Carlos Castaneda
Tensegrità
I sette movimenti magici degli sciamani dell'antico Messico

"Ora so che gli uomini sono creature di consapevolezza, coinvolte in un viaggio evolutivo di consapevolezza, che in realtà non conoscono la propria esistenza e sono colmi di incredibili risorse che non utilizzano mai".

Personaggio controverso, Carlos Castaneda ha influenzato in qualche modo una generazione, quella degli attuali quaranta/cinquantenni che all'inizio degli anni Settanta ricercavano nuove esperienze, anche solo attraverso la lettura di storie magiche e affascinanti. La saga del maestro-stregone don Juan (A scuola dallo stregone, 1970; Una realtà separata, 1972; Viaggio a Ixtlan, 1975; L'isola del Tonal, 1978) ha accompagnato molti giovani alla scoperta di un mondo differente da quello che ogni giorno percepiamo con i nostri sensi atrofizzati. Come scrive Carlo Pizzati in un articolo apparso su la Repubblica (9 dicembre 1997), l'influenza della lettura dei titoli di Castaneda (ristampati periodicamente) ancora oggi si fa sentire su alcuni "ragazzi scappati dalle periferie di Torino, Milano, Trento, Marghera, Cremona: gente arrivata fin qui, in un villaggio a metà strada tra Città del Messico e il Texas, per cercare lo sballo del peyote". Ma è possibile che il "messaggio" che comunicano i libri di Castaneda sia prevalentemente negativo, senza sbocco? Eppure i suoi testi sono pervasi di tradizioni mistiche e culturali e in questo sta soprattutto il loro interesse.
Purtroppo, gran parte di quello che poteva venire considerato un vero insegnamento, un viaggio alla scoperta di una cultura antica e magica come quella degli sciamani messicani, si è tramutato nella semplice ricerca di esperienze allucinogene attraverso l'uso della mescalina contenuta nel peyote (una cactacea del deserto messicano). Estrapolato dal contesto della narrazione, dall'esperienza storico-tradizionale che Castaneda (antropologo alla ricerca di una spiritualità dalle radici antichissime) aveva svolto sul territorio messicano a partire dagli anni '60, il messaggio risulta falsato.
In realtà dall'insegnamento di don Juan (lo stregone che ha accompagnato in veste di guida l'autore nel suo viaggio di ricerca) è importante cogliere la spiritualità dell'esperienza mistica, la capacità di migliorare l'esistenza superandone i limiti prettamente materiali.
Con questo volume
, basato su movimenti, detti passi magici (illustrati momento per momento attraverso sequenze fotografiche), Castaneda intende introdurre il lettore proprio in questa dimensione di superamento delle tensioni, con il rilascio della massima energia dispersa possibile. Nella parola tensegrità si fondono i concetti di tensione e integrità, e il termine serve all'autore per definire il metodo con il quale gli sciamani del Messico entrano in contatto con l'energia segreta dell'universo e la utilizzano per il proprio benessere. Si tratta di un libro anomalo rispetto alla produzione letteraria dell'autore, quasi un manuale pratico, composto tuttavia anche da considerazioni spirituali e completato con gli insegnamenti di don Juan, ancora una volta guida e maestro.


TENSEGRITÀ. I sette movimenti magici degli sciamani dell'antico Messico, di Carlos Castaneda
Titolo originale dell'opera: TENSEGRITY

