Goffredo Parise
L'odore del sangue

"L'odore del sangue restò lì, nelle zone incerte della mia coscienza come appunto certi sogni che si ricordano a mezzo, o certe frasi che appaiono magiche, inspiegabili ma tanto più affascinanti e misteriose proprio per il loro suono e niente più."

Questo romanzo di Parise, pubblicato postumo, è stato al centro, nell'ultimo mese, di un ampio e acceso dibattito letterario relativo alla datazione della sua stesura. La prefazione di Cesare Garboli non pone però in modo prioritario l'accento sull'anno della composizione, quanto sulla "necessità" creativa che quest'opera ha rappresentato per Parise.
Il romanzo è attraversato dall'"odore del sangue", sensazione che il Narratore prova, con sempre maggiore frequenza e intensità, dal momento che la moglie, Silvia, gli dichiara l'inizio di una relazione con un giovane romano. Sensazione di vita, ma soprattutto di morte, annuncio quasi del tragico e inevitabile epilogo della vicenda. Sicuramente Parise sente in sé forte la consapevolezza del disfacimento del proprio corpo, della morte incombente, di una vitalità ancora violentemente presente, ma fragile e precaria. E così nel romanzo, la forza vitale, la sessualità che Silvia vive, ma che quasi fino all'ultimo, non vuole descrivere, è in realtà un presagio di morte. Cinquant'anni, ancora bella e attraente, la donna si fa letteralmente travolgere da un amore oscuro e dominante. Il marito, il Narratore, legato a lei da un legame quasi simbiotico, ma che sempre l'ha tradita con altre donne e che, da due anni, ha una relazione importante con una ragazza, non riesce a tollerare la consapevolezza del tradimento della moglie. Immagina, in modo sempre più angoscioso, i rapporti sessuali di lei col ragazzo, le chiede con insistenza la descrizione nei dettagli, sente e vive con lei momenti di passione, in una relazione che era sempre stata caratterizzata da un'unione prevalentemente spirituale. Il Narratore sa che Silvia ha paura, pudore di certe sensazioni forti e nuove che prova, di come lentamente sta accettando tutto quello che la prepotenza malata del ragazzo le impone. Sa però di essere il vero responsabile di quanto sta accadendo, come si sentirà responsabile della morte; sa che la sua incapacità ad accettare il rapporto come lei lo voleva, l'ha portata a questa mortale avventura, sempre sentirà improponibile il parallelo tra sé e lei, tra la sua storia con una ragazza e quella di Silvia con un ragazzo. E la conclusione lo conferma: Silvia muore, vittima di una violenza a cui ha accondisceso in fondo sicura che la forza dell'amore possa redimere qualsiasi cosa, lui si sposerà e avrà l'esperienza della paternità. Un libro maschile, in cui le figure femminili sono filtrate dal punto di vista del Narratore, il potere sessuale sulla donna è una conferma del proprio essere vivi, il tradimento subito, una forma insopportabile di negazione.

L'odore del sangue di Goffredo Parise, a cura di Cesare Garboli e Giacomo Magrini
Pag. 235, Lit. 28.000 - Edizioni Rizzoli

