Carmen Covito
Benvenuti in questo ambiente

Un chirurgo plastico incontra casualmente un ragazzo tunisino e gli offre un lavoro come cameriere nella sua villa sul Garda. Qui vive la madre che comunica attraverso computer, monitor e telecamere interne...

Perché una donna non potrebbe conoscere i segreti di software, reti e multimedialità? Il fatto di essere donna e scrittrice, per di più (elementi entrambi che fanno dell'autrice persona sottoposta a maggior "esame" perché considerata ancora legata a tradizionali ruoli...), non ha impedito a Carmen Covito di scrivere un libro che si "apre" sul mondo dell'informatica, che fa un tentativo di intrecciare, intersecare, interfacciare l'elemento "carta stampata" con l'immagine trasmessa dai monitor, con i programmi sofisticati dell'ultima generazione, con Internet. E questo legame è subito percepibile nell'aspetto formale del volume, in cui appaiono finestre come in Windows a sottolineare lo scorrere dei capitoli, indirizzi web dove ricercare dati e ancora segni convenzionali utilizzati dagli appassionati di chiacchere telematiche riprodotti nella conversazione.
La storia si sviluppa attorno al dialogo tra una figura nascosta, una donna non più giovane, che comunica solo attraverso telecamere e monitor e trasmette di sé un'immagine disegnata e irreale (ben diversa da quella di Grande Madre, antica dea dai molti seni, che la rappresenta nella realtà) e un ragazzo tunisino, Nureddin, che lavora come cameriere nella casa della donna. Tra i due nasce una complicità, accentuata nel momento in cui l'incontro virtuale si trasforma in reale. Ai margini del loro rapporto ruotano vari personaggi: i figli di lei, Ugo e Sandrina, perennemente in lotta fra loro, gli amici Annapaola e Marco, una madre scomparsa che Nureddin vuole ritrovare...
Supporto non secondario alla storia, il sito Internet di Carmen Covito (http://www.carmencovito.com) che presenta alcuni approfondimenti critici, spunti per il lettore, un invito a comunicare recensioni e suggerimenti e rappresenta un interessante esempio di ricerca verso nuovi modi di interazione fra la pagina stampata tradizionale e la rete. L'importante è incominciare!


Benvenuti in questo ambiente di Carmen Covito
255 pag., Lit. 28.000 - Edizioni Bompiani

Le prime righe

Non basta poter dare del tu a chiunque:
dobbiamo rivendicare la possibilità
di dare dell'io a qualcun altro.

Luther Blissett

<Benvenuti in questo ambiente.
<Se conoscete già tutte le opzioni, andate pure alla pagina successiva. Se invece mi incontrate per la prima volta, sarà per me un piacere accompagnarvi e assistervi. Sono qui per questo. Anzi, è tutta la mia vita :-).
<Dicevo per dire, no? Ho in dotazione un senso dell'umorismo standard. Dispongo anche di: frivolezza, serietà, sentimento medio e medio-alto.
<Io sono il vostro Agente.
<Prego digitare la prima richiesta.>

<Mbe'? Ce la diamo, una mossa? Altrimenti io me ne torno in pausa.>

Nureddin è imbarazzato. E in questa casa troppo grande e troppo vuota fa freddo, ecco perché si è avvicinato a uno dei tanti piccoli computer seminati qua e là, ce n'è uno perfino qui in cucina, sul ripiano di marmo bianco fra l'enorme frigorifero bianco e la batteria di forno a gas, forno elettrico e forno a microonde, tutti bianchi anche questi, e la debole luce che veniva dallo schermo in uno scintillio di stelle in movimento lo ha attirato perché, semplicemente, non era bianca. Era azzurra e dorata, prometteva un qualche grado di calore. E le stelle nascevano nel centro dello schermo e dilagavano verso di lui crescendo di misura in ogni direzione. Nureddin si è fermato davanti all'apparecchio allungando le mani, osando giudicare (simpatico il giochino, ma nessun calore, no, nemmeno un po') e criticare per la prima volta da quando, ormai quasi una settimana fa, sì, domenica scorsa, è entrato in questa villa con giardino di Desenzano del Garda portando la valigia del dottor Ugo Digrosso, il quale benché avesse, appena sceso dalla macchina, subito incominciato a litigare con la signorina Sandrina sua Sorella, si era fermato sulla porta e stava lì non soltanto ad aspettarlo, ma perfino a tenergliela aperta.


