Francesco Buo
Soddisfatti o rimborsati
Dai principi base del marketing alla progettazione, organizzazione e gestione di un ipermercato

"Il marketing pervade tutta la nostra esistenza, sul lavoro come a casa, e come per la politica nessuno può pensare di tirarsene fuori o di essere immune dai suoi effetti."

L'organizzazione del commercio in Italia è tra i temi di più stretta attualità, dopo che è stato presentato un progetto di riforma del sistema che rivoluziona la struttura del mercato nella fascia medio-bassa, ma non sarà esente da ripercussioni su quella medio-alta della grande distribuzione. Proprio di questa ultima fascia si occupa il volume, il cui scopo principale è mettere a fuoco la struttura generale dell'ipermercato, sviluppando lo studio a partire dalla progettazione sino alla gestione quotidiana.
"L'ipermercato è il regno del 'tutto sotto lo stesso tetto' inteso in termini sia di servizio che di gestione. Il supermercato invece si appoggia prevalentemente ad una struttura centrale." Di questo è necessario tenere conto per comprendere meglio i meccanismi economici di un settore in grande crescita, ma i cui vari aspetti non devono essere confusi. Entrando nel vivo dell'organizzazione di un ipermercato, l'autore analizza anche aspetti socio-economici della creazione e del successivo sviluppo di un ipermercato, considerandone anche l'impatto sul territorio e sulla preesistente distribuzione commerciale. Un libro per addetti ai lavori, ma anche per chi non si occupa abitualmente di marketing, ma vuole conoscere meglio una realtà che, bene o male, influisce e influirà sempre più sul modo di vita, sulle scelte personali, sui comportamenti consumistici, sull'organizzazione della vita stessa di moltissime persone. Al di là degli obiettivi economici di impresa, non mancano infatti ripercussioni sul territorio che non devono essere sottovalutate nel momento della progettazione e ben conosciute anche dai responsabili del settore marketing per una sopravvivenza certa di tutta la struttura.


Soddisfatti o rimborsati. Dai principi base del marketing alla progettazione, organizzazione e gestione di un ipermercato di Francesco Buo
352 pag., Lit. 30.000 – Edizioni Diade, (Le vie della formazione)
ISBN 88-87157-00-6

Le prime righe

PREFAZIONE

Questo libro non può e non vuole essere la sintesi di tutto ciò che è utile sapere per la gestione di un'organizzazione della grande distribuzione; sarebbe impossibile tante sono le tematiche da trattare e le conoscenze specialistiche per ciascuna di esse che io non ho né ho la presunzione di avere.
La volontà di procedere alla stesura di questo libro è emersa dal desiderio di esternare ciò che ho appreso, dai corsi frequentati sia universitari che di aggiornamento, dai libri letti, da anni di attività diretta sul campo nei ruoli più diversi, ma tutti utili ai fini di accrescere le conoscenze (fosse esso il ruolo di magazziniere, di banconista, di direttore di punto vendita, di responsabile di settore, di direttore acquisti o di direttore commerciale); fondamentale poi quanto ho appreso ogni giorno dai miei colleghi e collaboratori.
Un'ulteriore spinta mi è venuta dal desiderio di comunicare a coloro che avranno la voglia e la pazienza di seguirmi ciò che mi è servito per operare quotidianamente nel mio lavoro. Una stesura che non ritengo definitiva e compiuta, ma continuamente perfettibile, poiché se in tutti i lavori e in tutte le scienze poche sono le cose che ogni giorno si riescono a trasmettere, molte sono quelle nuove che si imparano, questo è più che mai vero per gli argomenti che andrò a trattare, soggetti ad una dinamicità incredibile. Un "ambito", quello che illustrerò, che appunto per la sua dinamicità e per il coinvolgimento delle discipline più diverse, ritengo oltremodo affascinante.

Il marketing, un mestiere meraviglioso

Per me il lavoro più bello del mondo.
Quello appena espresso è ovviamente un giudizio di parte e paradossale, ma la stessa gestione del paradosso, come vedremo, è uno degli strumenti per ottenere il successo dell'impresa sul mercato. Un successo mai definito una volta per tutte ma continuamente messo in discussione dal mercato stesso di cui il consumatore è l'unico vero leader e padrone, come non mi stancherò mai di ripetere nel corso di tutta la trattazione.


