni lo fanno con uno sguardo pieno d'odio. Altri, con parole che carezzano. Il vile con un bacio. Il valente con una spada. Taluni uccidono il loro amore da giovani, talaltri da vecchi. Alcuni lo strangolano con le mani del desiderio, altri con quelle dell'oro, perché così i morti subito si raffreddano..."

Oscar Wilde


In questo romanzo di Montalbán la sua creatura più famosa, Pepe Carvalho, è al centro di un delitto imprevisto e imprevedibile, dovrà scoprire l'assassino di un notissimo personaggio della Spagna attuale: Lázaro Cortasal, finanziere ricchissimo, legato al mondo della politica, degli affari, della cultura, in quel perverso intreccio che è la Spagna di oggi.
Corruzione, malignità, degrado morale, quasi pazzia, questo è il quadro che emerge dal romanzo. L'amarezza di Carvalho, la sua stanchezza, il senso di inutilità di qualsiasi azione è probabilmente lo specchio di una delusione storica, la delusione di chi si vede circondato da una realtà contro cui non è nemmeno più possibile combattere. Uno dei personaggi del romanzo parla della battaglia contro la dittatura, come di un bel ricordo: c'era un nemico, combatterlo era una scelta, c'era una speranza e un ideale, la vita serviva per perseguirlo. Ma oggi? Nulla si salva, nulla è immune da tanto marcio, né i sentimenti, né le passioni, né la politica e neppure la letteratura. Un premio letterario speciale è quello che fa da sfondo e dà il nome al libro. Moltissimo è il denaro messo in palio, misteriosa la giuria, altrettanto misterioso il vincitore. Nella sontuosa sala in cui verrà annunciato il nome dello scrittore prescelto (la giuria è in parte un paravento, ma chi decide davvero è Cortasal stesso) si muove una umanità particolare, è il mondo degli scrittori, degli editori, dei librai e quello dell'economia e della politica. Il loro gergo, le loro perfidie, l'arroganza e l'infelicità che pervade tutti ci dà un quadro terribile e desolato della cultura contemporanea. Nulla è esente da corruzione, gloria e potere possono essere distrutti rapidamente, tale è anche la situazione che sta vivendo la vittima designata del romanzo, quel Cortasal che possiede, oltre che grandi ricchezze, anche tanti uomini e tante donne, ne possiede l'anima e l'intelligenza.
Forse è il vicino tracollo finanziario il motivo del suo assassinio? O un marito tradito, stanco di sentirsi zimbello nelle mani di quel potente? Oppure la scoperta dei vizi segreti di chi gli è più vicino, dei loro tradimenti? Certo sarebbe uno sgarbo tremendo per il lettore rivelare il finale di un'indagine poliziesca, eppure la tentazione c'è perché questo libro non può e non deve essere letto come un romanzo giallo, non si possono scorrere velocemente le pagine, come dice un personaggio, leggendone una sì e una no per arrivare frettolosamente alla conclusione. Sicuramente c'è molta, molta letteratura, e non solo perché l'ambiente descritto è quello letterario, ci sono moltissimi riferimenti, citazioni esplicite e nascoste: una cultura, quella di Montalbán che non è libresca o saccente, ma piuttosto un modo di guardare la vita, cadute tante altre illusioni, con gli occhi di un uomo che nei libri, che hanno costruito la sua persona e che di certo lui non brucia, trova qualche punto fermo. Da qui forse ancora più duro è l'attacco all'ambiente che circonda il mondo dei premi letterari e a tanti scrittori contemporanei, pronti a vedere se stessi e le loro opere, presenti e future, all'acquirente più potente. Anche i più noti e famosi scrittori, il Nobel della letteratura invitato per dare lustro al Premio ad esempio, non ci fanno un gran bella figura: arroganti, supponenti veri e propri involucri vuoti di una cultura che non ha più posto proprio in quelle sedi ufficiali.
La figura più divertente del romanzo è però un ragazzo, il figlio di Carmela (vecchia amica madrilena di Pepe), dall'improbabile linguaggio e abbigliamento, una creatura metropolitana, tanto diverso dalla dolce e appassionata Carmela, che Montalbán sa così ben tratteggiare e che è assolutamente rappresentativo di quella generazione di ragazzi, figli, cresciuti negli anni Ottanta tra corruzione e ricchezza, di genitori idealisti e impegnati.
Le donne che appaiono nel romanzo, soprattutto le scrittrici, non ci sembrano molto migliori dei loro colleghi maschi, anzi spesso usano il loro sesso per ottenere dei vantaggi. Nemmeno i critici e i giornalisti sono belle figure, corruttibili e desiderosi di esserlo, completamente integrati e funzionali al sistema.
La politica poi non sembra proprio rigenerata dall'ondata di rinnovato rigore, tutta apparenza, la corruzione forse è strutturale al sistema.
Quadro piuttosto pessimistico quello tratteggiato da Montalbán e non credo sia azzardato pensare che se lo scenario fosse stato italiano si sarebbero potute dire cose molto diverse; cosa resta allora? Probabilmente scriverne e, così come fa lo scrittore catalano, senza dare ricette e soluzioni, ma regalando solo un po' di senso critico ai lettori.

