Umberto Eco
Kant e l'ornitorinco

"Così ho deciso prudenzialmente di passare dall'architettura di giardini al giardinaggio, e invece di disegnare Versailles mi sono limitato a dissodare alcune aiuole appena connesse da sentieri in terra battuta - e col sospetto che tutt'intorno si distenda ancora un parco romantico all'inglese"

Questa frase, tratta dall'introduzione del volume, esprime quale operazione Eco abbia compiuto con la pubblicazione di questi saggi: una specie di completamento-revisione del Trattato di semiotica generale del 1975. "Il fatto che essi si presentino appunto come saggi, esplorazioni vagabonde da diversi punti di vista, dice come - preso dall'impulso di operare un capovolgimento sistematico - ho avvertito che non ero capace di architettarlo (e forse nessuno può farlo da solo)". Saggi, appunto, che esplorano molti punti cruciali non solo della semiotica, ma anche della scienza cognitiva, e più in generale della filosofia.
La complessità degli argomenti trattati rende il volume una lettura adatta a chi intende affrontare un testo di filosofia, con le sue connotazioni linguistiche e logiche e con le problematiche proprie di questa disciplina. La prima parte infatti è dedicata all'essere, al come si parla dell'essere e si conclude con l'affermazione che "il nulla e la negazione sono puro effetto di linguaggio, e che l'essere si presenta sempre in positivo". "L'essere non ci dice mai 'no', se non per nostra metafora". Proprio coerentemente con queste affermazioni si può vedere la funzione e il ruolo del Poeta e del linguaggio poetico che si pone in una "zona franca".
Nel capitolo "Kant, Peirce e l'ornitorinco" iniziano ad apparire, in funzione esemplificatoria, delle storie. Non bisogna però cadere nell'illusione che il divertente, e a volte straordinariamente divertente, approccio ad alcuni temi sia semplice anzi, come dice Eco stesso, "il libro è proprio difficile là dove si narra una storia", perché in essa sono rivelati i meccanismi spesso ignoti sottesi al senso comune. L'appassionante storia dei due fratelli Hyde e del dottor Jekyll porta ad esempio ad una conclusione: nella vita quotidiana abbiamo sempre a che fare "con atti di riferimento pragmatico", ma per poter sviluppare la conoscenza si può "agitare il fantasma del riferimento ontologico come postulato che permette una ricerca in progresso". Il volume si conclude con un'analisi dei rebus, "ultima frontiera del surrealismo", e come nel tentare di risolverli si esca dalla naturalità della percezione per approdare nella "sofisticazione dell'ipertestualità". La geniale drammatizzazione del rebus , il più antico ipertesto forse, è direi proprio chiarificatrice di una scelta stilistica di Eco: niente è necessariamente noioso, nessuna nozione o concetto richiede una supponente cattedratticità.


Kant e l'ornitorinco di Umberto Eco
Pag. 454, Lit. 34.000 - Edizioni Bompiani (Studi Bompiani)

le prime pagine
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1.
Sull'essere

