Cloris Brosca e Stefania Fabri
Cloris
e l'ultimo incantesimo

Un racconto fantastico ambientato ai nostri giorni ma anche un viaggio iniziatico, un percorso di conoscenza. E Cloris è veramente una maga?

Protagonista di questa fiaba moderna è l'affascinante Cloris, una donna di oggi, dotata di grande intuito e straordinaria sensibilità. Un giorno Rasha, amico e guida spirituale di Cloris, scompare lasciando alcuni indizi per ritrovare "l'incantaMente", un oggetto misterioso dai poteri nefasti, in grado di annullare la volontà di un individuo fino a renderlo schiavo del Male. Inizia così il viaggio alla ricerca del misterioso oggetto, che coinvolgerà, oltre a Cloris, anche MacGregor, uno gnomo irlandese pluricentenario e dal carattere bizzoso al suo servizio, il demone Carlos Altavia, acerrimo nemico di Cloris, che lavora per conto di una sorta di multinazionale del male, e la piccola Speranza, nipote di Rasha, una bambina intristita dalla separazione dei genitori. La caccia all'incantaMente condurrà i vari personaggi in giro per l'Europa, prima a Madrid, poi a Vienna, in Toscana, nell'isola di Procida e a Torino. Durante il viaggio, Cloris, quasi fosse un "oracolo moderno", si troverà a dover rispondere a numerosi bambini su quesiti importanti che preoccupano l'infanzia di oggi.
Prerogativa del libro, che inaugura la collana "Il Baleno", è quella di rivolgersi a lettori di ogni età.

Cloris e l'ultimo incantesimo di Cloris Brosca e Stefania Fabri
154 pag., Lit. 18.000 - Edizioni e/o, (Il Baleno)

Le prime righe
Il diario di Gregorio:
quanti misteri!

12 giugno
Caro diario,
non so perché ti devo dire "caro" dal momento che ho sempre odiato i diari, roba da umani sentimentali! Però sono stato costretto da Lei, sì, la mia "Signora".
Mi dice: "Gregorio" con quel suo tono imperioso che a volte può essere molto irritante per un essere pluricentenario come me, "dovresti tenere un diario, sai, come quello dei bambini. I bambini sanno molte più cose di noi, specialmente sul ricordo. Pensa che a volte hanno ricordi anche di quando stavano nella pancia della mamma".
"Mia Signora, detesto i bambini. Una volta in montagna mi hanno inseguito tra i boschi per tirarmi la barba".
Lei ride spolverandomi la giacchetta con quella sua risata allegra e sonora che può anche far tremare la gente.
"Gregorio" continua, "succederanno cose molto importanti. Io voglio che tu le racconti per me. Non voglio dimenticarle, spesso il vento soffia nella mia mente alla ricerca dei miei segreti e porta via qualche cosa...".
"Mia Signora, se continueremo a vivere in mezzo agli spifferi in questa casa dove la gente va e viene, certamente la Vostra mente sarà presa dal turbine e, quanto a me, nemmeno altri cento anni di cure dalla Strega di Connemara mi salveranno dal cimurro".
Lei continua a ridere. Poi d'imporvviso si fa seria.
"Io non conosco il futuro, Gregorio, perché la gente mi chiede consigli?".
Questa volta tocca a me ridacchiare maliziosamente:
"Perché andate in giro vestita da zingara, se zingara non siete?".
"L'abito non fa il monaco" sentenzia come solo Lei sa fare, con gli occhi scintillanti e le labbra sottili.

© 1997, Edizioni e/o

Le autrici
Cloris Brosca è nata nel 1957 a Napoli. A 19 anni si stabilisce a Roma per iscriversi all'Accademia d'Arte Drammatica. Dopo aver lavorato in numerose compagnie, lascia improvvisamente il teatro e solo dopo alcuni anni ricomincia a lavorare nel ramo, facendo una dura gavetta sino all'incontro con Pippo Baudo e al programma Luna Park di Raiuno, per il quale impersona una Zingara cartomante.

