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Roberto Alajmo
Le scarpe di Polifemo
e altre storie siciliane
Narrazioni siciliane, linguaggio schietto e semplice, figure tristi e comiche per una serie di racconti curiosi e melanconici.
Una raccolta di racconti i cui protagonisti sono uomini e donne di tutti i giorni, quelli che si incontrano al bar, in autobus o che abitano nella stessa casa in cui noi abitiamo. Brevi squarci di vita comune, finestre aperte e poi richiuse sulla strada, una panoramica di personaggi tratti dalla quotidianità.
Il volume è diviso in tre parti: Vere vite vissute, Villa Rosalma, Volo AZ 4128.
Nella prima parte sette narrazioni di piccole vicende di modesti protagonisti, come il ladro di portafogli, anziano e stanco, di L'ultimo colpo di Lorenzo Basta, o come i soci del Rotary club che, in Come fu e come non fu che il Rotary finì a Borgo Uliva, dispiegano contemporaneamente tutta la loro generosità e le piccole meschinità o, ancora, come il portiere di un palazzo, appassionato di videocassette pornografiche, alla cui morte la vedova si vede alle prese con una imbarazzante situazione: restituire al videonoleggiatore le cassette prese dal marito, ma che lei nel frattempo ha gettato nel cassonetto...
Nella seconda parte i protagonisti sono medici, infermieri e pazienti anziane (le ultime tre) di una clinica non proprio perfettamente in regola: Villa Rosalma.
Nella terza, infine, solo due sono i racconti: Il passeggero Pavone Carlo e Il passeggero Cravotta Giuseppe. Si tratta delle storie di due scampati da un disastro aereo, descritte attraverso le sensazioni provate al momento dell'impatto e dopo, con la felice scoperta di trovarsi tra i pochi superstiti in mare, salvati da una nave di passaggio o, addirittura, come nel caso di Giuseppe Cravotta, per miracolo, non essere nemmeno sull'aereo prenotato... o no?
Le scarpe di Polifemo e altre storie siciliane di Roberto Alajmo
pag. 185, Lit. 26.000 Edizioni Feltrinelli (I Canguri / Feltrinelli)
ISBN 88-07-70092-1
Le prime righe
VERE VITE VISSUTE
L'ULTIMO COLPO DI LORENZO BASTA
Mattinata comoda, per Lorenzo Basta, vita complessivamente tranquilla. Si alza sempre verso le nove, nove e mezza. Nell'ultimo periodo veramente no, però sa che, insonnia a parte, potrebbe permetterselo. Sveglio e lavato, primo particolare da non trascurare: il vestito. Per lavorare Lorenzo Basta indossa sempre lo stesso vestito, di buon taglio, non appariscente ma distinto. Una specie di tuta da lavoro che bisogna cambiare ogni due anni, perché alla lunga si consuma. Il vestito è una scelta obbligata che gli consente di non perdere tempo prima di uscire da casa. Da tre mesi ha uno spezzato pantaloni blu di velluto e giacca quadrettata che lo fa sentire disinvolto. Sopra, solitamente ci va l'impermeabile grigio. Quello sì, che bisognerebbe cambiarlo, vecchio com'è ridotto. Uno sguardo dalla finestra: si può farne a meno. Meglio così.
Lorenzo Basta non fa mai colazione a casa. Va sempre al bar e prende solamente un caffè. È una tappa che prevede sosta fino a quindici minuti, parlando di televisione e altro con gli amici. All'ora in cui ci va lui, di solito gli altri sono là da un pezzo e hanno esaurito gli argomenti di conversazione. In suo onore fanno una serie di versi (Bì, Mì, Talè, Ah, Eh, Uè, Uèlla), che sembrano accennare a una sorpresa, come se proprio in quel momento avessero finito di parlare di lui. Lorenzo Basta risponde sullo stesso tono (Eh, Ah, Uè, Bì). Solo che poi la conversazione si arena: la sorpresa risulta non esserci, dato che Lorenzo Basta va nello stesso bar ogni giorno da molti anni e lo stesso fanno i suoi amici, sempre.
È un bar di vecchi. Se per sbaglio entra qualche giovane viene subito squadrato, il silenzio diventa di un genere più silenzioso; il giovane si guarda attorno ed è subito a disagio.
© 1998, Giangiacomo Feltrinelli Editore
L'autore
Roberto Alajmo è nato nel 1959 a Palermo, dove vive a lavora come giornalista per la Rai. Oltre ad alcune commedie teatrali, ha pubblicato: Un lenzuolo contro la mafia, Repertorio dei pazzi della città di Palermo, Almanacco siciliano delle morti presunte.
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