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Appunti scuola

CINEMA - I film più importanti dell'era del muto


Proponiamo ai nostri lettori un elenco di film, con rispettivi approfondimenti in rete, che a nostro parere hanno fatto la storia del cinema, a partire dalla sua nascita nel 1895 al 1929 quando ormai il "sonoro" era ovunque diffuso.

Il cinema muto: l'intervista a Paolo Mereghetti
Il cinema muto: un'introduzione
"Il Terzo Genio. Harold Lloyd" di Alberto Barbera
La musica del cinema muto
I musicisti del cinema muto
Intervista a Remo Anzovino
Intervista agli Yo Yo Mundi. Musica e cinema muto si incontrano


Sortie des usines Lumière - Uscita dalle fabbriche di Louis Lumière - Francia  1895
C'è la possibilità di vedere la  scena. Quello dell'Institut Lumière è il sito più autorevole sul cinema delle origini (in francese).

Arroseur et arrosé di Louis Lumière - Francia 1895
Può essere visto in rete sul sito dell'Institut Lumière


Joan of Arc di Alfred Clark - Stati Uniti 1895
Tutte le più importanti informazioni su questo primo film del cinema americano (in inglese)

Voyage dans la lune di Georges Méliès - Francia1902
Il sito è dedicato a Méliès e propone, oltre alla biografia, anche importanti informazioni su tutta la sua cinematografia

The Great Train Robbery (La grande rapina al treno) di Edwin S. Porter - Stati Uniti 1903
Il sito del Comune di Reggio propone non solo informazioni di tipo tecnico, ma anche pagine critiche di grande interesse.

Frankenstein di Searle Dawley - Stati Uniti 1910
Pagina molto ricca di informazioni e di rimandi ad altri siti

La caduta di Troia di Giovanni Pastrone - Italia 1911
Questo è il primo film in cui si sperimentarono movimenti di macchina

Vanity Fair - La fiera delle vanità di Charles Kent - Stati Uniti 1911
Scheda essenziale su questo film delle origini di ben 45 minuti

Quo vadis di Enrico Guazzoni - Italia 1912
Pagina di approfondimento sul film e sul regista. Si tratta di una delle prime esperienze di scene di massa.

Cabiria di Giovanni Pastrone - Italia 1913
Sceneggiatura attribuita a Gabriele D'annunzio che in realtà scrisse solo le didascalie. È il più grandioso film storico del cinema muto italiano ed ebbe molta influenza anche su Hollywood  

Fantômas di Louis Feuillade - Francia 1913
Tratto dal libro Fantômas di Pierre Souvestre e Marcel Allain. Film e romanzo si integrano perfettamente: Fantômas, il genio del crimine, è combattuto dall'ispettore Juve e dal giornalista Fandor.

Lo studente di Praga di Stellan Rye - Germania 1913
Basato su un soggetto originale, è l'esordio cinematografico di Paul Wegener, uno dei maggiori protagonisti del cinema tedesco.  Il film racconta la storia di uno studente che ha venduto al diavolo la propria immagine riflessa nello specchio per avere in cambio la ricchezza e che sarà, fino al duello conclusivo, perseguitato dal suo doppio.

Charlot e Fatty al Caffè di Charles Chaplin - Stati Uniti 1914
Il film è conosciuto anche come I girovaghi e come Il giocatore. Due ubriaconi vivono nello stesso hotel, una sera, completamente ubriachi, finiscono in fondo a un laghetto. Ma questo forse è l'unico modo per liberarsi delle rispettive, insopportabili mogli.

Nascita di una nazione di David W. Griffith - Stati Uniti 1915
Il primo capolavoro fra i lungometraggi americani nel periodo muto è anche il film più controverso nella storia del cinema e il più fortunato sul piano commerciale. Per decenni i critici di tutto il mondo lo hanno acclamato fra le dieci migliori pellicole mai realizzate.

Cenere di Febo Mari - Italia 1916
Con Eleonora Duse. Significativa convergenza tra cinema e teatro, tratto da un racconto di Grazia Deledda che, visto il film, si complimentò con la Duse per la sua straordinaria interpretazione.

Malombra di Carmine Gallone - Italia 1917
Con Lyda Borelli e Amleto Novelli, tratto dal romanzo di Antonio Fogazzaro

Straight Shooting di John Ford - Stati Uniti 1917
Si tratta del primo lungometraggio del grande regista, un western interpretato da Harry Carey

La decima sinfonia di Abel Gance - Francia 1918
Una ragazza, ricca e orfana, plagiata da un avventuriero finisce con l'ucciderne la sorella. Un anno dopo si sposa, ma il bieco figuro non la lascerà tranquilla e il marito, un compositore, esprimerà nella musica, conosciuta la precedente relazione della moglie, la sua angoscia.

