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Recensioni


    • La La chimera di Vassalli Sebastiano


      Ingredienti: una “esposta” adottata e solitaria, un piccolo paese scomparso sperduto tra le risaie, una caccia alla strega basata su paure immotivate e fede irrazionale, un’ambientazione stile “Promessi sposi” ma senza interventi provvidenziali e lieto fine. Consigliato: a chi vuole scoprire uno scrittore limpido e freddo come la neve ma solido e monumentale come le montagne, a chi vuole esplorare un romanzo storico dal lato degli ultimi e dei maledetti.



      Scritto da angebet, venerdì 23 ottobre 2015

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    • La La chimera di Vassalli Sebastiano


      «Bruciare vivi è la morte più orrenda che ci sia e io non credo di togliere nulla alla pena che i giudici hanno stabilito per la strega togliendole un poco di quella capacità di intendere che è anche capacità di soffrire. Che Dio mi perdoni se sto per commettere un errore, e che Dio ci aiuti!». /// In quest’orgia macabra e folle, ha avuto più cuore il boia dell’intera comunità. /// Anno domini 1610. «Maledetta strega! Devi crepare! A morte! Al rogo!» “Antonia non fu più. Esplose il giubilo della folla: i tamburi, le raganelle, le trombe, le collane di barattoli quasi non si sentivano, sopraffatti com’erano dal frastuono di migliaia di voci che gridavano la gioia irripetibile di quel momento e di quell’ora: «Evviva! Evviva!». /// “La chimera” non è un romanzo. Non solo. È la storia di egoismi e ipocrisie. Di timori e spietatezze. È la storia della bestialità umana, del desiderio incontenibile d’affondare gli occhi nello spasmo ultimo della vittima designata. È la storia dell’intolleranza, del fanatismo, della violenza figlia dell’ignoranza. È la storia del seme maledetto che troppe volte è nato e fiorito, che troppe volte ha dato il suo frutto. La forma cambia, la sostanza rimane pressoché invariata. Cambiano i nomi dei carnefici e delle vittime. Variano gli scenari, i copioni e le comparse. Ieri erano piazze gremite di gente urlante, oggi appartamenti d’ogni sorta e vicini indifferenti. /// In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen. Il tempo scorre, le vite si spengono inghiottite dal nulla. È la storia del mondo. Rimane il nulla. E quell’Assenza che il nulla abita.



      Scritto da Patricija, venerdì 3 luglio 2015

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