Manuel Vázquez Montalbán
Lo scriba seduto

"Uno scrittore come legge gli altri scrittori? È possibile pensare che lo faccia come un sarto esamina i vestiti indossati dagli altri, anche se nello scrittore permangono, come nel resto della gente, diversi soggetti e tra di essi il lettore strettamente ricettore che si concede all'operazione della lettura senza condizionarla a quella della scrittura."

Un volume di critica letteraria scritto da uno scrittore, conosciuto da un vastissimo pubblico, soprattutto grazie al ciclo di romanzi polizieschi che hanno per protagonista il detective Pepe Carvalho. L'attenzione di Vázquez Montalbán ai problemi politico-sociali è nota, grazie ai numerosi articoli e saggi che appaiono sui più importanti quotidiani europei, così come è ormai considerato un autorevole opinionista circa l'evoluzione del costume e della società spagnoli.
"Lo scriba seduto" invece fissa l'attenzione dell'autore su una diversa sfera d'analisi: la letteratura e i suoi rapporti con il potere. La cultura è stata storicamente usata dai potenti come strumento di consenso e come raffinata forma di supremazia nei confronti dei deboli. Nell'antico Egitto lo scriba godeva di molti privilegi, e la sua funzione gli dava prospettive di sicurezza sociale: "Non c'è in verità un'occupazione migliore di quella dello scriba, essa è tra tutte la migliore", si può leggere in un frammento di papiro.
Ma se l'intellettuale invece decide improvvisamente di alzarsi, se non accetta più l'acquiescenza al potere? La storia della letteratura offre numerosi esempi dell'una, come dell'altra categoria. Scrittori organici e scrittori disorganici, che nella loro vita e nella loro opera hanno pesantemente pagato le scelte opportunistiche o di rottura da loro compiute. Montalbán esamina le vicende di alcuni grandi della letteratura e osserva come, al di là delle componenti ideali, grande importanza ebbero, nel determinare le loro scelte, anche alcuni elementi biografici. Il desiderio di Sartre di non sentire il condizionamento della vecchiaia incombente ebbe sicuramente il suo peso quando si schierò a fianco degli studenti nel famoso Maggio del '68.
La tormentata personalità di Dostoevskij, esempio di un malessere esistenziale che anche oggi interpretiamo come profonda denuncia storica, fu condizionata di certo da un'altrettanto dolorosa esistenza. Gli incontri tra intellettuali a cui assiduamente partecipava Dostoevskij vennero bruscamente interrotti dalla polizia che arrestò i personaggi più in vista del gruppo. L'isolamento di otto mesi in cui visse, chiuso nella fortezza di Pietro e Paolo, fu poi fonte di ispirazione di molti capolavori. Anche per quanto concerne la sfera sentimentale, la relazione adulterina che ebbe con una giovane universitaria rese il suo pessimismo più lacerante. Dostoevskij, così come Kafka, viene nel volume definito "uomo-vittima dell'assoluto": "Visse il tormentoso transito dalla preistoria alla storia, si affacciò sugli abissi dell'inconscio e guardò da palchi privilegiati lo scenario in cui si sviluppava la lotta di classe." Vero Prometeo, nonostante se stesso, incapace di superare la paura della libertà, e nello stesso tempo prima figura davvero rappresentativa dell'uomo moderno, delle sue tragiche solitudini e della "morte di Dio".
Anche Orwell dovette misurare "la realtà con il desiderio", e l'impatto più violento lo ebbe durante la guerra civile spagnola. Il pessimismo profondo da lui maturato sulle possibilità di emancipazione degli uomini darà poi voce a 1984, profezia di un futuro terribile, in cui le menti libere sarebbero state assoggettate alla più perfida delle dittature. Per Orwell "una politica di dominazione deve mistificare se stessa e simulare l'ordine imposto con gli accenti della persuasione": quale altra analisi può, oggi, apparire più dolorosamente calzante?
Anche uno scrittore italiano è preso in esame circa il suo rapporto con il potere: Leonardo Sciascia. Era "il risultato dello scrittore che affronta il disordine della realtà, che cerca di decodificarlo e riordinarlo servendosi dell'architettura letteraria". La letteratura, quindi, come strumento di lucida e razionale analisi della realtà, l'intellettuale che non rinuncia al suo ruolo di decodificatore degli eventi, ma che sa quanto poco sappia o possa incidere sulla storia.
Altri letterati sono presi in esame da Manuel Vázquez Montalbán, con un'originalità assoluta di lettura, scrittori più o meno internazionalmente noti. Non esempi, non modelli, ma forse in parte specchi di quello che per lui, per il suo pessimismo attivo, significa scrivere oggi un'opera letteraria.