© 1997, R.C.S. Libri S.p.A.

L'autrice
Carmen Covito, nata nel 1948 a Castellammare di Stabia (Napoli), vive e lavora a Milano. È autrice dei romanzi La bruttina stagionata (Premio Bancarella 1993) e Del perché i porcospini attraversano la strada. Alcuni suoi racconti sono pubblicati nel volumetto Scheletri senza armadio. Dopo aver lavorato insieme con Aldo Busi a varie traduzioni (tra cui La lettera scarlatta di Hawthorne), ha tradotto in proprio Claudine a scuola di Colette.



Hans M. Enzensberger
Il mago dei numeri
Un libro da leggere prima di addormentarsi, dedicato a chi ha paura della matematica

Per non vedere più la matematica come un drago dalle mille fauci o una sorta di pescecane, il saggio mago dei numeri accompagna i ragazzi in un mondo incantato, dove ragionamenti e calcoli diventano giochi divertenti.

Allegra la copertina, allegre le pagine interne, disegnate, colorate, ironiche. Ed è proprio l'ironia, che aleggia in tutto il libro, ciò che lo rende "leggero", semplice e impalpabile, senza dimenticare tuttavia la rigorosità e la serietà della trattazione. Per questo motivo il saggio ha avuto un immediato successo, raggiungendo i vertici delle classifiche di vendita dopo pochissimi giorni dalla sua uscita in libreria. E per questo lo presentiamo, pur essendo originariamente destinato a un pubblico di ragazzi. Perché non solo tra loro esistono i tartassati della matematica... e anche chi ragazzo non è più ha il diritto di capirne finalmente il senso!
La storia è una sorta di favola il cui protagonista, Roberto, fa parte della vasta schiera di coloro che non amano la matematica, anzi, la vedono come un incubo che tormenta sogni e notti. Proprio in un sogno improvvisamente appare un ometto rosso, il mago dei numeri, che suggerisce a Roberto una serie di giochi matematici sempre più complessi, ma sempre più divertenti, per imparare cosa veramente sia la matematica: non quel mondo ostile e terrificante di numeri che gli ha presentato a scuola il professor Mandibola, ma un universo di fantastiche scoperte, che in compagnia del mago dei numeri verrà svelato. Come una sorta di Virgilio, il maestro conduce l'allievo fino al Paradiso dei numeri, dove trovano Pitagora, Archimede, Johnny della Luna, i professori Gas e Ruzzolo, tutti alle prese con calcoli difficilissimi quanto affascinanti. E tra quadratini, piramidi di numeri, radici quadrate non più terrificanti, miriadi di lepri da contare... si susseguono notti di sogni in compagnia del mago dei numeri e del suo mondo di fantasia.

Il mago dei numeri
Illustrazioni e progetto grafico di Rotraut Susanne Berner
Traduzione di Enrico Ganni
259 pag., ill., Lit. 28.000 - Edizioni Einaudi

Le prime righe
La prima notte

Da un po' di tempo ormai, Roberto si era stufato di sognare: faccio sempre la figura del cretino, pensava.
Nei sogni veniva spesso inghiottito da un orrendo pescione che oltretutto puzzava tremendamente. Oppure gli capitava di essere su uno scivolo che non finiva mai. Gridava "Ferma!" o "Aiuto!", ma non c'era niente da fare, la velocità aumentava e aumentava e alla fine Roberto si svegliava in un bagno di sudore.
Ma lo fregavano anche quando desiderava moltissimo qualcosa, tipo una bicicletta da corsa con almeno ventiquattro rapporti. Allora sognava che la bici - viola metalizzata - lo stesse aspettando in cantina. Era un sogno incredibilmente dettagliato. La vedeva lì a sinistra, accanto allo scaffale dei vini, e sapeva addirittura il numero della combinazione del lucchetto: 12345. Era un giochetto da ragazzi ricordarsela! Roberto si svegliava in piena notte, ancora mezzo addormentato prendeva la chiave e in pigiama barcollava giù per quattro piani - e invece della bici, cosa trovava, lì accanto allo scaffale dei vini? Un topo, un topo morto. Lo avevano fregato! C'era cascato come un pollo.
Via via Roberto capì come difendersi da queste carognate. Appena il sogno si preannunciava, pensava velocissimamente e senza svegliarsi: Rieccolo quel vecchio pesciaccio schifoso. So benissimo cosa succederà adesso. Vorrà inghiottirmi. Ma è chiaro che si tratta di un pesce sognato che può inghiottirmi solo in sogno. Oppure pensava: Sono di nuovo sullo scivolo, non c'è niente da fare, non posso assolutamente impedirlo, ma non scivolo davvero.

