Silvana Mazzocchi e Andrea Purgatori
Il bello della rabbia

"La rabbia può essere un sentimento positivo?
È un requisito indispensabile per cambiare. Rabbia non nel senso personale del termine, bensì razionale. Rifiuto ragionato di accettare l'inaccettabile."

dall'intervista a Ken Loach



Otto incontri del tutto eccezionali con personaggi noti all'opinione pubblica per il loro essere straordinariamente "contro". Contro il perbenismo, contro l'egoistico tornaconto personale, contro il buon senso che considera impossibili le imprese coraggiose.
C'è chi interpreta la rabbia come una forza vitale che permette al mondo di migliorare e chi rifiuta la definizione di "arrabbiato". Ken Loach, regista di film civilmente e politicamente impegnati, pensa che l'indignazione che lo anima davanti alle ingiustizie che ancora (e forse sempre di più) lo circondano sia una forza in grado di conferire dignità al suo essere uomo di spettacolo e senso alla sua vita.
Anche per Bella Abzug, leader storica del femminismo, solo il rifiuto di accettare il mondo così com'è, con tutte le sue brutture, dà forza e giovinezza ad una persona, indipendentemente dalla sua età. E infatti, non appare certo un'anziana signora quella che con tanta energia risponde alle domande degli autori del volume, e che non rinuncia, né intende rinunciare in futuro, a condurre battaglie anticonformiste.
Quella a Madre Teresa di Calcutta non è una vera e propria intervista, ma un testo che la presenta più come un personaggio quasi leggendario, che vive in un universo di dedizione totale alla causa dei diseredati, davanti al quale è solo possibile inchinarsi, ascoltare, attendere una benedizione, paghi anche solo della sua presenza, grande nella sconfinata umiltà che la domina.
Un grande della storia, l'eroe di un popolo senza patria, Yasser Arafat, sorvegliato da guardie del corpo armate di mitra, sempre in fuga e sempre presente, ospitale come un padre e sfuggente come chi sa di rischiare ogni giorno la vita, è protagonista di un incontro del tutto eccezionale per gli autori. Arafat sa che cosa significhi sentirsi troppe volte impotenti, troppe volte sconfitti, ma sa anche che non può e non potrà rinunciare a perseguire un obiettivo vitale per il suo popolo: avere una terra e uno Stato libero.
Leah Rabin, vedova dell'altro grande che con Arafat ha dato avvio al processo di pace tra lo Stato di Israele e il popolo palestinese, si sente portatrice di un messaggio di pace che non vuole pensare interrotto da un omicidio. Solo per questo suo marito è stato ucciso, per fermare il processo di pace, e proprio per questo la sua "rabbia" e il suo coraggio sono indomabili.
Apre la serie delle interviste quella ad un noto avvocato americano, Alan M. Dershowitz, difensore di personaggi discussi e discutibili. Le sue dichiarazioni fanno pensare spesso ad un impegno professionale serio e onesto, ma non proprio a una "rabbia" individuale. In realtà, dietro alla coscienza di avvocato, trapela una passione autentica e sincera che lo vede schierarsi sempre dalla parte di chi in quel momento sembra avere le minori probabilità di vittoria, di chi è quasi un perdente per natura. Certo ci sono delle "cadute", come la difesa di Tyson, ma è importante anche l'affermazione che "il ruolo dell'avvocato difensore è fondamentale in democrazia". Il seme della ribellione appare sempre come un seme fertile, capace di produrre buoni frutti e di mantenere viva nelle coscienze l'idea che la libertà è il più grande bene della vita, è una condizione a cui ogni uomo può e deve aspirare.
Altri due personaggi, due italiani, fanno parte di questa schiera di "arrabbiati": Emma Bonino e Lorenzo "Jovanotti" Cherubini.
Il Commissario europeo Bonino in questa prestigiosa funzione ha espresso forse il meglio di sé e, dopo anni di battaglie in difesa dei diritti civili, ha ottenuto importanti riconoscimenti internazionali. Non si considera una provocatrice, anche se molti lo pensano, ma solo una donna che rifiuta "l'indifferenza" e la superficialità davanti agli abusi e all'egoismo dei potenti.
Jovanotti è l'unico rappresentante del mondo dello spettacolo che la Mazzocchi e Purgatori hanno intervistato. Noto al grande pubblico, grande comunicatore e "modello" per i più giovani, Lorenzo ha avuto una grande evoluzione nella musica e nei testi delle sue canzoni. I contenuti che intende trasmettere prevedono un impegno civile e una coscienza politica da parte dei giovani ascoltatori: pace e amore, pensiero positivo ed energia vitale, fiducia in un domani migliore e speranza, tanta speranza nei giovani.


