Enrico Palandri
Le colpevoli ambiguità di Herbert Markus

Un complotto che sconvolge la vita pubblica e privata di un intellettuale. La solitudine come condanna, e il tentativo di uscire dal proprio isolamento. Un romanzo che è lo specchio di una generazione e della sua crisi.

Il romanzo si sviluppa su tre tematiche fondamentali.
Prima di tutto la crisi storico-ideologica che si è sviluppata in Europa dopo la caduta del muro di Berlino. La perdita di sicurezze, la scomparsa di una realtà che permettesse di schierarsi da una parte o dall'altra e che comunque proponesse modelli, ha significato per una generazione la sensazione di una sconfitta storica, dell'inutilità, se non della negatività di ideali per i quali aveva combattuto. Quando viene chiesto a Markus, da un giovane giornalista, se è comunista, il professore si schermisce, le sue risposte sono vaghe: no, non lo è , forse lo è stato, se esserlo significava volere maggiore giustizia, maggiore attenzione per i deboli... Difficile sapere oggi come chiamare queste istanze. E se poi si cadesse nell'ideologia? Una parola con una connotazione così negativa negli anni Novanta!
Ma questa crisi che ha coinvolto tutti a livello pubblico, ha anche profondamente toccato la sfera privata dei singoli individui.
E questa è la seconda tematica del libro. Una generazione che ha per anni "collettivizzato" il proprio universo privato, si è trovata all'improvviso sola con la propria soggettività e la propria vita sentimentale, con rapporti di coppia e di amicizia, a volte troppo difficili da gestire in solitudine, senza forse avere le idee chiare su ciò che da questi rapporti si vuole e senza più la mediazione del gruppo, del collettivo. Markus ama Zdena, capirla però è difficile, potrebbe essere una spia. Però, forse, non è questo che rende così maledettamente complicato il rapporto, forse è solo un elemento narrativo...
Palandri mostra, insomma, come per una generazione come quella di Markus non ci siano più modelli di riferimento nella costruzione di una vita sentimentale.
L'appiglio a cui ci si può aggrappare è il recupero della "quotidianità", del "banale". E questo è il terzo tema del romanzo.
Per un intellettuale è spesso difficile ciò che appare "normale". Markus ha un grande bisogno di normalità e di naturalezza: basta forse un gesto, un particolare, una fila saltata, un cielo dai colori insoliti per recuperare il gusto della vita.
Il romanzo si chiude in modo positivo, non tanto perché i fatti lo siano o perché facciano prevedere una soluzione felice, ma perché i pensieri di Markus iniziano a volare "oltre la paura"...

Le colpevoli ambiguità di Herbert Markus di Enrico Palandri
pag. 151, Lit. 24.000 - Edizioni Bompiani

le prime pagine
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una città diversa

Il complotto c'era, ma lui era troppo solo. Aveva trovato un tavolino in fondo al ristorante e non c'erano state proteste, when in Rome do as the Romans do; le persone che aspettavano in piedi nei primi metri dell'ingresso volevano probabilmente mangiare insieme e lì comunque non c'entravano. Sgombrava con il giornale piegato le briciole e gli scrupoli oltre il bordo della tovaglia, giù, in terra, dove non si vedono. Un altro piccolo processo, di nuovo colpevole: certo che gli era passato avanti, si diceva, senza decidere se intonare tra sé con arroganza o per scusarsi. Sentiva in fondo alla testa gli echi di uno scontro che non avveniva: "ehi, piccolo lord! ma che si fa così a casa tua? non hai visto che c'eravamo noi? Ma va' a morì ammazzato!" Come difendersi? o anche solo: come distrarsi da voci inesistenti e tornare alla solita, anonima confusione? Andiamo, su, avanti, col tempo che passa. Cercava di catturare l'attenzione di uno dei camerieri più anziani; un uomo sulla sessantina, basso, tarchiato, i capelli folti e lucidi di brillantina, una goccia di sudore ferma sulla fronte. Alzò il braccio, ma era già scappato via. Aveva fatto però un cenno con il capo e per un poco Herbert si lusingò di essere stato visto.
Aprì il giornale e se lo mise davanti alla faccia per separarsi dagli altri clienti della sala. L'episodio era chiuso, voleva sentirsi assolto dal leggero senso di colpa per avere saltato la fila e sparava a mente alcuni apprezzamenti generici per sancire il proprio distacco, frasi come bella faccia quel cameriere! adesso si mangia come si deve! sempre magnifica Roma! Altro che colpa, doveva piuttosto, se voleva essere serio, pensare alle difficoltà che aveva davvero di fronte. Un editore americano gli aveva commissionato un libro sull'Europa dopo la guerra fredda; doveva essere un fast book, sull'onda della caduta del muro di Berlino, ma era già passato quasi un anno e non era vicino a finire. Il lavoro si rivelava via via più complicato, aveva raccolto documenti, sentenze, libri e giornali in uno schedario per cui doveva ormai trovare un posto più sicuro del suo studio.
Voleva davvero far parte di un mercato veloce, essere quello che gli aveva proposto l'editore, ma nei suoi pensieri, con una regolarità tenace, l'ambizione si sgretolava contro le genuine difficoltà del lavoro, che richiedeva tempo, attenzione, l'onestà che matura distanziandosi dal proprio oggetto, come sempre. La speranza che l'editore americano facesse di lui un autore noto in tutto il mondo, libero dalle sofisticherie ideologiche del vecchio continente saliva allora come una febbre irrazionale, il sintomo di una profonda rigenerazione cui si dichiarava silenziosamente pronto, socchiudendo gli occhi in un augurio. Attorno a quel sogno americano si raccoglievano i vaghi sensi di colpa che costellavano la sua insoddisfazione: il sospetto dell'inadeguatezza commerciale da cui l'aveva protetto la carriera accademica, il timore di non riuscire a riempire lo spazio che gli era stato destinato nella strategia della casa editrice, di non essere quello che si aspettavano da lui, di potere essere annientato da forze imprevedibili, oscure, le leggi del mercato che potevano creare reputazioni sulla fortuna e, con la stessa misteriosa energia, azzerare la genuina competenza.

© 1997, R.C.S. Libri & Grandi Opere S.p.A.

bibliografia
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I titoli sono tratti da
Alice CD,
il catalogo su CD-ROM
dei libri italiani
pubblicato da
Informazioni Editoriali.


Palandri Enrico, Allegro fantastico, 1993, 140 p., Lit. 22000, "Letteraria", Bompiani (ISBN: 88-452-2006-0)

Palandri Enrico, Boccalone : storia vera piena di bugie, 160 p., Lit. 12000, "I grandi tascabili", Bompiani

Palandri Enrico, Le colpevoli ambiguità di Herbert Markus, tr. di Schenoni L., 144 p., Lit. 24000, "Letteraria italiana", Bompiani

Palandri Enrico, La via del ritorno, Lit. 11000, "I grandi tascabili" n. 190, Bompiani (ISBN: 88-452-1773-6)



30 aprile 1997