Ricerca avanzata

Recensioni


    • Da una storia vera di Vigan Delphine de


      Delle volte vorrei essere una persona precisina che quando legge un libro prende appunti, segna impressioni, riflessioni, e poi, come ai tempi dell'università, mette insieme il tutto e ne racconta bene benissimo di tutto quello che ha pensato e provato durante "il viaggio". Ebbene, no, non lo sono. e in questo caso specifico mi spiace enormemente. Anche se forse, per me, questo è più un libro da raccontare in macchina. Ossia quando qualcuno accanto a me guida e io guardando fuori dal finestrino gli racconto quello che sto leggendo. Un po' il mio viaggio nel viaggio. Della De Vigan avevo iniziato solo il suo ultimo romanzo dove raccontava della morte della madre, ma non ce l'ho fatta. Non per lei, ma per quello che mi smuoveva. Però la curiosità di lei c'era, eccome se c'era, così quando ho visto questo non mi sono trattenuta dal volerlo (poi, vabbè, ha anche la copertina rossa), soprattutto dopo aver letto un po' la trama: lei, l'autrice confessa di esser stata vittima del blocco dello scrittore e in questo ha avuto un ruolo fondamentale L. L: resterà per tutto il romanzo L., L. sarà la sconosciuta che a una festa "seduce" Delphine e che in maniera inaspettata diventa una presenza "onnipresente" nella sua vita. Cosa ha di bello, per me, questo romanzo? Intanto la scrittura, che in un momento dove fatico a leggere e concentrarmi mi ha rapita, poi (forse soprattutto) il fatto di essere una sorta di thriller psicologico ma fortemente introspettivo e riflessivo. Ha il bello della foga di voler sapere cosa succede pagina dopo pagina e il bello (che amo) di farti riflettere . Riflettere sulla vita e sulla "verità vs finzione", si, perché è questa la sua forza. De vigan per tutta la storia riflette su cosa è oggi scrivere, scrivere romanzi. su cosa vogliono i lettori (finzione, storie, o verità reality che tanto vanno di moda?), su cosa c'è di vero in un romanzo inventato e cosa c'è di finzione in un romanzo "verità\autobiografico". E sa giocare benissimo con questi due piani, ci gioca con voi, che mentre leggete questa storia [Da una storia vera] vi racconta di lei, delphine, dei suoi romanzi, dei suoi figli, del suo compagno, della sua vita... e se cercherete, vedrete che è tutto autobiografico.. ma... Da una storia vera - Delphine de Vigan 302 p., brossura - 19 € - Mondadori ISBN 9788804661733



      Scritto da Ladradilibri, domenica 26 marzo 2017

        Segnala abuso

    • Cent'anni di solitudine di García Márquez Gabriel


      Ingredienti: le avventure lunghe un secolo di un’originale famiglia sudamericana, una trama fitta di eventi e personaggi intricata come una foresta tropicale, il succedersi di nascite, morti, amori, rivoluzioni e profezie in una storia circolare, uno sperduto paesino colombiano (Macondo) come palcoscenico di una fantasmagorica umanità. Consigliato: a chi vuole osservare la magia farsi realtà e il quotidiano diventare straordinario, a chi guarda il mondo con gli occhi da ribelle solitario.