La storia delle ricerche sul significato è ricca di uomini (che sono animali razionali e mortali), di scapoli (che sono maschi adulti non sposati) e persino di tigri (anche se non si sa bene se definirle come mammiferi felini o gattoni dal manto giallo striato di nero). Rarissime (ma le poche che ci sono, sono molto importanti) le analisi di preposizioni e avverbi (quale è il significato di accanto, da o quando?); eccellenti alcune analisi di sentimenti (si pensi alla collera greimasiana), abbastanza frequenti le analisi di verbi, come andare, pulire, lodare, uccidere. Non risulta invece che alcuni studio di semantica abbia dato una analisi soddisfacente del verbo essere, che pure usiamo nel linguaggio quotidiano, in tutte le sue forme, con una certa frequenza. Del che si era accorto benissimo Pascal (Frammento 1655): "Non ci si può accingere a definire l'essere senza cadere in questo assurdo: perché non si può definire una parola senza cominciare dal termine è, sia espresso o sottinteso. Dunque per definire l'essere, bisogna dire è, e così usare il termine definito nella definizione." Il che non è lo stesso che dire, con Gorgia, che dell'essere non si può parlare : se ne parla moltissimo, sin troppo, salvo che questa parola magica ci serve a definire quasi tutto ma non è definita da tutto. In semantica si parlerebbe di un primitivo, il più primitivo tra tutti. Quando Aristotele (Metafisica IV, 1,1) dice che c'è una scienza che studia l'essere in quanto essere, usa il participio presente, to on. In italiano alcuni traducono l'ente, altri l'essere. Infatti questo to on può essere inteso come ciò che è, come l'essere esistente, e infine quello che la Scolastica chiamava l'ens, il cui plurale sono gli entia, le cose che ci sono. Ma se Aristotele avesse solo pensato alle cose del mondo reale che ci circonda, non avrebbe parlato di una scienza speciale: gli enti sono studiati, a seconda dei settori della realtà, dalla zoologia, dalla fisica, persino dalla politica. Aristotele dice to on ê on, l'ente in quanto tale. Quando di un ente (sia esso pantera o piramide) si parla in quanto ente (e non in quanto pantera o piramide), ecco che il to on diventa ciò che è comune a tutti gli enti, e ciò che è comune a tutti gli enti è il fatto che siano, il fatto di essere. In questo senso, come diceva Peirce, l'essere (Being) è quell'aspetto astratto che appartiene a tutti gli oggetti espressi da termini concreti: esso ha una estensione illimitata e una intensione (o comprensione) nulla. Che è come dire che si riferisce a tutto ma non ha alcun significato. Per cui appare chiaro perché quell'uso sostantivo del participio presente, normale per i greci, nel linguaggio filosofico si trasferisce a poco a poco anche all'infinito, se non in greco certamente nello esse scolastico. Per altro l'ambiguità la si trova già in Parmenide che parla di t'eon ma poi afferma che esti gar einai (DK 6), ed è difficile non intendere in senso sostanziale un infinito (essere) che diventa soggetto di un è. In Aristotele l'essere come oggetto di scienza è to on, ma l'essenza è to ti en einai (Met. IV, 1028b 33.36), ciò che era l'essere, ma nel senso di ciò che è stabilmente (che sarà poi tradotto come quod quid erat esse). Tuttavia, non si può però negare che essere sia anche un verbo, che esprime non soltanto l'atto dell'essere qualcosa (per cui diciamo che un gatto è un felino) ma anche l'attività (per cui diciamo che è bello essere in buona salute, o essere in viaggio) a tal punto che spesso (quando si dice che si è contenti di essere al mondo) lo si usa come sinonimo di esistere, anche se l'equazione lascia spazio a molte riserve, perché originariamente ex-istere significa "uscire-da", "manifestarsi" e quindi "venire all'essere". Quindi abbiamo (i) un sostantivo, l'ente, (ii) un altro sostantivo, l'essere, e (iii) un verbo, essere. L'imbarazzo è tale che lingue diverse vi reagiscono in modo diverso. Italiano e tedesco hanno un termine per (i), ente e Seiende, ma un solo termine sia per (ii) che per (iii), essere e Sein. Si sa come su questa distinzione Heidegger fondi la differenza tra ontico e ontologico, ma come ce la caveremo con l'inglese, che ha pure due termini salvo che to be copre solo l'accezione (iii) e Being copre sia la (i) che la (ii)? Il francese ha un solo termine être; è vero che sin dal XVII secolo appare il neologismo filosofico étant, ma lo stesso Gilson (nella prima edizione di L'être et l'essence) fa fatica ad accettarlo, e vi si decide solo nelle edizioni successive. Il latino scolastico aveva adottato ens per (i), ma giocava con tormentata disinvoltura su (ii), usando talora ens e talora esse.