Il premio di Manuel Vázquez Montalbán
Titolo originale: El Premio
Traduzione di Hado Lyria
Pag. 252, Lire 27.000 - Edizioni Feltrinelli (I Canguri)
ISBN 88-07-70098-0

le prime pagine
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Era inevitabile, e non evitato da buona parte dei presenti, passare attraverso il filtro dei giornalisti più o meno specializzati in premi letterari, che vagavano intorno a critici e criticonzoli affermati accorsi all'incontro per godersi la sensazione di non essere come gli altri e assistere alla consegna del premio Venice - Fondazione Lázaro Conesal, cento milioni di pesetas, il più ricco premio della letteratura europea, nonostante il disprezzo da sempre espresso per il rapporto tra i molti soldi e la letteratura, dimenticando che un sessanta per cento dei migliori scrittori della Storia appartengono a famiglie potenti, se non oligarchiche. Le telecamere di tutti i canali avevano seguito l'arrivo dei personaggi più noti, sia perché conoscevano le loro facce, sia per ubbidire agli ordini del capo della spedizione, ferrato nel "chi è chi". Ma poi si erano dedicate a descrivere la scena, avide di riprendere lo sfoggio di "...un design ludico che esprime l'impossibile rapporto metafisico tra l'oggetto e la sua funzione", come spiegavano i dépliant propagandistici dell'albergo. La sala per cene di gala dell'Hotel Venice concentrava l'intero campionario del design avanguardistico, che era riuscito a conferire ai tavoli un aspetto da uovo fritto in poco olio, e alle seggiole quello di sedie elettriche attivate dall'energia solare come concessione all'irreversibile sensibilità ecologista. La luminosità emergeva dal tuorlo del presunto uovo fritto, che si presentava guarnito di carciofi, carote, porri, cipolle; e c'erano sagome vegetali appese a soffitti e pareti come negli scarabocchi di un bambino che gradisce poco la verdura. Lázaro Conesal, proprietario dell'albergo e di buona parte delle persone lì riunite, aveva commissionato il design del Venice allo zoccolo duro dei discepoli di Mariscal, capaci di sovrapporre alla poetica dei sogni peterpaneschi di Mariscal la sfida sistematica alla volgarità funzionale dell'oggetto. Prima della nascita del design era già stata concessa abbastanza libertà di iniziativa alla natura, e per questo mele e scarafaggi erano quelli che erano, design minori creati da una nefasta evoluzione della specie in cui nessun designer era potuto intervenire. A Lázaro Conesal avevano molto divertito queste teorie, fermamente convinto del fatto che la teoria non suole far del male quasi a nessuno; i teorici sono tutt'altra faccenda, ma i teorici degli oggetti non sono solitamente pericolosi.
"Io sono per la sovversione degli immaginari," aveva dichiarato a Marga Segurola che lo aveva intervistato per "El Europeo".
"E per altre sovversioni?"
"Ah. Ma ce ne sono altre?"
Marga Segurola moltiplicava ora le sue gambe corte da millepiedi con due soli piedi per avvicinare il sorriso cinico e la lingua bifida agli scrittori che arrivavano e di cui si sospettava avessero partecipato al premio sotto pseudonimo.
"Quando ti hanno sganciato solo per figurare tra i sospetti partecipanti? Quanti soldi per vincere il premio? Ti servono i cento milioni di pesetas per cui vendi la tua anima a questo parvenu?"
Alcuni scrittori cercavano di giustificarsi, altri le sfuggivano dalle grinfie spostando la conversazione sull'eccellente scenografia.
"Tu che sei così enciclopedica, Marga. Che stile è questo?"
"Postmariscalismo. Me l'ha spiegato lo stesso Lázaro Conesal. Postmariscalismo heavy."
"Catalano?"
"Catalano-valenzano-miceneo-baleare."
"Siamo invasi dalla catalanità."
"Eppure il proprietario dell'albergo è di Brihuega, dalle parti di Guadalajara."
"Lázaro Conesal. Credo che anche i vini che vengono serviti siano suoi e certamente mangeremo qualcosa che abbia a che vedere con il salmone. Ha delle piscicolture alle isole Fær Øer. Spero che dopo il dessert servano un po' della sua cocaina."
"Un trafficante mecenate?"
"Quanto meno, consumatore. Bisogna diversificare i rischi morali."
Editori e agenti letterari accompagnavano i loro scrittori preferiti, sempre timorosi di vederli scappare alla concorrenza. Gli editori erano angosciati dall'enorme quantità di denaro che Conesal era in grado di mettere sul tappeto verde del mercato letterario, e gli agenti erano sul chi vive davanti alla possibilità che il capitale di Conesal entrasse nel gioco dell'asta delle novità dei loro protetti.


