James Ellroy
I miei luoghi oscuri

Il libro è il culmine di una produzione i cui precedenti capitoli assumono il senso di "prove generali". Questa per Ellroy è la prova suprema, la sua vera storia e la storia della donna dalle chiome fulve, la Rossa, da cui non ha mai smesso di essere affascinato.

La pagina iniziale e la pagina finale del libro racchiudono l'intero significato, il perché Ellroy è diventato scrittore, e in particolare il perché de "I miei luoghi oscuri".
Costruire storie, eventi, persone nella mente, narrare dentro di sé, fino a produrre "il romanzo", prima solo nell'immaginazione, poi materialmente scrivendolo: questo è il filo che permette anche nei momenti più "oscuri" un aggancio alla vita, una forma di equilibrio intellettuale la cui perdita, anche solo momentanea, crea tanto panico da riportare Ellroy con sempre più energia a lasciare il degrado fisico e morale in cui si era gettato.
E poi "la Rossa". Una donna, "la donna", per lui ragazzino, per lui, giovane e poi, finalmente, per lui adulto, "la madre". L'odio e il disprezzo a lungo provato, scelto, fomentato dal padre, nei suoi confronti e l'attrazione violenta, aggressiva, sconvolgente per lei che era sesso e negazione, passione e rifiuto fino a recuperare attraverso l'attraversamento di tutti i luoghi oscuri della propria coscienza la sua figura vera, di lei donna che soffre, che cerca di vivere come può, come le è permesso, nella ottusa e violenta realtà americana.
La strada per questo itinerario psicologico viene spesso a sovrapporsi all'indagine poliziesca, anzi è proprio questa che Ellroy, dopo anni dall'omicidio, riapre, in modo minuzioso, quasi ossessivo, tenendo sempre, e per la prima volta dopo tutti quegli anni, davanti agli occhi le fotografie del cadavere della Rossa, per vederla così, nella più orribile e misera delle immagini, dopo le innumerevoli rappresentazioni mentali che di lei si era costruito.
Un cammino che porta a un ritrovamento, come nel più classico dei romanzi, interiore, se non fisico, dell'oggetto d'amore. Ma la strada per raggiungere l'oggetto d'amore è stato un viaggio nell'Inferno, l'inferno di un'America che abbandona chi non è in grado di mettersi in competizione, che propone modelli di vincenti e una realtà di sconfitti, che Ellroy guarda perennemente "dal margine", dal "sottosuolo".

Titolo originale dell'opera: My dark places
Traduzione di Claudio Sergio Perroni
pag. 429, Lit. 29.000 - Edizioni Bompiani

le prime pagine
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Ti sei fatta fregare da uno scadente sabato notte. Inerme, hai fatto una fine stupida e brutale.
La via di scampo che avevi imboccato ti offrì solo un breve rinvio. Mi avevi portato con te come portafortuna. Fallii come talismano - dunque oggi testimonio per te.
La tua morte caratterizza la mia vita. Voglio trovare l'amore di cui fummo privi ed esercitarlo in tuo nome.
Voglio divulgare i tuoi segreti. Voglio azzerare la distanza tra me e te.
Voglio darti vita.


La Rossa

1.
La trovarono dei ragazzini.
Militavano nella Babe Ruth League e stavano andando al campo per fare quattro tiri. Dietro di loro camminavano tre allenatori, adulti.
Gli adulti notarono alcune perle sparse sull'asfalto. I ragazzini videro una sagoma nella striscia di vegetazione poco oltre il cordolo. Un piccolo fremito telepatico serpeggiò nel gruppo.
Clyde Warner e Dick Ginnold richiamarono indietro i ragazzini - per impedir loro di vedere da vicino. Kendall Nungesser adocchiò una cabina telefonica sull'altro lato della Tyler, accanto al chiosco dei gelati, e vi si diresse di corsa.
Chiamò l'ufficio dello sceriffo a Temple City e al sergente di turno disse di avere scoperto un cadavere. Si trovava proprio lì vicino, sulla strada accanto al campo da gioco della Arroyo High School. Il sergente gli disse di restare lì e non toccare niente.
Partì la chiamata radio: 10:10 a.m., domenica 22 giugno '58. Cadavere all'incrocio tra King's Row e Tyler Avenue, El Monte.
Una pattuglia dello sceriffo arrivò in meno di cinque minuti. Un'unità del dipartimento di polizia di El Monte giunse qualche secondo più tardi.
Il delegato Vic Cavallero si diresse verso gli allenatori e i ragazzini. L'agente Dave Wire andò a esaminare il cadavere.
Donna bianca. Pelle chiarissima e capelli rossi. Età approssimativa quarant'anni. Riversa sulla schiena - in una striscia di vegetazione a pochi centimetri dal cordolo di King's Row.
Braccio destro piegato all'insù. Mano destra pochi centimetri oltre la testa. Braccio sinistro piegato al gomito, poggiato sul busto. Mano sinistra stretta a pugno. Gambe divaricate.
Abito scollato, senza maniche, blu scuro e blu chiaro. Soprabito blu scuro con fodera blu chiaro, adagiato sulla parte bassa del corpo.
Le caviglie e i piedi sporgevano dal soprabito. Il piede destro era scalzo. Una calza di nylon era raccolta intorno alla caviglia sinistra.

