Osvaldo Soriano
Pirati, fantasmi e dinosauri

"Quando mette il tanto desiderato punto finale al suo libro, lo scrittore si sente Tarzan re della foresta, Superman che vola sopra l'Empire State, Carlos Gardel che esce dal Tabarís. Ma la sensazione dura soltanto qualche istante: subito dopo viene il vuoto, l'idea terrificante che mai più lo andranno a trovare il gatto di Baudelaire o lo spirito di Cechov".


"Pirati, fantasmi e dinosauri" è l'ultimo libro di Soriano, pubblicato in Argentina pochi mesi prima della sua prematura morte. Forse oggi, leggendolo, questo presagio di morte condiziona e crea supposizioni ingiustificate, eppure è inevitabile trovarvi una malinconia, una sensazione di "fine" diffusa, quasi l'autore avesse premonitrici sensazioni di abbandono. La figura del padre, simpatico sconfitto dalla vita "ordinata, mediocre, esageratamente patriottica" che aveva sempre vissuto, è quasi simbolica di questo inespresso commiato. Un saluto c'è, è quello tra l'autore e il padre nell'ultimo capodanno festeggiato insieme. Quest'uomo pasticcione guida i ricordi dello scrittore, li accompagna lungo l'infanzia, la giovinezza, la maturità: pessimo cuoco, tenero narratore, guida disorientata suscita nel lettore, forse proprio per le sue debolezze, grande simpatia e affetto.
Un capitolo del libro si intitola "Fantasmi", qui il padre appare un don Giovanni piuttosto sprovveduto, che corteggia una donna, un po' appassita, di cui poi diventa socio in affari. Da questo episodio nasce lo spunto per un romanzo: l'incontro tra una donna e un maturo viaggiatore in albergo dopo una conferenza. È sempre e comunque da momenti, incontri, situazioni particolari che nasce l'ispirazione di Soriano: questo vale per Juan Manuel Fangio o per Julio Cortázar, per la voce registrata anni prima di Rafael Alberti o per i capitoli dedicati al lavoro dello scrittore e agli editori.
Se "Napoleone è stato un grand'uomo soltanto per il fatto di aver ordinato di fucilare un editore", pensiero nato dalla rivelazione fattagli da un editore di aver pubblicato una stampa pirata di un suo libro (Mai più pene né oblio), quando però non avrebbe più potuto denunciarlo, la considerazione per tutta la categoria è quella che si ha per dei simpatici mascalzoni. Anche lo scrittore però non appare posto su di un piedestallo. Quando manca l'ispirazione, quando sa di dover iniziare un nuovo libro e manca "il sacro fuoco" creativo, è proprio un bel pasticcio per uno che vive del suo scrivere. L'ironia sicuramente domina queste pagine, una ironia che dissacra i luoghi comuni e la retorica che spesso circonda i letterati.
Struggente è l'ultimo capitolo del volume, protagonista è Gustavo Peregrino Fernández, vincitore incompreso, un po' allenatore di calcio, un po' avventuriero, ormai un vecchio chiuso in una residenza per anziani che nella sua vita ha attraversato diverse epoche. "Sono stanco", dichiara: gli resta solo la memoria, ma non è poco, né per lui, né per noi, è una "materia squisita".


Pirati, fantasmi e dinosauri di Osvaldo Soriano
Titolo originale: Piratas, fantasmas y dinosaurios
Traduzione di Glauco Felici
Pag. 264, Lit. 28.000 - Edizioni Einaudi (I coralli 80)
ISBN 88-06-14540-1