Lo scriba seduto di Manuel Vázquez Montalbán
Titolo originale: El scriba sentado

Traduzione di Hado Lyria
Pag. 306, Lit. 26.500 - Edizioni Frassinelli
ISBN 88-7684-483

le prime pagine
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Ogni scriba seduto apporta una ieraticità aggiunta alla presupposta ieraticità della scultura egizia. Sembra quasi che, da un'abbandonata placidità, lo scriba aspetti l'ordine del signore, fiducioso di compiacerlo mediante la sua scrittura. In quello scriba seduto c'è un autocompiacimento da schiavo privilegiato, così come spiega uno di essi in un frammento di papiro indirizzato al figlio, giovane apprendista scrivano in una scuola di scribi.
Ritengo che il lavoro manuale sia violento: consegna quindi il tuo cuore alle lettere. Ho anche osservato l'uomo che si è liberato dal lavoro manuale, e certamente non ho visto nulla di più pregevole delle lettere. Così come ci si tuffa nelle acque, parimenti devi immergerti nelle profondità della letteratura egizia... Ho visto il fabbro davanti alla sua fucina e il fonditore davanti al forno acceso: le loro dita sono simili alla pelle del coccodrillo e puzzano peggio delle uova di pesce. E il falegname che lavora o sega il legno? Riesce forse a riposarsi più del contadino? I campi dell'uno sono il legno, e strumento di lavoro dell'altro, il bronzo. Quando essi riposano di notte lavorano ancor più che di giorno. Di notte accendono la lampada... Il destino del tessitore che lavora in una stanza chiusa è peggiore di quello di una donna. Ha le gambe piegate, rattrappite le spalle, e non può respirare liberamente. Se un solo giorno smette di produrre la quantità di tessuto richiesta, viene battuto come i gigli negli stagni. Solo comprando i custodi delle porte con i suoi denari riesce a vedere la luce del sole... Ti dico anche che il mestiere del pescatore è tra tutti il peggiore; egli non può davvero sopravvivere con il suo lavoro nel fiume. Si mescola ai coccodrilli e se cedono le dighe di papiro, deve gridare per chiedere soccorso. Se non gli dicono dove si trova il coccodrillo, la paura gli acceca gli occhi. Non c'è in verità un'occupazione migliore di quella dello scriba, essa è tra tutte la migliore. L'uomo che conosce l'arte dello scrivere è di per sé superiore agli altri, e questo non si può dire delle altre occupazioni di cui ti ho parlato. Infatti ogni lavoratore rinnega i propri colleghi. Ma nessuno dice allo scriba: "Ara i campi di quell'uomo". Un giorno passato in aula è per te migliore di un'eternità fuori di essa; i lavori che tu vi esegui dureranno nel tempo simili a montagne... Per davvero la dea Rennit è sulla strada di Dio. Essa è il sostegno dello scriba sia nel giorno della sua nascita sia quando, ormai diventato uomo, entrerà nella Camera del Consiglio.
John D. Bernal nella sua Storia sociale della scienza aggiunge:
... i lavoratori dal colletto bianco, o quantomeno dal perizoma bianco, si ritenevamo moralmente e praticamente superiori, nonostante l'intenso lavoro richiesto dalla scrittura e i complicati sistemi di calcolo della civiltà primitiva.
Nel momento in cui lo scriba seduto si preoccupa per l'avvenire del figlio, che è l'avvenire della sua stessa casta, sono già passati abbastanza secoli di organizzazione sociale e di divisione sociale del lavoro per rendere possibile la lucidità individualista e corporativista del vecchio scriba. Egli ha imparato a scrivere accovacciato, a vedere i suoi signori e il mondo da quella posizione e conosce il vantaggio che gli procura l'essere detentore del linguaggio come strumento, con un significato convenuto dai signori o dagli stregoni. Deve utilizzare il codice per perpetuare il sistema; in realtà, lo scriba seduto è un riproduttore di idee e le parole non gli appartengono. "Le parole hanno un padrone", avrebbe affermato molti anni dopo un personaggio di Alice nel paese delle meraviglie.


