Ian McEwan
L'amore fatale

"L'incidente ebbe tali e tante conseguenze, si sviluppò in un tale groviglio di ramificazioni a partire da quei primi istanti, diede vita a un tale dedalo di amore e di odio, che un po' di riflessione, di pedanteria persino, non può che farmi bene."

Un incidente assolutamente particolare: un pallone aerostatico sfugge al controllo e in un volo impazzito trascina con sé un uomo che tenta di trattenerlo per salvare il bambino che è nel cesto, ma poi precipita e muore.
Subito dopo il tragico tentativo di salvataggio del bambino che si conclude con la morte di un suo soccorritore, salvataggio a cui collabora anche il protagonista del romanzo, Joe, avviene l'incontro "fatale". Lo spettacolo della morte, di cui un gran numero di persone è spettatrice, è drammaticamente scandaloso. L'impotenza, lo sconcerto, il senso di colpa sono i sentimenti che toccano nel profondo la coscienza di Joe, giornalista scientifico, razionale e laico e l'incontro con Parry, che da subito parla di fede e della sua volontà di convertirlo a Dio, si svolge davanti al cadavere, in uno stato di assoluto turbamento. Dopo poche ore Joe riceve, in piena notte, la prima di mille telefonate, inizia cioè la persecuzione amorosa di Parry. Una malattia, la sindrome di de Clérembault (così, quasi da subito, Joe motiva il comportamento di Parry) guida la trama del romanzo: questa psicosi porta il malato a credersi amato da un individuo, spesso più potente di lui, e individua nei comportamenti dell'amato dei segnali, inesistenti, che alimentano la passione che prova. È una malattia, quella che guida Parry? O l'amore è un sentimento che è difficilmente decifrabile e catalogabile? In ogni caso una passione così assoluta sconvolge la vita, incrina il rapporto di coppia di Joe e Clarissa, provoca un tentato omicidio e un tentato suicidio. Le certezze scientifiche, la razionalità, baluardi del protagonista, entrano in conflitto sia con la diffidenza di chi lo circonda, sia con il comportamento assolutamente e follemente appassionato di Parry, con la sua fede religiosa e le sue certezze che non vacillano mai, nemmeno quando la società, per difendersi, lo rinchiude in manicomio.
Le appendici scientifiche che chiudono il romanzo, che ha tutta la tensione di un thriller, hanno probabilmente la funzione di riportare dentro a criteri di ordine e razionalità la vicenda. Sono una altra faccia della realtà? Sono la spiegazione di ciò che avviene nella nostra psiche quando è dominata dai sentimenti? O forse sono solo il tentativo di rassicurarci con un'opera di semplificazione della complessità della vita?


L'amore fatale di Ian McEwan
Titolo originale: Enduring Love

Traduzione di Susanna Basso
Pag. 280, Lit. 28.000 - Edizioni Einaudi (Supercoralli)