© 1997 R.C.S. Libri S.p.A.

biografia dell'autore
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Umberto Eco è nato ad Alessandria nel 1932. Ordinario di semiotica all'Università di Bologna, dirige la rivista VS.

bibliografia
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I titoli sono tratti da
Alice CD,
il catalogo su CD-ROM
dei libri italiani
pubblicato da
Informazioni Editoriali.


Canestrati Renzo - Pavarini Massimo - Eco Umberto, San Giovanni in Monte. Convento e carcere: tracce e testimonianze, 1995, 141 p., ill., Lit. 65000, Compositori (ISBN: 88-7794-075-1)

Carmi Eugenio - Eco Umberto, I tre cosmonauti-La bomba e il generale, Lit. 35000, "Ragazzi", Bompiani (ISBN: 88-452-0412-X)

Eco Umberto, Apocalittici e integrati, 4 ed., 1984, 400 p., Lit. 13000, "Saggi tascabili" n. 26, Bompiani (ISBN: 88-452-2026-5)

Eco Umberto, Arte e bellezza nell'estetica medioevale, 1987, 228 p., Lit. 20000, "Strumenti Bompiani", Bompiani (ISBN: 88-452-0287-9)

Eco Umberto - Vasquez de Parga L. Iglesias, Beato de Liéana. Miniaturas del 'Beato' de Fernando I y Sancha, tr. di De Tena B. L., 1983, 176 p., ill., Lit. 600000, "I segni dell'uomo", FMR (ISBN: 88-216-6012-5)

Eco Umberto - Vasquez de Parga L. Iglesias, Beato di Liéana. Ediz. Francese, tr. di Fusco M., 1982, 184 p., ill., Lit. 360000, "I segni dell'uomo", FMR (ISBN: 88-216-2011-5)

Eco Umberto, Brevi cenni sull'essere, 1996, Lit. 30000, "Studi Bompiani", Bompiani (ISBN: 88-452-2868-1)

Eco Umberto - Mcmillan Duncan - Mancia Mauro, Carmi. Carmi: una pittura di paesaggio-Carmi e la necessità dell'astrazione, 1996, 256 p., ill., Lit. 150000, L'Agrifoglio (ISBN: 88-86264-05-4)

Eco Umberto - Martini Carlo M., Caro Eco, caro Martini, 1996, Lit. 14000, "Piccole frecce" n. 5, Mondadori (ISBN: 88-04-41216-X)

Eco Umberto, Cinque scritti morali, 1997, 128 p., Lit. 8000, "Passaggi", Bompiani (ISBN: 88-452-3124-0)

Eco Umberto, Come si fa una tesi di laurea, 1985, 249 p., Lit. 20000, "Strumenti Bompiani", Bompiani (ISBN: 88-452-1220-3)

Eco Umberto, Come si fa una tesi di laurea, Lit. 13000, "I grandi tascabili" n. 441, Bompiani (ISBN: 88-452-2572-0)

Eco Umberto, Dalla periferia dell'impero, 1976, 352 p., Lit. 28000, "Saggistica", Bompiani (ISBN: 88-452-0078-7)

Eco Umberto, Dalla periferia dell'impero, Lit. 11000, "Tascabili narrativa" n. 536, Bompiani (ISBN: 88-452-1727-2)

Eco Umberto, Dalla periferia dell'impero. Cronache di un nuovo Medioevo, 1997, 350 p., Lit. 15000, "Saggi tascabili" n. 93, Bompiani (ISBN: 88-452-2997-1)

Eco Umberto, De bibliotheca, 2 ed., 1995, 34 p., Lit. 5000, "I quaderni di Palazzo Sormani" n. 6, Comune di Milano (Biblioteca) (ISBN: 88-85262-22-8)

Eco Umberto, La definizione dell'arte, 2 ed., 1990, 304 p., Lit. 8000, "Grande Universale Mursia", Mursia (Gruppo Editoriale) (ISBN: 88-425-0472-6)

Eco Umberto, Diario minimo, 1992, 160 p., Lit. 12000, "I grandi tascabili" n. 213, Bompiani (ISBN: 88-452-1875-9)