Die Puppe / La bambola di Ernst Lubitsch - Germania 1919
Vero gioiello dell'espressionismo tedesco, altamente sperimentale, si apre con lo stesso regista che estrae da scatoloni dei pupazzi. Il tono è quello della commedia, ma sono presenti tutti i temi cari all'espressionismo (il Golem, il doppio, la follia). 

Il gabinetto del dottor Caligari di Robert Wiene - Germania 1920
Nella cittadina tedesca di Holstenwall intorno al 1830 il dottor Caligari esibisce in un baraccone da fiera il sonnambulo Cesare, inconsapevole esecutore dei suoi delitti...

Il Golem di Paul Wegener - Germania 1920
È l'antichissima leggenda ebraica sul mito dell'uomo artificiale creato da un altro uomo.

Dottor Jackyll e Mr Hide di John S. Robertson - Stati Uniti 1920
Dal romanzo di Robert Louis Stevenson. la vicenda è troppo nota per riassumerla. La copia italiana del film è andata perduta.

L'Atlantide di Jacques Feyder - Francia 1921
Il  romanzo di Pierre Benoit, uscito nel 1919, affascina il regista che vede nei miti cantati nell'opera il soggetto ideale per un film. Alcune scene sono ormai note al grande pubblico perché sono la sigla di Fuori Orario.

Il monello di Charles Chaplin - Stati Uniti 1921
Primo lungometraggio di Chaplin, largamente autobiografico per quel che riguarda la sua infanzia povera nei quartieri popolari di Londra.

Il dottor Mabuse di Fritz Lang - Germania 1922
Il racconto sviluppa dal feuilleton poliziesco di Norbert Jacques il ritratto di uno dei più spregiudicati criminali mai apparsi sullo schermo nella cornice di un futuribile mondo alla deriva.

Nosferatu il vampiro di F. W. Murnau - Germania 1922
Liberamente ispirato al noto romanzo di Bram Stoker, il film di Murnau si colloca nell’ambito dell’espressionismo tedesco.

Robin Hood di Allan Dwan - Stati Uniti 1922
Con Douglas Fairbanks. Le famose gesta di Robin Hood secondo Fairbanks e il suo grande istrionismo comico con una forte dose di autoironia.

I Dieci Comandamenti di Cecil B. DeMille - Stati Uniti 1923
Nel 1922, in un’inchiesta condotta da un quotidiano, il regista aveva chiesto al pubblico quale dovesse essere l’argomento del suo nuovo lavoro: furono così scelti i Dieci Comandamenti. De Mille progettò allora un film che avrebbe, così sperava, eclissato tutti gli altri.

Messalina di Enrico Guazzoni - Italia 1923
Il film, uno dei primi kolossal, contiene una corsa di bighe che non sfigura di fronte a quella di Ben Hur  

Preferisco l'ascensore di Fred C. Newmeyer
Con Harold Lloyd. Un ragazzo di campagna va in città per fare fortuna. Mentre sta lavorando come commesso in un grande magazzino, sente il manager offrire 1.000 dollari a chi riuscirà a scalare la facciata del palazzo sede del grande magazzino come forma di pubblicità.

Entr'acte di René Clair - Francia 1924
Nato su una traccia di F. Picabia come "intermezzo" di Relache (Riposo), spettacolo che la Compagnia dei Balletti Svedesi di Rolf de Maré mise in scena al Théatre des Champs Elysées il 22 novembre 1924, è un film sperimentale, uno dei primi esempi di cinema non narrativo, un divertissement dadaista, una serie di immagini in libertà.

L'ultima risata di F. W. Murnau - Germania 1924 
Una pessimistica elegia sul destino umano. Murnau si abbandona al sarcasmo, dopo essersi inchinato reverente al ritmo intenso e viscerale delle immagini, alla potenza del cinema. Non nutre speranze, né nella storia né nella trascendenza. Conosce solo la realtà, e il potere, dell'immaginazione.

Cineocchio - Kinoglaz di Dziga Vertov - Urss 1924
Il Kinoglaz come possibilità di rendere visibile l'invisibile, di rendere chiaro ciò che è oscuro, palese ciò che è nascosto, di smascherare ciò che è celato, di trasformare la finzione in realtà, di fare della menzogna verità. Il Kinoglaz come fusione della scienza e della cinecronaca allo scopo di lottare per la decifrazione comunista del mondo, come tentativo di mostrare sullo schermo la verità: la cineverità.

La corazzata Potemkin di Sergej Ejzenstein - Urss 1925
Breve poema epico che è anche uno straordinario esempio di cinema di propaganda rappresenta, nel tormentato itinerario di Ejzenstejn, il momento di equilibrio e armonia tra ideologia e formalismo, ricerche d'avanguardia e tradizione, teoria e pratica.