      Scritto da angebet, martedì 19 luglio 2016

      Piace a 1 utente della community

        Segnala abuso

    • Sacré bleu di Moore Christopher


      Sacrebleu! Si fa presto a dire Blu. /// Ma se diciamo “sacré bleu”, la storia cambia. Oh, se cambia! Il sacro è il blu più bello e prezioso, si ottiene dalla polvere del lapislazzulo. Salpa dall’Oriente e approda in Occidente. Eccolo, è il blu oltremare. Il sacré bleu. E dal sacro pigmento prendono vita la Parigi di fine Ottocento e i suoi più grandi impressionisti. Lucien Lessard, fornaio aspirante pittore, ha una musa bellissima e misteriosa. Juliette. Ambiguo e oscuro è il Colorista che l’accompagna. Hanno poteri prodigiosi e inquietanti. Nel vortice di colori, vapori d’alcol e odori di bordello si districano e s’arruffano oscure trame: la morte di Van Gogh e un succedersi d’incomprensibili avvenimenti. Che il blu oltremare ne sia responsabile? /// È un romanzo blu. Blu di mistero. Blu di storia. Blu d’arte. Blu d’ironia. Blu d’amore. E blu di follia. Ha ragione Christopher: il blu è inafferrabile. Provate a catturare il colore del cielo, a raccogliere il blu del mare. /// “Il blu è astuto, sornione, sguscia nella stanza di sbieco, è subdolo e scaltro. Questa storia parla del colore blu, e al pari del blu non vi è niente di vero. Blu è la bellezza, non la verità. In inglese si dice true blue, ma è un giochetto, una rima: ora c'è, ora non più. È un colore profondamente ambiguo, il blu”. /// Appunto. Si fa presto a dire Blu. /// Ci sei riuscito Moore! Sarà perché mi perdo nel blu oltremare. Sarà perché hai intrecciato con abilità storia e sogno, mistero e ironia. Sarà perché la tua antipatia per Degas uomo m’ha invogliata a conoscerlo al di là della sua arte. Sarà per tutto questo e per altro ancora. So che ho un appuntamento con Renoir, Sisley, Monet, Pissarro, Gauguin e ti porterò con me. Guarderemo insieme l’ambiguo blu con le sue infinite sfumature, cercheremo l’oltremare là, sulle tele. Faremo un viaggio nello spazio e nel tempo. L’hanno fatto loro. Possiamo farlo anche noi. Sacrebleu! /// P.S. Bellissima e appassionata la postfazione.



      Scritto da Patricija, giovedì 31 marzo 2016

      Piace a 1 utente della community

        Segnala abuso

    • Innamorarsi a New York di Hill Melissa


      Bello!!! Mi è piaciuto davvero tanto perchè dà valore e significato alla parola "famiglia". La protagonista si trova a dover affrontare una situazione grave: a seguito di un incidente perde la memoria di tutto quello che le succede, non ricorda gli eventi che vive. E allora la famiglia le viene in aiuto. E anche una persona "speciale", incontrata per caso a New York, l'accompagnerà in questo suo nuovo mondo. Che dire di più? Il libro è scritto bene ed è un piacere leggerlo. Complimenti a Melissa Hill. Leggerò sicuramente l'altro suo libro "Un regalo da Tiffany". LO CONSIGLIO.



      Scritto da Butterfly, mercoledì 26 agosto 2015

        Segnala abuso

    • Lettere a un amore perduto di Grey Iona


      Trovo sempre interessanti i libri che raccontano diverse vicende, tra presente e passato, che in qualche modo si intrecciano. In questo caso ciò che è successo in passato influisce su ciò che succede nel presente e viceversa, visto che anche la vicenda del passato non è ancora conclusa. La storia si sviluppa poco a poco e conosciamo i personaggi sempre più profondamente. È molto appassionante scoprire come il destino di ognuno di loro sia condizionato dalla storia degli altri e mi è sembrato che questo desse un senso ad entrambe le vicende ed al loro “incontrarsi”. Mi è piaciuto tantissimo leggere i pensieri di Jess sull'amore tra Dan e Stella, ha reso tutto più vero e me l'ha fatta sentire più vicina. Insieme a lei ci si chiede che cosa sia successo e si è sempre più presi, emozionati e curiosi. L'amore che viene descritto è il tipo di amore di cui vorrei sempre leggere. È un amore totale, senza dubbi, per cui si farebbe qualsiasi cosa, che dura nel tempo, nonostante la separazione e gli enormi ostacoli.



      Scritto da cla86, sabato 27 giugno 2015

        Segnala abuso

    • Salto nel buio di Cussler Clive


      1914: Nella stessa notte una nave affonda nel fiume S. Lorenzo ed un treno precipita a causa del crollo di un ponte. Sembra una tragica coincidenza, in realtà sul treno e sulla nave viaggiavano due rappresentanti dei governi di Stati Uniti e Inghilterra che portano con se un trattato che potrebbe cambiare gli equilibri politici internazionali. 1989 : Gli stati uniti sono sull'orlo di una crisi politico-energetica che sembra essere irrisolvibile. L'unica salvezza sembra essere proprio quel documento che giace da più di mezzo secolo sul fondo di un fiume. Inizia una corsa contro il tempo e contro temibili avversari dove il solito grande Dirk Pitt si distinguerà per gesta eroiche inarrivabili. Bel romanzo d'avventura. Clive Cussler non ha deluso nemmeno stavolta confezionando una trama intrecciata e creando un'atmosfera d'attesa avvolgente che invoglia a leggere per sapere cosa succederà ma anche solo per il piacere di farlo.