© 1998, Giangiacomo Feltrinelli Editore Milano

biografia dell'autore
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Manuel Vázquez Montalbán (Barcellona, 1939) è conosciuto in tutto il mondo grazie alla serie di suoi romanzi dedicati al detective Pepe Carvalho, un personaggio cui la "barcellonesità" non ha impedito di essere apprezzato in tantissimi paesi, perfino in Cina. Ma Manuel Vázquez Montalbán non ha scritto soltanto i venti romanzi che compongono la "serie Carvalho". Egli è noto proprio per la sua prolificità: ha scritto e scrive poesia, saggi di sociologia, politica, attualità, letteratura, pochi indimenticabili romanzi indipendenti dal ciclo Carvalho, pièces teatrali e una enorme quantità di articoli per diversi giornali spagnoli e non.

bibliografia
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I titoli sono tratti da
Alice CD,
il catalogo su CD-ROM
dei libri italiani
pubblicato da
Informazioni Editoriali.


Vazquez Montalban Manuel, Gli allegri ragazzi di Atzavara, tr. di Lyria H., 1993, 274 p., Lit. 28500, "Narrativa", Frassinelli (ISBN: 88-7684-242-X)

Vazquez Montalban Manuel, Assassinio al Comitato Centrale, tr. di Panunzio Cipriani L., 8 ed., 1984, 292 p., Lit. 14000, "La memoria" n. 95, Sellerio di Giorgianni (ISBN: 88-389-0257-7)

Vazquez Montalban Manuel, Il centravanti è stato assassinato verso sera, tr. di Lyria H., 1993, 200 p., Lit. 12000, "Universale economica" n. 1249, Feltrinelli (ISBN: 88-07-81249-5)

Vazquez Montalban Manuel, Il centravanti è stato assassinato verso sera, tr. di Lyria H., 2 ed., 1991, 200 p., Lit. 22000, "I canguri" n. 23, Feltrinelli (ISBN: 88-07-70023-9)

Vazquez Montalban Manuel, Città Ciudad, a cura di Lyria H., 1997, 88 p., Lit. 16000, Frassinelli (ISBN: 88-7684-465-1)

Vazquez Montalban Manuel, Dallo spillo all'elefante, tr. di Hado L., 1994, 192 p., Lit. 24500, "Narrativa", Frassinelli (ISBN: 88-7684-298-5)

Vazquez Montalban Manuel, Il fratellino, tr. di Lyria H., 1997, 192 p., Lit. 25000, "I canguri" n. 88, Feltrinelli (ISBN: 88-07-70088-3)

Vazquez Montalban Manuel, Galindez, tr. di Lyria H., 1991, 386 p., Lit. 28500, "Narrativa", Frassinelli (ISBN: 88-7684-195-4)

Vazquez Montalban Manuel, Galindez, tr. di Lyria H., 1996, 408 p., Lit. 14000, "Tascabili", Frassinelli (ISBN: 88-7684-398-1)

Vazquez Montalban Manuel, Io, Franco, tr. di Hado L., 1997, 630 p., Lit. 16000, "Tascabili", Frassinelli (ISBN: 88-7684-451-1)

Vazquez Montalban Manuel, Io, Franco, tr. di Lyria H., 1993, 616 p., Lit. 32500, "Narrativa", Frassinelli (ISBN: 88-7684-262-4)

Vazquez Montalban Manuel, Il labirinto greco, tr. di Lyria H., 1992, 152 p., Lit. 20000, "I canguri" n. 27, Feltrinelli (ISBN: 88-07-70027-1)

Vazquez Montalban Manuel, Il labirinto greco, tr. di Lyria H., 1994, 152 p., Lit. 11000, "Universale economica" n. 271, Feltrinelli (ISBN: 88-07-81271-1)

Vazquez Montalban Manuel, Manifesto subnormale, 1980, 140 p., Lit. 12000, "La nave dei folli", Pellicanolibri

Vazquez Montalban Manuel, I mari del sud, tr. di Lyria H., 1996, 192 p., Lit. 12000, "Universale economica" n. 385, Feltrinelli (ISBN: 88-07-81385-8)

Vazquez Montalban Manuel, I mari del sud, tr. di Lyria H., 1994, 192 p., Lit. 20000, "I canguri" n. 51, Feltrinelli (ISBN: 88-07-70051-4)

Vazquez Montalban Manuel, La Mosca della rivoluzione, tr. di Lyria H., 1995, 216 p., Lit. 24000, Feltrinelli Traveller (ISBN: 88-7108-125-0)

