Salman Rushdie
Est, Ovest

"Il figlio di Yorick sopravvive, e abbandona la scena della sua tragedia familiare; gira il mondo, piantando il suo seme in terre lontane, da occidente a oriente e viceversa; seguono generazioni multicolori, che sfociano (ora lo rivelerò) nel presente umile AUTORE; la cui ascendenza può essere provata da ciò che il suo debole è raccontare una specie particolare di Storia battezzata dai dotti cantachiarica, e anche taurina."

Narrare, novellare, tradizione occidentale e orientale, che in questa funzione si accomuna, eredità duplice e cultura "multicolore" di cui Rushdie si sente interprete. Occidente o Oriente? Razionalità o misticismo? Ma è solo l'Oriente che ha nel senso magico e religioso una propria connotazione, o sempre di più l'Occidente ha bisogno, un vero bisogno, di magia? Nel racconto "Le babbucce di rubini", in un non ben identificato futuro molto prossimo, i nuovi eroi della società dei consumi e dello spettacolo, gli emarginati, gli intellettuali, tutti, direttamente o "via cavo", partecipano a una strana Asta gestita da altrettanto strani e potenti Banditori: in palio le babbucce di rubini, la magia che può risolvere ogni problema, ogni dramma personale o collettivo. Quando però (ormai le offerte hanno raggiunto quote altissime) i presenti vengono misteriosamente trasportati in alto, tutte le passioni che avevano determinato quella gara senza limiti, sembrano perdere valore: "possiamo allontanarci dai nostri desideri tanto che, a rivederli da una certa distanza, ci sembrano senza importanza, banali, e li lasciamo andare".
Ma altri miti veleggiano tra Oriente e Occidente e non sono più patrimonio dell'uno o dell'altro: il divismo, il successo cinematografico, essere una star.
L'ingenuo guidatore di risciò, sedotto dall'abile vedova di un ladro che, sposatolo, si fa mantenere insieme ai figli e lo costringe a sterilizzarsi, ha come unico sogno, unico spiraglio in quella vita da bestia da soma, la speranza di diventare una star cinematografica. Parte per Bombay, e lì ben "ammaestrato" a fare il divo, viene scoperto e lanciato nello scintillante mondo dello spettacolo, così può concludere che "la vita era piena di luce e di successi e di liquori stranieri di contrabbando", insomma la felicità.
Forse maggiore è la saggezza di Miss Rehana, la giovane protagonista del primo racconto di Est Ovest. Promessa sposa dai suoi genitori quando aveva nove anni a Mustafa Dar, un uomo già adulto, trentenne, che era poi emigrato in Inghilterra, deve raggiungerlo per sposarsi. Non è facile dall'India poter raggiungere l'Occidente senza sottostare alle leggi della corruzione e dell'illecito, senza un passaporto falso, senza un appoggio importante. Rehana vorrebbe seguire l'iter burocratico previsto dalle leggi sull'emigrazione (per amore della legalità o per paura di andarsene?), e naturalmente fallisce. Lascia solo tracce del suo sorriso e del suo sguardo nel vecchio che aveva offerto un aiuto, da lei rifiutato, per aggirare la legge; offerta fatta gratuitamente a lei sola, in genere se lo faceva pagare profumatamente quell'aiuto...
Ma quando, sconfitta dalla burocrazia, la ragazza decide di restare in India "il suo sorriso... fu la cosa più felice che avesse mai visto nella sua lunga, ardente, dura vita senza amore".
Salman Rushdie, diviso tra due culture, tirato "di qua e di là" senza riuscire a scegliere, è forse il più importante interprete di una nuova epoca, quella in cui nascerà una nuova espressione del pensiero e dell'arte umana, una sintesi, una originale capacità espressiva figlia di Oriente e Occidente, di una società dai tanti colori e dalle tante radici.


Est, Ovest di Salman Rushdie Titolo originale: East, West
Traduzione di Vincenzo Mantovani Pag. 172, Lit. 26.000 - Edizioni Mondadori (Omnibus)

le prime pagine
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I buoni consigli sono più rari dei rubini

L'ultimo martedì del mese l'autobus del mattino, con i fanali ancora accesi, scaricò Miss Rehana davanti all'ingresso del consolato britannico. Vi giunse sollevando una nuvola di polvere, che velò la sua bellezza agli occhi degli estranei fino a quando lei discese. L'autobus era coperto di smaglianti arabeschi multicolori che davanti dicevano, a lettere verdi e oro, TESORO VIENI AVANTI; e dietro aggiungevano TATA-BATA e O.K. BELLA VITA. Miss Rehana disse al conducente che il suo era un autobus bellissimo, e lui saltò giù e le tenne la porta aperta, inchinandosi teatralmente mentre lei metteva piede a terra.

