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Peppe Lanzetta
Una vita postdatata
Lampi e tuoni dal bronx napoletano
"Balla coi topi, splendido cuore di periferia, faccia segnata, mani sudate, pelle bucata, occhi arrossati, vola sui pensieri, sulle paure, sulle vele, sul dolore e sulla tua dirty città, guardala dall'alto e quando sarai stanco torna a nasconderti dove tu sai, cuore clandestino, e balla coi topi."
Un libro che colpisce immediatamente come un pugno, un pugno nello stomaco. Annebbia subito le certezze, travolge con un'onda di angoscia l'immagine gioiosa di Napoli che tutti, bene o male, ci siamo fatti, vivendo altrove. Malavita, sì, disagio giovanile, sì, degrado ambientale, anche, ma pur sempre uno spirito partenopeo che risolleva le sorti di una metropoli allo sbando... E invece no. Lanzetta, che conosce molto bene la sua città, che ne conosce a fondo gli abitanti, che la vive dall'interno, visceralmente, ce ne sbatte in faccia tutta l'immagine negativa, irrecuperabile, brutale. Lanzetta, che palesemente ha amato la sua città, ora altrettanto evidentemente la odia, con rabbia, con la disperazione di chi non vede più una via d'uscita. Rabbia nei confronti dello stato, della criminalità organizzata, della cosiddetta società civile, ma anche rabbia impotente, rabbia di chi vede e non può intervenire, rabbia nei confronti dei deboli, dei protagonisti ultimi di questo degrado: la giovanissima prostituta, Rosaria, che, per sballare ("non sapeva se si prostituisse per 'farsi' o se si facesse perché si prostituiva") è tragicamente pronta a qualsiasi cosa, o Michele, giovane padre tossicodipendente, che distrugge con un gesto, a capodanno, lui e la sua famiglia, o Marco che vive solo per 'farsi' un giorno Pamela Prati, o Gennarino, 12 anni "ma ne dimostrava otto al massimo", venditore ai semafori, che in una domenica, una domenica come tante, prova il primo buco, trasformando la sua vita in qualcosa di irrecuperabile, o Alfredo, che muore a Casablanca nel disperato tentativo di diventare davvero donna...
Tra macchine ritargate, bassi, "Vele", quartieri periferici, paesi dell'hinterland, un mare immondo, spiagge ricoperte di preservativi usati e di siringhe, i racconti srotolano una dopo l'altra tutte le angosce, le manie, i vizi che la società contemporanea può creare, senza via d'uscita. O forse con un incosapevole spiraglio sul futuro: sinché esisteranno scrittori che, come Lanzetta, saranno in grado di "guardare" davvero tra le pieghe della realtà, anche drammaticamente, la società non avrà inghiottito tutto, rimosso completamente alcuni suoi strati, semplicemente non vedendo, non cercando di capire.
Una vita postdatata. Lampi e tuoni dal Bronx napoletano di Peppe Lanzetta
108 pag., Lit. 11.000 - Edizioni Feltrinelli, (Universale Economica Feltrinelli)
ISBN 88-07-81487-0
Le prime righe
NOTTE DI SECONDIGLIANO
Notte hawaiana. Notte afosa. Notte napoletana.
Notte di Secondigliano.
Notte di birre e taralli, trippa e musso, mentre da una finestra spalancata la voce di Prince che canta Purple Rain incontra quella di Mauro Caputo dell'Olimpo canzonettaro napoletano.
È un viavai di macchine, sfrecciano sul corso Secondigliano sognando Il Cairo o Los Angeles.
Aria fritta, appiccicosa, musicassette false, Pescura e completini tipo mare Magliette Italia '90, Italia c'hai fatto piangere, eravamo tutti con te Schillaci, ci dovevi salvare dalle pene della storia e dai Savoia e farci sognare in questa casbah metropolitana fatta di rate da pagare e di prendi 3 e paghi 2, di marmitte non catalitiche, di sole che brucia i pensieri e non ci lascia pensare, di melanzane a funghetti e frittate di maccheroni, residuo di una Licola pomeridiana, piena di alghe, così, tanto per sentirsi un poco RiminiRiccioneBellariaCesenatico...
Rosso di sole, cotto di sole, bruciato dal sole, Ciro si schiatta la sua pera quotidiana... Che gliene frega a lui di Vicini e della Nazionale che non gli venisse un accidenti a loro e a chi gli dà tutti quei miliardi... manco un mondiale sono riusciti a vincere...
È meglio la squadra del rione Berlingieri...
Notte caliente... e chi riesce a dormire... acqua minerale di frigorifero toglimi tutta la sete che l'Acquedotto napoletano m'ha fatto accumulare; Acqua azzurra acqua chiara acqua nera acqua merda acqua appantanata acqua di sperma acqua lota acqua scivolo acqua dei Caraibi acqua della Madonna che in un solo colpo dovrebbe fulminarvi per tutti i patimenti che avete inflitto alla gente di Ponticelli Barra S. Giovanni Piscinola Marianella Chiaiano Pianura, per anni gli avete lasciato bere il veleno e questo stesso veleno vorrei che vi fosse vomitato addosso, signori del Palazzo, signori traffichini, signori Imbroglioni, signori Baroni...
© 1998, Giangiacomo Feltrinelli Editore
L'autore
Peppe Lanzetta è nato a Napoli nel 1956. Scrittore e attore, si fa conoscere in teatro con lo spettacolo Napoletano pentito, cui seguono Roipnol, Il vangelo secondo Lanzetta, Lenny, Caro Achille ti scrivo. Nel cinema ha lavorato con Piscicelli, Tornatore, Loy, Cavani e Martone. Ha pubblicato: Figli di un Bronx minore, Un Messico napoletano e Incendiami la vita.
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