© 1997, Francesco Buo
© 1997, Esperienze Amministrattive Scrl

L'autore
Francesco Buo nasce a Torino nel 1950 da famiglia operaia. Negli anni Sessanta, mentre frequenta come serialista la facoltà di Scienze politiche, inizia la sua lunga carriera nel settore della grande distribuzione prima come magazziniere, poi aiuto banconiere, vicecapo-negozio, direttore di supermercato, capo-settore non food, direttore acquisti. Attualmente è direttore commerciale della Ipercoop S.p.a. membro del Comitato di direzione del gruppo Coop Nova Coop e della Direzione nazionale ipermercati del gruppo Coop Italia.



Gianni Celati
Avventure in Africa

"Come sanno dormire bene da queste parti! Quella è una cosa da desiderare, altroché la conquista del pianeta."

A cavallo tra un romanzo d'avventura, un diario e un saggio socio-culturale, questo libro si inserisce nella grande corrente della letteratura di viaggio contemporanea. Un immediato riferimento a Bruce Chatwin, viene quasi naturale. Specie quando, proseguendo nella lettura ci si imbatte in frasi come "Nella vita di un turista che va un po' lontano, credo che a un certo punto sorge per forza la domanda: 'Ma cosa sono venuto qui a fare?'" e la citazione di "Che ci faccio qui?" è palese.
L'affresco di un'Africa ricca di personaggi, popolata da un universo di locali e di turisti, entrambi tratteggiati con attenzione a manie, abitudini (buone e cattive) e modi di vita spesso anche umoristici.
Assalti di ragazzini e venditori, turisti "in divisa", fanatici dell'Africa che leggono solo libri sull'Africa e viaggiano solo in Africa, immondizia per le strade e supermercati all'occidentale, villette coloniali e spettrali baobab, zanzare micidiali, altipiani, verdi alberi e gialle erbe, piste di sabbia, hotel, autobus, corriere e automobili disastrate, treni "di ottimo umore" e taxi di savana, carte di credito rifiutate, villaggi e città, i "ghetti dei bianchi", gli odori...
Il viaggio inizia a Bamako, in Mali, e prosegue verso Dakar, in Senegal, e la Mauritania, il cuore di un'Africa dai tratti affascinanti.
Tante piccole finestre, in forma di appunti raccolti su nove taccuini, si aprono su un mondo vicino e lontano al tempo stesso, ricco di contraddizioni, visto senza drammatizzare eventi e situazioni anche difficili, e sempre "guardato con affetto". Un racconto terapeutico, se, come afferma Marco Belpoliti (il manifesto - la talpa libri, 12-02-1998) "Viaggiare è un po' guarire. Ma da che cosa? Dalla consapevolezza di sé, da quella strana malattia che è poi anche all'origine della bizzarra voglia di raccontare che a volte ci prende un po' tutti".


Avventure in Africa di Gianni Celati
181 pag., Lit. 28.000 – Edizioni Feltrinelli, (I Narratori / Feltrinelli)
ISBN 88-07-01532-3

Le prime righe

Notizia

Nel gennaio 1997 ho accompagnato Jean Talon in un viaggio in Africa Occidentale, che dal Mali ci ha portato in Senegal e in Mauritania. (Inizialmente si doveva studiare la possibilità d'un documentario sui metodi dei guaritori dogon, usati nel Centro di Medicina Tradizionale di Bandiagara, nell'alto Mali.)
Pubblico i diari di viaggio come li ho scritti per strada, con revisioni e adattamenti per renderli leggibili. Dedicati agli amici che vogliono sapere dove siamo stati, e a quelli che abbiamo incontrato.

Per l'Africa vagar poi si dispose
dal mar d'Atlante ai termini d'Egitto.

ARIOSTO (Furioso, XXXIII, 98).

