Andrea Camilleri
La concessione del telefono

"L'errore giudiziario, o Signori, è il pericolo tremendo che incombe su ogni processo. La domanda che attaglia il cervello, il cuore, il sentimento di ogni uomo che esercita la Giustizia e fa insonni le sue notti è sempre uguale: sto io fallando?"

La descrizione di un'Italia di fine Ottocento, la cui unità risale ad una trentina d'anni appena, e di una classe dirigente che deve governare in un paese imprevedibile ed eterogeneo in cui le varie gerarchie del potere risentono ancora di una burocrazia farraginosa e giudicano per antichi preconcetti. Chi viene preso nelle maglie dell'amministrazione rischia di non venirne più a capo. Anche perché gli amministratori rasentano spesso la follia, nel vero senso della parola.
Come racconta l'autore, l'ispirazione della storia arriva dal ritrovamento di un decreto ministeriale per la concessione di una linea telefonica privata. "Il documento presupponeva una così fitta rete di più o meno deliranti adempimenti burocratico-amministrativo da farmi venir subito voglia di scriverci sopra una storia di fantasia"..
Divertente e appassionante sin dalle prime righe, questo romanzo di Camilleri dimostra subito quale sarà lo spirito della storia. L'inizio è rappresentato da uno scambio epistolare svoltosi fra alcuni personaggi di Vigàta, l'immaginario paese siciliano assolutamente rispondente alla realtà in cui l'autore ambienta abitualmente le sue storie. Le lettere hanno un accento assai diverso, a seconda del destinatario: confidenziali, quasi volgari quelle tra amici, pompose e deferenti quelle rivolte alla pubblica amministrazione. Molto divertente quella di Vittorio Marascianno, prefetto di Montelusa, al suo amico e collega Arrigo Monterchi, questore nella medesima cittadina, nella quale vengono riassunti gravi fatti personali attraverso un codice numerico, di cui deve essere necessariamente edotto anche il destinatario della lettera, previo non comprendere assolutamente nulla: un codice composto dai numeri della smorfia.
Filippo Genuardi, cittadino di Vigàta, inoltra una richiesta per la concessione di una linea telefonica, ma "L'iter della pratica di concessione governativa per una linea telefonica ad uso privato, vale a dire non commerciale, è in genere abbastanza lungo e laborioso, abbisognando tutta una serie di informazioni e di rilievi preliminari"....
Il richiedente è un appassionato dei nuovi strumenti messi a disposizione dal progresso tecnico. Possiede un quadriciclo a motore "Phaëton" della ditta Panhard-Levassor (di cui esistono solo tre esemplari in tutta Italia) e una macchina parlante e cantante, "phonograph Edison": manca il telefono. Ma il suo amore per il progresso suscita sospetti; non è "normale", cosa nasconderà? Sarà forse un affilliato di quella setta di "senza Dio, senza Patria, senza Famiglia, senza Dignità, senza Decoro, senza Onestà, senza Arte né parte che si ispirano all'ateismo e al materialismo"? Scatterà un'indagine con implicazioni anche drammatiche sino a un finale davvero imprevedibile.
La scrittura è quella abituale, che ha fatto parlare molti critici di capolavoro. Il valore della lingua d'origine, zeppa di termini e inflessioni dialettali, viene riscoperta in modo magistrale da Camilleri, che la adatta a una narrazione, di fatto non facile, di un evento scarso di pathos, trasformato proprio dal linguaggio in una storia curiosa dall'andamento travolgente.


La concessione del telefono di Andrea Camilleri
269 pag., Lit.15.000 - Edizioni Sellerio, (La memoria n.407)
ISBN 88-389-1344-7

le prime pagine
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Cose scritte uno

A Sua Eccellenza Illustrissima
Vittorio Parascianno
Prefetto di
Montelusa

Vigàta li 12 giugno 1891

Eccellenza,
il sottoscritto GENUARDI Filippo, fu Giacomo Paolo e di Posacane Edelmira, nato in Vigàta (provincia di Montelusa), alli 3 del mese di settembre del 1860 e quivi residente in via dell'Unità d'Italia n.75, di professione commerciante in legnami, desidera venire a conoscenza degli atti occorrenti per ottenere la concessione di una linea telefonica per uso privato.
Gratissimo per la benigna attenzione che V.E. vorrà dedicare alla richiesta, si professa devot.mo in fede

Genuardi Filippo

A Sua Eccellenza Illustrissima
Vittorio Parascianno
Prefetto di
Montelusa

Vigàta li 12 luglio 1891

Eccellenza,
il sottoscritto GENUARDI Filippo, fu Giacomo Paolo e di Posacane Edelmira, nato in Vigàta (provincia di Montelusa), alli 3 del mese di settembre del 1860 e quivi residente in via dell'Unità d'Italia n.75, di professione commerciante in legnami, osò, in data 12 giugno del corrente anno, vale a dire un mese or'è esatto, di sottoporre alla generosità e alla benevolenza di Vostra Eccellenza la richiesta di venire edotto delle pratiche indispensabili al fine d'ottenere la concessione governativa di una linea telefonica per uso privato.
Non avendo, certo per un banale disguido, ricevuta risposta veruna dall'Officio che Ella tanto equamente presiede, il sottoscritto si trova nell'assoluta necessità di dover umilmente rinnovare la domanda.
Gratissimo per la benigna attenzione che V.E. saprà dedicare alla mia richiesta e profondamente iscusandomi per il disturbo arrecato alle Sue Alte Funzioni, mi professo devot.mo in fede

