Albertino
Benissimo!
Autobiografia (inutile) di giuseppe
interpretata da Giorgio Carpinteri

In un libro illustrato, pagina per pagina prende corpo uno dei tormentoni più celebri di Radio DeeJay: il personaggio di Giuseppe esce dalla radio e racconta per la prima volta in un libro le sue storie sgangherate e surreali.

Giuseppe è uno zero assoluto, è nato da una cacca spaziale, ama perdutamente una pornostar, viene abbandonato d'estate dal cagnolino, infuriato e umiliato subisce ogni possibile angheria. Ma è indistruttibile come un cartoon. Questo libro tragicomico, nato dalla collaborazione tra Albertino e Carpinteri, dà corpo a "Giuseppe", tormentone radiofonico, amato da milioni di ragazze e ragazzi che nello sfigatissimo, surreale personaggio (inventato insieme da Albertino e Jonathan, che gli dà anche la voce) sanno riconoscere la loro voglia di farcela in un mondo che vorrebbe trattarli come uno zero assoluto.
Con i suoi quattro milioni e mezzo di ascoltatori Radio DeeJay unisce i ragazzi d'Italia, dalle Alpi alla Sicilia: il leggendario Albertino è il loro profeta. Interprete dei nuovi tempi, "uno che non se la mena", attento conoscitore dei gusti e dei sentimenti del suo pubblico, Albertino non aveva mai accettato di comparire in un libro "tradizionale". L'occasione giusta gliel'ha offerta Giorgio Carpinteri, illustratore italiano di tendenza, dando un viso e un corpo al personaggio di Giuseppe, sino a mettere in scena, al modo dei vecchi libri di lettura, una sorta di surreale, patafisico Giornalino di Giamburrasca dell'età delle discoteche.
Dai tre anni di vita di Giuseppe, ecco distillate e reinventate le avventure più memorabili ovvero, nel linguaggio del personaggio, più clamorosamente inutili.

Benissimo! autobiografia (inutile) di giuseppe, presentata da Albertino
interpretata da Giorgio Carpinteri

128 pag. ca., Lit. 13.000 - Edizioni Einaudi (Einaudi Tascabili. Stile Libero)

La prima pagina


© 1997, Einaudi editore S.p.A.

Gli autori
Albertino è nato a Milano 34 anni fa. Da 12, conduce il DeeJay Time a Radio DeeJay, un programma-contenitore di due ore per cinque giorni la settimana. Da 10, l'appendice del sabato, la DeeJay Parade, classifica dance della settimana. Da 2 One two, one two, programma quotidiano di hip-hop. Conduce una media di cento serate l'anno nelle maggiori discoteche italiane

Giorgio Carpinteri è nato nel 1958 a Bologna e ha esordito come disegnatore di fumetti su "Frigidaire", "Linus", "Alter Alter". Ha illustrato per anni, con molti altri, "il Manifesto" domenicale. Ha lavorato per la pubblicità, il cinema, la televisione.

Giuseppe (esosfera, 10 maggio 1993). Non ha studiato nulla, non ha voce in capitolo. Partecipa al programma radiofonico DeeJay Time di Albertino. Da quei microfoni emette suoni disarticolati fornendo deboli ragioni della propria presenza.



Miguel Angel Barroso e Igor Reyes-Ortiz
Cronache dai Caraibi
Percorso inedito attraverso le Antille

Notizie dalle Antille visitate e vissute con occhio e spirito da reporter: testimonianze dirette, aneddoti, retroscena dei grandi business del rum e del tabacco, ritratti dei popoli indios, musica, curiosità culinarie e altro ancora.