© 1997, Giulio Einaudi editore s.p.a.

L'autore
Hans Magnus Enzensberger è nato in Germania nel 1929. Vive a Monaco di Baviera. Il più recente dei suoi numerosi libri tradotti in italiano è la raccolta di poesie Musica del futuro.



Woody Guthrie
Questa terra è la mia terra
"Be', forse quel ragazzo lì dietro con la chitarra non saprà cosa vuol dire sgobbare, ma almeno è capace di comporre canzoni sulla gente che sgobba!"

"È il punto di arrivo della tradizione popolare e il punto di partenza di una nuova tradizione antagonista; è l'operatore che trasferisce nelle città l'elaborazione della cultura popolare rurale e della frontiera, con una nitida consapevolezza di come questo passaggio comporti un accentuarsi del conflitto. In tutte le principali esperienze di cultura alternativa o di opposizione emerse negli Stati Uniti dopo di lui, c'è una parte della sua eredità: dal folk revival ai beat, da Kerouac a Dylan, che lo conobbe malato su un letto d'ospedale:

Ehi Woody Guthrie, ti ho scritto una canzone
che parla di uno strano mondo che sta venendo su
sembra ammalato e ha fame, è stanco e stracciato
sembra che muoia ed è appena nato.

Ehi Woody Guthrie, ma io so che tu sai
tutte le cose che canto e molte altre ancora
ti canto questa canzone ma non posso cantare abbastanza
perché non sono molti gli uomini
che hanno fatto le cose che hai fatto tu...

Più di recente, in The Ghost of Tom Joad, Bruce Springsteen rivisita e aggiorna gli stessi paesaggi: i profughi della depressione accanto ai fuochi della strada, i vagabondi sui treni, gli stessi libri e gli stessi film da cui emerse negli anni '30 Woody Guthrie. Ma già prima ne riconosceva la presenza, come quando incideva Vigilante Man nel disco dedicato a Guthrie e Huddie Ledbetter dalla Library of Congress, oppure quando presentava in concerto la canzone più conosciuta e misconosciuta di Woody Guthrie, This Land Is Your Land:

"C'è un libro che è uscito da poco - spiegava anni fa Springsteen al pubblico dei suoi concerti -, si chiama Woody Guthrie. A Life. L'ha scritto un certo Joe Klein, ed è un bellissimo libro. E questa canzone originariamente fu scritta come una canzone piena di rabbia, come una risposta a Irving Berlin che aveva appena scritto God Bless America. È una canzone piena di rabbia, ed è una delle canzoni più belle che siano mai state scritte."

Dalla prefazione di Alessandro Portelli


Questa terra è la mia terra di Woody Guthrie
Titolo originale: Bound for Glory
Traduzione di Cristina Bertea
Pag. 343, Lit. 24.000 - Edizioni Marcos y Marcos (Gli Alianti 47)


Le prime righe
Soldati nella polvere

Vedevo uomini di tutte le razze sballottati da ogni parte nel vagone merci. Stavamo in piedi. O sdraiati. Buttati qui e là. Uno appiccicato all'altro, uno sopra l'altro. Sentivo l'odore acre e salato del sudore che mi inzuppava i calzoni e la camicia cachi, e i vestiti da lavoro, le tute, gli abiti sgualciti e sporchi degli altri. Sentivo la bocca impastata da una specie di polvere grigiastra, la stessa che copriva il pavimento, spessa un centimetro. Sembravamo una processione di cadaveri. Sfiniti dal caldo di settembre, stanchi, sudati, abbruttiti e imbestialiti. Chi blaterava, chi bestemmiava, chi dava i numeri. Alcuni erano in piedi avvolti da una nuvola di polvere, gesticolando e urlando. Altri erano troppo deboli, malati, affamati o sbronzi per riuscire a reggersi. Il treno era un diretto e aveva la precedenza, ma a noi era toccato un vagone scomodo, di quelli che i vagabondi chiamano "vagoni rompiculo". Mi ero sistemato in fondo, dove c'era più polvere ma meno caldo. Le ruote sferragliavano a sessanta miglia all'ora e tutto quello che riuscivo a sentire, in quel casino di voci imprecanti e deliranti, era il rombo del motore e il crepitio e lo scatto sotto i nostri corpi ogni volta che le ruote passavano sopra un giunto. Mi pare fossimo in dieci o quindici a cantare:

