Maurizio Bettini
Con i libri

"I libri parlano sistematicamente di noi, e ogni lettura altro non è che la decifrazione di una parte diversa di noi stessi".

Il libro di Bettini parla proprio di noi: lettori, appassionati delle parole che si intrecciano, si rincorrono, si formano unendo quei piccoli segni convenzionali che sono le lettere e che ci restano fissi nella mente, sanno creare una realtà diversa per ogni lettore, sanno interpretare sensazioni e sentimenti non altrimenti espressi. Nascono così nuovi miti, nuovi dei, nuove leggende, nascono e muoiono, perché i libri sono creature che hanno forse una vita più lunga di quella umana, che hanno la capacità di una giovinezza duratura (a meno che tra le loro pagine, da imprudenti, non si collochino petali di rose o foglie che inevitabilmente appassiscono e segnano con tracce del tempo quel libro), ma che alla fine muoiono, muoiono con noi, per rinascere forse nella lettura di un altro. C'è chi pensa che le librerie in cui i volumi si collocano, dopo la lettura, siano loculi (loculamenta, dice Seneca), a dimostrazione che ogni libro è un corpo, che può essere sezionato e ucciso, quindi "sepolto".
Se la lettura è una specie di vizio, di lettura si può anche morire: Cidippe cade vittima dell'automatismo che la spinge, così come avviene a tutti noi, a leggere la frase incisa sulla mela che le rotola tra i piedi, e che la costringe per giuramento ad amare eternamente lo spregiudicato Aconzio. Questa è in sintesi la trama del primo racconto del volume, le altre storie affrontano attraverso le più diverse sfaccettature il tema del rapporto tra il singolo uomo, e quel magico oggetto che spesso maneggia: il libro.
Un rapporto d'amore, che a volte tormenta, crea fantasmi (anche se "solo uno sciocco può aver paura dei libri") e ci accompagna nella crescita, ci permette di inventare storie e di provare una gioia assolutamente totale, almeno fino a quando non ci si pone la domanda: ma che cosa me ne faccio, a che cosa serve questo libro? È la scuola, spesso, che pone questa domanda, che opera questa frattura, nell'universo felice del bambino-lettore, e per difesa, si possono iniziare a creare storie ancora più fantastiche, ancora più inutili...
Con i libri, inevitabilmente, costruisce una strana complicità col lettore, che attraverso l'ironia di Bettini, impara a sorridere delle proprie nevrosi, riconosce, nei personaggi dei racconti, le proprie strane associazioni mentali suscitate da una frase, una pagina letta, magari casualmente. Un omaggio straordinario all'ossessione della lettura, ad una passione divorante e salvifica che, talvolta, può trasformarsi in una malattia ancor più pericolosa: quella di scrivere.


Con i libri di Maurizio Bettini
Pag. 155, Lit. 22.000 - Edizioni Einaudi (I coralli 86)
ISBN 88-06-14733-1

le prime pagine
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La scrittura di Aconzio

Tutto era cominciato il giorno in cui Cidippe navigò verso Delo, in pellegrinaggio. La ragazza aveva solo diciannove anni e dell'isola si diceva che fosse piena di meraviglie. Il viaggio non durò più di poche ore, alla sera già attraccavano, e il mattino seguente la visita cominciò. Piena di stupore, Cidippe si appoggiò all'albero dalle corna di capra, e a lungo contemplò la palma a cui Latona si era tenuta abbracciata per partorire Apollo. Un luogo santo per tutte le donne. Ma giunta di fronte al tempio di Artemide, in pieno mezzogiorno, qualcosa le rotolò fra i piedi. Era una mela, fresca e lucente come se fosse appena caduta dall'albero. Cidippe si guardò intorno meravigliata, ma non c'erano meli attorno a lei, solo marmi e cespugli di ginestra. Dopo un istante di incertezza la nutrice si decise a raccogliere quel frutto misterioso e vide che sulla buccia erano incise delle lettere. La donna non sapeva leggere e porse la mela a Cidippe. "Leggi", le disse, e la ragazza lesse ad alta voce. Sulla buccia era incisa questa frase: "Giuro per Artemide di non sposare altri se non Aconzio". Quando Cidippe capì il significato di quello che stava leggendo era troppo tardi. Aveva già pronunziato il giuramento.
Il giovane Aconzio osservava la scena di nascosto. Ormai Cidippe si era legata a lui per sempre, l'amore a prima vista era riuscito a realizzarsi con la stessa rapidità con cui era stato concepito. Com'erano potenti i caratteri dell'alfabeto! Anche se Cidippe, finito il suo pellegrinaggio e tornata casa dai genitori, avesse dimenticato quello strano episodio, il giuramento che la mela le aveva strappato avrebbe comunque continuato a legarla per sempre ad Aconzio. E così accadde. Perché qualche tempo dopo i genitori della ragazza, ignorando ciò che era capitato alla figlia, la promisero a un altro sposo. Ma ecco che, proprio alla vigilia delle nozze, la povera Cidippe si ammalò per volere di Artemide. La dea pretendeva il rispetto del giuramento fatto in suo nome: Cidippe avrebbe dovuto sposare Aconzio oppure morire. Adesso Cidippe giace nel suo letto, vegliata dall'ignaro fidanzato, e non sa se leggere o meno la lettera che Aconzio le ha mandato per chiederle di soddisfare finalmente il giuramento e di sposare lui. Solo così potrà scampare alla morte. Ma Cidippe non ha il coraggio di leggere quella lettera. E se fosse un altro inganno? e se quelle frasi servissero solo a vincolarla più strettamente?

