Dacia Maraini
Dolce per sé

Dolce per sé; ma con dolor sottentra il pensier del presente, un van desio del passato...

G. Leopardi, Le ricordanze


L'ultimo libro di Dacia Maraini è un romanzo epistolare. Lettere scritte a una bambina, Flavia, alla quale la protagonista, Vera, affida pensieri, ricordi, nostalgie, riflessioni sulla vita e sull'amore. Una strana amicizia quella tra una donna di cinquant'anni e una bambina di sei: amicizia nata durante una vacanza serena e che si sviluppa nel corso di sette anni, attraverso lettere che Vera, pur non frequentando Flavia, continua a inviarle. Le notizie che ha della bambina sono solo indirette e di lei porta nella memoria l'immagine conosciuta, il rosso delle scarpette e del cappellino, le situazioni, i luoghi frequentati insieme e soprattutto la condivisione di una persona, Edoardo, lo zio musicista di Flavia, l'uomo amato per tanti anni.
L'amore è senza dubbio il tema dominante intorno al quale si svolge il romanzo, anche se molti sono i motivi che percorrono la narrazione, tra tutti, in primo piano, la musica. Edoardo è un violinista affermato e la Maraini ne descrive, con grande sensibilità, il rapporto con lo strumento, con il pubblico, con l'interpretazione.
La musica suonata o ascoltata è la colonna sonora di questo romanzo, evoca atmosfere, emozioni, passioni, fragilità dei personaggi e loro punti di forza.
L'amore tra Vera e Edoardo si è concluso, senza drammi, senza rancori, con molta nostalgia da parte di lei, non solo e non soprattutto per l'uomo, ma per l'allegria di quell'amore, per la giocosità che l'aveva sempre accompagnato. Edoardo, un po' adolescente, un po' "Don Giovanni" (belle le pagine dedicate all'opera mozartiana), non vuole rinunciare all'amicizia per la donna e mantiene con lei una certa continuità nel contatto, ed è da lui che a Vera arrivano notizie su Flavia.
Nelle lettere dominano nostalgia, memoria, dolcezza, armonia, ma anche dolore: la rievocazione della morte della sorella ha momenti di grande drammaticità, di intenso, incredulo dolore.
Personaggio forte quello di Vera, contenuto e schermato, come se la sua maturità, che pure non le aveva certo impedito la freschezza di comportamenti da "ragazzina", glielo richiedesse. Sentimenti contenuti, mai gridati, quelli che emergono in questo libro dai toni delicati e struggenti, proprio come spesso solo la "ricordanza" trasforma.

Dolce per sé di Dacia Maraini
pag. 189, Lit. 26.000 - Edizioni Rizzoli, (La Scala)