In un succedersi di brevi e incisivi capitoli queste "Cronache" presentano la variegata tavolozza delle piccole isole tra Oceano Atlantico e Mar dei Caraibi, crogiolo di razze, lingue e culture diverse. Non c'è un ordine preciso né una dichiarazione di intenti: gli autori, reporter all'avventura, hanno scritto semplicemente un diario di bordo a quattro mani registrando dati sorprendenti, leggende, testimonianze con un linguaggio diretto e disincantato e l'ironia necessaria a sdrammatizzare anche le più crude e amare realtà caraibiche.
Avvenimenti o storie particolari sono il pretesto per ricostruire passato e presente di Dominica, Grenada, Martinica, la cubana Isla de la Juventud, la Repubblica di Santo Domingo, Haiti, Trinidad e Tobago, Grand Cayman, Curaçao. Si parla di riti religiosi di origine africana, dagli "abakuà" cubani ai "vudù" dominicani ai "rasta"; di aneddoti sugli indios cannibali nel loro eroico sforzo di resistenza contro la foga civilizzatrice occidentale; degli sporchi affari nei paradisi fiscali; delle fabbriche di tamburi di latta per le assordanti ma richiestissime "steelband"; di episodi di razzismo; di spionaggio e sparatorie tra playboy hollywoodiani e gangster italiani di stanza ai Caraibi; e si vanno a interpellare persino i fantasmi del pirata Francis Drake e di Robert Louis Stevenson. Alla riscoperta delle complesse culture miste antillane, al di là delle apparenze e delle banalità.

Cronache dai Caraibi. Percorso inedito attraverso le Antille di Miguel Angel Barroso e Igor Reyes-Ortiz
Titolo originale dell'opera: Crónicas caribes. Un recorrido inédito por las Antillas
Traduzione dallo spagnolo di Simona Geroldi
179 pag., Lit. 25.000 - Edizioni Feltrinelli Traveller

Le prime righe
INTRODUZIONE
LUOGHI COMUNI PER LUOGHI FUORI DAL COMUNE
DON'T PANIC. Siamo all'aeroporto di Castries, a Saint Lucia, un giorno d'agosto. È un piccolo hangar con delle panchine di legno e tutt'intorno gli uffici delle varie compagnie Rent a car, tipici di tutti gli aeroporti. Nella sala d'attesa campeggia un ritratto del presidente della repubblica, il sole scioglie il soffitto fatto di pietre e l'aria è soffocante. La gente che attende di imbarcarsi sui piccoli aerei a elica sembra vestita per andare a messa. Per la maggior parte si tratta di donne nere con cappelli stile Elisabetta d'Inghilterra, cariche di bambini di colore e bagagli pesanti. Ci sono anche alcuni uomini d'affari neri con vestiti chiari e scarpe bianche. Gli addetti al banco della BWIA sono giovani di colore dall'espressione severa. Sparsi un po' dappertutto ci sono agenti di polizia di colore in uniforme blu a maniche corte, con cartuccere a tracolla, manganello di cuoio e képi. Fino a dove riusciamo a vedere, siamo gli unici bianchi. Come noi, se ne devono essere accorti anche gli altri. L'afa aumenta. L'ora dell'imbarco del volo per Roseau (Dominica) si avvicina; consultiamo a più riprese l'incaricato allo sportello ma otteniamo risposte sempre più brusche: "Verrete chiamati". Quattro, cinque volte. A una bancarella ci regalano delle spilline con scritto Don't panic. È da mezz'ora buona che il nostro aereo sarebbe dovuto partire e, a testa bassa, ci avviciniamo ancora al banco. Questa volta l'impiegato ci risponde premuroso e sorridente:
"Dovevate stare attenti, signori bianchi, il vostro volo è appena decollato," dice indicando un punto nel blu del cielo dove un bimotore si allontana ronzando.
"Ma i nostri bagagli sono a bordo di quell'aereo..."
"Ve l'ho già detto. Dovevate stare attenti."
"Quando parte il prossimo aereo per Dominica?"
"Il prossimo volo di linea parte domani alla stessa ora. Cercate di fare più attenzione."
"Ci sono voli privati?"
"Certamente. Nell'ufficio là in fondo vi daranno tutte le informazioni che desiderate."

© 1997, Feltrinelli Traveller S.r.l.

Gli autori
Miguel Angel Barroso (spagnolo, di Zaragoza) e Igor Reyes-Ortiz (peruviano, di Santa Cruz de la Sierra) sono due giovani viaggiatori approdati al giornalismo dopo aver collezionato diverse lauree e un ricco patrimonio di esperienze. Questo è il loro primo libro.