L'abito era sgualcito. Le braccia erano ricoperte di morsi d'insetto. Il viso era pieno di ematomi, e la lingua sporgeva dalle labbra. Il reggipetto era slacciato e rialzato sopra le mammelle.
Una calza di nylon e un laccio di cotone erano avvolti intorno al collo; entrambi affondati nella pelle.
Dave Wire chiamò via radio il capoturno al distretto di polizia di El Monte. Vic Cavallero chiamò l'ufficio dello sceriffo a Temple. Partì la procedura per rinvenimento di cadavere:
Avvisare il coroner della contea di Los Angeles. Avvisare la sezione di polizia scientifica dell'ufficio dello sceriffo. Chiamare la sezione omicidi dell'ufficio dello sceriffo e far inviare una squadra sul posto.

Cavallero rimase accanto al cadavere. Dave Wire si recò al chiosco e si fece prestare un gomitolo di spago. Cavallero gli diede una mano a perimetrare la scena del delitto.
Discussero circa la posizione del corpo. Sembrava accidentale e accurata.
Si erano radunati alcuni passanti. Cavallero li sospinse sul marciapiedi di Tyler Avenue. Wire notò sull'asfalto alcune perle, e le cerchiò col gesso, ciascuna e tutte.
Due autopattuglie vennero a fermarsi a pochi centimetri dal cordone perimetrale. Agenti in uniforme e in borghese smontarono dalle macchine e passarono sotto il cordone.
Dal dipartimento di polizia di El Monte: ispettore capo Orval Davis, capitano Jim Bruton, sergente Virg Ervin. Dall'ufficio dello sceriffo a Temple: capitano Dick Brooks, tenente Don Mead, sergente Don Clapp. Alcuni delegati di Temple si dedicarono a ricacciare indietro i curiosi - civili ma anche piedipiatti, chi in servizio chi fuori servizio.
Dave Wire misurò l'esatta ubicazione del cadavere: diciannove metri e venti centimetri a ovest del primo cancello del campo da gioco della scuola/sessanta centimetri a sud del bordo del marciapiedi di King's Row. Arrivò il fotografo, ed eseguì scatti prospettici sia sullo sfondo di King's Row sia su quello del campo da gioco della Arroyo High School.

Era mezzogiorno - trentadue gradi centigradi.
Il fotografo scattò foto del cadavere dall'alto e dai lati. Vic Cavallero gli garantì che i tizi che avevano trovato il corpo non l'avevano toccato. Sopraggiunsero i sergenti Ward Hallinen e Jack Lawton e si presentarono subito dall'ispettore capo Davis.
Davis affidò loro il caso - come da disposizioni che demandano alla sezione omicidi dello sceriffo della contea di Los Angeles gli omicidi occorsi a El Monte.
Hallinen si avvicinò al cadavere. Lawton estrasse un taccuino e vi tracciò un diagramma della zona.
Tyler Avenue scorre in direzione nord-sud. King's Row la interseca all'altezza del confine meridionale del terreno della scuola. King's Row prosegue a est per circa centosessanta metri, e termina incrociando Cedar Avenue - confine orientale della proprietà della scuola; in sostanza poco più di un sentiero asfaltato.
Un cancello chiudeva lo sbocco su Cedar Avenue. Un cancello interno bloccava l'accesso agli edifici minori prospicienti i blocchi principali della Arroyo High School. L'unico modo per entrare in King's Row era imboccarla da Tyler Avenue.
King's Row era larga quattro metri e mezzo; un campo da gioco ne costeggiava il bordo settentrionale; una recinzione in rete metallica coperta d'erbacce e una striscia di vegetazione larga novanta centimetri ne costeggiavano il bordo meridionale. Il corpo giaceva sessantotto metri a est dell'incrocio tra la Tyler e King's Row.
Il piede della vittima era a cinque centimetri dal cordolo. Il peso aveva schiacciato la vegetazione tutt'attorno.
Lawton e Hallinen osservarono il cadavere. Era cominciato il rigor mortis - il pugno della vittima era diventato rigido.
Hallinen notò un anello con perla infilato al medio. Lawton disse che avrebbe giovato all'identificazione.
Il volto della vittima si era fatto purpureo - l'aspetto tipico del morto ammazzato da notte fonda.
Vic Cavallero disse a ragazzini e allenatori di tornarsene a casa. Dave Wire e Virg Ervin si mischiarono ai civili. Si presentò il sergente Harry Andre - della sezione omicidi dello sceriffo, fuori servizio e ansioso di dare una mano.
Sopraggiunse la stampa. Alcuni delegati di Temple più metà dei ventisei uomini del dipartimento di polizia di El Monte ciondolavano lì attorno per dare un'occhiata - l'omicidio di una donna bianca costituiva un notevole richiamo.
Arrivò il sostituto del coroner. Il fotografo gli disse che poteva esaminare la vittima.
Hallinen e Lawton si fecero avanti per guardare. Il sostituto del coroner sollevò il soprabito dalla parte bassa del corpo della vittima.