Eco Umberto - Carmi Eugenio, Gli gnomi di Gnu, 1992, 40 p., ill., Lit. 20000, "Ragazzi", Bompiani (ISBN: 88-452-1885-6)

Eco Umberto, Interpretazione e sovrainterpretazione, a cura di Collini S., 1995, 220 p., Lit. 13000, "Saggi tascabili" n. 49, Bompiani (ISBN: 88-452-2459-7)

Eco Umberto, L'isola del giorno prima, 1994, 476 p., Lit. 32000, "Letteraria", Bompiani (ISBN: 88-452-2318-3)

Eco Umberto, L'isola del giorno prima, 1996, 478 p., Lit. 16000, "I grandi tascabili" n. 497, Bompiani (ISBN: 88-452-2813-4)

Eco Umberto, Kant e l'ornitorinco, 300 p., Lit. 30000, "Studi Bompiani", Bompiani (data di pubblicazione prevista: Ottobre 1997)

Eco Umberto, Lector in fabula, 2 ed., 1983, 256 p., Lit. 35000, "Studi Bompiani", Bompiani (ISBN: 88-452-0549-5)

Eco Umberto, Lector in fabula, 1985, 256 p., Lit. 12000, "Saggi tascabili" n. 27, Bompiani (ISBN: 88-452-1221-1)

Eco Umberto - Corti Maria, Leggere i Promessi sposi, Lit. 19000, "Strumenti Bompiani", Bompiani (ISBN: 88-452-1466-4)

Eco Umberto, I limiti dell'interpretazione, 1990, 369 p., Lit. 32000, "Studi Bompiani", Bompiani (ISBN: 88-452-1657-8)

Eco Umberto, Il nome della rosa, 14 ed., 1984, 514 p., Lit. 32000, "Letteraria", Bompiani (ISBN: 88-452-0705-6)

Eco Umberto, Il nome della rosa, Lit. 15000, "I grandi tascabili" n. 33, Bompiani (ISBN: 88-452-1066-9)

Eco Umberto, Il nome della rosa, 656 p., Lit. 23800, "Letture", Bompiani (ISBN: 88-450-3418-6)

Eco Umberto, Il nome della rosa, 1997, 544 p., Lit. 6500, "Superpocket" n. 3, RL Libri (ISBN: 88-462-0002-0)

Eco Umberto, Il nome della rosa-Il pendolo di Foucault, 2 voll., Lit. 31000, "I grandi tascabili", Bompiani (ISBN: 88-452-2408-2)

Eco Umberto, Opera aperta, 3 ed., 1980, 312 p., Lit. 12500, "Saggi tascabili" n. 21, Bompiani (ISBN: 88-452-1998-4)

Eco Umberto, Il pendolo di Foucault, Lit. 13000, "I grandi tascabili" n. 142, Bompiani (ISBN: 88-452-1591-1)

Eco Umberto, Il pendolo di Foucault, Lit. 34000, "Letteraria", Bompiani (ISBN: 88-452-0408-1)

Eco Umberto, Le poetiche di Joyce, 1982, 176 p., Lit. 35000, "Studi Bompiani", Bompiani (ISBN: 88-452-0840-0)

Eco Umberto, Il problema estetico in Tommaso d'Aquino, 1982, 284 p., Lit. 35000, "Studi Bompiani", Bompiani (ISBN: 88-452-0841-9)

Eco Umberto - Rossi Paolo - Barilli Renato, Le ragioni della retorica, 1987, 196 p., Lit. 20000, "Percorsi. Opuscoli estet. poet. retor.", Mucchi (ISBN: 88-7000-102-4)

Eco Umberto, La ricerca della lingua perfetta, 3 ed., 1993, 434 p., Lit. 35000, "Fare l'Europa", Laterza (ISBN: 88-420-4287-0)

Eco Umberto, La ricerca della lingua perfetta nella cultura europea, 1996, 432 p., Lit. 15000, "Economica Laterza" n. 85, Laterza (ISBN: 88-420-5028-8)

