Michele Giuttari, Carlo Lucarelli
Compagni di sangue

Il Capo della Squadra Mobile di Firenze, con il supporto di un bravissimo scrittore di gialli, ci racconta "La vera storia dei Mostri di Firenze".


Con la morte di Pietro Pacciani, indicato a lungo come il possibile "mostro di Firenze", e la condanna di Mario Vanni, suo complice, all'ergastolo, non si è affatto spenta la voglia di giustizia, la determinazione e la volontà con la quale gli inquirenti continuano a cercare una spiegazione definitiva per una serie di efferati delitti che hanno insanguinato le campagne attorno al capoluogo toscano nell'arco di tempo che va dal 1974 al 1985. In quel periodo alcune giovani coppie, appartate la sera in macchina, hanno trovato una morte orrenda, violenta, accompagnata da mutilazioni attribuite a un maniaco sessuale, per molto tempo considerato un assassino solitario.
Michele Giuttari è uno degli inquirenti responsabili delle indagini. Capo della squadra mobile di Firenze dal 1995, ha ripreso in mano tutte le carte dell'inchiesta, ripescando testimonianze dimenticate (ma in realtà molto importanti), rielaborando gli eventi in modo differente rispetto al passato e giungendo così a nuove conclusioni. Il libro è la documentata testimonianza delle nuove indagini, con la ricostruzione dei fatti, i drammatici racconti dei personaggi che in qualche modo avevano a che fare con quell'ormai tristemente celebre gruppo di "compagni di merende", gli interrogatori dei sospettati, le nuove possibili soluzioni del caso.
Tra i tanti fatti: la presenza, notata da moltissimi testimoni, di un'auto di colore rosso (la Fiat 128 di Lotti?) talvolta ferma sul luogo dei delitti a pochissima distanza di tempo dall'evento, altre volte in rapido allontanamento dalla scena dell'omicidio, con altre automobili, tra cui una Ford Fiesta (quella del Pacciani?), con una o più persone a bordo. Le testimonianze di numerose donne, prostitute o meno, che negli anni ebbero a che fare con il famigerato gruppo di uomini e i cui ricordi aprono una finestra su una realtà squallida, sempre al limite della patologia o anche oltre. L'esistenza di un giro di "amici" dediti a spiare le coppie appartate nella campagna, di cui faceva parte anche un inquietante mago, Salvatore Indovino, che, tra i suggerimenti dati alle giovani per legare a sé per sempre l'amato, includeva il fare l'amore in un luogo aperto, in macchina. "La ragazza – scrive Giuttari – avrebbe dovuto comunicare al Mago la sera, il luogo e il modello della vettura usata dalla coppia". Una circostanza tanto più inquietante in quanto la casa del mago si trovava assai vicino a uno dei luoghi degli omicidi... E perché dopo il delitto del 1985 (l'ultimo attribuito al "mostro") si erano improvvisamente diradate le visite del gruppo di amici (tra cui Mario Vanni) al mago, precedentemente settimanali, condite da incontri sessuali e strani rituali che lasciavano tracce di sangue nelle lenzuola? E perché, ancora, Giancarlo Lotti (altro "compagno di merende") diceva a una amica-amante preoccupata, passando in macchina presso la piazzola teatro degli omicidi del 1985, "non avere paura. Quando sei con me il Mostro non c'è!"? E che dire delle testimonianze dirette, di personaggi come Lotti (a sua volta condannato), che descrivono gli omicidi, che dicono di avere visto tutto, di avere partecipato? Magia nera, ricatti, strani e inspiegabili guadagni: cosa si cela dietro la cosiddetta "banda di San Casciano"?
Un libro avvincente come un racconto poliziesco, coinvolgente come una storia d'azione, appassionante come l'indagine narrata da un romanzo giallo, ma drammatico come una tragedia incomprensibile: perché si tratta della realtà, una realtà non ancora del tutto chiara e molto difficile da "digerire".
"L'inchiesta ha descritto uno scenario povero, misero, fatto di donne vulnerabili e uomini impotenti, uno scenario immobile, come in un dipinto del Trecento", ma dietro questo affresco si nasconde ancora qualcosa, o qualcuno? Un personaggio influente, importante, un medico stimato, oggi scomparso? "Non c'è nulla come una pietra tombale per seppellire definitivamente ogni epilogo. Nei romanzi gialli come nella realtà".