le prime pagine
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Ho guardato, anzi visto Silvia per la prima volta quando ho avuto la sensazione che mi tradisse. È questa una reazione diffusa, anzi banale, un po' meno banale quando ciò accade a un uomo di cinquantacinque anni come me per una donna di cinquanta come Silvia. È vero che Silvia è ancora quello che si dice una bella donna, "ben tenuta", e anche piena di fascino, è anche vero che si può essere gelosi a tutte le età come dimostrano le cronache ma nel mio caso non si trattò di gelosia, cioè di una passione antica come il mondo, bensì di curiosità, anch'essa una passione terribile ma di pochi e molto moderna. Sono un solitario, un saturnino, come dicono alcuni, e tendo alla fuga, a quella condizione di solitudine selvatica di certi animali. In particolare tendo a fuggire da lei nonostante la ami molto, anzi proprio perché la amo. Lei lo sa e per vent'anni di matrimonio mi ha sempre visto fuggire e anche tradirla: non con la rassegnazione tipica delle mogli sottomesse e sotto sotto interessate, ma, a sua volta, con la trepidazione delle donne innamorate e [così romantiche da] considerare la fuga della persona amata come una sorta di romantica irragiungibilità, di mistero, dunque di fascino.
Credo che lei non mi abbia quasi mai tradito o, se l'ha fatto, questo è accaduto al tempo stesso per eccesso di solitudine, per disperazione dovuta ai miei tradimenti, per affermare l'autonomia della propria persona sempre in totale dipendenza da me. Ad ogni modo nessuno di questi tradimenti di cui ho avuto sentore e anche aperta confessione, ha veramente turbato il nostro legame, anzi, sempre è servito a rinsaldarlo. Anche qui, siamo nel banale, infatti accade a un sacco di coppie.
Quando è nata in me la gelosia, anzi la curiosità, per un suo supposto tradimento? Non lo posso dire con precisione ma solo per approssimazione. Non ci fu un fatto preciso ed esterno (ci furono, ma la loro importanza era marginale e per così dire di dettaglio) bensì uno impreciso ed esterno. Fu il seguente: io avevo una giovane amante, nel paese di montagna dove sto spesso, per cui Silvia soffriva e ancora più aveva sofferto. Una ragazza di venticinque anni che non mi decidevo ad abbandonare nonostante e forse proprio per la pazienza di Silvia: ero attratto, molto attratto, la ragazza era quello che un mio amico definì con una sola geniale parola a vederla in fotografia. Sospirò, essendo un uomo di mondo e assai pratico di cose del genere, disse: Eros, e non ci fu e non c'è bisogno d'altro. Stavo il più del tempo fuori da Roma, in quel paese, e con Silvia ci si telefonava tutti i giorni perché, non l'ho ancora detto, io amo Silvia come un ragazzo. È possibile? Sì, è possibile. Nonostante l'amante? Sì, nonostante l'amante. Che amavo come un vecchio e non come un ragazzo. All'inizio della mia relazione Silvia si disperò, poi, piano piano, sembrò accettarla e quando me ne accennava io non sapevo cosa dire, paralizzato dal silenzio, frutto di ciò che consideravo colpevole nei confronti di Silvia. Anche qui siamo nel banale. Quando Silvia accennava a qualcosa e trovavo la voce di rispondere dicevo: "non esistono diritti di esclusiva tra le persone" una evidente bugia; su cui però costruivo un intero comportamento, saggio, sociale e cinico. Senonché sapevo benissimo che di noi due, me e Silvia, nessuno dei due era veramente cinico e non lo sarebbe mai stato. Questo il prologo del fatto. Il fatto invece fu che, una sera, squillò il telefono nella nostra casa di Roma. Silvia rispose. Con disinvoltura perfetta disse: "Scusami un momento, passo all'altro apparecchio" e se ne andò in camera a parlare per un bel po'. Tornò, le chiesi chi era.



© 1997, RCS Libri S.p.A.

biografia dell' autore
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Goffredo Parise nacque a Vicenza l'8 dicembre del 1929. La sua vita è stata segnata da un continuo movimento. È stato consulente editoriale, giornalista, sceneggiatore, reporter : un occhio alla sua cattolica provincia veneta e l'altro alle società di massa : la Russia, la Cina, l'America, il Giappone. Prese casa di volta in volta a Venezia, a Milano, a Roma, a Ponte di Piave, a Selgareda. Si sposò, si separò ed ebbe un legame duraturo con la pittrice Giosetta Fioroni. È morto il 31 agosto del 1986.

bibliografia
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I titoli sono tratti da
Alice CD,
il catalogo su CD-ROM
dei libri italiani
pubblicato da
Informazioni Editoriali.