© 1997, Edizioni Frassinelli

biografia dell'autore
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Manuel Vázquez Montalbán è nato a Barcellona nel 1939. È autore di testi di poesia e narrativa, espressioni artistiche che ha scandagliato con maestria, e di un fortunato ciclo di polizieschi. Saggista e giornalista, acuto osservatore dell'evoluzione morale e civile della società spagnola, è stato insignito di numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Racalmare, assegnatogli a Palermo, nel 1989, da una giuria presieduta da Leonardo Sciascia.

bibliografia
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I titoli sono tratti da
Alice CD,
il catalogo su CD-ROM
dei libri italiani
pubblicato da
Informazioni Editoriali.


Vazquez Montalban Manuel, Gli allegri ragazzi di Atzavara, tr. di Lyria H., 1993, 274 p., Lit. 28500, "Narrativa", Frassinelli (ISBN: 88-7684-242-X)

Vazquez Montalban Manuel, Assassinio al Comitato Centrale, tr. di Panunzio Cipriani L., 8 ed., 1984, 292 p., Lit. 14000, "La memoria" n. 95, Sellerio di Giorgianni (ISBN: 88-389-0257-7)

Vazquez Montalban Manuel, Barcelonas, Lit. 15000, "Leonardo Paperback" n. 45, Leonardo (ISBN: 88-355-1081-3)

Vazquez Montalban Manuel, Il centravanti èstato assassinato verso sera, tr. di Lyria H., 1993, 200 p., Lit. 12000, "Universale economica" n. 1249, Feltrinelli (ISBN: 88-07-81249-5)

Vazquez Montalban Manuel, Il centravanti èstato assassinato verso sera, tr. di Lyria H., 2 ed., 1991, 200 p., Lit. 22000, "I canguri" n. 23, Feltrinelli (ISBN: 88-07-70023-9)

Vazquez Montalban Manuel, Dallo spillo all'elefante, tr. di Hado L., 1994, 192 p., Lit. 24500, "Narrativa", Frassinelli (ISBN: 88-7684-298-5)

Vazquez Montalban Manuel, Il fratellino, tr. di Lyria H., 1997, 192 p., Lit. 25000, "I canguri" n. 88, Feltrinelli (ISBN: 88-07-70088-3)

Vazquez Montalban Manuel, Galindez, tr. di Lyria H., 1996, 408 p., Lit. 14000, "Tascabili", Frassinelli (ISBN: 88-7684-398-1)

Vazquez Montalban Manuel, Galindez, tr. di Lyria H., 1991, 386 p., Lit. 28500, "Narrativa", Frassinelli (ISBN: 88-7684-195-4)

Vazquez Montalban Manuel, Io, Franco, tr. di Lyria H., 1993, 616 p., Lit. 32500, "Narrativa", Frassinelli (ISBN: 88-7684-262-4)

Vazquez Montalban Manuel, Il labirinto greco, tr. di Lyria H., 1994, 152 p., Lit. 11000, "Universale economica" n. 271, Feltrinelli (ISBN: 88-07-81271-1)

Vazquez Montalban Manuel, Il labirinto greco, tr. di Lyria H., 1992, 152 p., Lit. 20000, "I canguri" n. 27, Feltrinelli (ISBN: 88-07-70027-1)

Vazquez Montalban Manuel, Manifesto subnormale, 1980, 140 p., Lit. 12000, "La nave dei folli", Pellicanolibri

Vazquez Montalban Manuel, I mari del sud, tr. di Lyria H., 1994, 192 p., Lit. 20000, "I canguri" n. 51, Feltrinelli (ISBN: 88-07-70051-4)

Vazquez Montalban Manuel, I mari del sud, tr. di Lyria H., 1996, 192 p., Lit. 12000, "Universale economica" n. 385, Feltrinelli (ISBN: 88-07-81385-8)

Vazquez Montalban Manuel, La Mosca della rivoluzione, tr. di Lyria H., 1995, 216 p., Lit. 24000, Feltrinelli Traveller (ISBN: 88-7108-125-0)

Vazquez Montalban Manuel, Pamphlet dal pianeta delle scimmie, tr. di Lyria H., 1995, 136 p., Lit. 16000, "Serie bianca" n. 1, Feltrinelli (ISBN: 88-07-17001-9)