Stefania Fabri è nata a Roma nel 1951 a vive a Anguillara Sabazia. Dal 1980 il suo interesse per l'editoria per ragazzi è stato continuo. Ha pubblicato libri con Giunti, Mondadori, Nuove Edizioni Romane. Dal 1993 è coordinatrice della Mediateca della Galleria Comunale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma, presso la quale si occupa di informatica e multimedialità. Dal 1988 fa parte della redazione di Sfoglialibro.


Jean-Pierre Gattégno
Transfert pericoloso

"Il debole sottoposto alla psicoanalisi sempre s'incanaglisce"
J. Lacan

Antoine Rivière è uno psicoanalista affermato, ha molti pazienti danarosi che gli permettono un alto tenore di vita, ha pubblicato diversi articoli scientifici meritando una notorietà crescente e la stima dei colleghi.
Ha un solo problema: ha accettato Edouard Berg come paziente. Quando si accorge dell'errore, è troppo tardi. La trappola è già scattata. Perché anche lo psicoanalista segue, come un poliziotto, le sue procedure d'indagine. Inoltre, come il medico o il confessore deve mantenere il segreto professionale. E allora, quando Edouard Berg gli racconta di aver ucciso la moglie, si tratta della verità oppure sono solo i sogni e le fantasie di una mente turbata?
Se non risolve rapidamente il dilemma, rischia di diventare complice di un assassino, o di finire sotto accusa.
Da questo romanzo il film di Francis Girod con Daniel Auteuil e Anne Parillaud

Transfert pericoloso di Idolina Landolfi di Idolina Landolfi, traduzione di Idolina Landolfi
Titolo originale: Neutralité Malveillante
pag. 176, Lit. 22.00 - Edizioni Garzanti

Le prime righe
"Continui".
L'invito si poneva come il più neutro e il più discreto possibile.
Ma non conseguì un effetto immediato.
"Se sapesse...", riprese Lisa un momento dopo. "Vorrei tanto che mi toccasse... che le sue mani scorressero sul mio corpo...".
Indubbiamente Lisa era senza sorprese.
Poche banalità, solo per riscaldarsi, del tipo: "La portiera continua a razzolare nella mia cassetta postale... Il direttore mi tratta malissimo... Il vigile non ha sentito ragioni...", e poi passammo alle cose serie. Lisa si girò leggermente sul fianco. Il respiro le si fece affannato, cominciò a gemere piano, potevo osservare quasi geograficamente il crescere della pulsione.
Quindi l'appello alla lussuria, di solito seguito da un lungo silenzio.

"Con quei capelli biondi, gli occhi azzurri e la fossetta sul mento", disse, "avrà un successo pazzesco. Mi fa pensare...".
Kirk Douglas, forse? Con gesto rapido mi ravviai una ciocca che mi era caduta sugli occhi. Lisa non terminò la frase, si chiuse in una sorta di mutismo ostinato, quasi malevolo.
"A chi?".
La domanda la spiazzò.
"Che vuole che le dica? Una cosa è certa: non mi toccherà, lurido impotente! Ci sono uomini che pagherebbero per mettermi una mano sul culo...".
S'interruppe e subito corresse:
"Non tutti... Ce ne sono alcuni... Bisognerebbe pagarli per questo... E poi, non c'è nulla di meno sicuro".
Un lungo gemito ci portò allora dritti a Henri e alla interminabile storia del loro matrimonio.

© 1997, Garzanti Editore s.p.a.

L'autore
Jean-Pierre Gattégno è professore di letteratura francese. Ha pubblicato due romanzi, Transfert pericoloso (1992) e La notte del professore (1994).
Da Trasfert pericoloso il regista Francis Girod ha tratto il film con Daniel Auteuil, Patrick Timsit e Anne Parillaud.



Joe Golan
La Terra Promessa
La nascita dello Stato di Israele nel racconto di un protagonista
A cura di Daniele Scalise

La storia della nascita dello Stato di Israele nella testimonianza di un protagonista, che ha partecipato attivamente alla sua costituzione.

