Pat Barker
Rigenerazione

"Gli orrori vissuti, tenuti faticosamente a bada alla luce del giorno, di notte si ripresentavano con forza raddoppiata, dando luogo al sintomo più caratteristico della nevrosi di guerra: l'incubo della battaglia"

Il romanzo intreccia eventi reali e creazione narrativa, così da mantenere la forza della cronaca e, nello stesso tempo, costruire personaggi di grande impatto emotivo. Il poeta Siegfried Sassoon aveva, nel luglio del 1917, protestato pubblicamente contro la prosecuzione della guerra ed era stato affidato alle cure del dottor Rivers nell'ospedale militare di Craiglockart con la diagnosi di "trauma da esplosione", proprio per evitare di essere sottoposto a un processo dalla corte marziale. Sassoon non era un vero pacifista, non vi era in lui un rifiuto assoluto della guerra, considerava però colpevole e criminale proseguire quella guerra, così terribilmente cruenta, quando si sarebbe potuto raggiungere un armistizio e far cessare quella tragica mattanza. Su questi fatti storici Pat Barker costruisce il suo romanzo, analizzando le personalità di Sassoon, di Robert Graves, l'amico del poeta che ottiene per lui la diagnosi che gli eviterà sanzioni disciplinari, del dottor Rivers, sensibile intellettuale, antropologo ed eminente neurologo, a cui aggiunge personaggi di sua creazione. Burns, un giovane che aveva subìto uno dei più disgustosi traumi possibili e che da quel momento non riusciva più a mangiare nulla senza vomitarlo. Il chirurgo Anderson, che per un errore di valutazione era stato la causa della morte di un giovane ferito in battaglia e che non sopportava più l'idea di riprendere la pratica della professione medica, anzi non sopportava più nemmeno la vista del sangue. Molte vittime dei traumi provocati dalla guerra avevano avuto conseguenze sul linguaggio, balbuzie o, nei casi più gravi, afonia totale, così come nel caso di Prior, un giovane che perdeva l'uso della parola quando in stato di agitazione. Molti altri casi, anzi molte altre persone, sono tratteggiate con grande sensibilità dall'autrice, che offre uno spaccato di quelle che sono le ferite che la guerra provoca non solo sui corpi, ma anche sulle personalità di chi sopravvive.
Ad esempio la paralisi di Willard, dovuta solo a cause psichiche, corrisponde alla volontà di non tornare più al fronte, ma anche al non voler scappare, al non rifiutare le proprie responsabilità. I metodi terapeutici di Rivers sono di tipo psicoanalitico, molto rispettosi del paziente e della sua sofferenza, a differenza di quelli utilizzati dal dottor Lewis Yealland, violenti e aggressivi verso il sintomo, anzi verso il paziente. Queste differenti scuole terapeutiche sono descritte in saggi specialistici, ma l'autrice, nel rappresentarcele nella loro applicazione, si schiera senza alcun dubbio con Rivers accentuando la brutalità di Yealland descrivendo una seduta (conclusasi con la "guarigione" del paziente) che resterà impressa nel lettore per la sua forza drammatica.
Il romanzo sa, anche in questo caso, ben giustapporre realtà e finzione letteraria, e l'elemento che permea l'intera narrazione è il senso di pietà per le sofferenze umane, fisiche e psichiche, il rifiuto per la violenza sia che venga perpetrata dai cosiddetti "nemici", i tedeschi, che dagli inglesi.

Rigenerazione di Pat Barker
Titolo originale: Regeneration

Traduzione di Norman Gobetti, cura editoriale di Anna Nadotti
Pag. 310, Lit. 28.000 - Edizioni Il Melangolo (Nova)

le prime pagine
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Basta con la guerra
Dichiarazione di un soldato