La donna non indossava slip né mutande. Il vestito era sollevato sui fianchi. Niente indumenti intimi né scarpe. Solo quella calza sulla caviglia sinistra. Lividi e piccole abrasioni all'interno delle cosce. Una traccia d'asfalto sul fianco sinistro.
Il sostituto del coroner ribaltò il corpo. Il fotografo fece alcuni scatti. La schiena era bagnata di rugiada e mostrava segni di lividezza cadaverica.
Il sostituto del coroner disse che la morte risaliva a minimo otto massimo dodici ore. Il corpo si trovava in quella posizione da prima dell'alba - le tracce di rugiada sulla schiena ne erano la riprova.
Il fotografo fece altri scatti. Il sostituto del coroner e il suo assistente sollevarono il corpo. Era molle - ancora lontano dal pieno rigor mortis. Trasportarono il cadavere sino al furgone e lì lo adagiarono su una barella.
Hallinen e Lawton perlustrarono la striscia di vegetazione e il marciapiedi.
Sulla strada trovarono un moncone di antenna da macchina. In mezzo alla striscia di vegetazione vicino al cadavere trovarono una collana di perle. Raccolsero le altre perle, quelle sparse e individuate coi cerchi di gesso, e le infilarono nella collana. La collana fu completa.
Il fermaglio era intatto. La collana era rotta al centro. La infilarono in un sacchetto di reperti.
Non trovarono biancheria intima della vittima né scarpe né borsa. Niente tracce di copertoni sull'asfalto accanto al marciapiedi, né altrove sulla King's Row. La vegetazione intorno al cadavere non sembrava calpestata.
Erano le tredici e venti. La temperatura era salita ancora.
Il sostituto del coroner tagliò campioni di capelli e pelo pubico della vittima. Tagliò le unghie delle mani della vittima e raccolse i frammenti in una bustina.
Denudò il cadavere e lo dispose supino nella barella.
Sul palmo della mano destra della vittima c'era una piccola quantità di sangue rappreso. Quasi al centro della fronte della vittima c'era una piccola lacerazione.
Il capezzolo destro della vittima mancava. L'areola circostante era screpolata con bianco tessuto cicatriziale. Aveva l'aspetto di una vecchia amputazione chirurgica.
Hallinen sfilò l'anello della vittima. Il sostituto del coroner misurò l'altezza del corpo in un metro e sessantasette centimetri e stimò il peso in una sessantina di chili. Lawton andò a trasmettere i dati alla centrale radio del dipartimento di polizia e al reparto scomparsi dell'ufficio dello sceriffo.
Il sostituto del coroner prese un bisturi e praticò nell'addome della vittima un'incisione profonda quindici centimetri. Separò con le dita i lembi dell'incisione e infilò un termometro nel fegato. Trentadue gradi centigradi.
Datò tra le tre e le cinque del mattino l'ora della morte.
Hallinen esaminò la fune e la calza attorno al collo della vittima. Vi erano stati legati separatamente. La fune sembrava una di quelle per stenderci la biancheria o per alzare e abbassare le veneziane. Entrambi i lacci erano annodati strettamente.
Il nodo della fune era situato sulla parte posteriore del collo. L'assassino l'aveva stretto con tale violenza che un tratto si era spezzato - come dimostrava la sfilacciatura e la diversa lunghezza dei due capi.
La calza era identica a quella arrotolata intorno alla caviglia sinistra.
Il sostituto del coroner chiuse il furgone e si avviò all'obitorio della contea di Los Angeles. Jack Lawton trasmise un avviso sulla frequenza della polizia:
A tutte le unità presenti nella San Gabriel Valley - attenzione a maschi sospetti che presentino recenti ferite o escoriazioni.
Ward Hallinen radunò i reporter delle radio e dettò un messaggio da mandare in onda immediatamente:
Rinvenuto cadavere di donna bianca. Quarant'anni/capelli rossi/occhi nocciola/1,67 x 60. Trasmettere eventuali informazioni al dipartimento di polizia di El Monte e all'ufficio dello sceriffo a Temple City.
© 1997, R.C.S. Libri & Grandi Opere S.p.A.