le prime pagine
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Capodanno

Tutte le notti di capodanno ricordo, sia pure soltanto per un istante, l'ultima vissuta da mio padre. Indossava una vestaglia logora, sulla porta della casa che aveva preso in affitto in calle Santo Tomé. La sigaretta era sempre tra le sue labbra ma ormai lo stava uccidendo. Aveva sollevato un braccio per salutarmi mentre tutt'attorno esplodevano petardi e bengala colorati. Avevamo bisticciato, credo, perché odiavo le feste quanto le odiava lui e non so quale stupida abitudine ci facesse riunire per brindare e augurarci cose in cui non credevamo.
Mi sembra che avessimo discusso già prima di mangiare. Mio padre era senza lavoro e andava in giro per la città in cerca di qualunque cosa da fare. Aveva perduto la Gordini e non gli era rimasto più niente da impegnare. Mia madre aveva il presentimento che la fine si avvicinava, ma quando abbiamo saputo che si poteva addirittura indicare una data aveva rifiutato di accettarlo. Siamo usciti nel cortile, un cortile con il pavimento di piastrelle, e lì ha cominicato a piangere. Fuori, dietro i razzi, López Rega governava l'anima del Generale. Lo dico perché in quegli ultimi giorni del 1973 uno dei miei zii, che era uno scapestrato, aveva fatto visita a mio padre per convincerlo a entrare nella guerrilla.
Era una follia: mio padre aveva sessantadue anni ed era radicale. Non aveva mandato già nemmeno che Balbín abbracciasse Perón. El Jefe poteva perdonare e fare politica per conto suo, lui no. Mi aveva raccontato quella invenzione di mio zio con un sorriso: "Vuole che mi guadagni la vita facendo il bandito", mi disse, e usava quella frase per ferire me perché sapeva che alcuni dei miei amici erano montoneros e non lo avevano accettato come fotografo al giornale "Noticias". Ormai era troppo avanti con l'età per una situazione di guerra e in qualche modo glielo avevano fatto capire. Nella mia mente, l'episodio era oltremodo confuso: mio padre aveva bisogno di trovare lavoro e l'unico posto dove conoscessi qualcuno che potesse dargliene era il giornale dei montoneros. Avevo spiegato a uno di loro che si trattava di dargli una occasione, qualcosa da fare nel laboratorio fotografico. Mi aveva domandato che cosa sapesse fare e io non glielo avevo saputo spiegare. Gli avevo detto, questo sì, che mio padre era antiperonista almeno dal 17 ottobre del quarantacinque.
Certo questo non lo aveva aiutato a trovare lavoro, e la faccenda è stata davvero penosa: era così depresso che non aveva più niente da perdere. Comunque, durante l'incontro aveva fatto subito una gaffe: quando intese la parola "compañero" cominciò a bestemmiare contro Perón come se fosse nei suoi tempi migliori, negli anni cinquanta. Poi mi aveva raccontato che erano stati gentili con lui e gli avevano detto che lo avrebbero richiamato al più presto. Io avevo fatto una brutta figura con il mio amico perché gli avevo mandato un gorila, e con mio padre perchè non lo avevano più mandato a chiamare per fargli sviluppare le fotografie del Generale.
Credo che quella storia c'entrasse con la nostra lite di quella notte. Non alzava la voce con me, ma mentre parlava si sentiva che era arrabbiato. In quei giorni gli avevo dato un mio racconto perché me lo copiasse in bella e lo aveva fatto male. Glielo avevo detto e, all'improvviso, si era rattristato. Lo avevo giudicato con la mia pedanteria giovanile e non mi era nemmeno venuto in mente di chiedergli scusa. Non lo avevo mai fatto e non avrei cominciato quella notte, anche se mia madre aveva il presentimento che quello sarebbe stato l'ultimo capodanno che avremmo passato insieme.


© 1997, Giulio Einaudi editore

biografia dell'autore
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Osvaldo Soriano è nato nel 1944 a Mar del Plata ed è morto a Buenos Aires il 31 gennaio 1997. In Italia i suoi libri sono tutti pubblicati da Einaudi.

bibliografia
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I titoli sono tratti da
Alice CD,
il catalogo su CD-ROM
dei libri italiani
pubblicato da
Informazioni Editoriali.


Soriano Osvaldo, Artisti, pazzi e criminali, tr. di Morino A., 1996, 150 p., Lit. 12000, "Einaudi tascabili" n. 355, Einaudi (ISBN: 88-06-14058-2)

Soriano Osvaldo, Mai piùpene néoblio, tr. di Morino A., 1979, 110 p., Lit. 9000, "Nuovi Coralli" n. 228, Einaudi (ISBN: 88-06-11908-7)

Soriano Osvaldo, Mai piùpene néoblio-Quartieri d'inverno, tr. di Morino A., 1993, 227 p., Lit. 13000, "Einaudi tascabili" n. 154, Einaudi (ISBN: 88-06-13292-X)

Soriano Osvaldo, L'occhio della patria, tr. di Felici G., 1993, 202 p., Lit. 24000, "I coralli" n. 1, Einaudi (ISBN: 88-06-13390-X)

Soriano Osvaldo, Un'ombra ben presto sarai, tr. di Felici G., 1991, 222 p., Lit. 32000, "Supercoralli", Einaudi (ISBN: 88-06-12323-8)

Soriano Osvaldo, Un'ombra ben presto sarai, tr. di Felici G., 1994, 230 p., Lit. 14000, "Einaudi tascabili" n. 250, Einaudi (ISBN: 88-06-13627-5)

Soriano Osvaldo, L'ora senz'ombra, tr. di Felici G., 1996, 220 p., Lit. 26000, "I coralli" n. 53, Einaudi (ISBN: 88-06-14157-0)

Soriano Osvaldo, Pensare con i piedi, tr. di Felici G., 1995, 216 p., Lit. 24000, "I coralli" n. 33, Einaudi (ISBN: 88-06-13645-3)

Soriano Osvaldo, Pirati, fantasmi e dinosauri, 278 p., Lit. 28000, "I coralli", Einaudi (ISBN: 88-06-14540-1)

Soriano Osvaldo, La resa del leone, tr. di Martinetto V. e Morino A., 1995, 233 p., Lit. 13000, "Einaudi tascabili" n. 283, Einaudi (ISBN: 88-06-13703-4)

Soriano Osvaldo, Ribelli, sognatori, fuggitivi. Societànarrata, 1991, 234 p., Lit. 25000, "La societànarrata", Manifestolibri (ISBN: 88-7285-003-7)

Soriano Osvaldo, Triste, solitario y final, 1991, 160 p., Lit. 13000, "Einaudi tascabili" n. 62, Einaudi (ISBN: 88-06-12515-X)



30 gennaio 1998