This train don't carry no gamblers,
Liars, thieves and big-shot ramblers;
This train is bound for glory,
This train!

"Di tutto il treno proprio l'unico porco vagone rompiculo ci doveva toccare!" sentenziò un ragazzo ben piantato che, a giudicare dal modo di esprimersi, doveva venire da una grande città. Mi ondeggiava accanto frugandosi nelle tasche della tuta alla ricerca del sacchetto di tabacco.


© 1997, Marcos y Marcos

Discografia
La presente discografia raccoglie le registrazioni stampate su CD e a tutt'oggi in catalogo

Ballads of Sacco and Vanzetti - Smithsonian/Folkways 40060
Columbia River Collection - Rounder 1036
Dust Bowl Ballads - Rounder 1040
Early Years - Legacy 345
Greatest Songs - Vanguard 35
Immortal Woody Guthrie - Coll's Bles 5098
Library of Congress Recordings - Rounder 1041
Long Ways to Travel - Smithsonian/Folkways 45036
Nursery Days - Pair 1294
One of a Kind - Pair 1294
Songs to Grow on for Mother and Child - Smithsonian/Folkways 45035
Struggle - Smithsonian/Folkways 40025
Very best of - Music Club 067
This Land is your Land: the Asch Recordings vol.1 - Smithsonian/Folkways 5017
Woody Guthrie sings American Traditionals - Smithsonian/Folkways 5017
Woody Guthrie sings folk Songs - Smithsonian/Folkways 40007
Worried man Blues - Coll' Bles 5095

Compilation con registrazioni di Guthrie:

Cow-boy Songs on Folkways - Smithsonian/Folkways40043
Folkways: the original Vision - Smithsonian/Folkways 40001
That's why we're Marching - Smithsonian/Folkways 40021



a cura dell'ISTAT
I conti degli italiani



L'agile volumetto pubblicato da il Mulino, pur mantenendo tutta la scientificità dei dati proposti, non appartiene necessariamente alla categoria delle pubblicazioni "per addetti ai lavori". Infatti il quadro dell'Italia, che emerge da una lettura seppur veloce del testo, può interessare qualsiasi lettore attento alle trasformazioni socio-economiche che lo circondano e che lo riguardano. Nulla più dei "numeri" informa sulla realtà, il giudizio però spetta al lettore che è in grado di esprimerlo in modo finalmente consapevole e non più per banalità e frasi fatte. Così possono nascere delle sorprese dall'analisi del capitolo su "La realtà economica delle regioni italiane": ad esempio il forte sviluppo del Sud-est d'Italia negli ultimi dieci anni: Abruzzo e Molise infatti "sperimentano un tasso di crescita che le avvicina al profilo di sviluppo delle regioni del Nord-est piuttosto che a quello delle altre regioni meridionali". Un altro dato interessante riguarda il considerevole aumento negli ultimi tre anni dei consumi "culturali" a cui corrisponde, negli ultimi dieci anni, una considerevole diminuzione percentuale delle spese alimentari (dal 27,6% del 1982 al 18,9% del 1996). Gli italiani stanno cambiando e proprio le indagini statistiche ci permettono di verificare quanto ci si stia avvicinando al resto d'Europa non solo nelle scelte politico-economiche, ma anche nel costume e nella cultura.


