Mario Vargas Llosa
I quaderni di don Rigoberto

"La legalizzazione e il pubblico riconoscimento dell'erotismo, lo municipalizza, lo cancella e lo incanaglisce, rendendolo pornografia, triste occupazione che definisco come erotismo per poveri di portafoglio e di spirito."
"Il sesso non può essere democratico; è elitario e aristocratico e una certa dose di dispotismo (reciprocamente concordato) gli è di solito indispensabile."


Il raffinato romanzo di Vargas Llosa vede al centro della narrazione una strana vicenda amorosa. Don Rigoberto, colto direttore di una compagnia di assicurazioni, ama di calda passione la moglie Lucrecia. Il malizioso intervento di Fonchito, il figlio adolescente di Rigoberto, aveva però provocato una separazione tra i due innamoratissimi coniugi, che a distanza continuano però ad amarsi, a desiderarsi, a costruire eccitanti e perturbanti fantasie erotiche. La piena bellezza della donna, la sua capacità di suscitare in Rigoberto immagini di intenso erotismo, si accompagnano alla forte sensualità di ogni gesto che lei compie, nella sua solitaria "segregazione" all'Oliveto di San Isidro. Il giovane Fonchito, causa appunto della sua separazione, ottiene da lei il perdono e inizia a farle frequenti visite. L'innocente, o forse maliziosa, presenza del ragazzino, che mostra una quasi maniacale passione per il pittore Egon Schiele, dà a Lucrecia momenti di allegria e di turbamento, attratta in modo inconfessabile dalla bellezza acerba del ragazzo. Si presta a riprodurre le ambigue posture delle donne dei quadri di Schiele, acconsente a momenti di quasi travolgente intimità.
La vicenda, che vede l'attenzione continuamente spostarsi dalla casa di Lucrecia a Rigoberto, alle sue lettere e alle sue fantasie si evolve grazie alla volontà di Fonchito che vuole, in ogni modo e con ogni mezzo, riunire i due sposi per sua colpa separati. A Lucrecia giungono lettere anonime appassionate, in cui sono descritti particolari che solo il marito può conoscere, naturalmente la donna si sente, ad ogni lettera che le arriva, sempre più autorizzata a rispondere direttamente a Rigoberto e a innescare così il processo del ricongiungimento.
Dieci anni di appassionato amore non potevano infatti essere annullati da una breve separazione e così i due si riuniscono e riprendono i loro fantasiosi giochi erotici. Ci sarà poi una scoperta finale che vede ancora protagonista l'angelico, o demoniaco?, ragazzino.
Libro raffinato di sottile e immaginifico erotismo, tutto incentrato sulle fantasie, sui turbamenti, sulle sensazioni sottili e pervadenti nate quasi sempre dalla casualità.

I quaderni di don Rigoberto di Mario Vargas Llosa
Titolo originale: Los cuadernos de don Rigoberto

Traduzione di Glauco Felici
Pag. 339, Lit. 32.000 - Edizioni Einaudi

le prime pagine
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Il ritorno di Fonchito
Bussarono alla porta, doña Lucrecia andò ad aprire e, inquadrata nello stipite, sullo sfondo dei contorti e canuti alberi dell'Oliveto di San Isidro, vide la testa di boccoli dorati e gli occhi azzurri di Fonchito. Tutto quanto cominciò a girare.
- Sento proprio la tua mancanza, matrigna, - cantò la voce che ricordava così bene. - Sei sempre arrabbiata con me? Sono venuto a chiederti perdono. Mi perdoni?
- Tu, tu? - aggrappata alla maniglia della porta, doña Lucrecia cercava sostegno contro il muro. - Non ti vergogni a presentarti qui?
- Sono scappato dall'accademia, - insistette il ragazzino, mostrandole il quaderno da disegno, le matite colorate. - Sentivo proprio la tua mancanza, davvero. Perché sei diventata così pallida?
- Dio mio, Dio mio - . Doña Lucrecia barcollò e si lasciò cadere sulla panca finto coloniale, accanto alla porta. Si copriva gli occhi, bianca come un foglio di carta.
- Non morire! - gridò il ragazzino, spaventato.
E doña Lucrecia - si sentiva venir meno - vide la figura infantile varcare la soglia, chiudere la porta, cadere in ginocchio ai suoi piedi, prenderle le mani e stringergliele, stordito: "Non morire, non svenire, ti prego". Fece uno sforzo per dominarsi e per riprendere il controllo di sé. Respirò a fondo, prima di parlare. Lo fece lentamente, sentendo che in qualunque momento le si sarebbe rotta la voce:
-Non è niente, adesso sto bene. Vederti qui era l'ultima cosa che potevo aspettarmi. Come hai osato? La coscienza non ti rimorde?
Sempre in ginocchio, Fonchito cercava di baciarle la mano.
- Dimmi che mi perdoni, matrigna, - implorò. - Dimmelo, dimmelo. La casa non è più la stessa da quando te ne sei andata. Sono venuto a spiarti un sacco di volte, all'uscita da scuola. Volevo suonare, ma non osavo. Potrai mai perdonarmi?
- Mai, - disse lei, con fermezza. - Non ti perdonerò mai per quello che hai fatto, cattivo.
Ma contraddicendo quelle parole, i suoi grandi occhi scuri riconoscevano con curiosità e con un certo compiacimento, forse addirittura con tenerezza, l'arricciolato disordine di quella capigliatura, le vene sottili e azzurre sul collo, i contorni delle orecchie che sporgevano in mezzo alle ciocche bionde e il corpicino leggiadro, ingoffato nella giacca blu e nei pantaloni grigi dell'uniforme. Le sue narici aspiravano quell'odore adolescente di partite di pallone, merendine e gelati D'Onofrio, e il suo udito riconosceva quei gridi acuti e i mutamenti nella voce, che risuonavano anche nella sua memoria. Le mani di doña Lucrecia si rassegnarono a essere inumidite dai baci da uccellino di quella boccuccia:
- Io ti voglio molto bene, matrigna, - prese a piagnucolare Fonchito. - E, anche se non ci credi, pure il mio papà.
A quel punto comparve Justiniana, agile figurina color cannella avvolta in un grembiule a fiori, con un fazzoletto in testa e un piumino in mano. Rimase impietrita nel corridoio che portava alla cucina.
- Il piccolo Alfonso! - sussurrò, incredula. - Fonchito! Non posso crederci!
- Figurati un po' tu! - esclamò doña Lucrecia, impegnata a mostrare più indignazione di quella che provava. - Osa venire in questa casa. Dopo che ha rovinato la mia vita, che ha dato quella pugnalata a Rigoberto. Osa chiedere che io lo perdoni, osa versare lacrime di coccodrillo. Hai mai visto una sfacciataggine simile, Justiniana?
Ma neppure allora sottrasse al ragazzino le dita affusolate che Fonchito, scosso dai singhiozzi, continuava a baciare.