le prime pagine
------------------------

3 ottobre 1988

Cara Flavia,
sono passati sei mesi dall'ultima volta che ci siamo viste. Da quando sei entrata, come un angelo infuriato, nella sala d'ingresso dell'Hôtel Bellevue, il cappellino rosso ciliegia in testa, la gonna scozzese che ti saltellava sulle ginocchia, le scarpe rosso pomodoro col fiocchetto da ballerina. Vedendomi, hai gettato a terra i giornali di tuo padre per correre ad abbracciarmi.
Non sapevo che ci saremmo separate per tanto tempo, non sapevo che ne avrei sofferto, non sapevo che saresti entrata nelle mie peregrinazioni mentali come la "bambina delle feste". Ma dove sono ormai quelle feste? Voltandomi indietro ho paura di fare la fine della moglie di Lot. Eppure "non è cosa / ch'io vegga o senta, onde un'immagin dentro / non torni, e un dolce rimembrar non sorga". La mia testa continua a girarsi con un movimento timido e impacciato, fra il timore e la curiosità. "Dolce per sé; ma con dolor sottentra / il pensier del presente, un van desio / del passato..."
È questa la "ricordanza"? Quel tetro ingresso dell'Hôtel Bellevue, quelle pareti marroncine, la plafoniera giallo uovo, i divani a fiori rosa su fondo grigio?... Anche se poi le camere erano luminose e avevano le finestre che si aprivano sulle rocce grigio-azzurre dello Sciliar.
Potrei trasformarmi in una statua di sale, se insistessi, lo so, come la moglie di Lot: ma come si chiamava la moglie di Lot? La Bibbia non lo dice. L'ho sfogliata in lungo e in largo. Puoi solo immaginarla come una donna senza nome, senza faccia, appartenente per diritto matrimoniale a un certo Lot.
Eppure il suo gesto ha avuto conseguenze decisive e disastrose: la curiosità, questo sentimento sensuale e dirompente, anziché renderla più mobile, più viva e generosa, la irrigidisce, la calcifica. Possibile che la memoria sia un processo di pietrificazione dello spirito? È questo che suggerisce nostro Signore?
Continuo a girare la testa all'indietro, con un gesto che è insieme timido e ardimentoso, nel timore trattenuto di trovarmi intrappolata in un processo di necrosi mentale. Dietro la città che nasce dalle luci del ricordo ci sei tu, Flavia, prigioniera di una porta girevole. Te lo ricordi? Ti piaceva spingere il pesante vetro con tutt'e due le mani, uscire e poi rientrare mentre qualche signora con la racchetta da tennis in mano aspettava pazientemente che tu avessi finito il gioco per poter a sua volta uscire.
L'Hôtel Bellevue. Anche quello proibito? Non ti voltare indietro, non senti il sale in fondo alla gola? Eppure era un albergo così pacifico, niente a che vedere con Sodoma e Gomorra, un albergo dalle solide tradizioni montanare, che ospitava soprattutto clienti anziani.
"Che voglia di rivederti!" hai detto entrando nella hall del Bellevue. Poi sei corsa da tua madre per aiutarla a portare dentro la grossa valigia a righe. Intanto, tuo padre posava il suo violoncello, dalla fodera nera, contro il bancone e domandava le chiavi delle due stanze che aveva prenotato.
"La signorina desidera una camera con vista sullo Sciliar?" ha chiesto il portiere, cerimonioso. E tu, che avevi fatto la grande fatica di aiutare tua madre nel trasporto della valigia, ti sei abbandonata con un tuffo sul divano a fiori rosa e hai detto: "In questo momento sono orribilmente stanca", una frase tipica della tua bisnonna Fiorenza che tu avevi adottata con puntiglio mimetico.
"E lo zio Edoardo?" mi hai chiesto saltando sul divano, già dimentica della tua "orribile stanchezza". Lo zio Edoardo è il nostro legame, la nostra conquistata parentela, il nodo di affetti che ha portato te a me e me a te. Come se tra una bambina di sei anni e una donna di cinquanta si possa formare un rapporto di curiosità e tenerezza. Soprattutto quando non sono parenti e si sono conosciute da poco.
"Lo zio Edoardo sta su in camera a studiare" ho detto guardandoti saltellare allegramente. "Allora andiamo su." E mi hai preceduta verso l'ascensore. Volevi essere tu, con le tue dita corte e grassottelle a pigiare il bottone nero, per poi osservare, beata, la spia rossa che si accendeva ad ogni piano.
"Gli facciamo una sorpresa?" hai detto. E sei andata avanti per aprire la porta di botto e urlare: "Sono qui!". Ma la porta della camera numero 38 era chiusa a chiave e tu hai storto la bocca comicamente. La sorpresa non era più possibile. Si sentivano al di là della porta chiusa le note aspre e soavissime del Preludio in mi maggiore di Bach. "Bussa con più energia" ti ho detto.
Hai bussato. Ma tuo zio non ti ha sentita perché il suono del violino copriva il tuo picchiare.

© 1997, R.C.S. Libri & Grandi Opere S.p.A.

biografia dell'autrice
------------------------

Dacia Maraini, nata Firenze, di famiglia siciliana, ha trascorso alcuni anni della sua infanzia in Giappone. Compagna di vita di Moravia per alcuni anni, fu legata a Pier Paolo Pasolini da una forte amicizia. Le problematiche della condizione femminile sono al centro della sua ampia produzione letteraria. Attualmente vive a Roma. Nel Café Letterario della prossima settimana comparirà una intervista in esclusiva rilasciataci dalla scrittrice.

bibliografia
------------------------

I titoli sono tratti da
Alice CD,
il catalogo su CD-ROM
dei libri italiani
pubblicato da
Informazioni Editoriali.


Degli Esposti Piera - Maraini Dacia, Storia di Piera, Lit. 9500, "Tascabili narrativa" n. 432, Bompiani (ISBN: 88-452-0199-6)

Degli Esposti Piera - Maraini Dacia, Storia di Piera, 1997, 138 p., Lit. 12000, "Superbur" n. 214, Rizzoli (ISBN: 88-17-20214-2)

Gaglianone Paola - Maraini Dacia, Conversazione con Dacia Maraini. Il piacere di scrivere, 1995, 71 p., Lit. 12000, "Il libro che non c'è, Omicron (Roma) (ISBN: 88-86680-06-6)

Maraini Dacia, Bagheria, 1996, 170 p., Lit. 10000, "Superbur" n. 201, Rizzoli (ISBN: 88-17-20201-0)

Maraini Dacia, Bagheria, 1993, 176 p., Lit. 20000, "Piccola scala italiani", Rizzoli (ISBN: 88-17-66476-6)

Maraini Dacia, Il bambino Alberto, Lit. 22000, "Letteraria", Bompiani (ISBN: 88-452-0129-5)

Maraini Dacia, La bionda, la bruna e l'asino, 1987, 240 p., Lit. 20000, "Saggi italiani", Rizzoli (ISBN: 88-17-53514-1)