Responsabile dell'Ufficio Arabo del Congresso Ebraico Mondiale, Golan ha vissuto in prima persona alcuni dei momenti più importanti della storia del secolo. Nato in Egitto da una famiglia di ebrei ucraini e poi cresciuto a stretto contatto con gli arabi, convinto che non vi siano alternative al dialogo, Golan è un sostenitore della diplomazia della pace, e nel libro racconta vivacemente la Palestina pre-israeliana, divisa tra la passione dei pionieri e i rischi di un massacro; l'esodo di trecentomila ebrei marocchini in Israele, la rappacificazione tra ebrei e cristiani, e via via tutte le drammatiche tappe che portarono alla costituzione dello Stato d'Israele.
Molti i personaggi di primo piano ben noti anche ai lettori italiani: da Golda Meir (di cui ci viene raccontato un violento scontro con l'autore) a Giovanni XXIII e a Paolo VI, agli incontri con La Pira e le faticose trattative con il Vaticano. L'interesse della testimonianza di Golan sta nella sua libertà intellettuale e nella sua indipendenza di giudizio, spesso in aperta opposizione con le strategie ufficiali e con la politica del Mossad.

La Terra Promessa. La nascita dello Stato di Israele nel racconto di un protagonista di Joe Golan, a cura di Daniele Scalise
252 pag., illustrazioni, Lit. 25.000 - Edizioni Einaudi, (Gli struzzi n.485)

Le prime righe
Album di famiglia
Foto sbiadite dal tempo, personaggi irriconoscibili, grafie difficili da attribuire. Cartoline in yiddish, in russo, parole in ebraico. Ma di chi sono? Le storie restano ormeggiate al ricordo, confidate in occasione di un matrimonio o di una nascita. Succede che, durante una shiva - il lutto di sette giorni che tiene chiusa in casa la famiglia del defunto circondata dagli amici e parenti - qualcuno cominci a raccontare. La memoria fa una breve sosta, poi passa oltre. Avvenimenti che non trovano una disposizione, che si contraddicono, situazioni che paiono illogiche, lacune: come scioglieremo la matassa dei ricordi, quando non ci sarà più nessuno disposto a raccontarli?

I Levitzki e i Guldin erano due famiglie ebree nella Russia di fine secolo, il loro un itinerario comune a quello di tanti altri. I nonni Levitzki abitavano a Ekaterinoslav, villaggio ai bordi del fiume Dnepr nell'Ucraina meridionale. Il nonno Zaccaria, che tutti chiamavano Zelig, possedeva una fabbrica di candele che riforniva sia la modesta comunità ebraica sia le chiese. La nonna Ruth-Lea era una Bilinki, famiglia borghese e numerosa, ben conosciuta e rispettata. Una storia ricorrente era quella di sua sorella, Miriam, che aveva seguito un gruppo di pellegrini cristiani diretti in Palestina e non era più tornata. In famiglia girava la voce che fosse rimasta in Libano e avesse sposato un cristiano, ma lei non aveva più dato segno di vita.
Fu nell'inverno del 1971 che a Parigi, durante una visita a casa di Georges e Bula Henein, nostri amici egiziani, io e mia moglie conoscemmo un ingegnere libanese di passaggio per la capitale. Georges, il padrone di casa, era uno scrittore in lingua francese che aveva guidato un gruppo di intellettuali egiziani contro la dittatura nasseriana, costretta all'esilio.
© 1997, Giulio Einaudi editore s.p.a.

L'autore
Joseph Golan, nato settant'anni fa ad Alessandria d'Egitto, ha combattuto in Italia durante l'ultima guerra con l'esercito alleato. Ha svolto ruoli di prestigio nelle istituzioni ebraiche internazionali, ed è entrato più volte in conflitto con i servizi segreti israeliani.