Conoscere i romanzi di Hesse
A cura di Giuseppe Montesano

Un libro particolare, di "supporto" alla lettura e alla conoscenza dell'autore, per studenti, insegnanti, operatori culturali e tutti coloro che desiderino ricordare la trama di romanzi letti ormai da molto tempo...

Herman Hesse ha sempre avuto molta fortuna con i lettori, ma dagli anni Sessanta in poi è diventato addirittura uno scrittore di culto. Artefice di un successo che a tutt'oggi non conosce cedimenti, è stata la "beat generation" americana, quella schiera di scrittori "contro", alternativi alla cultura occidentale, che lo ha eletto a proprio profeta, individuando in lui (nei vagabondaggi dei suoi personaggi, nelle tensioni mistiche che li attanagliano, negli aneliti che manifestano verso una Natura ormai totalmente sacrificata alla Cultura) l'antesignano diretto degli hippies. Giovani che, rifiutando ogni integrazione al consumismo, rivendicavano di vivere "on the road" alla ricerca della saggezza perduta. Un'utopia che Hesse ha praticato grazie alla letteratura.
In questo volume, come ricorda nell'introduzione Laura Lepri, curatrice della collana, sono raccolti i riassunti delle "opere di Hesse che possono ricondursi - per motivi strutturali, di forma e di tenuta narrativa - al modello romanzo tanto inviso allo scrittore; ma si è ritenuto opportuno inserire anche due opere di confine come Siddharta [...] e Knulp". Oltre a quelle citate ricordiamo Peter Camenzind, Sotto la ruota, Gertrud, Rosshalde, Demian, Il lupo della steppa, Narciso e Boccadoro, Il Gioco delle perle di vetro.

Conoscere i romanzi di Hesse, a cura di Giuseppe Montesano
191 pag., Lit. 18.000 - Edizioni Rusconi (Leggere in riassunto)

Le prime righe
Peter Camenzind
1904
La vita nel villaggio
Fin dalla prima infanzia Peter Camenzind ha imparato ad amare la natura dei luoghi in cui vive. Il suo paese natale si chiama Nimikon, un villaggio alpino in riva a un lago dove quasi tutti gli abitanti sono imparentati tra loro. Nel villaggio la vita scorre secondo un ritmo regolare; le case hanno tutte lo stesso aspetto, sono di legno e vengono riparate senza mai essere cambiate; i vecchi si somigliano tutti tra loro, come del resto i bambini, e i comportamenti fedeli alla tradizione accrescono questa somiglianza. La vita a stretto contatto con l'aspra natura delle montagne e delle valli alpine dà agli abitanti del villaggio una certa inclinazione alla malinconia, anche se essi apprezzano molto le persone un po' matte, sempre pronte a scherzare e a combinar burle. Ma ogni anno la vita del villaggio cambia con l'arrivo del favonio, il vento terribile che scioglie la neve e i ghiacci, distrugge orti e case, e spesso uccide. Dopo il favonio si fa avanti la primavera alpina, che Peter Camenzind ama più di ogni cosa. La sua educazione matura in quel mondo ristretto, né ostacolata né aiutata dai genitori.
Camenzind e la natura
A dieci anni egli scala la sua prima montagna, diventando poi compagno di ascensione dei più anziani; le scalate sono i momenti in cui Peter si lascia andare a un sentimento di felicità, perduto nella grandiosità del paesaggio, circondato da un mondo selvaggio e primordiale. In seguito però a un biglietto di ringraziamento scritto per i frati del convento, e da loro molto apprezzato, Peter viene mandato a studiare presso il ginnasio del convento medesimo.

© 1997, Rusconi Libri s.r.l.

Il curatore
Giuseppe Montesano è nato a Napoli nel 1959. Insegna filosofia in un liceo, e si occupa in particolare di letteratura francese dell'800 e del '900. Ha curato e tradotto: per gli "Oscar" Mondadori, Lo spleen di Parigi di Baudelaire, le Favole scelte di La Fontaine, España di Gautier, per i "Meridiani", con Giovanni Raboni, le Opere di Baudelaire (Premio Prezzolini 1996 per la traduzione letteraria), per Frassinelli, i Racconti crudeli di Villiers de l'Isle-Adam. Nel 1996 ha pubblicato il romanzo A capofitto per le Edizioni Sottotraccia.