Maraini Dacia, La casa tra due palme, 1995, 235 p., Lit. 20000, "Alba pratalia" n. 4, Sottotraccia (ISBN: 88-86351-05-4)

Maraini Dacia, Cercando Emma, 1993, 182 p., Lit. 26000, "Saggi italiani", Rizzoli (ISBN: 88-17-66477-4)

Maraini Dacia, Cercando Emma. Gustave Flaubert e la signora Bovary: indagini attorno a un romanzo, 1996, 182 p., Lit. 13000, "Supersaggi" n. 182, Rizzoli (ISBN: 88-17-11682-3)

Maraini Dacia, Un clandestino a bordo. Le donne: la maternitànegata, il corpo sognato, 1996, 96 p., Lit. 15000, "Saggi italiani", Rizzoli (ISBN: 88-17-84465-9)

Maraini Dacia, Delitto, 1990, 50 p., ill., Lit. 10000, "La luna" n. 3, Marco (ISBN: 88-85350-01-1)

Maraini Dacia, Dimenticato di dimenticare, 1982, 112 p., Lit. 10000, "Nuovi Coralli" n. 341, Einaudi (ISBN: 88-06-54742-9)

Maraini Dacia, Donna in guerra, 1980, 270 p., Lit. 18000, "Nuovi Coralli" n. 272, Einaudi (ISBN: 88-06-50187-9)

Maraini Dacia, L'etàdel malessere, 1976, 195 p., Lit. 20000, "Nuovi Coralli" n. 142, Einaudi (ISBN: 88-06-44461-1)

Maraini Dacia, L'etàdel malessere, 1996, 195 p., Lit. 13000, "Einaudi tascabili" n. 364, Einaudi (ISBN: 88-06-14111-2)

Maraini Dacia, Isolina, 1992, 196 p., Lit. 28000, "Scala italiani", Rizzoli (ISBN: 88-17-66467-7)

Maraini Dacia, Isolina, 1995, 200 p., Lit. 13000, "Superbur" n. 178, Rizzoli (ISBN: 88-17-11478-2)

Maraini Dacia, La lunga vita di Marianna Ucria, 1990, 272 p., Lit. 29000, "Scala italiani", Rizzoli (ISBN: 88-17-66440-5)

Maraini Dacia, La lunga vita di Marianna Ucria, 1992, 272 p., Lit. 12500, "Superbur" n. 111, Rizzoli (ISBN: 88-17-11411-1)

Maraini Dacia, Maraini - Stein, 1988, 32 p., Lit. 12000, "Paso doble" n. 5, Il Ventaglio

Maraini Dacia, Memorie di una ladra, 1993, 304 p., Lit. 12000, "Superbur" n. 143, Rizzoli (ISBN: 88-17-11443-X)

Maraini Dacia, Memorie di una ladra, 1992, 320 p., Lit. 12000, "Tascabili narrativa" n. 60, Bompiani (ISBN: 88-452-0458-8)

Maraini Dacia, Silvia, 1995, 32 p., ill., Lit. 5000, "Piccole strenne", Edizioni del Girasole (ISBN: 88-7567-282-2)

Maraini Dacia, Il sommacco. Piccolo inventario dei teatri palermitani trovati e persi, 1993, 148 p., ill., Lit. 20000, Flaccovio (ISBN: 88-7804-085-1)

Maraini Dacia, Storie di cani per una bambina, 1996, 112 p., ill., Lit. 12000, "I delfini", Bompiani (ISBN: 88-452-2804-5)

Maraini Dacia, Stravaganza, 1987, 64 p., Lit. 8000, Serarcangeli

Maraini Dacia - Oliverio Alberto - Spedicato Iengo Eide, Sulla vecchiezza. Schemi di lettura, a cura di Sabatini D., 1991, 75 p., Lit. 12000, Vecchio Faggio (ISBN: 88-7113-077-4)

Maraini Dacia, Teatro, 1991, 96 p., Lit. 15000, E & A

Maraini Dacia, Il treno per Helsinki, 1984, 267 p., Lit. 22000, "Nuovi Coralli" n. 360, Einaudi (ISBN: 88-06-57216-4)

Maraini Dacia - Menichella Giada, L'uomo tatuato-Pomeriggio, 1990, 56 p., Lit. 13000, "Clessidra", AGE (Napoli) (ISBN: 88-7188-003-X)

Maraini Dacia, Veronica, meretrice e scrittora, 1992, 160 p., Lit. 24000, "Letteraria", Bompiani (ISBN: 88-452-1880-5)

Maraini Dacia, Viaggiando con passo di volpe. Poesie 1983-1991, 1991, 128 p., Lit. 26000, "Scala italiani", Rizzoli (ISBN: 88-17-66466-9)

Maraini Dacia, Voci, 1994, 302 p., Lit. 26000, "Scala italiani", Rizzoli (ISBN: 88-17-66478-2)



16 maggio 1997