le prime pagine
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L'inizio è facile da individuare. Eravamo al sole, vicino a un cerro che ci proteggeva in parte da forti raffiche di vento. Io stavo inginocchiato sull'erba con un cavatappi in mano, e Clarissa mi porgeva la bottiglia - un Daumas Gassac del 1987. L'istante fu quello, quella la bandierina sulla mappa del tempo: tesi la mano e, nel momento in cui il collo freddo e la stagnola nera mi sfioravano la pelle, udimmo le grida di un uomo. Ci voltammo a guardare dall'altra parte del prato, e intuimmo il pericolo. L'attimo dopo, correvo in quella direzione. Si trattò di un rivolgimento assoluto: non ricordo di aver lasciato cadere il cavatappi, né di essermi alzato, di aver preso una decisione, né di aver sentito la raccomandazione che Clarissa mi rivolse. Che idiozia, lanciarmi dentro questa storia e i suoi labirinti, allontanandomi di volata dalla nostra felicità, tra l'erba tenera di primavera accanto al cerro. Un altro grido e l'urlo del bambino, affievolito dal vento che spazzava le chiome alte degli alberi lungo le siepi. Accelerai la mia corsa. A quel punto, improvvisamente, da angolazioni diverse del prato, altri quattro uomini stavano convergendo sul luogo dell'incidente, correndo come me.
È come se assistessi alla scena da un'altezza di cinquanta metri, con gli occhi della poiana che poco prima avevamo osservato volteggiare ad ali spiegate e tuffarsi nel tumulto delle correnti: cinque uomini in corsa silenziosa diretti al centro di un prato di una quarantina di ettari. Io arrivavo da sud-est, con il vento a favore. Circa duecento metri alla mia sinistra correvano affiancati due individui. Erano Joseph Lacey e Toby Greene, braccianti agricoli che stavano riparando il lato meridionale dello steccato, là dove costeggia la strada. Più o meno alla stessa distanza da loro, veniva John Logan la cui vettura era parcheggiata ai margini del prato con la portiera, o le portiere, spalancate. Sapendo ciò che so ora, è curioso ricordare la figura di Jed Parry dritta di fronte a me: è uscito da un filare di faggi e avanza contro vento dal lato opposto del prato a una distanza di cinquecento metri. Agli occhi della poiana, Parry e io eravamo due sagome minuscole; con le nostre camicie bianchissime sullo sfondo verde, ci correvamo incontro come due amanti, ignari della sofferenza che da quel groviglio sarebbe nata. Mi precipitavo verso un essere fuori del comune, ma anche adesso, dopo tutto quel che è accaduto, sono certo che in quel momento, prima cioè che le complicate coincidenze responsabili del nostro incontro su quel prato si allineassero per darsi forma compiuta, la straordinarietà ancora non esisteva. Il caso che avrebbe scardinato le nostre vite era a pochi minuti da noi. A mascherarne l'enormità contribuiva non solo la barriera del tempo, ma anche il colosso al centro del prato con la sua fenomenale forza d'attrazione in grado di scuotere le resistenze meschine dell'uomo.


© 1997 Giulio Einaudi editore s.p.a.

biografia dell'autore
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Ian McEwan è nato nel 1948 ad Aldershott e vive a Oxford.

bibliografia
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I titoli sono tratti da
Alice CD,
il catalogo su CD-ROM
dei libri italiani
pubblicato da
Informazioni Editoriali.


Mcewan Ian, Bambini nel tempo, tr. di Basso S., 1992, 225 p., Lit. 14000, "Einaudi tascabili" n. 102, Einaudi (ISBN: 88-06-12976-7)

Mcewan Ian, Cani neri, tr. di Basso S., 1995, 181 p., Lit. 13000, "Einaudi tascabili" n. 251, Einaudi (ISBN: 88-06-13503-1)

Mcewan Ian, Cani neri, tr. di Basso S., Lit. 26000, "Supercoralli", Einaudi (ISBN: 88-06-12970-8)

Mcewan Ian, Cortesie per gli ospiti, Lit. 22000, "Nuovi Coralli" n. 353, Einaudi (ISBN: 88-06-56150-2)

Mcewan Ian, Fra le lenzuola e altri racconti, tr. di Bertola S., 1982, 160 p., Lit. 22000, "Nuovi Coralli" n. 322, Einaudi (ISBN: 88-06-53348-7)

Mcewan Ian, Il giardino di cemento, tr. di Bertola S., 1980, 158 p., Lit. 18000, "Nuovi Coralli" n. 280, Einaudi (ISBN: 88-06-50617-X)

Mcewan Ian, Il giardino di cemento, tr. di Bertola S., 1994, 156 p., Lit. 13000, "Einaudi tascabili" n. 211, Einaudi (ISBN: 88-06-13559-7)

Mcewan Ian, L'inventore di sogni, 1994, 89 p., Lit. 16000, "I coralli" n. 16, Einaudi (ISBN: 88-06-13578-3)

Mcewan Ian, Lettera a Berlino, tr. di Basso S., 1990, 253 p., Lit. 32000, "Supercoralli", Einaudi (ISBN: 88-06-11802-1)

Mcewan Ian, Lettera a Berlino, tr. di Basso S., 1996, 252 p., Lit. 15000, "Einaudi tascabili" n. 339, Einaudi (ISBN: 88-06-13170-2)

Mcewan Ian, Primo amore, ultimi riti, tr. di Bertola S., 1979, 153 p., Lit. 26000, "Nuovi Coralli" n. 232, Einaudi (ISBN: 88-06-18044-4)

Mcewan Ian, Racconti, tr. di Bertola S., 1996, 308 p., Lit. 14000, "Einaudi tascabili" n. 399, Einaudi (ISBN: 88-06-14095-7)



21 novembre 1997