Gli occhi di Miss Rehana erano grandi e neri e tanto vivi da non aver bisogno dell'aiuto dell'antimonio, e quando l'esperto in consigli Muhammad Ali li vide si sentì ringiovanire. Mentre la luce si faceva più intensa la guardò avvicinarsi ai cancelli del consolato e chiedere al barbuto lala che li presidiava in una divisa cachi con i bottoni d'oro e un turbante con la coccarda quando si sarebbero aperti. Il lala, che di solito era piuttosto rude con le donne del martedì, rispose a Miss Rehana con qualcosa di simile alla cortesia.
"Mezz'ora" disse burberamente. "Forse due ore. Chi lo sa? I sahib stanno facendo colazione."
Lo spiazzo polveroso tra la fermata autobus e il consolato era già pieno di donne del martedì, alcune velate, altre col viso scoperto come Miss Rehana. Apparivano tutte intimorite e si appoggiavano pesantemente al braccio di qualche zio o fratello che cercava di ostentare sicurezza. Ma Miss Rehana era venuta da sola, e non sembrava affatto preoccupata.
Muhammad Ali, la cui specialità consisteva nel dare consigli a quelle che, tra le postulanti della settimana, gli sembravano le più vulnerabili, scoprì che i piedi lo stavano portando verso quella strana ragazza indipendente dagli occhi smisurati.

"Miss" attaccò. "Lei è venuta per un permesso per Londra, dico bene?"
Miss Rehana era ferma davanti a una bancarella che vendeva cibi caldi al confine tra la piccola bidonville e lo spiazzo, e stava masticando soddisfatta delle chilli-pakora. Si voltò a guardarlo; e quegli occhi, da vicino, gli misero in subbuglio l'apparato digerente.
"Sì, è così."
"Allora, per piacere, mi permette di darle qualche consiglio? Le costerà pochissimo."
Miss Rehana sorrise. "I buoni consigli sono più rari dei rubini" disse. "Ma, aihmè, non posso pagare. Sono un'orfana, non una delle tue ricche signore."
"Si fidi dei miei capelli grigi" insistette Muhammad Ali. "I miei consigli sono ben temperati dall'esperienza. Li troverà sicuramente buoni."
Lei scosse la testa. "Ti ripeto che sono una povera ragazza. Qui ci sono delle donne accompagnate dai maschi della famiglia, che hanno tutti una buona paga. Rivolgiti a loro. I buoni consigli dovrebbero fruttare buoni soldi."
Sto diventando matto, pensò Muhammad Ali, perché udì la propria voce dire di sua spontanea volontà: "Miss, è il Destino che mi ha mandato da lei. Che posso fare? Era scritto che dovevamo incontrarci. Anch'io sono soltanto un pover'uomo, ma per lei i miei consigli sono gratis".
La ragazza sorrise di nuovo. "Allora li ascolterò ben volentieri. Quando il Destino manda un regalo, si riceve la buona fortuna."

© 1997 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.

biografia dell'autore
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Salman Rushdie è nato a Bombay nel 1947 e si è trasferito a Londra quando aveva 14 anni. Dal 1989 vive in clandestinità, dopo la condanna a morte decretata dal regime degli ayatollah. Nel 1994 è stato nominato primo presidente del Parlamento Internazionale degli Scrittori.

bibliografia
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I titoli sono tratti da
Alice CD,
il catalogo su CD-ROM
dei libri italiani
pubblicato da
Informazioni Editoriali.


Rushdie Salman, Est, Ovest, 1997, Lit. 30000, "Omnibus stranieri" n. 707, Mondadori (ISBN: 88-04-42240-8)

Rushdie Salman, I figli della mezzanotte, Lit. 30000, "Narratori moderni", Garzanti (ISBN: 88-11-66295-8)

Rushdie Salman, I figli della mezzanotte, tr. di Capriolo E., 1987, 520 p., Lit. 18000, "Gli elefanti", Garzanti (ISBN: 88-11-66795-X)

Rushdie Salman, Harun e il mar delle storie, tr. di Capriolo E., 1991, 240 p., Lit. 28000, "Omnibus stranieri", Mondadori (ISBN: 88-04-33525-4)

Rushdie Salman, Il mago di Oz, 1993, 96 p., Lit. 12000, "Aperture", Linea d'Ombra (ISBN: 88-09-00947-9)

Rushdie Salman, Patrie immaginarie, tr. di Di Carlo C., 1994, 473 p., Lit. 19000, "Oscar saggi" n. 378, Mondadori (ISBN: 88-04-38637-1)

Rushdie Salman, Il sorriso del giaguaro. Viaggio in Nicaragua, tr. di Capriolo E., 1989, 150 p., Lit. 15000, "I coriandoli", Garzanti (ISBN: 88-11-65690-7)

Rushdie Salman, L'ultimo sospiro del moro, 1997, Lit. 15000, "Oscar bestsellers" n. 804, Mondadori (ISBN: 88-04-43166-0)

Rushdie Salman, L'ultimo sospiro del moro, 1995, 480 p., Lit. 33000, "Omnibus stranieri", Mondadori (ISBN: 88-04-40424-8)

Rushdie Salman, La vergogna, tr. di Capriolo E., 1991, 350 p., Lit. 19000, "Gli elefanti", Garzanti (ISBN: 88-11-66798-4)

Rushdie Salman, La vergogna, Lit. 22000, "Narratori moderni", Garzanti (ISBN: 88-11-66296-6)

Rushdie Salman, Versi satanici, tr. di Capriolo E., 1994, 588 p., Lit. 15000, "Oscar bestsellers" n. 409, Mondadori (ISBN: 88-04-39147-2)



26 settembre 1997