PRIMO TACCUINO

Ieri arrivando all'areoporto di Bamako, ore 2.30 notturne, ho smesso di capire cosa stava succedendo. La confusione è cominciata appena siamo usciti dalle mani dei doganieri. Un vecchio con lunga zimarra azzurra, berretto copto, corpo secco, colore della pelle grigio perla, m'ha agganciato al varco. Parlava d'una navette, la corriera per andare a Bamako. Intorno c'erano ragazzi che mi tiravano per le braccia, altri che mi chiedevano come mi chiamo. Io avevo le orecchie che mi ronzavano, per cui confuso e mezzo sordo ho detto al vecchio che andavamo con la sua corriera. Il ragazzo Moussah entra subito in azione come aiutante del vecchio grigio e dice che per ritirare i bagagli ci vuole lo scontrino. Cosa ne so delle usanze di questo paese? Non so neanche dove s'è ficcato il mio socio, in mezzo al trambusto di gente accalcata in un camerone tipo caserma. Comunque al ritiro dei bagagli e poi quando il ragazzo Moussah ci spingeva sulla corriera del vecchio grigio, ho capito che ormai eravamo legati a lui quasi per la vita.


© 1998, Giangiacomo Feltrinelli Editore

L'autore
Gianni Celati è nato a Sondrio nel 1937. Vive all'estero da molti anni. Ha esordito come narratore con Comiche, presentato da Italo Calvino. In seguito ha pubblicato, tra l'altro, Le avventure di Guizzardi, La banda dei sospiri, Narratori delle pianure, Recita dell'attore Vecchiatto nel teatro di Rio Saliceto. È inoltre autore di molte traduzioni ed è stato tra i redattori dell'almanacco Il Semplice.



Carolyn G. Hart
Morte in libreria

"Il primo scaffale conteneva tutti i gialli di Agatha Christie, per la semplice ragione che erano e sarebbero sempre stati i suoi romanzi preferiti."

Un libro destinato agli appassionati di gialli che vogliano anche giocare con la propria memoria, mettere alla prova la conoscenza dei classici di questo genere letterario. L'autrice ha arricchito infatti la storia con innumerevoli citazioni (quasi in ogni pagina troviamo riferimenti più o meno nascosti ad altri gialli, ad altri autori, ad altre situazioni celebri del repertorio di genere) che portano la lettura del romanzo su due piani distinti: quello della trama e quello della ricerca, della scoperta dei "link" (come si potrebbe dire facendo riferimento al mondo di Internet), dei legami con altri libri.
Per chi si è accostato alla letteratura gialla da ragazzino con le avventure di Nancy Drew e degli Hardy Boys, sarà una divertente scoperta vedere che la protagonista, Annie, la proprietaria della Libreria che costituisce lo scenario della vicenda, ha fatto altrettanto. Ed ha poi seguitato leggendo Agatha Christie, Ed McBain, John Dickson Carr, Edgar Wallace...
Tanto appassionata da decidere di dedicarsi alla letteratura gialla anche nel lavoro, facilitata in questo dal ritrovarsi erede della libreria specializzata "Delitti a richiesta" dello zio Ambrose, punto di incontro per scrittori più o meno noti e lettori "fanatici": una umanità curiosa e interessante, che Annie ama e in compagnia della quale sta bene.
Sugli scaffali della libreria trovano posto tutti gli autori più celebri, molti romanzi di nuovi, promettenti scrittori, ma anche le narrazioni di crimini veri, sino al massimo della commistione tra finzione e realtà, quando tra gli scaffali viene materialmente commesso un crimine. Da qui parte la vera vicenda, in cui i sospettati di un duplice omicidio sono addirittura sette giallisti che abitano sull'isola dove ha sede la libreria, e che, ovviamente, hanno tutti qualcosa da nascondere, un cadavere nell'armadio...