I conti degli italiani, a cura di ISTAT, introduzione di Alberto Zuliani
Pag. 198, Lit. 18.000 - Edizioni Il Mulino (Universale paperbacks Il Mulino 329)

Le prime righe

IL TERRITORIO, GLI OPERATORI,
IL CIRCUITO ECONOMICO

1. Il territorio e gli operatori economici

Nello schema dei conti nazionali l'economia di un Paese è rappresentata dall'insieme delle azioni poste in essere dagli operatori economici che risiedono nel territorio economico di tale Paese e che hanno per fine la creazione, la trasformazione o la distruzione di ricchezza. Il concetto di territorio economico non coincide perfettamente con quello di territorio geografico o di territorio politico-amministrativo: infatti, sono escluse dal territorio economico le zone franche extraterritoriali concesse come sedi di ambasciate, consolati e corpi militari di altri paesi; viceversa, sono inclusi i giacimenti situati in acque internazionali, sfruttati da unità residenti, le sedi all'estero delle ambasciate, consolati e basi militari riconosciute come zone franche, le navi, gli aerei e le piattaforme galleggianti appartenenti a unità residenti.
Gli operatori economici che agiscono nel sistema sono le famiglie, le imprese e le istituzioni. Nell'ambito del sistema dei conti nazionali, tali operatori sono denominati "unità istituzionali" se sono dotati di autonomia e capacità di decisione e se possono disporre di una contabilità completa (quest'ultimo requisito non vale, ovviamente, per le famiglie). Ciascun tipo di unità ha delle funzioni caratteristiche (o funzioni prevalenti), quali la produzione, il consumo, l'accumulazione, la redistribuzione del reddito e della ricchezza.
A seconda della funzione prevalente e del tipo di risorse utilizzate per il loro finanziamento (ricavi delle vendite, redditi da lavoro e da capitale-impresa, interessi bancari, premi assicurativi, imposte e tasse, elargizioni e contributi vari) le unità sono raggruppate nei seguenti Settori istituzionali (tab.1.1.):
i) Le Società e Quasi Società non finanziarie, che hanno la funzione di produrre beni e servizi non finanziari destinati alla vendita e di accumulare;
ii) le Famiglie, nelle quali alla funzione di produrre si affianca quella specifica di consumare e accumulare;
iii) le Istituzioni di credito e le Imprese di assicurazione, con le funzioni di finanziare, assicurare e accumulare;
iv) le Amministrazioni pubbliche e le Istituzioni sociali private, che producono servizi collettivi, redistribuiscono il reddito e la ricchezza, contribuiscono al consumo finale e all'accumulazione.


© 1997, Società editrice il Mulino



Gina Lagorio
inventario

"Ora la scrittura dovrà esaurire in sé tutto, ma un tutto senza linee tracciate con una misura prevaricante. In passaggio continuo al di sotto e al di sopra del reale, un toccare appena o uno sprofondare, a seconda dell'attimo che suggerisce e che solo comanda la mano a segnare la pagina: cronache dell'interiorità, null'altro."

C'è un momento nella vita in cui è necessario fare un "inventario" del proprio passato, del proprio mondo interiore, delle persone che hanno significato qualcosa nella nostra esistenza. Per Gina Lagorio, l'elegante, colta scrittrice di tanti romanzi, quel momento è giunto, per ragioni anagrafiche forse, o più semplicemente per il bisogno di fissare sulla carta, nomi, emozioni, riflessioni che l'hanno accompagnata in questi anni di vita. Non si procede in ordine cronologico, ma per temi, per nuclei di interessi e di riflessioni.
Le pagine sulla scuola, che vedono l'autrice alunna o insegnante, sono tra le più belle e quelle che meriterebbero di essere lette da tutti quei ragazzi che oggi guardano alla scuola come un luogo necessario, ma spesso insopportabile. L'amore per due insegnanti, la prima di scuola media, capace di sprigionare un'immediata sensazione di calore e di affetto, la seconda, professoressa di lettere alle superiori, molto contenuta e che solo poco prima dell'esame di maturità o nella lettura di certi versi di Leopardi rivela una sua intensa soggettività, e infine la sua esperienza di insegnante, un'esperienza di libertà e di calda umanità, testimoniano quanto la scuola possa essere davvero non solo un luogo di apprendimento di nozioni ma, come si diceva un tempo, una "palestra di vita".
I luoghi, con i loro profumi, i loro colori e le emozioni da loro evocate, collocano personaggi, incontri, riflessioni che nel corso degli anni, dalla Liguria alla Palestina, alla Russia, hanno costellato la vita della Lagorio. Persone importanti: il grande Pertini, gli ultimi "padri della patria", intellettuali alla Woody Allen però purtroppo "sprovvisti della sua ironia", un inconsueto Sbarbaro a quattro zampe che settantacinquenne sa giocare con la figlia di tre anni dell'autrice, la Morante e la sua angoscia della morte, e infine il marito che riappare in tante pagine, ricordo, modello, compagno con cui condividere anche i piccoli, comuni piaceri quotidiani.
La lettura ha accompagnato la vita della scrittrice, i personaggi dei romanzi letti si animano e fanno parte della schiera degli amici, i libri sono indicati sia come parte del suo lavoro di scrittrice, sia come puro divertimento. Nel parlare di un libro o di un autore la Lagorio esprime tanta sincera passione che provoca il desiderio di leggere quel libro, di conoscere meglio quell'autore, insomma di verificare direttamente le sensazioni o i giudizi espressi.
"Inventario" della vita di una donna colta, intelligente e sensibile, privilegiata per aver avuto la possibilità di conoscere e frequentare figure belle e rare nell'Italia degli ultimi cinquant'anni.
Questo, come lei stessa dice con una doppia citazione (di Giovanni Giudici e di Dante), "inizio al mio finire" non vuole essere un testamento spirituale ma una semplice testimonianza, note a margine di una vita.