Carmen Covito
Scheletri senza armadio
e altri racconti

La scrittura ironica e tagliente di un'autrice italiana "concentrata" in tre brevi racconti e in un volumetto tascabile.

Tre racconti inediti (o quasi) della caustica autrice italiana, che li presenta nella nota come "scheletri": "Ho sempre pensato che per non avere scheletri nell'armadio bisogna avere il coraggio di buttare via l'armadio. Ai miei scheletri, infatti, ci sono affezionata. Questi tre precedono il mio debutto ufficiale nella narrativa e, in qualche loro scheletrica misura, prefigurano alcuni dei temi che ho poi affrontato nei romanzi".
Con l'ironia che le è propria, la Covito racconta quel che accade a chi, delusa da un fidanzato reale, ne cerca uno virtuale navigando in Internet; come un paleosteologo americano trovi un amante giovane e maschio mentre fruga tra gli scheletri (senza armadio) affiorati negli scavi di Ercolano; la triste fine di una sfigata ammiratrice di un grande ballerino al festival di Spoleto.
È vietato far piangere i bambù è stato scritto nel 1986 e all'epoca pubblicato all'interno di un volume collettivo edito da Gian Franco Borelli Editore. Scheletri senza armadio è stato pubblicato nell'introvabile volumetto "16 racconti italiani", Libreria Rinascita Editrice.
Corpi di ballo è invece un racconto inedito la cui prima stesura risale al 1985.

Scheletri senza armadio di Carmen Covito
pag. 63, Lit. 5.000 - Edizioni La Tartaruga (Piccoli Pocket)

Le prime righe
Corpi di ballo
Lo spiazzo del parcheggio, punteggiato di olivi sotto una luna esageratamente saltellante nel cielo, era già mezzo vuoto. Troppo tardi, saranno già tornati a casa, gli altri, senza aspettarla, senza ricordarsi di lei: e adesso? Serenella inciampò sui tacchi a spillo, barcollò, si appoggiò appena in tempo alla fiancata di una macchina bianca, pensò che era destino: troppo tardi per tutto. E c'era anche un odore strano, sgradevolissimo, una puzza come whisky e benzina mescolati. Qualche cosa si mosse dietro un albero. Nella penombra le sembrò di vedere la figura emaciata di Alexeij Sapuskal. Ma sì, era proprio lui. Stava curvo, sembrava che innaffiasse qualcosa sul terreno da una bottiglia che teneva in mano. Oddio: completamente ubriaco, quella povera stella.

Davanti alla stazione di Spoleto, diciassette ore prima, Serenella aveva avuto sete a lungo, là seduta sulla sua valigia, aspettando. Al telefono, l'ospite sconosciuto del conoscente che doveva ospitarla le aveva assicurato che non era un disturbo per lui venire a prenderla. Però non si vedeva ancora. Per scrupolo, guardò di nuovo l'orologio: eh sì, aspettava da mezz'ora, ormai. Vatti a fidare.

© 1997, La Tartaruga edizioni

L'autrice
Carmen Covito è nata a Castellamare di Stabia. Prima di riuscire a diventare una scrittrice si è occupata di scambi culturali tra l'Italia e il Giappone e ha lavorato come insegnante, copywriter, sceneggiatrice di fumetti, critica letteraria e teatrale, giornalista, redattrice editoriale e infine traduttrice (dall'italiano antico, dall'inglese e dal francese). È autrice di due romanzi La bruttina stagionata (1992) e Del perché i porcospini attraversano la strada (1995). Oggi sta lavorando al suo terzo romanzo.