Traduzione di Alessandra De Vizzi
296 pag., ill., Lit. 28.000 – Edizioni Rizzoli

le prime pagine
------------------------
PASSI MAGICI

La prima volta che don Juan mi parlò a lungo dei passi magici fu quando fece un commento poco favorevole sul mio peso. "Sei decisamente troppo in carne", esclamò, squadrandomi da capo a piedi e scuotendo il capo con disapprovazione. "Ti manca poco per poter essere definito grasso. Cominci a mostrare i primi segni di tensione e stanchezza: come tutti gli altri membri della tua razza, hai un inizio di deposito di grasso sul collo, al pari dei tori. È arrivato per te il momento di prendere sul serio una delle più grandi scoperte degli stregoni: i passi magici."
"Ma di quali passi magici stai parlando?" gli chiesi. "Non mi hai mai accennato a niente di simile e, ammesso che tu l'abbia fatto, dev'essere stato un riferimento così vago che non riesco proprio a ricordarmelo."
"Te ne ho parlato molto in passato, e tu ne conosci già molti", ribatté lui. "È da quando ci siamo incontrati che te li insegno!"
Per quanto ne sapevo io, non era affatto vero, e protestai quindi con una certa veemenza.
"Non difendere con tanta passione il tuo splendido sé", mi prese in giro, facendo con le sopracciglia un gesto ridicolo che avrebbe dovuto esprimere le sue scuse. "Volevo semplicemente dire che tu imiti tutto ciò che faccio, e di conseguenza io ho approfittato di questa tua capacità di imitare. Fin dall'inizio ti ho mostrato alcuni passi magici, e tu hai sempre pensato che io mi stessi divertendo a far schioccare le giunture del mio corpo. Mi piace proprio il modo in cui li hai interpretati: far schioccare le giunture! D'ora in poi ci riferiremo a essi con questa definizione."
"Ti ho mostrato dieci modi diversi di far schioccare le mie giunture", riprese. "In realtà, ognuno di essi è un passo magico che si adatta perfettamente al mio corpo e anche al tuo; si potrebbe dire che sono nel tuo lignaggio, oltre che nel mio. Ci appartengono a livello personale e individuale, così come appartenevano ad altri stregoni che erano perfettamente uguali a noi nelle venticinque generazioni che ci hanno preceduto."
Come lui stesso aveva dichiarato, i passi magici a cui si riferiva erano i modi in cui io pensavo facesse schioccare le giunture: era infatti solito muovere le braccia, le gambe, il torace e le anche in vari modi specifici che, almeno secondo me, dovevano creare la massima tensione di muscoli, ossa e legamenti. Dal mio punto di vista, il risultato di questi movimenti di stretching era una successione di schiocchi che io avevo sempre pensato producesse per divertirmi o stupirmi. A dire il vero, lui mi aveva chiesto più volte di imitare i suoi gesti e, con atteggiamento di sfida, mi aveva persino chiesto di memorizzarli e ripeterli a casa finché non fossi riuscito a produrre con le giunture gli stessi rumori che faceva lui.
Pur non avendo mai ottenuto tali risultati, avevo involontariamente imparato tutti i movimenti. Adesso so che non riuscire a fare quei suoni in realtà è stato un bene, perché i muscoli e i tendini delle braccia e della schiena non dovrebbero mai essere tesi in quel modo. Don Juan era dotato fin dalla nascita dell'incredibile capacità di far schioccare le giunture delle braccia e della schiena, così come altra gente fa schioccare le nocche delle dita.
"Come hanno fatto gli antichi stregoni a inventare questi passi magici?" volli sapere.
"Nessuno li ha inventati", mi rispose in tono severo. "Pensare che siano stati inventati implica l'intervento della mente, e questo è un concetto del tutto sbagliato. I passi magici sono stato scoperti dagli antichi sciamani. Mi è stato detto che ha avuto tutto inizio con la straordinaria sensazione di benessere che questi individui provavano quando si trovavano nello stato sciamanico della consapevolezza intensa: il tremendo ed eccitante vigore che li animava era tale che fecero di tutto per rivivere tali sensazioni anche nello stato di veglia."
"In un primo tempo credevano che si trattasse di un benessere generico creato dalla consapevolezza intensa, ma ben presto si resero conto che non sempre questo stato faceva nascere in loro il medesimo benessere. Un'analisi più attenta della questione permise loro di capire che ogni volta che avevano provato quel benessere specifico, erano sempre stati impegnati in alcuni specifici movimenti fisici. Si resero conto che mentre erano in uno stato di consapevolezza intensa il loro corpo si muoveva spontaneamente in certi modi che erano in realtà la causa delle insolite sensazioni di appagamento fisico e mentale che provavano."
Don Juan aveva sempre pensato che tali movimenti involontari fossero una sorta di retaggio nascosto del genere umano, qualcosa che era stato celato in profondità e veniva riportato alla luce solo da coloro che ne andavano alla ricerca. Paragonò questi sciamani a sommozzatori che si immergono nelle profondità del mare e recuperano involontariamente un tesoro.
Sempre secondo don Juan, questi stregoni iniziarono faticosamente a mettere insieme alcuni dei movimenti che ricordavano, e i loro sforzi portarono i risultati desiderati: furono infatti capaci di ricreare quei movimenti che avevano giudicato reazioni spontanee del corpo in uno stato di consapevolezza intensa. Incoraggiati dai successi ottenuti, riuscirono a ricreare centinaia di movimenti che si limitarono a eseguire senza mai cercare di classificarli in uno schema comprensibile. Essi credevano che nello stato di consapevolezza intensa i movimenti avvenissero in maniera spontanea e che ci fosse una forza che ne guidava l'effetto, senza l'intervento della volontà.