Inventario di Gina Lagorio
Pag. 232, Lit. 26.000 - Edizioni Rizzoli (La Scala)

Le prime righe

29 ottobre 1995

Se per vivere bastasse campare... forse non suona proprio così, il verso di Adriano Grande, comunque il senso è chiaro ed è vero soprattutto che mi sta martellando in testa da giorni; a periodi seguiti da lunghe pause l'ho sempre ricordato, ma ora mi è motivo conduttore dei pensieri della sera. I pensieri, già, simili alle cifre di un bilancio, le emergenze a rischio, le giacenze e l'ammortamento, i debiti e i crediti, l'attivo e il passivo. Su un piatto della bilancia il produttivo, l'utile, sull'altro il superfluo e il rischioso.
Nell'ultimo mercatino delle pulci a Cherasco mi sono comprata una bilancia di una grazia artigianale così seducente da indurmi all'acquisto con la golosa impazienza di un bambino al banco del pasticciere. Piccola, di legno biondo, il ripiano di marmo bianco, e sotto, i pesi: minimo l'ultimo, grandetti e grassocci i due centrali, in due contenitori digradanti, dal vertice posto a metà esatta tra i piatti di giallo ottone. Una bilancina allegra fatta per memorie di allegrie, appena più grande di quella di latta con cui giocavo "a vendere" quando ero in cascina dai nonni, e avevo i mucchietti di merci del mio emporio ben disposti su una vecchia sedia sotto il porticato del fienile, caffè, zucchero, cacao, farina, riso, pasta, tutti preparati con sabbia terra pietruzze foglie. Piccoli pezzi di giornale mi servivano ad avvolgere la mercanzia e sassetti di varia misura fungevano da monete. Io pesavo, dicevo i prezzi, io confezionavo i pacchetti, davo il resto, salutavo e chiacchieravo, domande e risposte erano soltanto mie, non c'erano bambini alla cascina e la visita di una cuginetta era un'occasione rara: allora la felicità del gioco raggiungeva punte eccitanti di soddisfazione, ma anche da sola mi divertivo.


© 1997, RCS Libri S.p.A.

L'autrice
Gina Lagorio, piemontese di nascita, ha vissuto a lungo in Liguria e ora abita a Milano. Ha scritto opere di narrativa, di saggistica e di teatro. Tra le opere di narrativa: Il polline, Approssimato per difetto, La spiaggia del lupo, Fuori scena, Tosca dei gatti, Golfo del Paradiso, Tra le mura stellate, Il silenzio, Il bastardo ovvero Gli amori, i travagli e le lacrime di Don Emanuel di Savoia. Tra le opere di saggistica: Fenoglio, Sui racconti di Sbarbaro, Sbarbaro: un modo spoglio di esistere, Penelope senza tela, Russia oltre l'URSS, Il decalogo di Kieslowski. Suoi testi teatrali sono raccolti nel volume Freddo al cuore. Ha vinto importanti premi letterari e le sue opere sono tradotte in numerosi Paesi.



28 novembre 1997