biografia dell'autore
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James Ellroy è nato a Los Angeles nel 1948. Da "I miei luoghi oscuri", sua autobiografia, sappiamo che la madre è stata assassinata nel 1958 e che dopo alcuni anni di sua convivenza con il padre, iniziò un travagliato periodo dominato dalla droga, che ne minò anche le condizioni fisiche, e da piccoli furti. Iniziò poi la sua attività di scrittore e i suoi libri divennero molto rapidamente dei best-seller internazionali. Le sue opere, non tutte tradotte in Italia, sono: Brown's Requiem, Clandestine, Blood On The Moon, Because The Night, Suicide Hill, Silent Terror, The Black Dahlia, The Big Nowhere, L.A. Confidential, White Jazz, American Tabloid

bibliografia
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I titoli sono tratti da
Alice CD,
il catalogo su CD-ROM
dei libri italiani
pubblicato da
Informazioni Editoriali.


Ellroy James, American tabloid, 1995, Lit. 32000, "Super blues thriller", Mondadori (ISBN: 88-04-40813-8)

Ellroy James, L'angelo del silenzio, 1996, Lit. 22000, "Blues thriller" n. 23, Mondadori (ISBN: 88-04-42441-9)

Ellroy James, Clandestino, tr. di Perria L., 285 p., Lit. 29000, "Super blues thriller", Mondadori (ISBN: 88-04-37564-7)

Ellroy James, La collina dei suicidi, Lit. 25000, "Interno giallo. Iperfiction", Mondadori (ISBN: 88-356-0154-1)

Ellroy James, La collina dei suicidi, tr. di Pensante M., 284 p., Lit. 14000, "Oscar bestsellers" n. 400, Mondadori (ISBN: 88-04-38287-2)

Ellroy James, Dalia nera, tr. di Lorenzin L., 1991, 376 p., Lit. 14000, "Oscar bestsellers" n. 213, Mondadori (ISBN: 88-04-35030-X)

Ellroy James, Un delitto a Los Angeles, 336 p., Lit. 28000, "Letteraria", Bompiani (data di pubblicazione prevista: Gennaio 1997)

Ellroy James, Il grande nulla, tr. di Oliva C., 1990, 382 p., Lit. 20000, "Mystbooks", Mondadori (ISBN: 88-04-33359-6)

Ellroy James, Il grande nulla, tr. di Oliva C., 1992, 378 p., Lit. 14000, "Oscar bestsellers" n. 254, Mondadori (ISBN: 88-04-35916-1)

Ellroy James, Los Angeles, strettamente riservato, tr. di Oliva C., 1993, 378 p., Lit. 14000, "Oscar bestsellers" n. 304, Mondadori (ISBN: 88-04-36812-8)

Ellroy James, Los Angeles, strettamente riservato, tr. di Oliva C., 1991, 372 p., Lit. 27000, "Mystbooks", Mondadori (ISBN: 88-04-35090-3)

Ellroy James, Notturni hollywoodiani. Un romanzo breve e cinque racconti, tr. di Perria L., 1994, 216 p., Lit. 30000, "Super blues thriller", Mondadori (ISBN: 88-04-38929-X)

Ellroy James, Perché la notte, tr. di Pensante M., 1991, 272 p., Lit. 23000, "Interno giallo. Iperfiction", Mondadori (ISBN: 88-356-0045-6)

Ellroy James, Perché la notte, tr. di Pensante M., 1993, 280 p., Lit. 14000, "Oscar bestsellers" n. 344, Mondadori (ISBN: 88-04-37688-0)

Ellroy James, Prega detective, tr. di Bortolussi S., 1994, 266 p., Lit. 23000, "Blues thriller", Mondadori (ISBN: 88-04-39804-3)

Ellroy James, Le strade dell'innocenza, tr. di Pensante M., 1993, 266 p., Lit. 14000, "Oscar bestsellers" n. 332, Mondadori (ISBN: 88-04-37384-9)

Ellroy James, La trilogia di Lloyd Hopkins, tr. di Pensante M., 1994, Lit. 24000, "Classics", Mondadori (ISBN: 88-04-38935-4)

Ellroy James, White jazz, tr. di Oliva C., 1992, 382 p., Lit. 30000, "Mystbooks", Mondadori (ISBN: 88-04-36522-6)

Ellroy James, White jazz, 1995, 392 p., Lit. 14000, "Oscar bestsellers" n. 520, Mondadori (ISBN: 88-04-39997-X)



21 febbraio 1997