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Recensioni


    • Dora Bruder di Modiano Patrick


      “Viene buio presto” ci avverte il Premio Nobel per la Letteratura 2014, Patrick Modiano, la cui scrittura è un vero e proprio atto di resistenza a qualsiasi forma di oblio, in questo romanzo in cui lancia appelli “ai margini della notte”, segnali di luce emanati dalle parole per sciogliere quel grumo di ignoto e di silenzio in cui si sono perse le tracce di “una ragazza di 15 anni, Dora Bruder, m 1,5... Continua su http://bit.ly/dorabruder



      Scritto da TIMreading, venerdì 17 novembre 2017

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    • Dora Bruder di Modiano Patrick


      Un viaggio a ritroso, iniziato dopo aver letto nel 1995, su un giornale del 1941,della scomparsa di Dora Bruder, ragazzina che all'epoca aveva solo 15 anni. All'inizio speri che sia solo una normale scomparsa di una ragazzina troppo sveglia e con la voglia di evadere ma poi ben presto di rendi conto che in quegli anni si spariva per un solo ed unico motivo. Modiamo cerca prove, fa supposizioni, cerca possibili percorsi che la ragazzina magari ha fatto nella Parigi di allora,per poter in qualche modo spiegare e capire come si siano svolti i fatti.. Tanti passaggi restano nel buio, sono tentativi di ricostruire prima la sua fuga e poi la sua deportazione... Un modo per non dimenticare Dora... Il finale è dei più tristi... Modiano cita diversi artisti, tra cui lo scrittore Friedo Lampe,morto nella primavera del 45, il poeta Roger Gilbert-Lecomte nel dicembre del 43, Robert Desnos, giugno 45 e inoltre cita anche Antonin Artaud ..come a ricordare i suoi simili... Che altro dire? Ho scoperto Patrick Modiano e la sua scrittura mi ha affascinato..



      Scritto da Sally68, mercoledì 12 luglio 2017

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    • Dora Bruder di Modiano Patrick


      31 dicembre 1941. Sul quotidiano Paris-Soir appare l’annuncio di due genitori che chiedono notizie della figlia scomparsa. Lei è Dora Bruder, ebrea francese, quindicenne. Leggendo anni dopo quell’appello, Modiano cerca di ricostruire quello che ha fatto la ragazza durante gli otto mesi di assenza, dopo i quali la ritroveremo imprigionata con il padre nel velodromo d’Inverno in attesa della deportazione. Modiano ricerca i motivi che hanno causato la fuga della ragazza, ricostruendo la storia della sua famiglia, inseguendone le tracce attraverso i quartieri periferici di Parigi, tra alberghi e cinema oramai scomparsi. Ma quel segreto rimarrà insoluto. Dissolto, come tante altre storie, attraverso i camini di Auschwitz. Sarà comunque questo mistero irrisolto, questo ''povero e prezioso segreto che i carnefici, le ordinanze, le autorità cosiddette d'occupazione, il Deposito, le caserme, i campi, la Storia, il tempo - tutto ciò che insozza e distrugge - non sono riusciti a rubarle'', che fisserà nel tempo il suo ricordo. Indubbiamente un buon romanzo. Tuttavia Modiano non mi esalta. Ma forse il mio giudizio è condizionato da eccessive aspettative.



      Scritto da Cirodeniro, giovedì 24 settembre 2015

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    • Dora Bruder di Modiano Patrick


      Ingredienti: gli ultimi mesi di vita di una ragazza ricostruiti 50 anni dopo la morte, le ricerche di sue orme tra rioni, strade, collegi e prigioni, un vuoto da riempire con frammenti, ipotesi e analogie, un vuoto da conservare come un segreto che sfugge alla morte ed alla crudeltà. Consigliato: a chi vuol scoprire lo stile asciutto, scarno ed originale di un Nobel inatteso, a chi vuole affacciarsi su una vertigine di dolore, umanità, speranza ed orrore.



      Scritto da angebet, mercoledì 12 novembre 2014

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    • Dora Bruder di Modiano Patrick


      In questo tempo di ipocrisia ,credo sia necessario affermare un pensiero libero ,anche se stonato nel coro della critica. Il libro non mi è piaciuto ,ma non perché non l'ho compreso ,piuttosto perché non ho capito la scelta di decretare l'autore così meritevole .Il pathos dov'è? C'è il logos ,ma anche questo discutibile a tratti. Se ci sono ed io non li ho ravvisati ,aiutatemi .Nella foto di copertina ,lo sguardo triste di Dora è più eloquente di tutte le 136 pagine scritte su di lei .



      Scritto da manu65, venerdì 7 novembre 2014

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    • Dora Bruder di Modiano Patrick


      Decisamente chiaro perché il Premio Nobel per la Letteratura 2014 è stato attribuito a Modiano: una scrittura così incisiva, semplice ma forte, chiara e diretta ma anche capace di insinuare nel lettore dubbi e fantasie. Fa riflettere questo romanzo breve di Modiano, un concentrato di storia e tragedia raccontato come una cronaca, un'indagine. Sulle tracce di una donna ebrea scomparsa nel 1941 - conosciuta dall'autore attraverso un vecchio annuncio pubblicato su Paris-Soir - e poi deportata, tutta la storia europea tra nazismo e guerra, la cultura della prima metà del Novecento, la Parigi che non esiste più rivivono per noi. Consigliato: cercate in rete il ritratto fotografico che Modiano descrive nella sua narrazione e ne sarete impressionati. Lo scrittore analizza questa immagine in una pagina, poche righe, ma che non ci faranno dimenticare la nonna materna, la madre Cécile e Dora, con la sua espressione di "mesta dolcezza e di sfida".



      Scritto da rosatiravento, lunedì 20 ottobre 2014

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