Il curatore
Daniele Scalise è giornalista a "Prima comunicazione". È autore di Cose dell'altro mondo. Viaggio nell'Italia gay (Zelig) e Quando il Papa rapì mio figlio. Il caso Mortara (Mondadori).



Grazia Livi
Non mi sogni più

Una raccolta di racconti della scrittrice toscana, finalista al premio Strega nel 1994. Una scrittura "sonora" e ricca di emozioni per un librino tascabile da portare ovunque.

Impalpabile a allusivo, lo stile particolarissimo di Grazia Livi si concentra su un attimo breve che contiene una vita intera. Immerso in una vasca da bagno, un corpo di donna vive e ricorda le emozioni che battono sul vetro come uccelli curiosi. Un sogno d'amore difficile da sciogliere esplode dopo una telefonata casuale e rivelatrice...
Si tratta di una serie di racconti inediti: Non mi sogni più, La finestra illuminata, Corpo in solitudine, Piccoli ritratti (suddiviso a sua volta in brevi ritratti sonori alla maniera di Gertrude Stein "Euforia", "Argini", "Distanze", "Ordine alfabetico", "Indole comprensiva"). L'ultimo racconto Non era vero, è invece tratto da "Vincoli segreti", edito nel 1994 da La Tartaruga.

Non mi sogni più di Grazia Livi
62 pag., Lit. 5.000 - Edizioni La Tartaruga (Piccoli Pocket)

Le prime righe
Non mi sogni più
"Sono tramortita... Farò un bagno e basta. Chissà se avrò la forza di entrare nella vasca". Questi erano più o meno i suoi pensieri, mentre si avvicinava. Poi il treno si arrestò, qualcuno le porse la sacca e lei spostò macchinalmente il corpo dal treno alla banchina, dalla banchina alla scala mobile, dalla scala mobile al taxi alla strada all'ascensore alla porta di casa. Aveva già in pugno il mazzo di chiavi che la disserrava. Un colpo forte. "Guai al telefono, guai a chi chiama". Finalmente l'acqua, a gran getti, riempì la vasca e lei vi giacque come una che ha abbandonato il mondo. Dalla finestrina, al suo fianco sopra le altane e i tetti, vedeva il cielo bianco diluito nell'afa.
"Ah come lo desideravo!". Allentò le membra. E i pensieri, a poco a poco, le uscirono dalla testa; quel che restava era un involucro di carta, stordito e pieno di languore. Lo scosse insieme ai capelli. Frusciò come un albero. Si era annidato qualcosa fra i rami, ci fu un battito, sul davanzale balzò un merlo. Che gioia. Aveva letto di lui pochi giorni prima, in un racconto di Musil. Descriveva l'amicizia di due uomini, in ultimo fra di loro si presentava l'uccello parlante.
"Mi sono già posato una volta su questo davanzale", disse il merlo. "Te lo ricordi?"
"Purtroppo no."
"Sono tua madre".
Lei tremò e si commosse mentre assaporava quella affermazione sacra.

© 1997, La Tartaruga edizioni

L'autrice
Grazia Livi è nata a Firenze dove si è laureata in Filologia romanza e vive a Milano. Si è dedicata alla letteratura, nelle forme predilette del saggio narrato e del racconto. Ha pubblicato fra l'altro: La distanza e l'amore (1978), L'approdo invisibile (1980). Inoltre i saggi Da una stanza all'altra (1984) premio Rapallo della Giuria e Le lettere del mio nome (1991) premio Viareggio per la saggistica. Nel 1994 ha pubblicato una raccolta di racconti: Vincoli segreti, finalista al premio Strega.



Steve Martini
Il giudice

Un nuovo capitolo delle vicende dell'avvocato Paul Madriani, un legal-thriller costruito su una trama serratissima e su personaggi straordinariamente umani.