Parise Goffredo, Gli americani a Vicenza, 1966, Lit. 10000, "Narratori" n. 16, All'Insegna del Pesce d'Oro

Parise Goffredo, Gli americani a Vicenza, Lit. 12000, "Oscar narrativa" n. 1303, Mondadori (ISBN: 88-04-37610-4)

Parise Goffredo, Artisti, a cura di Quesada M., 1994, 180 p., ill., Lit. 28000, Pozza (ISBN: 88-7305-451-X)

Parise Goffredo, Cara Cina, Lit. 11000, "Oscar narrativa" n. 1267, Mondadori (ISBN: 88-04-36646-X)

Parise Goffredo, Il crematorio di Vienna, Lit. 11000, "Oscar narrativa" n. 1287, Mondadori (ISBN: 88-04-37094-7)

Parise Goffredo, L'eleganza èfrigida, a cura di Portello M., 1993, 117 p., Lit. 12500, "Classici italiani commentati", Loescher (ISBN: 88-201-0198-X)

Parise Goffredo, Il fidanzamento, Lit. 9500, "Oscar narrativa" n. 666, Mondadori (ISBN: 88-04-24005-9)

Parise Goffredo, Il fidanzamento, 1972, 139 p., Lit. 12000, "Nuovi Coralli" n. 34, Einaudi (ISBN: 88-06-34991-0)

Parise Goffredo, La grande vacanza, 1974, III-156 p., Lit. 14000, "Supercoralli", Einaudi (ISBN: 88-06-38448-1)

Parise Goffredo, La grande vacanza, 1997, 176 p., Lit. 22000, "I libri di Parise", Rizzoli (ISBN: 88-17-66075-2)

Parise Goffredo, La grande vacanza-Il fidanzamento-Atti impuri, Lit. 15000, "Oscar narrativa" n. 1277, Mondadori (ISBN: 88-04-36835-7)

Parise Goffredo, Guerre politiche. Vietnam, Biafra, Laos e Cile, 1976, IX-254 p., Lit. 18000, "Gli struzzi" n. 87, Einaudi (ISBN: 88-06-44180-9)

Parise Goffredo, L'odore del sangue, 260 p., Lit. 28000, Rizzoli, 1997

Parise Goffredo, Opere. Vol. 1, a cura di Callegher B. e Portello M., 1987, LXVI-1646 p., Lit. 75000, "I Meridiani", Mondadori (ISBN: 88-04-30107-4)

Parise Goffredo, Opere. Vol. 2, a cura di Callegher B. e Portello M., 1989, 1200 p., Lit. 75000, "I Meridiani", Mondadori (ISBN: 88-04-31405-2)

Parise Goffredo, Il prete bello, Lit. 13000, "Oscar classici moderni" n. 56, Mondadori (ISBN: 88-04-35044-X)

Parise Goffredo, Il ragazzo morto e le comete, Lit. 11000, "Oscar narrativa" n. 1249, Mondadori (ISBN: 88-04-36418-1)

Parise Goffredo, Il ragazzo morto e le comete, 1997, 176 p., Lit. 22000, "I libri di Parise", Rizzoli (ISBN: 88-17-66074-4)

Parise Goffredo, Sillabari, Lit. 14000, "Oscar narrativa" n. 722, Mondadori (ISBN: 88-04-25528-5)

Parise Goffredo, Un sogno improbabile. Comisso, Gadda, Piovene, 1991, 96 p., ill., Lit. 15000, "Prosa" n. 39, Libri Scheiwiller (ISBN: 88-7644-163-8)

Parise Goffredo - Fioroni Giosetta, Vita con Petote, 92 p., ill., Lit. 30000, "Opera", Corraini

Roiter Fulvio - Parise Goffredo, Laguna di Venezia, 208 p., ill., Lit. 90000, Magnus (ISBN: 88-7057-003-7)

Roiter Fulvio - Parise Goffredo, Laguna di Venezia. Ediz. Francese, 208 p., ill., Lit. 90000, Magnus

Roiter Fulvio - Parise Goffredo, Laguna di Venezia. Ediz. Inglese, 208 p., ill., Lit. 90000, Magnus (ISBN: 88-7057-009-6)

Roiter Fulvio - Parise Goffredo, Laguna di Venezia. Ediz. Tedesca, 208 p., ill., Lit. 90000, Magnus

Stefanoni Tino - Waibl Gunther - Parise Goffredo, La strada delle Dolomiti. Immagini e racconti, 1993, 48 p., ill., Lit. 25000, "Album", Corraini (ISBN: 88-86250-05-3)



4 luglio 1997