Vazquez Montalban Manuel, Pamphlet dal pianeta delle scimmie, tr. di Lyria H., 1995, 136 p., Lit. 16000, "Serie bianca" n. 1, Feltrinelli (ISBN: 88-07-17001-9)

Vazquez Montalban Manuel, Pasionaria e i sette nani, tr. di Lyria H., 1997, 352 p., Lit. 28500, Frassinelli (ISBN: 88-7684-416-3)

Vazquez Montalban Manuel, Il pianista, tr. di Lyra H., 1994, 337 p., Lit. 15000, "La memoria" n. 311, Sellerio di Giorgianni (ISBN: 88-389-1032-4)

Vazquez Montalban Manuel, Il pianista, a cura di Lyria H., 2 ed., 1990, 276 p., Lit. 22000, "Il castello" n. 30, Sellerio di Giorgianni (ISBN: 88-389-0662-9)

Vazquez Montalban Manuel, Quartetto, Lit. 14000, "Le foglie" n. 20, Marcos y Marcos (ISBN: 88-7168-010-3)

Vazquez Montalban Manuel, Quartetto, 96 p., Lit. 8000, "L'espresso", Demetra (ISBN: 88-7122-862-6)

Vazquez Montalban Manuel, Le ricette di Pepe Carvalho, tr. di Lyria H., 1994, 336 p., Lit. 23000, Feltrinelli (ISBN: 88-07-42070-8)

Vazquez Montalban Manuel, Ricette immorali, tr. di Lyria H., 1992, 158 p., ill., Lit. 20000, Feltrinelli (ISBN: 88-07-42065-1)

Vazquez Montalban Manuel, Ricette immorali, tr. di Lyria H., 1994, 160 p., ill., Lit. 10000, "Universale economica" n. 263, Feltrinelli (ISBN: 88-07-81263-0)

Vazquez Montalban Manuel, La rosa di Alessandria, tr. di Lyria H., 1997, 240 p., Lit. 12000, "Universale economica" n. 436, Feltrinelli (ISBN: 88-07-81436-6)

Vazquez Montalban Manuel, La rosa di Alessandria, tr. di Lyria H., 1995, 240 p., Lit. 24000, "I canguri" n. 63, Feltrinelli (ISBN: 88-07-70063-8)

Vazquez Montalban Manuel, Lo scriba seduto, tr. di Lyria H., 1997, 310 p., Lit. 26500, "Noche oscura", Frassinelli (ISBN: 88-7684-483-X)

Vazquez Montalban Manuel - Calabrese Omar, Sesta Biennale internazionale di fotografia, a cura di Fondazione italiana per la fotografia , 1995, 160 p., ill., Lit. 55000, Skira (ISBN: 88-8118-017-0)

Vazquez Montalban Manuel, La solitudine del manager, tr. di Lyria H., 1993, 192 p., Lit. 23000, "I canguri" n. 38, Feltrinelli (ISBN: 88-07-70038-7)

Vazquez Montalban Manuel, La solitudine del manager, tr. di Lyria H., 1995, 192 p., Lit. 12000, "Universale economica" n. 320, Feltrinelli (ISBN: 88-07-81320-3)

Vazquez Montalban Manuel, Lo strangolatore, tr. di Lyria H., 1995, 242 p., Lit. 26500, "Narrativa", Frassinelli (ISBN: 88-7684-353-1)

Vazquez Montalban Manuel, Tatuaggio, tr. di Lyria H., 1993, 184 p., Lit. 11000, "Universale economica" n. 1229, Feltrinelli (ISBN: 88-07-81229-0)

Vazquez Montalban Manuel, Tatuaggio, tr. di Lyria H., 2 ed., 1991, 184 p., Lit. 20000, "I canguri" n. 16, Feltrinelli (ISBN: 88-07-70016-6)

Vazquez Montalban Manuel, Le terme, tr. di Lyria H., 1998, 232 p., Lit. 12000, "Universale economica" n. 477, Feltrinelli (ISBN: 88-07-81477-3)

Vazquez Montalban Manuel, Le terme, tr. di Lyria H., 1996, 232 p., Lit. 25000, "I canguri" n. 78, Feltrinelli (ISBN: 88-07-70078-6)

Vazquez Montalban Manuel, Gli uccelli di Bangkok, tr. di Ossola S., 2 ed., 1990, 298 p., Lit. 24000, "I canguri" n. 9, Feltrinelli (ISBN: 88-07-70009-3)

Vazquez Montalban Manuel, Gli uccelli di Bangkok, tr. di Ossola S., 3 ed., 1992, 298 p., Lit. 13000, "Universale economica" n. 1220, Feltrinelli (ISBN: 88-07-81220-7)


A cura di Grazia Casagrande


3 luglio 1998