Impossibile. Così l'avvocato Paul Madriani avrebbe liquidato l'idea che il giudice Armando Acosta ("Nocedicocco", per i molti nemici) trovasse sollievo agli impegni legali tra le accoglienti braccia di una prostituta, nonché collaboratrice della polizia. Eppure l'impossibile è accaduto... anzi, rischia di trasformarsi in qualcosa di davvero assurdo giacché Brittany Hall, la presunta "amichetta" di Acosta, viene brutalmente assassinata proprio nel giorno in cui deve incontrarsi col giudice. Sul quale, è ovvio, cala all'istante la rete del sospetto, una rete che non si lascia squarciare neppure dalle insistenti, disperate grida d'innocenza di Nocedicocco. Madriani, però, sebbene abbia combattuto per anni contro Acosta nelle aule giudiziarie e benché quell'uomo non gli abbia mai ispirato la minima fiducia, intuisce ben presto che, sotto le accuse e gli indizi apparentemente inattaccabili, scorre un fiume melmoso, inquinato dall'invidia e dalla corruzione e sempre prossimo a rompere gli argini per investire tutto e tutti, colpevoli o innocenti che siano. Ecco perché Paul Madriani decide di difendere Armando Acosta e di andare sino in fondo nella ricerca dell'assassino. Anche se, lo sa bene, questo significherà trasformare l'assurdo in realtà, in un vero, tangibile incubo...

Il giudice di Steve Martini
Titolo originale dell'opera: The Judge

Traduzione dall'americano di Anna Maria Raffo
419 pag., Lit. 30.000 - Edizioni Longanesi & C. (La gaja scienza n.519)

Le prime righe
PROLOGO
È COME una rosa: lunga e slanciata, la carnagione scura e vellutata, occhi e denti sfolgoranti, e un temperamento a volte pungente.
Lenore Goya e io siamo amici sin dai tempi del mio breve incarico a termine come pubblico ministero straordinario nella contea di Davenport, tre anni fa. A parte un paio di brevi incontri in tribunale, non l'ho più vista dai giorni immediatamente successivi al funerale di Nikki. In parecchie occasioni ho pensato di chiamarla, ma ogni volta ho represso l'impulso. Non ci ho mai tenuto a fare la figura del vedovo in caccia, e così ho represso in silenzio tutti i miei desideri.
Quando mi ha chiamato, però, sapevo che l'eccitazione nella mia voce non le sarebbe sfuggita.
Questa sera ci dobbiamo incontrare da Angelo, sul fiume. Fa un po' fresco. Una leggera brezza fa oscillare le lanterne giapponesi appese sopra i tavoli lungo il molo, proprio vicino all'acqua. Le barche da diporto nel porticciolo turistico dondolano pigramente, trattenute dagli ormeggi. Indosso il mio miglior abbigliamento casual, un look che ha richiesto due ore di preparativi. Il tono della telefonata faceva pensare più a un incontro di lavoro che di piacere. Tant'è, un po' ci spero.
Quando la vedo, è dall'altra parte del locale, sulla terrazza, un piano sopra quello dove mi trovo io. L'abbigliamento di Lenore è perfetto per l'occasione: una gonna plissettata a fiori che le arriva a metà polpaccio e un maglione con il collo arrotolato di un vivace color pastello. Lenore è vestita con i colori della primavera.
Mi vede e mi fa un cenno con la mano. Rispondo al saluto con un gesto vivace e spigliato: due amici che s'incontrano, mi dico, anche se mi batte forte il cuore.
Questa sera lei è lieve e spensierata, nell'aspetto e nell'umore. I suoi lineamenti fini sono come una pietra finemente cesellata: zigomi alti e un naso che, come tutto in lei, è dritto e sottile.
Si fa strada fra i tavoli, per la maggior parte vuoti. I più hanno scelto i tavoli all'interno, riparati dall'aria fredda della sera. Non è ancora del tutto estate, a Capital City.

© 1997, Longanesi & C.

L'autore
Steve Martini è un avvocato che ha anche una lunga esperienza come giornalista e corrispondente parlamentare. Attualmente vive presso Auburn, in California. Si è affermato presso il pubblico italiano come autore di legal-thriller con Prova schiacciante (1994) e Influenza indebita (1995).



9 maggio 1997