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Appunti scuola

CINEMA - Muto: che passione!


Ogni arte, ogni evento culturale e sociale ha una sua nascita e una sua evoluzione: ma sono le origini che hanno sempre un fascino particolare e che ogni civiltà studia e i cui “reperti” tiene accuratamente raccolti in musei. La grande maggioranza delle opere del primo decennio della storia del cinema sono invece andate perse o sono incomplete.

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Una particolare forma di tutela del diritto d’autore dal 1894 al 1912 ha fortunatamente spinto gli Stati Uniti a stampare, fotogramma per fotogramma su di un lungo rotolo di carta, i film e grazie a ciò almeno una piccola parte di film venne conservata. La scoperta di questo “patrimonio” venne fatta negli anni Quaranta dalla Library of Congress di Washington e i film furono riprodotti su pellicola. Maggiore attenzione alle proprie radici cinematografica ebbe la Francia: sono stati infatti conservati alcuni negativi dei fratelli Lumière.

Francesca Bertini
L’interesse per il cinema muto venne fortemente rinvigorito da un importante convegno tenutosi a Brighton nel 1978 che vide la presenza dei maggiori storici del cinema e la proiezione di circa 600 film delle origini.
Da tenere in considerazione un fatto geografico-culturale:  Paesi piccoli, come la Danimarca, ebbero un ruolo molto importante nell’ambito del cinema internazionale nell’ultimo decennio dell’Ottocento e nei primi decenni del Novecento. La Francia era comunque la nazione dominante in quel periodo e i suoi erano i film più visti al mondo anche se dovette ben presto affrontare la concorrenza del mercato americano.


L’industria cinematografica italiana, anche se giunta un po’ tardi sulla scena, si sviluppò rapidamente e nel 1910 era seconda solo alla Francia.
Per quanto riguarda gli Stati Uniti la situazione inizialmente un po’ confusa venne stabilizzata negli anni che vanno dal 1905 al 1912. Iniziò anche a farsi strada quello che oggi chiamiamo lo “star system” se già nel 1910 alcuni attori del cinema vennero utilizzati per vere e proprie campagne pubblicitarie (è di quegli stessi anni anche la nascita di Hollywood come tempio del cinema).

Fino alla prima guerra mondiale i film circolavano liberamente al di fuori dei loro Paesi d’origine e fino ad allora anche gli stili cinematografici erano molto simili tra loro.
Dal 1913 vennero realizzati in tutta Europa un gran numero di lungometraggi e il serial emerse come forma  narrativa dominante.
Illuminazione, stili recitativi, ambientazioni, varie tecniche di regia e montaggio: ecco nascere una vera e propria industria e tutta la creatività è volta a rendere più chiara l’azione e la storia.
La guerra ebbe grandi effetti sul cinema di tutto il mondo, alcuni di quali sono ancora oggi avvertibili, perché il conflitto bloccò in parte l’industria cinematografica francese e italiana,  consentendo invece a quella americana un grande sviluppo.
Obiettivo comune del cinema europeo fu quello di competere con Hollywood, per imitazione o per contrapposizione.

Gli anni che vanno dal 1919 al 1933 presentano una grande varietà di approcci stilistici: prendiamo ad esempio tre importantissimi movimenti artistici e culturali, l’impressionismo francese (1918-1929), quello tedesco (1920-1927) e la scuola sovietica del montaggio (1925-1933), oltre a forme di cinema indipendente e sperimentale strettamente connesse con le avanguardie artistiche come il surrealismo, il dadaismo e il film astratto.

Nacquero proprio in quel periodo anche le prime riviste specializzate, prima in Francia e poi in altri Paesi, e lo stesso avvenne con i cineclub. Intrattenimento e cultura: ecco le due funzioni del cinema che si affermano in modo sempre più autorevole all’interno dei vari Paesi con film comici, storie sentimentali e con il cosiddetto “cinema d’arte”.

Omaggi italiani al cinema muto

Rodolfo Valentino
L’attenzione per questo primo periodo della cinematografia è sempre maggiore in Italia e a ciò ha contribuito la serietà e l’importanza internazionale di una manifestazione dedicata proprio a quel periodo, Le giornate del cinema muto di Pordenone la cui 28esima edizione si è svolta nello scorso mese di ottobre. Quest’edizione è stata caratterizzata dalla proiezione di una serie di film nordici degli anni ’20 e di gran parte dei  film muti di Alfred Hitchcock (omaggio al centenario della sua nascita). Questo Festival offre annualmente l’opportunità a molte cineteche nazionali di mostrare copie di film ritrovati e restaurati che potranno essere poi proiettati nei musei e negli archivi cinematografici di tutto il mondo.

 

Il mese scorso, il Museo Nazionale del Cinema di Torino, in collaborazione con Change Performing Arts ha presentato la copia restaurata del classico muto di Alfred Hitchcock, The Lodger, che aprì le porte di Hollywood al regista.

La Cineteca di Bologna ha deciso di celebrare con un evento senza precedenti la figura di uno dei massimi artisti del XX secolo, Charles Chaplin, attraverso una mostra internazionale e una serie di film-concerto nel quadro della prima retrospettiva integrale dedicata al cineasta. L’evento Chapliniana è in naturale rapporto di continuità con l’attività di restauro e diffusione dell’opera di Chaplin intrapresa dalla Cineteca nel 1999, in accordo con la famiglia del cineasta, divenuto poi Progetto Chaplin - e grazie al quale la Cineteca (e la città di Bologna) è diventata luogo internazionale d’elezione della famiglia Chaplin per conservare, restaurare, mostrare e riscoprire la produzione artistica del grande cineasta.


19 marzo 2007 Di Grazia Casagrande

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