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Corrado Stajano
Promemoria
Uno straniero in patria tra Campo de' Fiori e palazzo Madama
È un viaggio alla scoperta di Roma, di una capitale in cui il presente convive con il passato, gli scaltri cinismi con il moralismo ingenuo, l'uso dissennato dei poteri maggiori e minori con il sentimento della relatività delle cose, l'asservimento delle istituzioni alla tattica politica, con i pochi che cercano di preservare dignità e memoria.
È la Roma dei Berlusconi, dei D'Alema e delle loro truppe, del Senato e del popolo, ma anche quella che vide bruciare come eretico Giordano Bruno e mal sopportò le trasgressioni del Caravaggio, che fu testimone della deportazione dei 112 ragazzi ebrei nel '43, che assistette alle gesta della Banda della Magliana e le dimenticò subito...
È la Città Eterna, in cui gli ingranaggi del potere proseguono all'infinito nel loro moto, e lo scontro frontale si scolora sempre nel compromesso.
Mancava, nella nostra letteratura, un libro che raccontasse agli italiani il Palazzo dall'interno, senza complicità o debolezze nei confronti dei potenti di turno, cercando di mantenere sempre indipendenza di giudizio e prospettiva storica. Opera corale, ricchissima di sfaccettature, Promemoria si nutre di slanci e di indignazione. Il chiuso dei saloni s'alterna al profumo delle piazze, il giudizio sferzante sull'attualità e sul passaggio dalla prima alla seconda Repubblica si confronta con le ragioni dell'impegno civile. I personaggi che lo schermo televisivo trasforma in azzimati manichini vengono finalmente colti nella loro verità umana e politica, ora disegnati con l'affetto dell'amico, ora scolpiti con bruciante ironia. Fino a comporre una testimonianza che ci permette di capire molte pieghe nascoste della nostra storia recente, e dunque del nostro prossimo futuro.
Promemoria. Uno straniero in patria tra Campo de' Fiori e palazzo Madama di Corrado Stajano
pag. 304, Lit. 26.000 - Edizioni Garzanti (memorie documenti biografie)
Le prime righe
Apparentemente niente è cambiato. L'orologio sopra la farmacia segna sempre, come fa ormai da anni, le 9,40. O le 21,40. Non si saprà mai se si è fermato una mattina quando la strada si sta popolando o una sera quando non passa quasi nessuno e si sentono soltanto i rumori che arrivano da piazza Navona.
A palazzo Madama montano la guardia i lancieri di Montebello, stringono le picche con la bandierina blu sulla cima, il risvolto verde del mantello che gli casca sulle spalle. Il vigile è lo stesso di sempre, coi baffi, indaffarato a sistemare le auto dei senatori e dei ministri, con gli autisti che si rintanano subito a chiacchierare in piccoli gruppi all'imbocco della Corsia Agonale, sfiorati dalle comitive dei turisti in cammino verso San Luigi dei Francesi o verso il Pantheon. Mentre i clienti entrano ed escono dai negozi di fronte al palazzo, dalla parte della fermata dei taxi, la libreria, lo spaccio degli alimentari, l'antiquarietto, e una mendicante, curva come una conchiglia, cerca di attirare l'attenzione dei passanti allungando un cestello per l'elemosina.
Ogni tanto sul portone del palazzo compare un commesso, un referendario, un senatore, uno che è diventato ministro, un altro che è diventato sottosegretario. Battono allora le picche, gli scarponi dei lancieri fanno rintronare le predelle, le porte si aprono e si chiudono.
Guardo come se fossi di là da un vetro a vegliare l'acquario che ho dinanzi. Straniero. Mi pare impossibile aver passato due anni tra le mura del palazzo Madama, senatore della Repubblica che si proponeva di svolgere un servizio civile in nome della comunità.
Ho visto là dentro l'uso dissennato di poteri maggiori e di poteri minori, meschinità e generosità, egoismi e altruismi, sprechi di energie preziose, impossibilità e piccole possibilità di approvare leggi limpide in nome del popolo. La tela della politica il più delle volte ha modi di tessitura diversi dai codici della vita comune. E questo crea lontananza e distacco.
© 1997, Garzanti Editore s.p.a.
L'autore
Corrado Stajano, giornalista, scrittore, è stato senatore progressista nella XII legislatura. Ha pubblicato da Einaudi Il sovversivo (1975); La pratica della libertà (1976); La forza della democrazia (1977); Africo (1979); L'Italia nichilista (1982-1992); Un eroe borghese (1991); Il disordine (1993). Ha curato per Laterza La cultura italiana del Novecento (1996).
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