Eco Umberto - Ceserani G. Paolo - Placido Beniamino, La riscoperta dell'America, 1984, 144 p., Lit. 10000, "I Robinson", Laterza (ISBN: 88-420-2462-7)

Eco Umberto, Il secondo diario minimo, 1994, Lit. 13000, "I grandi tascabili" n. 334, Bompiani (ISBN: 88-452-2209-8)

Eco Umberto, Secondo diario minimo, Lit. 29000, Bompiani (ISBN: 88-452-1833-3)

Eco Umberto, Il segno dei tre, tr. di Proni G., 1983, 320 p., Lit. 35000, "Studi Bompiani", Bompiani (ISBN: 88-452-0971-7)

Eco Umberto, Sei passeggiate nei boschi narrativi, 1994, 128 p., Lit. 26000, "Saggistica", Bompiani (ISBN: 88-452-2228-4)

Eco Umberto, Sei passeggiate nei boschi narrativi. Harvard University, Norton lectures 1992-1993, 1995, 184 p., Lit. 13000, "Saggi tascabili" n. 59, Bompiani (ISBN: 88-452-2625-5)

Eco Umberto, Semiotica e filosofia del linguaggio, 1984, XVII-318 p., Lit. 32000, "Einaudi Paperbacks e Readers" n. 151, Einaudi (ISBN: 88-06-56903-1)

Eco Umberto, Semiotica e filosofia del linguaggio : i concetti fondamentali della semiologia e la loro storia, 1996, XVII-318 p., Lit. 30000, "Biblioteca studio" n. 29, Einaudi (ISBN: 88-06-14065-5)

Eco Umberto, La sercado de la perfekta lingvo, tr. di Mistretta D., 1996, 317 p., ill., Lit. 30500, Edistudio (ISBN: 88-7036-064-4)

Eco Umberto, Sette anni di desiderio, 1983, 250 p., ill., Lit. 23000, "Saggistica", Bompiani (ISBN: 88-452-0955-5)

Eco Umberto, Sette anni di desiderio, Lit. 14000, "Saggi tascabili" n. 54, Bompiani (ISBN: 88-452-2535-6)

Eco Umberto, Stelle & stellette, 1991, 72 p., Lit. 10000, "Nugae" n. 16, Il Nuovo Melangolo (ISBN: 88-7018-147-2)

Eco Umberto, La struttura dell'assente, Lit. 12000, "Saggi tascabili" n. 39, Bompiani (ISBN: 88-452-2243-8)

Eco Umberto, Sugli specchi e altri saggi, Lit. 23000, "Saggistica", Bompiani (ISBN: 88-452-1237-8)

Eco Umberto, Sugli specchi e altri saggi, 1995, 382 p., Lit. 15000, "Saggi tascabili" n. 55, Bompiani (ISBN: 88-452-2573-9)

Eco Umberto, Il superuomo di massa, 1978, 196 p., Lit. 9500, "Tascabili saggistica" n. 117, Bompiani (ISBN: 88-452-0514-2)

Eco Umberto, Trattato di semiotica generale, 8 ed., 1984, 430 p., Lit. 35000, "Studi Bompiani", Bompiani (ISBN: 88-452-0049-3)

Eco Umberto - Malvinni Paolo D., Vocali-Soluzioni felici, 1991, 120 p., Lit. 10000, "Clessidra", AGE (Napoli) (ISBN: 88-7188-024-2)

Martini Carlo M. - Eco Umberto, In cosa crede chi non crede?, 1996, 143 p., Lit. 15000, "Liberal sentieri", Atlantide Editoriale (ISBN: 88-86838-03-4)

Mcmillan Duncan - Eco Umberto, Eugenio Carmi, 1992, 88 p., ill., Lit. 30000, Fidia Edizioni d'Arte (ISBN: 88-7269-023-4)

Plebe Armando - Cataudella Quintino - Eco Umberto, Problemi di estetica classica, cristiana e medievale, Lit. 13000, "Saggi di filosof.-storia della filosofia", Marzorati



24 ottobre 1997