Corrado Stajano
Promemoria
Uno straniero in patria tra Campo de' Fiori e palazzo Madama

È un viaggio alla scoperta di Roma, di una capitale in cui il presente convive con il passato, gli scaltri cinismi con il moralismo ingenuo, l'uso dissennato dei poteri maggiori e minori con il sentimento della relatività delle cose, l'asservimento delle istituzioni alla tattica politica, con i pochi che cercano di preservare dignità e memoria.
È la Roma dei Berlusconi, dei D'Alema e delle loro truppe, del Senato e del popolo, ma anche quella che vide bruciare come eretico Giordano Bruno e mal sopportò le trasgressioni del Caravaggio, che fu testimone della deportazione dei 112 ragazzi ebrei nel '43, che assistette alle gesta della Banda della Magliana e le dimenticò subito...
È la Città Eterna, in cui gli ingranaggi del potere proseguono all'infinito nel loro moto, e lo scontro frontale si scolora sempre nel compromesso.
Mancava, nella nostra letteratura, un libro che raccontasse agli italiani il Palazzo dall'interno, senza complicità o debolezze nei confronti dei potenti di turno, cercando di mantenere sempre indipendenza di giudizio e prospettiva storica. Opera corale, ricchissima di sfaccettature, Promemoria si nutre di slanci e di indignazione. Il chiuso dei saloni s'alterna al profumo delle piazze, il giudizio sferzante sull'attualità e sul passaggio dalla prima alla seconda Repubblica si confronta con le ragioni dell'impegno civile. I personaggi che lo schermo televisivo trasforma in azzimati manichini vengono finalmente colti nella loro verità umana e politica, ora disegnati con l'affetto dell'amico, ora scolpiti con bruciante ironia. Fino a comporre una testimonianza che ci permette di capire molte pieghe nascoste della nostra storia recente, e dunque del nostro prossimo futuro.

Promemoria. Uno straniero in patria tra Campo de' Fiori e palazzo Madama di Corrado Stajano
pag. 304, Lit. 26.000 - Edizioni Garzanti (memorie documenti biografie)

Le prime righe
Apparentemente niente è cambiato. L'orologio sopra la farmacia segna sempre, come fa ormai da anni, le 9,40. O le 21,40. Non si saprà mai se si è fermato una mattina quando la strada si sta popolando o una sera quando non passa quasi nessuno e si sentono soltanto i rumori che arrivano da piazza Navona.
A palazzo Madama montano la guardia i lancieri di Montebello, stringono le picche con la bandierina blu sulla cima, il risvolto verde del mantello che gli casca sulle spalle. Il vigile è lo stesso di sempre, coi baffi, indaffarato a sistemare le auto dei senatori e dei ministri, con gli autisti che si rintanano subito a chiacchierare in piccoli gruppi all'imbocco della Corsia Agonale, sfiorati dalle comitive dei turisti in cammino verso San Luigi dei Francesi o verso il Pantheon. Mentre i clienti entrano ed escono dai negozi di fronte al palazzo, dalla parte della fermata dei taxi, la libreria, lo spaccio degli alimentari, l'antiquarietto, e una mendicante, curva come una conchiglia, cerca di attirare l'attenzione dei passanti allungando un cestello per l'elemosina.
Ogni tanto sul portone del palazzo compare un commesso, un referendario, un senatore, uno che è diventato ministro, un altro che è diventato sottosegretario. Battono allora le picche, gli scarponi dei lancieri fanno rintronare le predelle, le porte si aprono e si chiudono.
Guardo come se fossi di là da un vetro a vegliare l'acquario che ho dinanzi. Straniero. Mi pare impossibile aver passato due anni tra le mura del palazzo Madama, senatore della Repubblica che si proponeva di svolgere un servizio civile in nome della comunità.
Ho visto là dentro l'uso dissennato di poteri maggiori e di poteri minori, meschinità e generosità, egoismi e altruismi, sprechi di energie preziose, impossibilità e piccole possibilità di approvare leggi limpide in nome del popolo. La tela della politica il più delle volte ha modi di tessitura diversi dai codici della vita comune. E questo crea lontananza e distacco.

© 1997, Garzanti Editore s.p.a.

L'autore
Corrado Stajano, giornalista, scrittore, è stato senatore progressista nella XII legislatura. Ha pubblicato da Einaudi Il sovversivo (1975); La pratica della libertà (1976); La forza della democrazia (1977); Africo (1979); L'Italia nichilista (1982-1992); Un eroe borghese (1991); Il disordine (1993). Ha curato per Laterza La cultura italiana del Novecento (1996).



30 aprile 1997