Morte in libreria di Carolyn G. Hart
Titolo originale dell'opera: Death on Demand

Traduzione di Federica Culotta
267 pag., Lit. 15.000 – Edizioni Sellerio, (La memoria n.392)
ISBN 88-389-1366


Le prime righe

I

Preso da solo, ogni oggetto era insignificante. Alcuni erano facili da trovare. Pochi altri, sottratti ad amici o conoscenti, avevano un valore talmente irrilevante che la loro scomparsa aveva provocato solamente un leggero imbarazzo.
Un paio di guanti di gomma da chirurgo.
Un rocchetto di filo nero molto resistente.
Un mazzo di chiavi.
Smalto trasparente per unghie.
Solvente per unghie.
Una freccetta.
C'era ancora un altro oggetto, il più importante di tutti.

II

Il grosso collie abbaiò per primo, poi si unirono striduli i cockers, che si muovevano nervosamente dentro i recinti. Il profondo latrato del pastore tedesco rimbombò sulle pareti intonacate.
Nel corridoio la figura curva sul buco della serratura s'irrigidì.
Al diavolo quei cani!
Il sudore scivolò tra la pelle e la guaina aderente del guanto di gomma, rendendo difficile adoperare le chiavi.
Ora i cani abbaiavano tutti, anche l'assonnato vecchio bassotto.
La quarta chiave era quella giusta. La serratura fece uno scatto e la porta si spalancò. Una volta dentro la figura chiuse la porta e accese la torcia. Il raggio bianco di luce balzò sull'immacolato pavimento di linoleum, quindi sul tavolo di lavoro, poi sugli armadietti di legno. Anche questi erano chiusi. Ci voleva pazienza. I cani continuavano ad abbaiare e i guaiti frenetici riecheggiavano attraverso i muri e mettevano i nervi a dura prova. Quando lo sportello del quinto armadietto fu aperto, una mano inguantata si allungò per tirare il terzo cassetto. C'erano due fialette di plastica. Sulle etichette c'era scritto Succostrin.

© 1997, Sellerio editore

L'autrice
Carolyn G. Hart è una delle più note gialliste americane, vincitrice dei massimi premi letterari "di genere". Vive a Oklahoma City.



Arrigo Levi
La vecchiaia può attendere
ovvero L'arte di restare giovani

"Qualche volta la vecchiaia è come la nebbia: va e viene"

Maurizio Chierici



Pensare di essere vecchi, rende vecchi. Questa affermazione non può però far venir meno la coscienza del tempo che passa, anzi che è passato, quando si raggiunge una certa età. Settanta, ottant'anni? Quando arriva la vecchiaia? Quali sintomi di decadenza ci possono mettere in allarme? E poi, quale è il discrimine tra "terza età" e vecchiaia? Domande in fondo nuove, che la società contemporanea, con un processo di vita sempre più lungo, si pone e a cui si può rispondere in modo originale, non avendo già una "letteratura in materia". I "nuovi vecchi" però hanno la sventura di vivere in un mondo tutto a misura di giovani, in cui esiste un vero e proprio mito della giovinezza e in cui l'essere vecchi non è più una rarità. In più le generazioni si sono molto "accorciate", bastano cinque o al massimo dieci anni per notare salti generazionali, così tra il ventenne e il settantenne c'è un vero abisso.
Esiste poi una categoria di anziano, detto workaholic, che non rinuncia, non sa rinunciare al lavoro. Svolge un lavoro indipendente, spesso un lavoro intellettuale, e questo lo rende piuttosto ingombrante per i giovani che cercano di affermarsi e che trovano occupati da nomi altisonanti le posizioni più autorevoli. Ma per Levi, inizia a germogliare in lui, e in molti altri "vecchi", il seme della libertà, libertà dal lavoro inanzitutto e dall'eccessivo peso dato al giudizio degli altri. Bisogna conquistare l'ozio, o meglio l'otium, cioè quelle molteplici attività che non abbiano come scopo la produttività, ma sappiano dare linfa all'intelligenza e alla sensibilità. Sta affermandosi, in fondo, una "società degli anziani" che fra venti o cinquant'anni sarà determinante nelle dinamiche sociali. Nascono poi, con gli anni, nuove forme d'amore verso il partner o i figli, i nipoti e gli amici di vecchia data. L'ultima parte del libro parla di un tema molto difficile e scomodo: la morte. Prima di tutto, dice Levi, la medicina è riuscita a vincere il dolore, quindi la sofferenza fisica non fa più paura. Poi ormai muoiono per lo più solo i vecchi e la morte appare spesso come il risultato di uno "sbaglio", un incidente, e questo impedisce al malato e ai suoi familiari una saggia preparazione all'ultimo grande passo della vita.
Nel Commiato finale questo programma per affrontare la vecchiaia è considerato una strada per la conquista di sempre maggiore libertà interiore e un cammino di riflessione che non si ferma con la parola FINE posta in fondo al libro.