Compagni di sangue di Michele Giuttari e Carlo Lucarelli
237 pag., Lit. 22.000 – Edizioni Le Lettere (True Crime)
ISBN 88-7166-405-1

le prime pagine
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I DELITTI

Questa è una storia vera, una serie di eventi realmente accaduti e accaduti qui, in Italia e ora. Ma per come sono agghiaccianti e straordinari, questi eventi e questa storia, forse si farebbe prima a credere che siano solo un'invenzione. Che non siano mai accaduti davvero, né ora né qui.
Il racconto di questa storia allucinante inizia ventiquattro anni fa.
Con un'auto ferma in un viottolo sterrato.

La mattina del 15 settembre 1974, a Borgo San Lorenzo, località "Le Fontanine" di Rabatta, su un viottolo sterrato a breve distanza dal fiume Sieve, tra rovi, cipressi e viti, vengono trovati i cadaveri di Stefania Pettini e Pasquale Gentilcore.
Pasquale aveva 19 anni, abitava a Molin del Piano, una frazione di Pontassieve e lavorava a Firenze alla Fondiaria Assicurazioni, prima come centralinista, poi negli uffici.
Stefania aveva 18 anni, viveva con i genitori a Borgo San Lorenzo e lavorava come segretaria d'azienda presso una ditta di Firenze.
I due si frequentavano da circa due anni e mezzo, da quando si erano conosciuti alla discoteca "La spiaggia" di Vicchio. Dovevano sposarsi anche se negli ultimi mesi il loro rapporto si era un po' incrinato per via di altre relazioni avute da entrambi con diversi partner.
La sera del 14 settembre Pasquale prende l'auto del padre, una Fiat 127, e dopo aver lasciato la sorella Maria Cristina alla discoteca "Teen Club" con l'accordo di passare a riprenderla intorno a mezzanotte, va a prendere Stefania per appartarsi in auto in quella strada sterrata vicino al fiume. Sono le 21 e 15 di una serata piovosa e buia, appena illuminata dalla luna avvolta dalle tenebre. Una sera di novilunio.
La mattina del giorno dopo, un contadino che abita nella zona tra Borgo San Lorenzo e Vicchio, nota la Fiat 127. Si avvicina. Trova Pasquale, seminudo, accasciato al posto di guida e poco distante dall'auto, per terra, la ragazza con le braccia allargate a croce e le gambe divaricate, con un tralcio di vite parzialmente infilato nella vagina.
Quando arrivano, i carabinieri trovano che l'autoradio è ancora accesa, con dentro una cassetta che gira a vuoto. Vicino alla macchina, ci sono gli oggetti che la ragazza aveva in borsa, sparpagliati e gettati a terra. La ragazza, invece, viene trovata nel tardo pomeriggio del 15 settembre in mezzo ad un prato poco distante, in seguito ad una telefonata anonima arrivata ai carabinieri di Borgo San Lorenzo.
In un primo momento si pensa che il decesso di entrambe le vittime sia stato causato da colpi inferti con arma bianca. Si pensa che i due ragazzi siano stati massacrati a coltellate, ma subito dopo, in sede d'esame autoptico, si accerta che sono stati colpiti da due diversi strumenti lesivi: proiettili di pistola calibro 22 Long Rifle e arma bianca, presumibilmente coltello.
Pasquale è stato raggiunto da almeno cinque colpi di pistola, che ne hanno causato il decesso immediato, e il suo cadavere presenta anche alcune coltellate inferte con arma bianca e a morte avvenuta.
Stefania, invece, è stata raggiunta da quattro colpi di pistola al braccio destro, che l'hanno solamente ferita: è stata poi uccisa e brutalmente crivellata con arma bianca. Sul suo corpo si possono contare ben 96 ferite specifiche, alcune inferte in vita, la maggior parte dopo la morte, sparse per tutto il tronco, ma raggruppate a livello addominale nella regione pubica.
Come segno di odio o di sfregio o di qualcos'altro, inoltre, il cadavere presenta un tralcio di vite infilato nella vagina.
Il giorno successivo, il 16 settembre, viene compiuto un sopralluogo più accurato. Vengono rinvenuti, nascosti in mezzo all'erba e a breve distanza l'uno dall'altro, cinque bossoli per pistola calibro 22 Long Rifle. Non vengono trovati, invece, gli altri tre bossoli esplosi.


© 1998, Casa Editrice Le Lettere

biografia degli autori
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Michele Giuttari è nato in provincia di Messina nel 1950. Ha condotto all'interno della polizia giudiziaria investigazioni di primo piano. Ha diretto la squadra mobile di Cosenza. È stato alla Direzione Investigativa Antimafia, prima a Napoli e poi a Firenze. Risale al 1994 il suo determinante contributo investigativo alle indagini sulle stragi di mafia di Firenze, Roma e Milano, culminate nell'identificazione degli esecutori e mandanti, tutti appartenenti a "Cosa nostra". Dall'ottobre 1995 è Capo della Squadra Mobile di Firenze dove ha dato una svolta decisiva al caso del "mostro", portando alla luce la trama dei cosiddetti "compagni di merende".