Rendo pubbliche le mie opinioni, come consapevole atto di sfida alle autorità militari, perché penso che la guerra venga volontariamente prolungata da coloro che avrebbero il potere di porle termine.
Sono un soldato, e credo di parlare a nome dei soldati. Ritengo che questa guerra, cominciata come guerra di difesa e liberazione, si sia trasformata in guerra di aggressione e conquista. Credo che i propositi per i quali io e i miei commilitoni ci siamo arruolati avrebbero dovuto essere espressi con chiarezza, in modo che divenisse impossibile modificarli, e che, se ciò fosse stato fatto, gli obiettivi da noi perseguiti apparirebbero ora raggiungibili per via diplomatica.
Ho visto e patito sulla mia pelle le sofferenze delle truppe, e non posso più accettare di rendermi complice di chi prolunga questi patimenti per fini che ritengo malvagi e ingiusti.
Non intendo protestare contro la condotta della guerra, ma contro gli errori politici e le menzogne che stanno provocando il sacrificio di tanti uomini.
In nome di coloro che ora soffrono protesto contro il raggiro perpetrato a loro danno; spero anche di poter contribuire a infrangere la compiaciuta indifferenza con cui la maggior parte di coloro che sono rimasti a casa assistono al perdurare di agonie che non tocca a loro di patire; essi del resto non hanno immaginazione sufficiente a comprenderle.

S. Sassoon
luglio 1917


Bryce attese che Rivers finisse di leggere prima di aggiungere altro. - La "S" sta per Siegfried. Evidentemente ha preferito tralasciare il nome.
- E ha fatto bene. - Rivers piegò il foglio e ripassò la piegatura con le dita. - Dunque lo manderanno qui?
Bryce sorrise. - Per la precisione lo manderanno da te.
Rivers si alzò e si avvicinò alla finestra. Era una bella giornata e nel cortile dell'ospedale c'erano molti pazienti che assistevano a una partita di tennis. Ascoltò il poc-poc delle racchette, e un grido di delusione quando una palla andò a sbattere nella rete.
- Immagino si tratti di trauma da esplosione.
- Secondo la commissione d'inchiesta, sì.
- Direi che una diagnosi di nevrastenia potrebbe essere una buona soluzione di fronte a una cosa come questa. - Sventolò la Dichiarazione.
- Era il colonnello Langdon a presiedere la commissione. E lui non sembra per nulla d'accordo.
- Langdon non crede nel trauma da esplosione.
Bryce fece spallucce. - Forse Sassoon si trascinava sul pavimento farfugliando.
- Mi sembra di sentirlo, Langdon: "È semplicemente un vigliacco, vecchio mio" - Rivers tornò a sedersi. - Quanto a Sassoon non sembra il tipo che farfuglia, ti pare?
Assumendo un tono serio, Bryce disse, - Che importanza ha il suo stato mentale? Per lui non è meglio stare qui che in prigione?
- Forse per lui sì, forse. Ma per l'ospedale? Riesci a immaginare cosa dirà il nostro caro Direttore dei Servizi Medici, quando scoprirà che proteggiamo "obiettori di coscienza", nonché codardi, imboscati, lavativi e degenerati? Non ci resta che sperare che non venga fatta troppa pubblicità alla cosa.
- Non contarci. La prossima settimana leggeranno la Dichiarazione alla Camera dei Comuni.
- Chi?
- Lees-Smith.
Rivers accolse quel nome con gesto noncurante.
- Sì, d'accordo, ma attirerà comunque l'attenzione della stampa.
- E il ministro dirà che non è stata decisa nessuna sanzione disciplinare, in considerazione del fatto che Sassoon ha patito un grave crollo nervoso e di conseguenza non può essere ritenuto responsabile delle sue azioni. Non so se io lo preferirei alla prigione.
- Non credo che avesse molta scelta. Allora, lo accetterai?
- Credi che io potrò scegliere?
- Visto che dovrai fare una perizia, sì.
Rivers si tolse gli occhiali e si passò una mano sugli occhi. - Suppongo che si siano ricordati di mandarmi il fascicolo.

© 1997, il nuovo melangolo s.r.l.

biografia dell' autrice
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Pat Barker è nata a Thornaby on Tees nel 1943. Ha studiato alla London School of Economist ed è stata docente di storia e scienze politiche. Tra i suoi libri Union Street (1982), vincitore nel 1983 del Fawcett Prize, da cui è stato tratto il film Stanley and Iris; Blow Your House Down (1984); Liza's England (1986); The Man Who Wasn't There (1989).



5 settembre 1997