Vazquez Montalban Manuel, Pasionaria e i sette nani, tr. di Lyria H., 1997, 352 p., Lit. 28500, Frassinelli (ISBN: 88-7684-416-3)

Vazquez Montalban Manuel, Il pianista, tr. di Lyra H., 1994, 337 p., Lit. 15000, "La memoria" n. 311, Sellerio di Giorgianni (ISBN: 88-389-1032-4)

Vazquez Montalban Manuel, Il pianista, a cura di Lyria H., 2 ed., 1990, 276 p., Lit. 22000, "Il castello" n. 30, Sellerio di Giorgianni (ISBN: 88-389-0662-9)

Vazquez Montalban Manuel, Quartetto, 96 p., Lit. 8000, "L'espresso", Demetra (ISBN: 88-7122-862-6)

Vazquez Montalban Manuel, Quartetto, Lit. 14000, "Le foglie" n. 20, Marcos y Marcos (ISBN: 88-7168-010-3)

Vazquez Montalban Manuel, Le ricette di Pepe Carvalho, tr. di Lyria H., 1994, 336 p., Lit. 23000, Feltrinelli (ISBN: 88-07-42070-8)

Vazquez Montalban Manuel, Ricette immorali, tr. di Lyria H., 1994, 160 p., ill., Lit. 10000, "Universale economica" n. 263, Feltrinelli (ISBN: 88-07-81263-0)

Vazquez Montalban Manuel, Ricette immorali, tr. di Lyria H., 1992, 158 p., ill., Lit. 20000, Feltrinelli (ISBN: 88-07-42065-1)

Vazquez Montalban Manuel, La rosa di Alessandria, tr. di Lyria H., 1995, 240 p., Lit. 24000, "I canguri" n. 63, Feltrinelli (ISBN: 88-07-70063-8)

Vazquez Montalban Manuel, La rosa di Alessandria, tr. di Lyria H., 1997, 240 p., Lit. 12000, "Universale economica" n. 436, Feltrinelli (ISBN: 88-07-81436-6)

Vazquez Montalban Manuel, Lo scriba seduto, 1997, 220 p., Lit. 26500, Frassinelli (ISBN: 88-7684-483-X)

Vazquez Montalban Manuel - Calabrese Omar, Sesta Biennale internazionale di fotografia, a cura di Fondazione italiana per la fotografia , 1995, 160 p., ill., Lit. 55000, Skira (ISBN: 88-8118-017-0)

Vazquez Montalban Manuel, La solitudine del manager, tr. di Lyria H., 1995, 192 p., Lit. 12000, "Universale economica" n. 320, Feltrinelli (ISBN: 88-07-81320-3)

Vazquez Montalban Manuel, La solitudine del manager, tr. di Lyria H., 1993, 192 p., Lit. 23000, "I canguri" n. 38, Feltrinelli (ISBN: 88-07-70038-7)

Vazquez Montalban Manuel, Lo strangolatore, tr. di Lyria H., 1995, 242 p., Lit. 26500, "Narrativa", Frassinelli (ISBN: 88-7684-353-1)

Vazquez Montalban Manuel, Tatuaggio, tr. di Lyria H., 2 ed., 1991, 184 p., Lit. 20000, "I canguri" n. 16, Feltrinelli (ISBN: 88-07-70016-6)

Vazquez Montalban Manuel, Tatuaggio, tr. di Lyria H., 1993, 184 p., Lit. 11000, "Universale economica" n. 1229, Feltrinelli (ISBN: 88-07-81229-0)

Vazquez Montalban Manuel, Le terme, tr. di Lyria H., 1996, 232 p., Lit. 25000, "I canguri" n. 78, Feltrinelli (ISBN: 88-07-70078-6)

Vazquez Montalban Manuel, Gli uccelli di Bangkok, tr. di Ossola S., 2 ed., 1990, 298 p., Lit. 24000, "I canguri" n. 9, Feltrinelli (ISBN: 88-07-70009-3)

Vazquez Montalban Manuel, Gli uccelli di Bangkok, tr. di Ossola S., 3 ed., 1992, 298 p., Lit. 13000, "Universale economica" n. 1220, Feltrinelli (ISBN: 88-07-81220-7)



19 dicembre 1997