Genuardi Filippo

A Sua Eccellenza Illustrissima
Vittorio Parascianno
Prefetto di
Montelusa

Vigàta li 12 agosto 1891

Eccellenza illustrissima e riveritissima!,
il sottoscritto GENUARDI Filippo, fu Giacomo Paolo e fu Posacane Edelmira, nato in Vigàta (provincia di Montelusa), alli 3 del mese di settembre del 1860 e quivi residente in via Cavour n.20, commerciante in legnami, temerariamente s'azzardò, in data 12 giugno corrente anno, vale a dire due mesi esatti orsono, di sottoporre alla magnifica generosità, alla larga comprensione e alla paterna benevolenza di Vostra Eccellenza una supplica onde venire informato degli adempimenti necessari (documenti, certificati, attestazioni, testimonianze, deposizioni giurate) alla formulazione di una domanda tendente ad ottenere la concessione governativa di una linea telefonica per uso privato.
Certamente per un banale disguido, che neanche lontanamente il sottoscritto si sogna d'imputare alla Regia Amministrazione delle Poste e Telegrafi, non ricevuta risposta veruna si vide costretto, con estremo rammarico, a tornare a importunare l'Eccellenza Vostra in data 12 luglio corrente anno.
Nemmanco questa seconda volta gli pervenne la desiata risposta.
Certo di non meritare lo sdegnoso silenzio di Vostra Eccellenza, il sottoscritto per la terza volta si prosterna, impetrando la Vostra Augusta Parola.
Gratissimo per la benigna attenzione e profondamente iscusandomi per il disturbo arrecato alle Vostre Alte Funzioni, mi professo di V.E. devot.mo in fede

Genuardi Filippo

P.S. Come V.E. potrà dedurre dalla comparazione di questa mia con le due che l'hanno preceduta, nelle more dell'iter la mia compianta Mamma è stata chiamata dal Signore e il sottoscritto si è perciò trasferito nel di lei appartamento resosi vacante e ubicato appunto in via Cavour n.20.


© 1998, Sellerio Editore Palermo

biografia dell'autore
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Andrea Camilleri (Porto Empedocle, 1925) vive a Roma, dove è regista teatrale e televisivo. Ha pubblicato quattro romanzi polizieschi ambientati nell'immaginaria cittadina siciliana di Vigàta, il cui protagonista è il commissario Montalbano. Altri tre romanzi si svolgono invece nella Vigàta di fine '800.

bibliografia
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I titoli sono tratti da
Alice CD,
il catalogo su CD-ROM
dei libri italiani
pubblicato da
Informazioni Editoriali.


Camilleri Andrea, Il birraio di Preston, 1995, 248 p., Lit. 15000, "La memoria" n. 331, Sellerio di Giorgianni (ISBN: 88-389-1098-7)

Camilleri Andrea, La bolla di Componenda, 2 ed., 1997, 124 p., Lit. 12000, "La memoria" n. 385, Sellerio di Giorgianni (ISBN: 88-389-1368-4)

Camilleri Andrea, Il cane di terracotta, 1996, 288 p., Lit. 15000, "La memoria" n. 355, Sellerio di Giorgianni (ISBN: 88-389-1226-2)

Camilleri Andrea, Un filo di fumo, 2 ed., 1997, 148 p., Lit. 15000, "La memoria" n. 378, Sellerio di Giorgianni

Camilleri Andrea, La forma dell'acqua, 1994, 173 p., Lit. 15000, "La memoria" n. 303, Sellerio di Giorgianni (ISBN: 88-389-1017-0)

Camilleri Andrea, Il gioco della mosca, 1995, 124 p., Lit. 15000, "Il divano" n. 100, Sellerio di Giorgianni (ISBN: 88-389-1193-2)

Camilleri Andrea, Il gioco della mosca, 96 p., Lit. 12000, Sellerio (ISBN: 88-389-1387-0) (data di pubblicazione prevista: Aprile 1998)

Camilleri Andrea, Il gioco della mosca, 1997, 104 p., Lit. 15000, "La memoria" n. 399, Sellerio di Giorgianni (ISBN: 88-389-1387-0)

Camilleri Andrea, Il ladro di merendine, 1996, 226 p., Lit. 15000, "La memoria" n. 374, Sellerio di Giorgianni (ISBN: 88-389-1319-6)

Camilleri Andrea, Un mese con Montalbano, 1998, Lit. 29000, "Omnibus italiani" n. 437, Mondadori (ISBN: 88-04-44465-7)

Camilleri Andrea, La stagione della caccia, 1994, 154 p., Lit. 15000, "La memoria" n. 304, Sellerio di Giorgianni (ISBN: 88-389-1018-9)

Camilleri Andrea, La stagione della caccia, 1992, 153 p., Lit. 15000, "Quaderni bib. siciliana di storia e let." n. 60, Sellerio di Giorgianni (ISBN: 88-389-0768-4)

Camilleri Andrea, La strage dimenticata, 1997, 88 p., Lit. 12000, "La memoria" n. 398, Sellerio di Giorgianni (ISBN: 88-389-1388-9)

Camilleri Andrea, La strage dimenticata, 1984, 68 p., Lit. 4000, "Quaderni bib. siciliana di storia e let." n. 5, Sellerio di Giorgianni (ISBN: 88-389-0336-0)

Camilleri Andrea, La strage dimenticata, 96 p., Lit. 12000, Sellerio (ISBN: 88-389-1388-9) (data di pubblicazione prevista: Aprile 1998)

Camilleri Andrea, La voce del violino, 200 p., Lit. 15000, Sellerio (ISBN: 88-389-1388-9) (data di pubblicazione prevista: Aprile 1998)

Camilleri Andrea, La voce del violino, 1997, 222 p., Lit. 15000, "La memoria" n. 401, Sellerio di Giorgianni (ISBN: 88-389-1405-2)

A cura di Giulia Mozzato



29 maggio 1998