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Gavino Sanna
Se si taglia i capelli ci daremo del tu
"Pur tra grandi strafalcioni, la pubblicità ha inventato nuovi linguaggi (e grandi facce di bronzo). E ha raccolto, intorno a sé, grandi (ma anche mediocri) talenti: molti di loro li incontrerete in questo libro."
Si intrecciano nel volume, una sorta di autobiografia formata da tanti piccoli flash, ricordi umani e professionali dei numerosissimi personaggi del mondo dello spettacolo, della politica, del costume, dello sport, dell'industria italiana che Gavino Sanna ha incontrato lungo il suo pluridecennale cammino di pubblicitario. Tra i brevi dialoghi, le rapide "interviste", appaiono qua e là frecciate caustiche su personaggi non amati, oppure benevoli commenti di approvazione verso amici o clienti particolarmente disponibili, o ancora descrizioni neutre di attori celeberrimi con i quali ha intrattenuto rapporti anche privati d'amicizia o esclusivamente professionali, sul set di qualche spot televisivo.
La frase che ha dato il titolo al volume è estrapolata dall'incontro con Silvio Berlusconi: "Sa, che anch'io quand'ero giovane, portavo i capelli come i suoi. Ed ero contento di averli così lunghi. Ma poi, visto il lavoro che facevo, la fatica per tenerli in ordine era immane. Decisi così di tagliarli e debbo confessarle che la mia vita cambiò da così a così. Capirà, tutto divenne più semplice. Guardi, le do un consiglio: li tagli. Se lo farà anche per lei la sua vita cambierà. Credo, persino, che possa succedere qualcosa di interessante. Se lei taglia i capelli ci daremo del tu". Ma Sanna non ha ascoltato né questo né altri consigli, perché dai piccoli racconti emerge una personalità forte, capace di decisioni anche difficili, contro corrente. Così collabora con Giovanni Rana e Pietro Barilla e invece non lavorerà con Benetton, del quale fa un ritratto critico; dà un giudizio positivo di Ornella Muti e Sabrina Ferilli, di Paul Newman e Alain Delon, abbastanza negativo di Catherine Deneuve, fredda e intransigente; si ritrova a continuare una diatriba antica con Oliviero Toscani (che a suo dire si è sempre scagliato contro di lui senza particolari motivi) e Vittorio Sgarbi, la cui critica punta sempre esclusivamente sui capelli, sull'estetica e mai sul contenuto, non entra mai nel merito del suo lavoro di pubblicitario... E ancora Christian Barnard, Vittorio Storaro, Walter Molino, Renzo Piano, Marco Ferreri, Francesco Cossiga, Armando Testa e molti altri fanno la loro apparizione, come tante comparse però, perché tra le pagine del volume, curiosamente dedicato a un volpino di nome Giulio, il protagonista assoluto è sempre e comunque lui, Gavino Sanna.
Se si taglia i capelli ci daremo del tu di Gavino Sanna
244 pag., Lit. 30.000 - Edizioni Mursia
ISBN 88-425-2330-5
Le prime righe
Mi sputi in faccia, dottore
Questo libro equivale a un invito, è una proposta di viaggio; per andare, non tanto lontano, quanto il più possibile, a lungo in compagnia di molti personaggi che, in qualche modo, tutti avete incontrato nei momenti più o meno straordinari della vostra vita: sono protagonisti di forme nelle quali ci specchiamo, ci riconosciamo quotidianamente: una vignetta, una fotografia, un film, un commercial, un quadro, un cartone animato, un manifesto, uno spezzone di telegiornale.
Ho incontrato questi personaggi nell'arco di trent'anni. In molti casi sono compagni di strada con cui ho condiviso il vagone, o con cui ho semplicemente scambiato due parole in un'ideale stazione. Ma vorrei subito puntualizzare: quello di accendere il registratore o di riempire il mio taccino di viaggio, non è una specie di vizio innominabile: fatta la prima intervista, sono seguite le altre, automaticamente.
Certo, l'intervista è un piccolo rito sacrificale a cui non tutti si sottopongono volentieri. Perciò, a volte, l'intervista diventa più che altro una forma di conversazione ricca di convenevoli, un rito del tè e del caffè, un'operosa distrazione in una tipica giornata di lavoro. Di conseguenza, questo libro diventa anche una forma di omaggio al mio "borgo selvaggio": all'ambiente in cui lavoro da trent'anni; alla gente che lo frequenta o a quella che prima o poi lo frequenterà (perché la pubblicità è un animale onnivoro).
Anche se varrà la pena di sottolineare che in queste storie non ci sono tabelle, diagrammi, casistiche e ragionamenti psicosociologici: nessuna pretesa di fare sociologia o colto cicaleccio. Ma c'è il tentativo di restituire, a dei "divi", dei contenuti in qualche modo inediti, al di là delle forme e dei termini estetici che li hanno resi famosi. Perché queste chiacchierate, queste "osservazioni" (ammesso che un uomo sia paragonabile a un panorama), si sono svolte fuori dai salotti e dai tinelli letterari: on stage e, spesso, sul posto di lavoro. Tanto per dimostrare che la storia dell'uomo si muove parallelamente alla storia del lavoro: dalla caccia ai mammut al terziario avanzato; dai graffiti delle caverne al Grande Fratello; nel corso del tempo, non so se l'uomo sia migliorato o peggiorato: sicuramente ha fatto un sacco di strada.
© 1998, Gruppo Ugo Mursia Editore
L'autore
Gavino Sanna è nato a Porto Torres. È tra i più famosi e più premiati pubblicitari italiani: dai sette Clio (l'Oscar mondiale della pubblicità) ai sei Leoni al Festival di Cannes, a decine e decine di altri premi internazionali. Tra i libri pubblicati Ancora una e poi basta, Professione creativo.
A cura di Grazia Casagrande
e di Giulia Mozzato
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