Carlo Lucarelli è nato nel 1960 a Parma, vive a Mordano (BO). Ha pubblicato una raccolta di racconti e dieci romanzi, tra cui Indagine non autorizzata, Via delle oche, Almost Blue e Il giorno del lupo. Canta nel gruppo "Progetto K" ed è stato conduttore del programma di RaiDue Mistero in Blu.

bibliografia
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I titoli sono tratti da
Alice CD,
il catalogo su CD-ROM
dei libri italiani
pubblicato da
Informazioni Editoriali.


Lucarelli Carlo, Autosole, 140 p., Lit. 22000, Rizzoli, giugno 1998

Lucarelli Carlo - Fois Marcello - Baldini Eraldo, Brevemente, 1996, 48 p., Lit. 900, "L'immaginario" n. 6, Mobydick (ISBN: 88-8178-017-8)

Lucarelli Carlo, Carta bianca, 1990, 132 p., Lit. 10000, "La memoria" n. 215, Sellerio di Giorgianni (ISBN: 88-389-0626-2)

Lucarelli Carlo - Baldini Eraldo - Leotta Guido, Ero una ragazza così allegra prima della guerra (fotografie e racconti su Cotignola nel 1945), 1995, 108 p., ill., Lit. 25000, "I saggi Moby Dick" n. 9, Mobydick (ISBN: 88-85122-68-X)

Lucarelli Carlo, L'estate torbida, 1997, 96 p., Lit. 6500, "Tracce", Editori Riuniti (ISBN: 88-359-4320-5)

Lucarelli Carlo, L'estate torbida, 2 ed., 1991, 132 p., Lit. 10000, "La memoria" n. 235, Sellerio di Giorgianni (ISBN: 88-389-0719-6)

Lucarelli Carlo, Falange Armata. Hard boiled, a cura di Dozio T. e Sanvito L., 1998, 116 p., Lit. 12000, "Giallo & nero", Hobby & Work Italiana (ISBN: 88-7133-378-0)

Lucarelli Carlo, Febbre gialla, a cura di Belliti C., 1997, 128 p., Lit. 10000, "La casa del giallo. Crimini e delitti" n. 2, E. Elle (ISBN: 88-477-0074-4)

Lucarelli Carlo, Il giorno del lupo. Una storia dell'ispettore Coliandro, 1998, 165 p., Lit. 13000, "Einaudi tascabili. Stile libero", Einaudi (ISBN: 88-06-14861-3)

Lucarelli Carlo, Guernica, Lit. 18000, "Dedali" n. 1, Il Minotauro

Lucarelli Carlo, Indagine non autorizzata, a cura di Dozio T. e Sanvito L., 1998, 172 p., Lit. 12000, "Giallo & nero", Hobby & Work Italiana (ISBN: 88-7133-382-9)

Lucarelli Carlo, Lupo mannaro, 2 ed., 1995, 107 p., Lit. 10000, "Ritmi" n. 8, Theoria (ISBN: 88-241-0385-5)

Lucarelli Carlo, Nikita, a cura di Belliti C. e Stock G., 1997, 64 p., Lit. 5000, "I corti" n. 3, E. Elle (ISBN: 88-477-0065-5)

Lucarelli Carlo, Le storie del commissario De Luca, 280 p., Lit. 15000, "Einaudi tascabili. Stile libero", Einaudi (ISBN: 88-06-14814-1) (data di pubblicazione prevista: Aprile 1998)

Lucarelli Carlo - Leotta Guido, Taquita, 1993, 72 p., Lit. 14000, "Grilli & cicale" n. 4, Mobydick (ISBN: 88-85122-43-4)

Lucarelli Carlo, Il trillo del diavolo, 1998, 64 p., Lit. 5000, "I corti" n. 13, E. Elle (ISBN: 88-477-0175-9)

Lucarelli Carlo, Via delle Oche, 1996, 164 p., Lit. 15000, "La memoria" n. 364, Sellerio di Giorgianni (ISBN: 88-389-1259-9)

Lucarelli Carlo, Vorrei essere il pilota di uno zero, 1994, 128 p., Lit. 18000, "I libri dello Zelig" n. 32, Mobydick (ISBN: 88-85122-49-3)

A cura di Giulia Mozzato



19 giugno 1998