Il bello della rabbia di Silvana Mazzocchi e Andrea Purgatori
Pag. 160, Lit. 24.000 - Edizioni Baldini & Castoldi (I Saggi 100)
ISBN 88-8089-292-4

le prime pagine
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Il diavolo & l'avvocato

Alan M. Dershowitz

Alan M. Dershowitz è uno dei più autorevoli avvocati degli Stati Uniti. Docente di Etica del diritto presso la prestigiosa Law School di Harvard, liberal di formazione, è divenuto celebre per una serie di processi molto discussi nella recente storia giudiziaria americana. Nelle aule dei tribunali di New York, Los Angeles, Chicago, Boston ha rappresentato personaggi famosi come il pugile Mike Tyson, il barone Claus von Bulow, l'attrice Mia Farrow, l'ex giocatore di football O. J. Simpson. È uno degli ospiti più invitati e ascoltati di alcuni popolari talk show televisivi, come il Larry King Show che va in onda sulla Cnn.

L'abbiamo incontrato alla vigilia di Natale del 1996 ad Harvard, nel suo studio al quinto piano di un moderno palazzo che fa parte del complesso della Law School (1515, Massachusetts Avenue). La conversazione è stata lunga e gradevole. Volendo, persino creativa. A forza di frequentare tribunali e studi tv, Alan Dershowitz ha ormai l'abitudine di esprimersi coi punti e le virgole già al loro giusto posto.

"Essere sempre stato contro non mi è costato un prezzo alto. Tuttavia un prezzo è un prezzo. Voglio dire: la gente mi sputa addosso per strada, mia madre riceve lettere e telefonate di minacce. E questo è un prezzo. Ma un prezzo che vale la pena di pagare. La faccenda è che più o meno tutti alternano periodi in cui mi amano a periodi in cui mi odiano. Gli ebrei mi hanno amato quando ho difeso Nathan Sharansky. Mi hanno odiato quando ho difeso O. J. Simpson. Le femministe mi hanno amato quando ho difeso una moglie che aveva ucciso il marito perché la picchiava. Mi hanno odiato, quando ho difeso "Penthouse". Se sei un avvocato penalista, ti capita di essere amato per le ragioni più sbagliate.
"Subito dopo la causa Simpson, una donna mi incontra per strada e mi dice: Una volta ti volevo bene, ti ammiravo. Adesso non ti posso vedere. Le dico: Ti sbagli. E lei: Mi hai delusa. E io: Ti sbagli. Allora fa: Mi sbaglio a essere delusa? E io: No. Hai sbagliato a volermi bene e ad ammirarmi, perché non hai capito quello che stavo facendo. Credevi che fossi il difensore di una causa speciale, il difensore degli ebrei. Quando poi ho difeso un nero accusato di aver ucciso un'ebrea, ti ho delusa e non mi hai capito. Allora sappi che io difendo qualsiasi persona venga accusata di un crimine. Un paio di isolati più in là, un nero mi abbraccia e dice: Ti voglio bene. E io: Non mi devi voler bene perché se domani difenderò un bianco contro un nero, rimarrai molto deluso. Se mi vuoi bene, ti deluderò. Invece, cerca di capirmi. E allora forse non rimarrai deluso."


© 1997, Baldini & Castoldi s.r.l.

biografia degli autori
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Silvana Mazzocchi vive e lavora a Roma. Dal 1980 è inviata de "la Repubblica" per la politica giudiziaria e l'attualità.
Andrea Purgatori, inviato del "Corriere della Sera", scrive anche per il cinema e per la televisione.



9 gennaio 1998