La vecchiaia può attendere ovvero L'arte di restare giovani di Arrigo Levi
Pag. 167, Lit. 27.000 - Edizioni Mondadori (Ingrandimenti)
ISBN 88-04-42129-0

Le prime righe

La vecchiaia è come la nebbia

Ho deciso: sto invecchiando

Ho deciso: sto invecchiando. Ci penso seriamente da qualche tempo; e poiché il mio mestiere è scrivere, e scrivere mi ha sempre aiutato a capire, ho anche pensato di scrivere un libro, anzi un libretto, che volevo intitolare: L'arte di invecchiare. Ma non sono affatto sicuro di conoscere quest'arte, ed anzi, scrivere questo libro dovrebbe aiutarmi a scoprirla. Così ho pensato ad altri titoli meno impegnativi, come Oltre i sessanta. O dovrei dire Oltre i settanta? Dopo tutto, mancano pochi mesi al mio settantesimo compleanno, so che sto invecchiando, e tuttavia non mi considero vecchio. Ha risolto il problema del titolo l'accorto editore, quando gli ho spiegato che una serie di conferenze in giro per il mondo avrebbe ritardato il lavoro. Allora - mi ha detto - intitolalo La vecchiaia può attendere. Titolo un po' ottimistico, proprio quello che poteva venire in mente a un vivace quarantenne. Ma condivido l'idea che si possa e si debba invecchiare facendo aspettare, il più possibile, la vecchiaia.
Prima di ogni altra cosa mi è però parso opportuno fare un po' di sondaggi tra parenti ed amici per controllare se avessi avuto l'idea giusta al momento giusto. Non è stata un'esperienza tra le più felici. Però la prima regola di questo libro deve essere la sincerità, e dirò con franchezza come è andata.
Ovviamente, ne ho parlato per prima a mia moglie. Mi sembrava la persona più adatta. E poi ricordavo che aveva pensato, scioccamente, di essere "diventata vecchia" il giorno in cui compiva quarant'anni. Da allora è passato un po' di tempo, e immaginavo che avrebbe potuto darmi buoni consigli. Così le ho spiegato il mio progetto. Avrei parlato della vechiaia senza peli sulla lingua, dicendo le cose come stanno.


© 1998, Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.

L'autore
Arrigo Levi (Modena 1926) ha studiato alle Università di Buenos Aires, Bologna e Londra. La sua carriera di giornalista, iniziata a Buenos Aires nel 1943, lo ha visto fra l'altro corrispondente da Londra, Roma e Mosca del "Corriere della Sera" dal 1988 a tutt'oggi, nonché collaboratore delle principali riviste italiane ed estere. Tra i suoi libri: Il potere in Russia, Viaggio tra gli economisti, Un'idea dell'Italia, Ipotesi sull'Italia, Tra Est e Ovest, Yitshak Rabin. È membro di molte istituzioni di politica internazionale.



Raul Montanari
Dio ti sta sognando

Un ospedale, una panchina, un commissario che sta morendo per una malattia, un principe africano destinato alla morte dai suoi nemici, visioni, incubi, un po' di verità e molta letteratura: questi gli ingredienti dell'ultimo romanzo di Raul Montanari.