© 1997, Giulio Einaudi editore s.p.a.

biografia dell' autore
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Mario Vargas Llosa è nato ad Arequipa, in Perù, nel 1936. Attualmente vive a Londra.

bibliografia
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I titoli sono tratti da
Alice CD,
il catalogo su CD-ROM
dei libri italiani
pubblicato da
Informazioni Editoriali.


Vargas Llosa Mario, Il caporale Lituma sulle Ande, tr. di Morino A., 1995, 286 p., Lit. 32000, "Scala stranieri", Rizzoli (ISBN: 88-17-67037-5)

Vargas Llosa Mario, La casa verde, tr. di Cicogna E., 1991, 368 p., Lit. 32000, "Gli struzzi" n. 404, Einaudi (ISBN: 88-06-12375-0)

Vargas Llosa Mario, La chunga, a cura di Franco E., 1987, 72 p., Lit. 12000, "L'opera drammatica" n. 19, Costa & Nolan (ISBN: 88-7648-058-7)

Vargas Llosa Mario, La città e i cani, 1986, 448 p., Lit. 24000, "Scala stranieri", Rizzoli (ISBN: 88-17-67881-3)

Vargas Llosa Mario, Conversazione nella cattedrale, tr. di Cicogna E., 1994, 500 p., Lit. 20000, "Bur" n. 838, Rizzoli (ISBN: 88-17-13838-X)

Vargas Llosa Mario, I cuccioli, tr. di Morino A., 1996, 162 p., Lit. 13000, "Bur" n. 850, Rizzoli (ISBN: 88-17-13850-9)

Vargas Llosa Mario, Elogio della matrigna, 1990, 176 p., Lit. 29000, "Scala stranieri", Rizzoli (ISBN: 88-17-67884-8)

Vargas Llosa Mario, La guerra della fine del mondo, a cura di Morino A., 1992, XV-588 p., Lit. 19500, "Einaudi tascabili" n. 95, Einaudi (ISBN: 88-06-12935-X)

Vargas Llosa Mario, Pantaleon e le visitatrici, 1987, 304 p., Lit. 8500, "Bur" n. 669, Rizzoli (ISBN: 88-17-13669-7)

Vargas Llosa Mario, Il pesce nell'acqua, tr. di Martinetto V. e Morino A., 1994, 522 p., Lit. 32000, "Letteraria straniera", Rizzoli (ISBN: 88-17-84337-7)

Vargas Llosa Mario, Storia di Mayta, 1988, 352 p., Lit. 9000, "Bur" n. 674, Rizzoli (ISBN: 88-17-16674-X)

Vargas Llosa Mario, La verità delle menzogne, tr. di Morino A., 1992, 238 p., Lit. 32000, "Scala stranieri", Rizzoli (ISBN: 88-17-67885-6)

Vargas Llosa Mario, La zia Julia e lo scribacchino, tr. di Morino A., 1994, 344 p., Lit. 15000, "Einaudi tascabili" n. 227, Einaudi (ISBN: 88-06-13542-2)



11 luglio 1997