Aconzio è un uomo che scrive. Per legare a sé la persona che ama si è servito dei caratteri incisi sulla buccia di una mela; per convincerla a compiere finalmente il giuramento che le ha estorto, le ha inviato una lunga lettera. Il comportamento di Aconzio è molto strano. Se si era innamorato di Cidippe, come diceva, perché non le era andato incontro sulle gradinate del tempio di Artemide? Avrebbe potuto dichiararle il suo amore con frasi gentili. Era bello, era ricco, era nobile, la fanciulla non lo avrebbe certo rifiutato e i suoi genitori avrebbero accondisceso volentieri al matrimonio. Invece se n'è rimasto nascosto dietro le colonne del tempio per catturarla come un'esca, come se fosse un pesce o un passerotto, e l'ha ridotta in fin di vita. Anche adesso, che Cidippe sta per morire e lui (almeno a parole) si dispera, non si decide però ad andare a parlare direttamente con lei o con suo padre. Ancora una volta preferisce starsene appartato e inviare una lettera, facendosi rappresentare dai caratteri dell'alfabeto. Perché?


© 1998, Giulio Einaudi editore s.p.a.

biografia dell'autore
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Maurizio Bettini insegna filologia classica all'università di Siena e collabora con "La Repubblica".

bibliografia
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I titoli sono tratti da
Alice CD,
il catalogo su CD-ROM
dei libri italiani
pubblicato da
Informazioni Editoriali.


Bettini Maurizio, Antropologia e cultura romana. Parentela, tempo, immagini dell'anima, 3 ed., 1994, 272 p., Lit. 39000, "Studi superiori" n. 19, NIS (ISBN: 88-430-0151-5)

Bettini Maurizio, Il bizantino, 1981, 80 p., ill., Lit. 20000, Giardini

Bettini Maurizio, I classici dell'indiscrezione, 1995, IX-191 p., Lit. 22000, "Einaudi contemporanea" n. 32, Einaudi (ISBN: 88-06-13638-0)

Bettini Maurizio, Cultura e letteratura a Roma. Profilo storico e testi. Per le Scuole superiori, 1996, 1184 p., Lit. 47500, La Nuova Italia (ISBN: 88-221-1717-4)

Bettini Maurizio, La letteratura latina. Profilo e testi. Con strumenti. Vol. 1, 1995, 2 voll., 547 p., Lit. 32500, La Nuova Italia (ISBN: 88-221-1560-0)

Bettini Maurizio, La letteratura latina. Storia letteraria e antropologia romana: profilo e testi. Vol. 2, 1995, 800 p., ill., Lit. 37600, La Nuova Italia (ISBN: 88-221-1561-9)

Bettini Maurizio, La letteratura latina. Storia letteraria e antropologia romana: profilo e testi. Vol. 3, 1995, 992 p., ill., Lit. 38600, La Nuova Italia (ISBN: 88-221-1562-7)

Bettini Maurizio, Pupa. La bambola nella cultura greca e romana, 1992, 24 p., Lit. 7000, "Centro int. semiotica e linguist. Urbino" n. 205, Quattroventi

Bettini Maurizio - Brillante Carlo - Ghedini Francesca, I quaderni del ramo d'oro, a cura di Di Piazza V., 1997, 168 p., Lit. 20000, Protagon Editori Toscani (ISBN: 88-8024-024-2)

Bettini Maurizio, Il ritratto dell'amante, Lit. 45000, "Saggi", Einaudi (ISBN: 88-06-12777-2)

Bettini Maurizio, I signori della memoria e dell'oblio. Figure della comunicazione nella cultura antica, 1996, 232 p., Lit. 22000, "Biblioteca di cultura" n. 208, La Nuova Italia (ISBN: 88-221-1756-5)

Bettini Maurizio, Storia della letteratura latina. Antropologia e cultura romana. Per le Scuole superiori, 1996, 832 p., Lit. 38400, La Nuova Italia (ISBN: 88-221-1718-2)

Bettini Maurizio, Studi e note su Ennio, Lit. 45000, "Biblioteca di studi antichi" n. 20, Giardini

Bettini Maurizio, Verso un'antropologia dell'intreccio e altri studi su Plauto, 1991, 152 p., Lit. 30000, "Letteratura e antropologia" n. 4, Quattroventi (ISBN: 88-392-0164-5)

A cura di Grazia Casagrande



24 aprile 1998