© 1997, RCS Libri S.p.A.

biografia dell'autore
------------------------

Carlos Castaneda, scrittore di culto e maestro spirituale, è nato in Perù nel 1925. Nel 1951 si trasferisce a Los Angeles dove si laurea in antropologia all'UCLA. Nel 1968 ottiene il dottorato di ricerca. Con la sua tesi, pubblicata dall'Università (A scuola dallo stregone) arriva anche il primo besteller. La storia si basa sulla sua esperienza con lo sciamano don Juan Matus, iniziata nel '60 e durata fino al 1973. Ora vive tra Los Angeles e l'America Latina.

bibliografia
------------------------

I titoli sono tratti da
Alice CD,
il catalogo su CD-ROM
dei libri italiani
pubblicato da
Informazioni Editoriali.


Castaneda Carlos, A scuola dallo stregone. Una via yaqui alla conoscenza, 1970, 216 p., Lit. 22000, "Scienze alternative", Astrolabio (ISBN: 88-340-0445-0)

Castaneda Carlos, L'arte di sognare, 1993, 350 p., Lit. 28000, "Varia narrativa straniera", Rizzoli (ISBN: 88-17-84283-4)

Castaneda Carlos, L'arte di sognare. Viaggio attraverso l'affascinante esperienza del sogno, tr. di Bandel Dragone F., 1995, 278 p., Lit. 14000, "Supersaggi" n. 149, Rizzoli (ISBN: 88-17-11649-1)

Castaneda Carlos, Il dono dell'aquila, 1991, 320 p., Lit. 13000, "Supersaggi" n. 42, Rizzoli (ISBN: 88-17-11542-8)

Castaneda Carlos, Il fuoco dal profondo, 1992, 320 p., Lit. 14000, "Supersaggi" n. 64, Rizzoli (ISBN: 88-17-11564-9)

Castaneda Carlos, L'isola del Tonal, tr. di Jesi F., 1989, 400 p., Lit. 14000, "Supersaggi" n. 9, Rizzoli (ISBN: 88-17-11509-6)

Castaneda Carlos, Il potere del silenzio, tr. di Bandel Dragone F., 1993, 288 p., Lit. 12000, "Supersaggi" n. 99, Rizzoli (ISBN: 88-17-11599-1)

Castaneda Carlos, Il potere del silenzio, Lit. 28000, "Varia narrativa straniera", Rizzoli (ISBN: 88-17-67221-1)

Castaneda Carlos, Una realtà separata. Nuovi incontri con don Juan, 1973, 236 p., Lit. 22000, "Scienze alternative", Astrolabio (ISBN: 88-340-0446-9)

Castaneda Carlos, Il secondo anello del potere, 1990, 304 p., Lit. 9500, "Supersaggi" n. 23, Rizzoli (ISBN: 88-17-11523-1)

Castaneda Carlos, Il secondo anello del potere, 1978, 240 p., Lit. 16000, Rizzoli (ISBN: 88-17-45359-5)

Castaneda Carlos, Si vive solo due volte. Interviste a Carlos Castaneda, tr. di Fedeli R. e Guarnaccia M., 1997, 120 p., Lit. 14000, "Eretica" n. 7, Nuovi Equilibri (ISBN: 88-7226-343-3)

Castaneda Carlos, Tensegrità: i sette movimenti magici degli sciamani dell'antico Messico, 1997, 300 p., Lit. 26000, Rizzoli

Castaneda Carlos, Viaggio a Ixtlan. Le lezioni di don Juan, 1973, 248 p., Lit. 24000, "Scienze alternative", Astrolabio (ISBN: 88-340-0447-7)



12 dicembre 1997