      Scritto da menestrello, lunedì 15 giugno 2015

        Segnala abuso

    • Aprire il fuoco di Bianciardi Luciano


      Con Bianciardi succede “un quarantotto. Anzi, un cinquantanove”. Il precettore gioca coi suoi discenti a disquisire sulle parole. Al complesso gioco lessicologico s’aggiunge quello temporale. E così Oriana Fallaci è al braccio del conte Porro, Gassman e Tognazzi in compagnia di Pellegrino Rossi e del generale Aloja. Quel certo Signor G. con la chitarra in mano canta Porta Romana proprio là, a quella Porta dove la folla lo applaude infervorata. Frigoriferi e automobili capovolte danno forma alle barricate di quel ’59, e gli insorti di Linate armati di schioppi, falci, roncole e forconi hanno a capo un novello Jannacci. Sennonché una rivoluzione per esser tale deve durare. Altrimenti fallisce. E “dovunque la rivoluzione ha cessato di essere permanente, là è ritornata la tirannia". Accade allora che il Radetzky di turno riprende il comando, ripristina l’ordine, impone qualche grasso gabello ai ricconi che non pagheranno e il volgo meschino, povero e diviso si sentirà salvato e acclamerà il dittatore. I noti facoltosi riparano in Svizzera salvando il malloppo. Il precettore si ritira a Nesci col vecchio Mauser fedele compagno nelle cinque giornate. Scruta ancora dalla finestra, giù verso il gabellino, attente un segno. Se arriva un altro aguzzino è pronto ad aprire il fuoco. E a sognare. E a credere che un’altra rivoluzione è possibile. Ancora. Quelli come lui non si adeguano. Non si arrendono. Mai. /// Sembrerebbe divertente. Se non fosse per la rabbia, il dolore e la delusione per una rivoluzione fallita. Per un Risorgimento mancato. /// Ascoltate Luciano. Leggete Pisacane prima del dottor Guevara.



      Scritto da Patricija, sabato 6 giugno 2015

      Piace a 1 utente della community

        Segnala abuso

    • L' L' illusione di Rota Claudio


      I punti di forza di questo romanzo sono una scrittura semplice e scorrevole, una trama che funziona, molto ben pensata e sviluppata, personaggi a cui ci si affeziona facilmente, colpi di scena anche in momenti totalmente inaspettati ed un finale magico e commovente. Incuriosisce molto, viene voglia di sapere cosa succederà e quale sarà la soluzione del "mistero". Ho apprezzato alcuni piccoli riferimenti a cose specifiche della città che danno un ulteriore tocco in più. La storia è piacevole, è una storia positiva, interessante e non scontata. Si può leggere tutto d'un fiato senza stancarsi mai e volendone sempre di più o si può gustare poco per volta impazzendo dalla voglia di riprenderlo in mano per sapere come la storia si evolverà. I personaggi sono caratterizzati da vari elementi e dettagli sulla loro vita, le loro passioni ed abitudini e sono proprio queste cose a fare la differenza, a dare un senso ad ogni personaggio e a far sperare che alla fine si risolva tutto per il meglio.



      Scritto da cla86, martedì 2 giugno 2015

        Segnala abuso

    • Origin di Armentrout Jennifer L.


      Katy, Daemon e gli altri devono affrontare la situazione che si è creata dopo gli eventi di “Opal”. In questi momenti di disperazione si riesce a percepire sempre di più quanto Katy e Daemon siano legati e quanto siano fondamentali l' uno per l' altra. La storia in generale diventa ancora più interessante, ma la vera forza della serie rimangono sempre loro due ed i momenti tra loro. Potrebbe succedere di tutto o assolutamente niente ed in ogni caso le scene con loro rimarrebbero fantastiche, una meraviglia. Le loro battutine anche in momenti disperati rendono tutto piacevolissimo e divertente, inoltre sono estremamente intensi l' uno con l' altra, sono troppo emozionanti. Comunque questo romanzo, ancor più dei precedenti, tiene costantemente con il fiato sospeso. Ci sono tantissime rivelazioni, cambiamenti, sconvolgimenti, colpi di scena e perdite. Non si sa mai di chi potersi fidare e a chi credere, il senso di incertezza tiene sempre la tensione altissima.



      Scritto da cla86, sabato 4 aprile 2015

        Segnala abuso
1 2 3 4 5  ... 
Già iscritto?
Iscriviti