Situazioni lontanissime, ma luoghi tra loro vicini, un ospedale che al suo interno vive una propria dimensione, del tutto separata dal resto del mondo fino a che un evento inaspettato non la incrina. Una panchina nel parco popolata da una inconsueta umanità: il principe Walid, bellissimo africano che ha visto la morte dei genitori per mano di un dittatore , un conte troppo ricco con un castello in cui ospita abitualmente poveracci che vi cercano rifugio, ma con una stanza "proibita", chiave di molti misteri. Guarda gli altri vivere, decide spesso della loro vita e della loro morte, tutto quasi per gioco, un triste gioco di onnipotenza. Una breve vicenda, quella del principe Walid e del conte Köhler, che corre parallela a quella più complessa e fantastica che avviene all'interno dell'ospedale.
Mentre l'ispettore Astrea sta morendo, cosciente dell'imminenza della sua fine, preda spesso di allucinazioni da morfina, avviene un omicidio in una stanza dell'ospedale. Ne è accusato un ragazzo, il suo comportamento incomprensibile lo rende subito sospettabile, ma il commissario intuisce che gli investigatori avevano sbagliato il bersaglio delle loro accuse. Visioni avute in coincidenza con il fattaccio, si ricompongono lentamente nella sua mente e assumono un senso chiarificatore: Astrea capisce chi è davvero l'assassino, tutto, nella sua mente abituata alla ricerca degli indizi e della logica anche nel più incomprensibile dei delitti, si ricompone.
Sarà naturalmente il lettore a scoprire la conclusione di questo romanzo, classico nella sua struttura, ma ricco di spunti innovativi nei contenuti, soprattutto nell'analisi dei sentimenti e delle emozioni che dominano gli uomini. Nessuno è davvero malvagio o davvero santo, tutti gli esseri umani sono un po' compromessi e un po' giustificabili. Esistono sentimenti più forti della morte, esistono momenti nella vita di ciascuno che si fissano nella mente, vengono dimenticati, ma poi riemergono e danno senso a tutto. Un romanzo in cui la scelta del "genere" si fa pretesto per un discorso sull'uomo e sulla sua fragilità.


Dio ti sta sognando di Raul Montanari
Pag. 141, Lit. 20.000 - Edizioni marcos y marcos (Gli alianti 49)
ISBN 88-7168-212-2

Le prime righe

1
Prologo


(Dio ti sta sognando - Il prato - Un rimedio per la tosse - Walid il Grande - Castelli, capanne - Lampi nel buio - Arriva il duca - Birra - Principi e re - Una razza vecchia - Lassù qualcuno muore...)

Prima fu buio e silenzio. Senza rumori, senza confini. Buio e un grigio immobile nulla. Colore del vuoto.
Poi qualcosa si mosse, come uno sguardo o un immenso motore che si avvia - piano da principio e poi veloce, sempre più veloce. E allora luci pulsanti, qua e là, disegnarono l'infinito, e ancora buio e ancora luce, buio e una volta arcuata di punti luminosi.
Eccolo, il pianeta, l'alveare che girava su se stesso, e un brusio si levava dal pianeta, buio tutt'intorno e luce nell'aria, e immense chiazze distese si aprirono laggiù - oceani, continenti, ancora buio e grigio di nubi e luce di lampi remoti, scendendo, poi una corona di montagne nere sui fianchi e bianche in punta, una pianura percorsa dal nastro luccicante di un fiume, e altri fiumi e città come macchie sul fondo della pianura, legate fra loro da strade e canali e ferrovie, e una città più grande che fu subito un reticolo di vie, piazze, angoli d'ombra, buio e luce di case vetrine finestre lampioni, infine uno slargo, un prato, una panca, e sopra la panca c'erano due uomini e un terzo camminava sull'erba del prato e i due uomini voltarono le teste e uno di loro parlò.


© 1998, Marcos y Marcos

L'autore
Raul Montanari (Bergamo, 1959) ha pubblicato i romanzi Il buio divora la strada (Leonardo 1991), La perfezione (Feltrinelli 1994, premio Linea d'Ombra 1995) e Sei tu l'assassino (Marcos y Marcos 1997), oltre a numerosi racconti su riviste, quotidiani e antologie. Da anni si occupa anche di teatro e cinema. Ha tradotto per i maggiori editori italiani dalle lingue classiche (Sofocle, Seneca) e dall'inglese (Gurganus, Styron, Greene, P. Roth., Brink, Cormac Mc Carthy fra gli altri). Vive a Milano.



13 febbraio 1998