La febbre dell'oro di Chalres Chaplin - Stati Uniti 1925
Uno dei più omogenei tra i film lunghi di Chaplin: il tragico s'incorpora nel comico, le scene più buffe sono anche quelle dove la drammaticità si fa più intensa, sullo sfondo di un'Alaska inventata, ma più vera del vero. E il solo suo film in cui la natura e il caso hanno un peso maggiore che la società e gli uomini.

Ben- hur di Fred Niblo - Stati Uniti 1925
Influenzato dai colossi storici del cinema italiano degli anni '10 di cui riprende l'enfasi e le esagerazioni, mescolandole con un misticismo sentimentale di marca anglosassone, è un melodramma storico.
 

Gli ultimi giorni di Pompei di Carmine Gallone - Italia 1926
Segnò il punto di arrivo e di morte del peplum muto italiano. I giudizi critici (retrospettivi) sono disparati: si va dalla severità di Gian Piero Brunetta (“... è già, suo malgrado, un film comico fin dalla nascita”) agli elogi di Jacques Lourcelles (“uno dei migliori peplum italiani”).

Come vinsi la guerra di Buster Keaton - Stati Uniti 1926
"Ottavo lungometraggio di B. Keaton, l'ultimo che firmò come regista, probabilmente il più visto, uno dei suoi più compatti per l'armonia della costruzione e del ritmo, lo splendore degli spazi aperti, la ricchezza delle invenzioni, la cura maniacale della ricostruzione ambientale."

Metropolis di Fritz Lang - Germania 1926
 "Metropolis" è una città del 2000, orgogliosa dei suoi grattacieli e delle sue sopraelevate, abitata da gente ricchissima e in buona parte sfaccendata. Ma sotto le sue fondamenta vi è un'altra città, quella operaia, dove turbe di uomini-schiavi attendono a macchinari giganteschi ed a colossali centrali.

La madre di Vsevolod Pudovkin - Urss 1926
Considerato un classico del cinema muto sovietico e classificato nel 1958 in un referendum internazionale tra critici a Bruxelles tra i 12 migliori film della storia del cinema. "Fu uno dei grandi successi del cinema sovietico, in patria e soprattutto all'estero, dove fu accolto con entusiasmo e stupore: restava nel solco della grande civiltà russa e la riproponeva intatta, con uno spirito nuovo".

Berlino. Sinfonia della grande città di Walter Ruttmann - Germania 1927
Il film presenta la città di Berlino dalla calma dell'alba all'attività e al divertimento febbrile della sera ed enfatizza il ruolo dei nuovi mezzi di trasporto che collegano Berlino al resto d'Europa e che la percorrono: "auto, aerei, treni, tram vengono ripresi compiacendosi della loro bellezza meccanica, seguendo l'entusiasmo positivista e probabili influenze futuriste".

La caduta di Casa Usher di Jean Epstein - Francia 1928
"Cinema onirico e surrealista, in cui l’immagine, liberata finalmente dall’incombenza di dover raccontare e quindi di doversi fare allegoria iconica di un testo preordinato, forse per la prima volta "significa" per se stessa, si rivela come portatrice di senso in quanto immagine, e non più in quanto riproposizione e delucidazione (inevitabilmente di secondo grado) della pagina scritta."

L'Âge d'or di Luis Buñuel - Francia 1929
2° film surrealista di Bunuel, ideato con Salvador Dali come Un chien andalou (1929), non ha una continuità narrativa anche se vi si possono individuare un prologo, un epilogo e un filo conduttore, l'amore folle che butta l'uno nelle braccia dell'altra un uomo (G. Modot) e una donna (L. Lys) che non potranno unirsi mai. Disponibile scena per scena alle più varie interpretazioni e in linea con l'ideologia surrealista, è un pamphlet visionario contro i pilastri della borghesia capitalista (la Chiesa, lo Stato, l'esercito) e sostiene che soltanto la forza sovversiva del desiderio e dell'amore è accettabile.

L'uomo con la macchina da presa di Dziga Vertov - Urss 1929
È come se avesse due, persino tre, identità ad un tempo: il film che stiamo guardando, il film che vediamo realizzare e il film che ci viene mostrato mentre viene mostrato da qualche altra parte. Non ci sono confini netti tra i tre o, per essere più precisi, i confini sono netti; è Vertov che continua a prenderci in giro spostandoli continuamente.


19 marzo 2007 Di Grazia Casagrande

Commenti (1)

  • Ire54 23 nov 2015 14:53

    Buonasera,il film le cui sequenze sono usate per la sigla di Fuori Orario non è L'Atlantide,ma L'Atalante di Jean Vigo. Ire

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